Favole in hiragana – Il mostro senza nome

L’idea da cui parte questo nuovo, piccolo, progetto nasce da un’iniziativa di Shishigami sul suo Kanji Mania. Ho pensato di proporvi la trascrizione in hiragana di alcune favole… la seguente, tanto per cominciare, tratta da Monster, uno splendido anime dalle tinte assai cupe (ok, ho detto “favola” ma non pensate stia parlando di cappuccetto rosso!). Prossimo appuntamento, invece, sarà Urashima Tarou, un classico tra le favole giapponesi. La traduzione dal giapponese è di Shishigami. Sul suo blog chi è più avanti con lo studio può trovare anche la trascrizione della storia, kanji compresi.

むかし むかし、ある ところ に、なまえ の ない かいぶつ が いました。
Tanto tempo fa, in una terra lontana, viveva un mostro senza nome.

かいぶつ は、なまえ が ほしくて ほしくて しかた ありません でした。
Il mostro desiderava moltissimo un nome.

そこ で かいぶつ は たび に でて、なまえ を さがす こと に しました。
Decise così di iniziare un viaggio per cercarsene uno.

でも せかい は ひろい ので、かいぶつ は ふたつ に わかれて たび に でました。
Ma il mondo è grande, così il mostro si divise in due e le due metà si misero in viaggio.

いっぴき は ひがし へ、もう いっぴき は にし へ。
Uno diretto a est, e l’altro diretto a ovest.

ひがし へ いった かいぶつ は、むら を みつけました。
Il mostro diretto a est trovò un villaggio.

むら の いりぐち に は かじや が いました。
All’entrata del villaggio c’era un fabbro.

かじや の おじさん、ぼく に あなた の なまえ を ください
“Signor fabbro, per favore dammi il tuo nome”

なまえ なんて、あげられる もの か
“Non posso darti il mio nome”

なまえ を くれたら、おれい に おじさん の なか に はいって、
ちから を つよく してあげる よ
“Se mi darai il tuo nome, per ringraziarti entrerò dentro di te e ti renderò più forte”

ほんとう か、ちから が つよく なる なら、なまえ を あげよう
“Davvero? Se diventerò più forte, ti darò il mio nome”

かいぶつ は かじや の なか に はいって いきました。
Il mostro entrò dentro il fabbro.

かいぶつ は かじや の オットー に なりました。
Il mostro diventò il fabbro, Otto.

かいぶつ の オットー は、むら いちばん の ちからもち。
Otto, il mostro, era il più forte del villaggio.

でも、ある ひ、ぼく を みて、ぼく を みて、ぼく の なか の かいぶつ が こんな に おおきく なった よ
Ma un giorno…”Guardatemi, guardatemi! Il mostro dentro di me è diventato così grande!”

バリバリ グシャグシャ バキバキ ゴクン。
*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*

おなか の すいた かいぶつ は、オットー を なか から たべて しまいました。
Il mostro, che era diventato affamato, mangiò Otto dall’interno.

かいぶつ は、また、なまえ の ない かいぶつ に ぎゃくもどり。
Il mostro era tornato ad essere di nuovo un mostro senza nome.

くつや の ハンス の なか に はいって も、バリバリ グシャグシャ バキバキ ゴクン。
Quando poi entrò dentro Hans, il calzolaio.
*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*

また、なまえ の ない かいぶつ に ぎゃくもどり。
Era di nuovo tornato ad essere un mostro senza nome.

りょうじん の トマス の なか に はいって も、バリバリ グシャグシャ バキバキ ゴクン。
E anche quando entrò in Tomas, il cacciatore.
*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*

やっぱり、なまえ の ない かいぶつ に ぎゃくもどり。
Ancora una volta, era tornato ad essere un mostro senza nome.

かいぶつ は、おしろ の なか に すてき な なまえ を さがし に いきました。
Il mostro entrò in un castello per trovare un nome stupendo.

おしろ の なか に は びょうき の おとこ の こ が いました。
Nel castello c’era un bambino ammalato.

きみ の なまえ を ぼく に くれたら、つよく して あげる よ
“Se mi dai il tuo nome ti renderò più forte”

びょうき が なおって つよく なる なら、なまえ を あげる
“Se posso guarire e diventare più forte, allora ti darò il mio nome”

かいぶつ は おとこ の こ の なか に はいって いきました。
Il mostro entrò dentro il bambino.

おとこ の こ は、とても げんき に なりました。
Il bambino guarì subito.

おうさま は おおよろこび。
Il re ne era molto felice.

おうじ が げんき に なった。おうじ が げんき に なった
“Il principe è guarito! Il principe è guarito!”

かいぶつ は、おとこ の こ の なまえ が き に いりました。
Il mostro si affezionò al nome del bambino.

おしろ の くらし も き に いりました。だから、おなか が すいて も がまん しました。
Si affezionò anche alla vita del castello. Così, anche se divenne affamato, si trattenne.

まいにち まいにち、おなか が ぺこぺこ でも がまん しました。
Anche se ogni giorno diventava sempre più affamato, si trattenne.

でも あまり おなか が すいて しまった ので、
Ma un giorno diventò talmente affamato che…

ぼく を みて、ぼく を みて、ぼく の なか の かいぶつ が こんな に おおきく なった よ
“Guardatemi, guardatemi! Il mostro dentro di me è diventato così grande!”

おとこ の こ は、おうさま も けらい も みんな たべて しまいました。
Il bambino mangiò il re e tutti i suoi servitori.

バリバリ グシャグシャ バキバキ ゴクン。
*gnam gnam* *crunch crunch* *chomp chomp* *gulp*

だれも いなく なって しまった ので、おとこ の こ は たび に でました。
Dato che non c’era più nessuno, il bambino si mise in viaggio.

なんにちも なんにちも あるきつづけて。
Continuò a camminare per molti, molti giorni.

ある ひ、おとこ の こ は、にし へ いった かいぶつ に であいました。
Un giorno, il bambino incontrò il mostro che si era diretto a ovest.

なまえ が ついたよ。すてき な なまえ なんだ
“Ho trovato un nome. E’ un nome stupendo!”

にし へ いった かいぶつ は いいました。
Il mostro diretto a ovest rispose,

なまえ なんて いらない わ。なまえ なんて なくて も しあわせ よ
“Non hai bisogno di un nome. Puoi essere felice anche senza un nome”

わたしたち は、なまえ の ない かいぶつ です もの
“Dopotutto, siamo mostri senza nome”

おとこ の こ は、にし へ いった かいぶつ を たべて しまいました。
Il bambino mangiò il mostro che si era diretto a ovest.

せっかく なまえ が ついた のに、
Anche se finalmente aveva trovato un nome,

だれも なまえ を よんで くれる ひと は いなく なりました。
non era rimasto più nessuno che potesse chiamarlo con quel nome.

ヨハン、すてき な なまえ な のに。
Eppure Johan era un così bel nome.

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26 thoughts on “Favole in hiragana – Il mostro senza nome

  1. Ciao
    Ti chiedo scusa in anticipo, è da tanto che seguo il tuo blog (feed su Google reader) ma ho letto solo ora che gradisci ricevero commenti di incoraggiamento. ^_^
    Sto studiando anche io il giapponese, all’inizio ho provato da autodidatta ma, non avendo molto tempo causa lavoro, ho iniziato a frequentare un minicorso. L’insegnate è molto bravo ma facendo solo una volta la settimana si va molto lenti. Il mio obbiettivo sarebbe quello di provare a dare il JLPT 5 a dicembre 2012. Sto provando vari metodi di studio. Al momento penso che la priorità sia di iniziare a farmi un pò di vocabolario e di kanji (ho trovato il tuo blog proprio cercando la lista ufficiale dei kanji per il livello 5). Per fare questo avevo pensato di provare a tradurre piccoli testi tipo favole per bambini e quindi questa tua iniziativa la gradisco molto. ;-) La cosa è faticosa ma studiando i singoli kanji ripetendoli uno per uno senza “applicazione pratica” mi sembra che non serva a molto. Piu utile se si vedono usati direttamente in un testo. Mi sono armato di varie grammatiche giapponesi (quella rossa della Hoepli e una piccolina della garzanti mi sembra), Nelson (libro dei kanji) e il dizionario giapponese-italiano della zanichelli. In base alla tua esperienza pensi che sia una buona idea?
    Mi puoi rispondere anche per email, l’indirizzo l’ho messo in questo commento.
    Ciao e grazie ancora per il materiale che metti a disposizione.
    ありがとうございます

  2. Il metodo che stai usando è grossomodo quello che ho usato anch’io… Io ho seguito le prime 5-6 unità del corso hoepli, mi sono rotto e mi sono messo a tradurre canzoni usando la grammatica.
    I pro di questo metodo sono enormi: non ti annoi… anche se non traduci canzoni, ma cose più noiose, la “sfida mentale” data dal tradurre è molto stimolante e non ti permette di annoiarti.
    Non è cosa da poco, perché se non ti annoi, continui. Se un altro metodo è più efficiente, ma non interrompi lo studio, be’, non serve a niente, altro che “efficiente”.
    Secondo vantaggio: capisci molto meglio degli altri la struttura della frase giapponese… cioè, quando gli altri proveranno a scrivere o parlare in giapponese faranno un “calco” dall’italiano, mentre tu, avendo visto molte più frasi espresse in modo naturale, avrai in testa come ci si deve esprimere in quella situazione.
    Anche i contro sono notevoli e sta a te colmarli. Il primo lato negativo sta nel fatto che per tradurre userai la grammatica e salterai avanti e indietro nel testo, da argomenti più facili, ad altri più difficili. Questo comporta due cose… farai fatica a capire, perché non stai studiando in modo lineare, progressivo. Inoltre lascerai indietro degli argomenti basilari, ritrovandoti con delle lacune.
    Inoltre non sarai fisicamente abituato a parlare, per cui se anche le tue traduzioni saranno perfette, parlare ti risulterà problematico.

    Il consiglio più utile che posso darti, per rimediare a questi lati negativi del metodo, è quello di sforzarti di scrivere… facendo gli esercizi di scrittura proposti dal tuo libro, ricopiando a mano le favole (cosa utile anche per lo studio dei kanji e per memorizzare i vocaboli), ma anche inventando pensierini, prima, e poi favole (per restare in tema) e testi più lunghi… così sarai costretto a cercare quegli argomenti più basilari che avevi lasciato indietro e sarai costretto a pensare come esprimerti in giapponese, migliorando le tue capacità espressive (attenzione però, perché pensare e parlare sono cose diverse… così ti consiglierei anche di leggere ad alta voce i testi cercando d’essere veloce, all’inizio, e poi, quando riesci, anche naturale).

    Una nota finale sull’uso specifico delle favole. Le favole “insegnano” il giapponese che insegnano i libri (a parte il discorso diretto che trovi nella favole, spesso più colloquiale). Puoi ascoltare questo video e poi cercare un drama televisivo per capire al volo, se non quel che si dice, ovvio, perlomeno il fatto che “suonano in modo molto diverso”.
    Spesso il linguaggio delle favole è “innaturale” (naturale per le favole, meno per la lingua di tutti i giorni) perché tutte le forme sono cortesi e conclusive (desu, -masu), senza le classiche forme sospensive (-ndesu ga…, sou na-n-desu kedo…, sore de, sugoku ureshikute sa…) e spesso nemmeno le particelle finali (es. banali: ne, yo, sa, eccetera), poiché le trovi quasi solo nel discorso diretto e nella comunicazione scritta intesa come discorso diretto (mail, blog, ecc). Insomma, le favole sono un inizio, ma devi sapere che lo stile che imparerai è “limitato”… utile per studiare la grammatica di base, ma non per comprendere (e soprattutto “riprodurre”) la normale lingua parlata (né colloquiale né cortese!).

    Spero d’esserti stato d’aiuto, se servono chiarimenti, chiedi pure ^__^

  3. Grazie per l’esauriente spiegazione. Si, hai ragione sulle favole. L’ultima volta che sono stato in Giappone mi sono comprato un libro di favole per bambini piu che altro perche speravo che il linguaggio fosse piu semplice e anche perche era scritto tutto in hiragana e, cosa piu importante, c’erano gli spazi tra le parole. Però contiene parecchie parole strane tipo, per fare un esempio, l’espessione むかし むかし che all’inizio non capivo come tradurre. Al momento la difficoltà maggiore che trovo e “riconoscere” la radice di un verbo coniugato per cercarlo nel dizionario. presumo che mi dovro studiare meglio i verbi prima. Mi rendo conto che sto tentando di “bruciare le tappe” ma almeno ci provo. :-P Un’altra diea che mi era venuta per diventare piu “fluido” nella lettura di hiragana e katakana è usare un software per convertire un testo scritto in italiano romajii in rigarana/katakana così da poterlo leggere e memorizzare meglio i simboli. Ma adesso che ho potuto fare qualche prova non mi sembra piu una buonissima idea, tu cosa ne pensi?

  4. Eh, sì, ci sono una serie di espressioni tipiche delle favole, spesso ripetizioni…
    mukashi mukashi (c’era una volta)… sore wa sore wa (semplice ripetizione)… medetashi medetashi (ca. “vissero felici e contenti”).
    Spesso sono complesse, specie l’ultima che richiederebbe una spiegazione grammaticale non da poco, visto che è la forma classica conclusiva di un aggettivo in -i (medetai).

    Comunque… penso che un programma che permetta di fare avanti e indietro da roomaji a hiragana (magari anche katakana) sarebbe fantastico. Pensa, ci incolli un testo, evidenzi una parola o tutto… e passa ad hiragana e viceversa. Purtroppo non l’ho mai trovato… Sarebbe utile perché leggi un testo hiragana, hai un dubbio e converti una parola… cose del genere…
    Cavoli a ben pensarci sarebbe utile anche a me per trasformare in un attimo tutti i testi di canzoni in hiragana… non dovrei scocciarmi a riscrivere! XD
    Certo, serve sapere alcune regole del roomaji perché se il programma trova shinai e non sa se scrivere しんあい (amore profondo) しない (spada di bambù) non è bello… d’altronde la regola c’è: しんあい si trascrive shin’ai …ma la sanno in pochi^^

    Anch’io avevo difficoltà con i verbi all’inizio… spesso studiare le forme in -masu per prime è uno svantaggio. Ho ho dato un’accelerata al mio studio con il libriccino “The handbook of japanese verbs” di Taeko Kamiya, che ti consiglio a occhi chiusi… uno degli acquisti di cui sono più contento… e costa pure pochissimo^^
    (^_^)/°”

    • Mi fa piacere vedere che qualcuno ci si mette d’impegno!^^ Ci sono molti altri esercizi sull’hiragana (ci arrivi dalla barra, dove dice indice – imparare l’hiragana). Semplici esercizi, ma anche video e… canzoni! -_^

  5. Lascio un commento anche io. Ho appena iniziato a studiare giapponese da autodidatta, ho cercato in parecchi siti per riuscire a capire meglio, ma la maggior parte insegnano solo alcune cose, con le tue spiegazioni ho una visione ampia per riuscire ad imparare, e molte volte i siti sono in inglese, ti ringrazio per lo sforzo che fai m(_ _)m … Anche gli esercizi mi sono molto utili, in poco tempo sono riuscita a ricordare tutti gli hiragana a forza di leggere questa storia e a forza di ascoltare la pronuncia. Grazie mille *^*

  6. Grazie mille per il tuo lavoro. Ho iniziato da un po’ lo studio del giapponese e conoscevo già hiragana e katakana ma ho sempre avuto difficoltà nella lettura vera e propria delle favole o altro, grazie a questi tuoi post tuttavia, avendo a disposizione una voce narrante dal video, sono riuscita a perfezionarmi. Continuerò a seguire le tue lezioni con impegno!

    • Questa e’ una delle pochissime eccezioni alla semplicissima pronuncia giapponese… La particella che si pronuncia wa in kana si scrive sempre ha… La ragione e ‘ storica… Sembra difficile ma alla fine si capisce facilmente quando devi pronunciare wa… Attenzione che lo stesso discorso vale nei saluti konbanwa konnichiwa, l’ultimo wa si scrive ha.

        • sì, ottimo me ne ero dimenticata… tra l’altro spero di non dire una cavolata ma sono abbastanza certa che oggigiorno la sillaba wo non si usa più se non per la particella…certo ad arrivare al livello del nostro kaze sensei ce ne vuole… ma ora che sono tornata un po’ più libera spero di dargli una mano, solo che io mi limito a rispondere alla domanda specifica!!

        • NB vale anche per “he” che pronuncio “e”.

          Una specifica però va fatta… sebbene si dica la particella tematica “ha” si legge “wa”, non è il “wa” che pensiamo… cioè con un chiaro suono UA, la U è poco accentuata… Purtroppo per la resa precisa ci vorrebbe l’audio e ovviamente non mi è possibile.
          Tuttavia basta un consiglio. Pronunciando la U si chiudono molto le labbra e le si spinge un po’ in fuori, come per dare un bacio (per quanto goffo^^).
          Ecco, provate a non chiudere molto le labbra/la bocca e a portare all’indietro, verso i denti il labbro inferiore, quasi a coprirli…
          E’ questione di un istante, eh, non serve enfatizzare o facce strane.
          ps. se trovate l’audio della parola “kaWAii” esercitatevi con quello, è un’ottima parola perché si trova spesso e la pronuncia è proprio quel che vi serve (tanto che fino al dopoguerra si scriveva kaHAii, non kaWAii).

Fatti sentire! (ノ ° Д°)ノ

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