Kitsune 狐

wagaya no oinarisama

Questo articolo è una collaborazione tra Sakura e Kazeatari

Kitsune (狐) in giapponese significa Volpe e nella mitologia giapponese appartiene alla categoria degli Yōkai, spiriti demoniaci. Esistono due tipi di volpi-demoni: la Volpe Rossa del Giappone (che vive sull’isola di Honshū) e la Volpe di Hokkaidō (che vive sull’isola di Hokkaidō appunto).

Kitsune: storia e leggenda

Nella mitologia giapponese, si è sempre creduto che gli animali fossero dotati di una grande intelligenza e grandi poteri: tra i poteri il più importante è l’abilità di cambiare aspetto e assumere sembianze umane. Solitamente le kitsune appaiono sotto l’aspetto di bellissime donne, mai anziane.
Altri poteri attribuiti a queste creature sono la capacità di appiccare o sputare fuochi, entrare nei sogni, creare illusioni, altre storie e miti raccontano anche di come riescano a piegare il tempo e lo spazio o di assumere anche la forma di altissimi alberi o di diventare addirittura una seconda luna.

In molte raffigurazioni e dipinti, le kitsune vengono raffigurate mentre proteggono e custodiscono una sfera (Hoshi no Tama o Sfera della Stella): la leggenda racconta che chi riesce ad impossessarsi della sfera può obbligare la kitsune all’obbedienza; la sfera è importante per la “volpe” perché è in questa sfera che deposita metà del suo potere quando si trasforma in essere umano o in qualsiasi altra forma. In caso venga sottratta loro la sfera, mantenere la promessa d’obbedienza è essenziale, poiché non facendolo scenderebbero di rango e perderebbero potere

Le kitsune inoltre sono spesso associate alla divinità del riso Inari (Inari 稲荷 significa “portatore”, 荷, di “riso”, 稲 , che indica la pianta del riso, mentre riso si scrive 米, kome). Originariamente le kitsune erano i messaggeri di Inari, ma la distinzione tra i due è ormai talmente sfumata che talvolta Inari è rappresentato come una volpe. Si specula che ci sia stata un’altra divinità volpe nello scintoismo, ma non ci sono prove. Le kitsune sono un elemento comune alla mitologia Buddhista e a quella shinto in Giappone, tanto che in moltissimi templi sono presenti statue e raffigurazioni di volpi.

Come già detto la kitsune è uno yōkai e in questo contesto folklorisitico-mitologico la parola kitsune viene usata per leggere non solo il comune kanji di 狐 volpe ma a volte anche per intendere 妖狐, yōko, “Demone Volpe”; la parola Demone però in questo caso non va intesa in senso negativo, indica uno Spirito (non un “fantasma”, ma qualcosa di più vicino a una divinità, buona o cattiva), cioè in genere un’entità che ha raggiunto un elevato stato di conoscenza e illuminazione tale da trascendere il semplice mondo materiale e raggiungere la dimensione spirituale.

L’elemento “fisico” che più caratterizza una kitsune è la sua coda, anche se una creatura simile può possederne più di una, ma ciò dipende dalla potenza e dall’età della kitsune.
Quando una kitsune arriva ad avere nove code, il suo pelo diventa bianco, argenteo o dorato e la volpe prende il nome di Kyūbi no Kitsune (Volpe a Nove Code).

La parola 狐 “kitsune”

La più antica storia di una demone-volpe-sposa è quella che poi ha dato origine alla parola kitsune, oggi usata per indicare sia le normali volpi sia le volpi-yōkai in contesto mitologico.
Questa storia parla di una volpe che in sembianze di una bellissima donna si innamora di un umano, lo sposa e vive con lui, avendo anche dei figli nel corso dei loro anni insieme.

Purtroppo un giorno viene costretta a rivelare la sua vera identità al marito perché, in seguito allo spavento preso per colpa di un cane (le kitsune hanno il terrore di cani e lupi), torna, per sfuggire al pericolo, alle sue reali sembianze volpine.
Per via dei testimoni che hanno scoperto la sua reale identità, la donna-volpe è costretta ad abbandonare la casa ma il marito la ferma dicendo che ormai aveva trascorso troppi anni insieme a lei, ed è con lei che aveva avuto i suoi figli quindi non voleva e poteva dimenticarla; così dicendo convince la volpe al restare al suo fianco.
Non potendo più mostrarsi in casa, per via della gente, la volpe torna ogni notte con l’aspetto di donna e se ne va al mattino sotto le spoglie di volpe, per questo motivo che venne dato a queste creature il nome di kitsune: kitsu-ne significa viene e dorme mentre ki-tsune significa torna sempre.
Un’altra, accreditata, ipotesi suggerisce che l’origine di questa parola sia legata ad una onomatopea. Pare infatti che anticamente kitsu fosse, per i giapponesi, il verso delle volpi un po’ come il miao del gatto o il bau del cane (anche se oggigiorno le volpi “sono note” per “fare il verso” konkon o, al più, gongon). Il “ne” invece sarebbe una possibile pronuncia del kanji 音 , cioè “suono”, “rumore”.

Kitsune in anime, manga e videogiochi

Prese da leggende, miti e dalla tradizione le kitsune sono entrate a far parte di molti dei più famosi videogiochi, anime e manga.
Ecco alcuni esempi di personaggi presenti in anime e manga:

  • Vulpix e Ninetales, nei Pokemon, sono due creature-volpi. Vulpix è Rokon nella versione giapponese. Il suo nome deriva dal verso delle volpi (konkon come detto) e, forse, dal numero 6, roku, che è il numero delle code con cui è disegnato. Ninetales (Kyūkon nell’originale giapponese; nb. kyū = 9) si trasforma addirittura in donna in uno degli episodi
  • Shippo è un personaggio di Inuyasha ed è un cucciolo di kitsune
  • Kyūbi no Yōko (Demone-Volpe a Nove Code) è una kitsune imprigionata nel corpo di Naruto. Proprio perché questo personaggio è posseduto da una Demone Volpe sul suo viso sono chiaramente visibili dei baffi molto simili a quelli di una volpe
  • Shuichi Minamino appare in Yū degli Spettri ed è l’alter-ego di Kurama, nonché la reincarnazione di una kitsune di nome Yōko Kurama
  • Nell’anime Wagaya no O-inari-sama il protagonista Tenko Kūgen (nb Tenko significa “volpe divina” o “volpe dei Cieli”) è una divinità-volpe che può assumere sembianze sia maschili che femminili

e molti altri ancora…

Come detto le volpi sono tipicamente legate alla figura femminile, ma, lo abbiamo appena visto, gli sceneggiatori non si sono mai fatti problemi e sempre di più sono i personaggi maschili. Un esempio è Sōshi Miketsukami di Inu x Boku – Secret Service (nel titolo la lettura imposta ai kanji è “inu”, cane, ma i kanji sono quelli di 妖狐 yōko, demone-volpe)

Miketsukami - Inu x boku secret service

Curiosità

I giapponesi usano chiamare Kitsune no Yomeiri una pioggerella o un temporale a ciel sereno in riferimento alla credenza popolare che durante un evento del genere avvengano i matrimoni (yomeiri = andare in sposa) di queste creature. Un simile evento ad un matrimonio è ritenuto di buon auspicio (serve ricordare il nostro detto “Sposa bagnata, sposa fortunata”?). O meglio di buon auspicio per tutti, tranne che per… gli imbucati!
C’è da dire però che, a seconda della regione, i matrimoni delle volpi sono associati ad eventi diversi… all’arcobaleno e alla grandine, per esempio.
Non solo, non se ne parla ormai più perché non capita di vedere questo fenomeno, ma i fuochi di Sant’Elmo, se molti e in fila (generalmente si hanno lungo la riva dei fiumi o sulle pendici di una montagna), venivano chiamati “kitsune no yomeiri”, poiché si diceva fossero le luci delle lanterne per la processione che avviene durante un matrimonio tradizionale giapponese (non di notte, ovvio, se non per le volpi^^). Lo stesso fenomeno però in altre zone era visto come (la processione per) il funerale di una volpe.
Ad ogni modo, poiché simili fenomeni sono osservati molto di rado ormai, l’uso principale e noto a tutti è il precedente.

Altra piccola curiosità. Le volpi rientrano a pieno titolo nella cucina giapponese, grazie a piatti come i kitsune udon e l’inarizushi. Il primo indica una varietà di pasta, gli udon, cucinata secondo una particolare ricetta. Sono detti kitsune udon per la quantità di tōfu fritto (o aburaage), contenuto nella zuppa: a quanto pare le volpi sarebbero ghiotte di questo alimento!
L’inarizushi invece è detto anche shinoda-zushi, dal nome di un’antica località, o anche, guarda caso, kitsune-zushi. Ad ogni modo, altro non è che impasto di sushi avvolto nel tofu fritto e dolce.

Bibliografia: alcuni estratti da Kitsune, wikipedia.it, in licenza GDFL

About these ads
Questo articolo è stato pubblicato in Cultura, Folclore e contrassegnato come , , , , , , da .·:*:· Sakura ·:*:·. . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su .·:*:· Sakura ·:*:·.

Disegnatrice e illustratrice, sia con metodo tradizionale e più con metodo digitale: realizzo illustrazioni, fumetti, banner, video e tutto quello che la fantasia mi suggerisce. Da sempre appassionata di Giappone, fondatrice del sito Sakura Magazine, portale sul Sol Levante di cui mi occupo da diversi anni. Innamorata della lingua giapponese, la studio da autodidatta e per facilitarne l'apprendimento mi diletto nel creare dei video creativi e originali che aiutano (spero) ad imparare con più semplicità. Altro su di me?! Troppo curiosi! ;)

7 pensieri su “Kitsune 狐

  1. Pingback: Ochiba naki shii | Studiare (da) Giapponese

  2. Articolo molto valido, anche se è necessaria una piccolissima precisazione. Quando si parla di “Demoni-volpe” è verò che non si intende il demone nel senso occidentale, quale incarnazione del male, ma non viene comunque visto in maniera positiva.
    Essere posseduti da una volpe (kitsunetsuki) portava la persona a comportarsi stranamente. Quando invece assumevano forma umana invece si diceva che erano solite rubare del cibo e imbrogliare i viandanti (a seconda della zona potevano essere accusati i tanuki, le donnole o le volpi).
    Pur se non apparizioni “malvagie” erano comunque considerate fastidiose.

  3. Bello ed interessante, mi è tornato in mente spice and wolf, due anime veramente belli.
    Peccato che noi le volpi le abbiamo tutte nel parlamento(e vi assicuro che sono demoni cattivi!).

  4. Pingback: Nikusui | Studiare (da) Giapponese

  5. Davvero bellissimo articolo! I tuoi sono davvero molto interessanti e scritti molto scorrevolmente!
    Per quanto riguarda i demoni volpe, penso che il primo (o meglio: la prima) della storia sia la regina Daji, moglie di un re dell’antica Cina.
    Sto leggendo i racconti di Pu Songling, e te li consiglio caldamente, se ti piacciono le storie di mostri. Molto spesso il mostro è una volpe e, se a volte appare malvagia, molto più spesso finirà per avere una storia d’amore a lieto fine con il protagonista della storia.

  6. Pingback: Kyoto – Tenmangu – Animali sacri e non | Giorni Giapponesi

Fatti sentire! (ノ ° Д°)ノ

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...