Informazioni su 風当たり

Laureato in Scienza dei Materiali si è presto accorto che lo studio delle lingue era la sua vera vocazione. A guidarlo, la passione per il Giappone e un vero e proprio amore per per la Cina (in più d'un senso). Insegnante di giapponese, traduttore, studioso instancabile di lingua e cultura Giapponese, viaggiatore per passione, coltiva anche sogni da fotografo e scrittore. E poi?! - direte voi. Be', ovvio: "Fisico, filosofo eccellente, musico, spadaccino, rimatore, del ciel viaggiatore, amante, non per sé, molto eloquente" ...nonché appassionato di Rostand e del suo Cyrano.

N5 in sintesi – La forma in -te usata per coordinare (1)

La forma in -te (o テ形 te-kei) usata per coordinare (1)

Come immaginerete dal titolo i verbi possono essere coordinati con la te-kei, o forma in -te… ma anche gli aggettivi!

Prima di vedere i verbi partiamo proprio dagli aggettivi.

(1) Gli aggettivi in -i passano alla forma in -ku e aggiungono -te.

高い takai → 高く+て takaku-te → 高くて takakute

(2) Gli aggettivi in na si appoggiano al verbo essere per cui desu/da → de quindi per esempio avrò きれいな・きれいだ/です → きれいで kirei de.

木田さんの奥さまはきれいで、やさしいです。
kida-san no okusama wa kirei de yasashii desu.
La moglie del Signor Kida è bella e gentile.

Gli aggettivi dei colori però sono un’eccezione!

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Parole forti! – Neguse

neguse
寝癖
NEGUSE
+++

(lett. abitudini del dormire) - Da 寝る neru, dormire, e da 癖 kuse, cattiva abitudine. Ha due significati principali (anche altri in effetti). Indica (1) i capelli scompigliati al risveglio (gli stessi capelli o la loro condizione) e (2) Le cattive abitudini che si hanno durante il sonno, come rigirarsi spesso, calciare e togliersi le coperte… e così via.

Tra i comportamenti che si hanno durante il sonno esiste un’altra parola particolarmente interessante. Si tratta di 寝返り negaeri, che indica il girarsi nel letto (senza una particolare connotazione di “cattiva abitudine”).

Ma vediamo un paio di esempi per neguse…

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N5 in sintesi – La forma in -te come imperativo

La forma in -te (o テ形, te-kei) come imperativo

La forma in -te da sola corrisponde, nel linguaggio colloquiale, a un imperativo “ammorbidito” rispetto alla vera e propria forma imperativa.

こっちに来て!
Kocchi ni kite!
Vieni qui

“kocchi” è “da questa parte”, letteralmente, ma può equivalere a koko, qui.

ここに来てよ。
Vieni qui!

Lo “yo” suona da rafforzativo, un modo si rendere insistente la richiesta. Altro esempio, stavolta cambiamo particella.

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Domande frequenti – Com’è nata la lingua giapponese scritta?

kanbunOggi proveremo a rispondere a una domanda molto difficile… quella del titolo, ovvero come è nata la lingua giapponese scritta.

Non è assolutamente qualcosa di tanto semplice da poter sperare di rispondere perfettamente in poche righe, ma possiamo sacrificare un po’ di tecnicismi e parole difficili a tutto vantaggio della chiarezza e della brevezza (sì, che ci crediate o no, l’articolo che segue è una versione sintetica).

Proverò a spiegare anche, nel modo più semplice possibile spero, alcuni dei punti meno affrontati di solito e che spesso incuriosiscono gli studenti: chiariremo da dove vengono le pronunce on e kun, perché vanno studiate entrambe e perché sono nati e servono tutt’oggi i kana, hiragana e katakana.

Partiamo da ciò che si dice più comunemente.

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News – Un ignaro italiano arrestato in Giappone

Notizia freschissima. Prima della traduzione, però, il testo giapponese per chi volesse esercitarsi.

和歌山県を走るJR紀勢線の電車内で座席に座っていた女性客の額にキスをしたとして、警察は、イタリア人の無職、ビンチェンゾ・ディマイオ容疑者を現行犯 逮捕しました。御坊市内で若い女性が外国人にわいせつな行為をされる事件が相次いだため、4日にJR御坊駅で容疑者を見つけた警察が尾行していたところ、 犯行に及んだということです。ディマイオ容疑者は「キスをしたことは間違いありません。日本の法律に触れるとは思わなかった」などと供述しています。

In breve. In Giappone l’italiano Vincenzo Di Maio, disoccupato, è stato pedinato dalla polizia (erano già stati denunciati episodi simili) e quindi colto sul fatto quando ha baciato sulla fronte una ragazza seduta in treno. L’italiano ha ammesso le sue colpe, dichiarando nel contempo “Non immaginavo che fosse reato per la legge Giapponese”.

Prima di continuare datemi un secondo per eseguire un facepalm…

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JLPT livello N5 – Grammatica – Verbi in -jiru e verbi in -zuru

Nell’unirsi a certi sostantivi suru ha subito talvolta delle modifiche. Ad esempio in certi casi il verbo する suru, o meglio, il suo suono S iniziale è stato sonorizzato in ずる zuru. Similmente le altre sue forme si basano sulla sonorizzazione del primo kana, quindi しない shinai è divenuto じない jinai. Ad esempio esiste il verbo 案ずる anzuru (preoccuparsi, allarmarsi), al negativo 案じない anjinai. Tuttavia questi verbi in -zuru suonano spesso come parole antiquate.

Un’altra modifica risulta più interessante. Certi sostantivi, oltre alla sonorizzazione hanno optato per l’uso della radice shi- anche nel caso della forma piana affermativa (ma ricordiamoci che shi sonorizzato diviene ji). Dunque sono nati verbi come 信じる shinjiru (credere), che si comportano, anzi, sono a tutti gli effetti dei verbi ichidan.

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Domande – Giappone: inferno o paradiso?

poveri giapponesi 01Da una domanda di karuro16

Ciao Riccardo, spulciando nella “libreria giapponese” di Firenze mi ha incuriosito un libro che ho acquistato e letto: “Giapponesi poverini!” di Lio Giallini. Curioso sottotitolo: “il sistema nipponico, ovvero la ricetta dell’infelicità”. (…) Il libro mi ha irritato sempre più via via che lo leggevo, e mi domando se sia solo una raccolta di luoghi comuni (…) o una amara e veritiera descrizione di una realtà invivibile e inaccettabile. Ti chiedo se lo conosci e nel caso cosa ne pensi.
Il Giappone che tu ami e quello descritto nel libro sono lontani anni luce
, e il contrasto fa sorgere molte perplessità.

Se altri sul sito lo hanno letto e hanno esperienze dirette di vita in Giappone mi piacerebbe sentire la loro opinione.

E’ vero e falso al tempo stesso. Il fatto è che l’autore, sospetto, valuta dal suo punto di vista di occidentale e sicuramente (giudico dalla conclusione) definisce la felicità come faremmo noi.

Se un “occidentale tipico” vivesse come un giapponese in tutto e per tutto (poniamo per assurdo che il suo volto non lo “smascheri”), quindi con la sua sensibilità di occidentale ma partecipando alla vita della società giapponese con tutti gli oneri che questa comporta… non sarebbe felice. Ma ciò sarebbe il giudizio finale secondo la propria sensibilità, secondo la propria idea di felicità (oltre che, probabilmente, un giudizio dettato anche da aspettative troppo alte e ovviamente tradite).

Non tutti però concepiscono la felicità allo stesso modo.

E, sfortunatamente (o forse no?), non tutti concepiscono il Giappone allo stesso modo.

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