Informazioni su 風当たり

Laureato in Scienza dei Materiali si è presto accorto che lo studio delle lingue era la sua vera vocazione. A guidarlo, la passione per il Giappone e un vero e proprio amore per per la Cina (in più d'un senso). Insegnante di giapponese, traduttore, studioso instancabile di lingua e cultura Giapponese, viaggiatore per passione, coltiva anche sogni da fotografo e scrittore. E poi?! - direte voi. Be', ovvio: "Fisico, filosofo eccellente, musico, spadaccino, rimatore, del ciel viaggiatore, amante, non per sé, molto eloquente" ...nonché appassionato di Rostand e del suo Cyrano.

Domande – “Giapponesi… poverini?”

poveri giapponesi 01Da una domanda di karuro16

Ciao Riccardo, spulciando nella “libreria giapponese” di Firenze mi ha incuriosito un libro che ho acquistato e letto: “Giapponesi poverini!” di Lio Giallini. Curioso sottotitolo: “il sistema nipponico, ovvero la ricetta dell’infelicità”. (…) Il libro mi ha irritato sempre più via via che lo leggevo, e mi domando se sia solo una raccolta di luoghi comuni (…) o una amara e veritiera descrizione di una realtà invivibile e inaccettabile. Ti chiedo se lo conosci e nel caso cosa ne pensi.
Il Giappone che tu ami e quello descritto nel libro sono lontani anni luce
, e il contrasto fa sorgere molte perplessità.

Se altri sul sito lo hanno letto e hanno esperienze dirette di vita in Giappone mi piacerebbe sentire la loro opinione.

E’ vero e falso al tempo stesso. Il fatto è che l’autore, sospetto, valuta dal suo punto di vista di occidentale e sicuramente (giudico dalla conclusione) definisce la felicità come faremmo noi.

Se un “occidentale tipico” vivesse come un giapponese in tutto e per tutto (poniamo per assurdo che il suo volto non lo “smascheri”), quindi con la sua sensibilità di occidentale ma partecipando alla vita della società giapponese con tutti gli oneri che questa comporta… non sarebbe felice. Ma ciò sarebbe il giudizio finale secondo la propria sensibilità, secondo la propria idea di felicità (oltre che, probabilmente, un giudizio dettato anche da aspettative troppo alte e ovviamente tradite).

Non tutti però concepiscono la felicità allo stesso modo.

E, sfortunatamente (o forse no?), non tutti concepiscono il Giappone allo stesso modo.

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Domande frequenti – Posso evitare di studiare xxxxxx ?

studyingTra le domande che ricevo più spesso, quella del titolo è tra le più gettonate. Per la precisione, di solito si tratta di una di queste tre formulazioni…

  1. Posso evitare di studiare il katakana o l’hiragana?
  2. Posso evitare di studiare i kanji?
  3. Posso evitare di studiare le pronunce ON o le pronunce kun?
  4. Posso evitare di studiare i kanji se studio i vocaboli in cui i kanji compaiono?

Risposte esatte: (1) No (2) No (3) No (4) No

Oggi cercherò di dare una risposta a tutte queste domande… o meglio, le risposte le ho già date, per cui proverò a spiegarvi perché non si può evitare di studiare nessuna delle cose citate.

Prima di procedere però lasciatemi mettere in chiaro una cosa. Potrei dirvi di sì, potrei dirvi che potete evitare questo, quello e quell’altro… e, con la giusta dose di ironia e articoli motivazionali, questo sito diventerebbe popolarissimo tra tutti quelli che si avvicinano alla lingua giapponese…

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Parole forti! – Mushaburui

mushaburui武者震い
MUSHABURUI

(lett. tremore del guerriero) - Da 武者 musha, guerriero (come nel film Kagemusha), e da 震い furui, tremore. Si riferisce al tremare (fremere) d’eccitazione con l’avvicinarsi di un combattimento o di un importante evento.

Vediamo un paio di esempi…

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Update di alcuni articoli – Ripassino?

akeome2015Se state studiando giapponese, specie da autodidatti, e i verbi vi hanno creato qualche problema, questi post sono imperdibili. Certo, dipende anche se li avete letti di recente, ma volevo segnalarvi che, oltre ad essere molto utili e interessanti, sono stati migliorati moltissimo ultimamente:

  1. Un ripasso su verbi ichidan e godan (ed eccezioni)
  2. Come distinguo ichidan e godan? (update, con in più tabelle sui “verbi a rischio”)
  3. Sottogruppi degli ichidan (e un po’ di lingua classica): kami-ichidan e shimo-ichidan

Ah! Buon capodanno cinese e buon anno della pecora (・∀・ )っ/凵⌒☆チンチン

La forma dei kanji: calligrafia, ordine e numero dei tratti

Questo articolo (forse) sarà la salvezza tutti quelli che si preoccupano di:

  1. avere una “calligrafia terribile”
  2. dover imparare a memoria il numero dei tratti necessari a scrivere ogni kanji
  3. dover imparare a memoria l’ordine con cui vanno tracciati i tratti del kanji
  4. dover imparare a memoria il “radicale ufficiale” di ogni kanji
  5. non saper cercare un kanji sul dizionario

…ma andiamo con ordine. Io non metto mai molta enfasi né sul numero dei tratti (画数 , kakusuu) né sull’ordine dei tratti (筆順 , hitsujun), tuttavia se tanti lo ritengono importante, deve esserci qualcosa dietro e quindi è meglio documentarsi, no?

L’ordine con cui tracciare i tratti che compongono un kanji è uno solo (così come, ovviamente, il numero di tratti), perché ufficialmente deciso dal Ministero dell’Istruzione giapponese (a volte l’ordine dei tratti dei kanji presenti anche in cinese risulta diverso).

Ora, molto spesso la domanda che tormenta più di uno studente di giapponese è…

È necessario sapere il numero dei tratti e l’ordine ufficiale con cui tracciarli?

No, non è propriamente necessario, qualunque cosa vi dicano in giro, insegnanti, madrelingua o no, e studenti (che ripetono quel che gli insegnanti dicono).

Ma allora perché di norma queste cose sono ritenute importanti in Giappone? Perché gli insegnanti dicono che vanno assolutamente imparate?

Capendo queste cose capiremo l’obiettivo con cui sono insegnate e capiremo come risparmiarci un sacco di fatica.

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Parole forti! – Neyuki

neyuki根雪
NEYUKI

(lett. neve radicata) - Da 根 ne, radice, e 雪 yuki, neve. Indica la neve accumulata che non si scioglie fino all’arrivo della primavera.

Spesso i giapponesi stessi fanno un po’ di confusione su questo termine e molti credono si scriva 寝雪 neyuki (da 寝る neru, dormire), attribuendo alla parola il significato di neve rimasta (p.e. a bordo strada), neve non rimossa che resiste anche a giorni di distanza dalla nevicata… per questa neve però il termine corretto non è “neve addormentata” come si crede, ma 残雪 zansetsu, ovvero “neve rimasta”, per l’appunto.

La 根雪 neyuki è in effetti qualcosa di molto diverso…

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