Zashiki warashi

E5BAA7E695B7E7ABA5E5AD90Lo 座敷童子 zashiki warashi è uno degli spiriti tutelari della casa e si crede che il suo aspetto sia simile a quello di un bambino o di una bambina dai 3 ai 12 anni di età.
Il nome zashiki warashi, da zashiki (stanza in stile giapponese, in genere con tatami, al centro della casa, un po’ come il nostro salotto) e warashi (bambino), è un nome originario di 岩手県 Iwateken, la prefettura di Iwate, ma di leggende simili se ne possono trovare in tutto il Giappone.

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Kiyo-Hime

Chikanobu_The_BoatmanLa storia ha luogo nell’estate del 6° anno dell’era 延長 Enchou (928 d.C.), sotto l’imperatore Daigo, nel periodo 平安 Heian).

清姫 Kiyo-hime era la figlia (secondo alcuni ne era la moglie, se non addirittura la vedova) di un ricco locandiere di Masago, paese della regione del Kansai (centro del Giappone), in una zona nota come 紀伊国 Kiinokuni.

Nella casa del locandiere usava sostare il monaco 安珍 Anchin, che partendo da 陸奥国 Mutsu no kuni (una regione nella parte Nord dell’ 本州 Honshuu, l’isola principale del Giappone) era in pellegrinaggio verso 熊野国 Kumano no kuni (nel Sud dell’Honshuu).

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Daki – Uno yokai sanguinario

5966612131_ba41f1c619Si è spesso portati a considerare gli 妖怪 youkai come creature perlopiù pacifiche, contrariamente ai mostri occidentali spesso visti come sanguinari. Devo, sfortunatamente, puntualizzare che non è proprio così.
Abbiamo già parlato del demone detto Nikusui (succhiacarne) e oggi voglio parlarvi di un altro youkai, uno dei più temibili: la Daki, un mostro sanguinario che ama uccidere le persone.

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Nikusui

Finiti i sette misteri di Honjo (che poi sono nove), passiamo a parlare d’altro, cominciando con il vedere un altro essere mitologico (dopo il demone volpe, già visto tempo fa nell’articolo sulle kitsune scritto da Sakura).

Una delle figure più comuni della mitologia mondiale è quella della donna, o meglio del demone dalle sembianze femminili, che attira gli uomini, in genere con intenzioni maligne.

In questa categoria rientra anche il Nikusui (肉吸い, lett.: succhia-carne), uno 妖怪 youkai che assume le sembianze di una giovane e attraente donna che di notte, sorridendo, si avvicinava al malcapitato per assalirlo e spolparlo di tutta la carne, come si può ben intuire dal suo nome.

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Tanukibayashi

Tanuki bayashi

In varie zone del Giappone, a notte fonda, si può sentire un suono di tamburi piuttosto singolare a cui è stato dato il nome di 狸囃子 Tanukibayashi (accompagnamento musicale dei tanuki).

A Tokyo è considerato una delle sette meraviglie del quartiere di Honjo, ma non è certo l’unico luogo in cui si racconti d’averlo udito.

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Okuri Hyoshigi

Prima di cominciare è neccessaria una nota per chiarire il contesto… gli hyoushigi, o meglio 拍子木 (o 送撃柝 secondo un’altra scrittura possibile, che ritrovate nell’illustrazione sottostante), sono dei blocchetti di un legno particolare, che sbattuti l’uno contro l’altro producono un suono alto e quasi cristallino… comunque inconfondibile.
Se i tamburi o i corni avevano la funzione di campane o sirene, gli hyoushigi equivalevano a un campanello o ad un mestolo che percuote una padella (Ho visto una campagna di sensibilizzazione sugli incendi, della prima metà del Novecento, in cui il capofila della marcia continuava a percuoterli… inoltre si usavano anche dare l’allarme e svegliare tutti in una grande casa, per un furto o un incendio… e si usano ancora a teatro per certi generi teatrali tradizionali – Nota di Kaze).

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Okuri chouchin

Un’altra delle sette meraviglie di Honjo è quella della cosiddetta 送り提灯 okuri chouchin (“lanterna guida” o “lanterna che accompagna”).

Il periodo in cui si manifesta maggiormente è l’inizio della primavera, quando il clima si mantiene di sera piuttosto freddo e soffia spesso una brezza umida. In quelle sere quando la luna pallida rischiara appena la strada sembra che questo spirito si manifesti al monastero di Hoonji, dalle parti di Asakusa.

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Oitekebori


Tra le Honjo Nana Fushigi la più famosa è molto probabilmente quella nota come 置行堀 ovvero, in roomaji, Oitekebori.
Si narra di un pescatore che stava tornando a casa dopo aver catturato un grosso pesce, ma mentre si accingeva a oltrepassare un fossato udì una voce intimargli:
«Oiteke, oiteke», contrazione di 置いて行け (oite ike), “lascialo lì e vattene”.
Nonostante si dicesse che si fosse trattato solo di uno scherzo del vento, unito alla sua stanchezza, si inquietò e accelerò il passo. Una volta arrivato a casa però, aprendo la sua sacca, dove c’era la sua preda la trovò completamente vuota: si trattava d’un chiaro esempio del filo d’argento di Honjo.
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Ochiba naki shii

Questo evento si narra che avvenne nel 江戸時代 periodo Edo (dal 1603 al 1868), ad Honjo dove c’era la kami-yashiki del 大名 Daimyō del clan 松浦 Matsuura che tra i suoi possedimenti aveva il feudo secondario di Hiradoshinden, come parte del feudo di Hirado, nella provincia di Hinzen (con il termine “feudo secondario” (支藩 shihan) intendo una “frazione” del feudo “principale” ( han), affidato in genere a un ramo secondario della famiglia o a un sottoposto). Continua a leggere