Il visto

Come già detto, se avete deciso di studiare per un periodo di tre mesi, non avete bisogno di nessun visto. Vi basterà entrare nel paese da turista. Un turista però può restare al massimo 90 giorni (alcune scuole suggeriscono di volare in Corea e rientrare in Giappone a chi vuole restare a studiare più di 3 mesi).
Ad ogni modo mettete la massima attenzione nel programmare bene tutto: basta un solo giorno di ritardo perché la situazione si faccia molto problematica. Come potete immaginare, con le leggi giapponesi non si scherza….
Se invece volete rimanere per più di 90 giorni e soprattutto volete avere una possibilità di cercare lavoro e lavorare… avrete bisogno di un visto da studente.
Prima di parlare di quest’ultimo penso che ci siano alcune cose da chiarire:

Che cos’è un visto?

Sembra una domanda sciocca, ma leggo e sento spesso le domande più strane, per cui direi che vale la pena affrontare anche questo punto.
Si tratta di un “permesso” che il governo giapponese concede. Con questo si consente di stare in Giappone, a patto di rispettare alcune condizioni.
La prima condizione è di tipo temporale: dovete comunque lasciare il Giappone entro un determinato periodo, a meno che non si tratti di casi particolari. Lo Spouse visa (quello che si ottiene sposando un cittadino giapponese) consente ad esempio di rimanere in Giappone senza limitazioni.
Se siete dei turisti avete 90 giorni di tempo da spendere in Giappone. Durante questo periodo non potete lavorare. Il visto da turista non include la possibilità di cercare o svolgere un lavoro, nemmeno part-time.
Questo dovrebbe esaurire tutte quelle assurde richieste, che si leggono spesso in rete, sul tema “ma se vado in Giappone col visto da turista posso cercare lavoro?”. La risposta è no, lavorare col visto da turista è illegale.
Significa che se vi beccano, vi rispediscono a casa senza troppi complimenti e il divieto di entrare nel paese per 10 anni. Leggi simili si incontrano in altri paesi, come gli Stati Uniti o l’Australia, che attirano ancora oggi molte migliaia di immigrati… non è che i giapponesi sono cattivi, è che in genere le cose funzionano così.

Se avete un visto da studente invece potete stare fino a 15 mesi (il visto è comunque rinnovabile per un altro anno) e svolgere anche un lavoro part-time, che in teoria deve servire a mantenervi. Significa che potete lavorare massimo 28 ore a settimana …ma non potete fare determinati lavori, come ad esempio l’accompagnatrice (l’accompagnatore) in locali di “dubbia moralità” (es.: host club), o lavori legati all’industria della pornografia o del gioco d’azzardo… ma nemmeno distribuire volantini per un host club è lecito, quindi serve la massima attenzione perché in questi casi è assolutamente proibito lavorare, pena l’espulsione immediata.
Comunque, dato che siete in Giappone come studenti, il governo giapponese vi richiede di mantenere una frequenza molto alta nella scuola che frequentate (non meno dell’80%). Perché si chiede tutto ciò?
Semplicemente, se uno chiede al governo giapponese di entrare e rimanere in Giappone per studiare e poi non va a scuola e /o lavora troppo per essere uno che vuole semplicemente mantenersi gli studi, vuol dire innanzitutto che ha mentito (perché ha voluto entrare come studente ma non sta studiando) e poi che forse sta facendo qualcosa che non dovrebbe fare.

Ecco due siti che possono tornare utili: StudyJapan e il sito dell’Ufficio Immigrazione

Se vi venisse mai qualche dubbio, fate sempre riferimento a fonti istituzionali. Non fidatevi di nessuno. Soprattutto per questioni inerenti il visto, la residenza, ecc. che possono influire sulla legalità della vostra permanenza in Giappone.
Vivere all’estero, sia per studio che per lavoro, è una cosa molto seria e va pertanto affrontata seriamente.

Come si ottiene un visto da studente?

Per maggiori informazioni consultate StudyJapan!

In pratica dovete scegliere prima dove studiare. La scuola che avete scelto poi vi farà da “sponsor” presso il governo giapponese per ottenere il visto. Bisogna fornire un bel po’ di documenti che vi richiederà la scuola e che sono elencati sul sito della stessa. Il processo per ottenere il visto, come potete leggere dalla pagina che ho linkato, non è brevissimo. Quindi muovetevi con un certo anticipo. Almeno 7/8 mesi prima dell’eventuale partenza. Il modus operandi è leggermente diverso da scuola a scuola. Quindi, come già detto, scegliete prima la scuola, contattateli e vi diranno loro come fare. Ho già accennato al fatto che la tempestività e l’accuratezza con cui la scuola risponde allo studente/cliente è già un primo indicatore di qualità della stessa. Fate quindi molta attenzione.

Perché si fa così? Anche qui la risposta è semplice. Non potete richiedere un visto da studente se il governo non sa esattamente cosa e dove volete studiare. Non potete semplicemente dire “voglio studiare in Giappone”, in quanto non vi faranno mai entrare in Giappone e poi decidere dove andare a studiare. Per il semplice fatto che potreste anche decidere poi di non studiare.
Anche in merito a questo aspetto, non sono i giapponesi ad essere cattivi. Se volete studiare in America vi tocca su per giù la stessa trafila… e la stessa mazzata in caso facciate i furbi. Semplicemente ciascun Paese vuole sapere il più dettagliatamente possibile chi e che cosa viene a fare.

Riepilogando, scegliete bene una scuola che offra corsi a lungo termine, contattatela e seguite la procedura scrupolosamente.

  1. Scuola
  2. Visto
  3. Denaro
  4. Conclusioni

5 thoughts on “Studiare in Giappone (parte 2)

  1. Bell’ articolo, se posso volevo chiederti visto che tu hai gia accennato qualcosa alla vera vita in Giappone. E di recente ho letto la prima pagina di 101 motivi per non vivere in Giappone, questo non mi ha distolto di fare un viaggio in Giappone, ma mi ha lasciato un po perplesso, penso che quello che c’è scritto nel libro sia esagerato che il Giappone non sia proprio cosi.
    Però tu che ci vivi come lo vedi, capisco che non sono proprio razisti ma che avranno delle diffidenze verso gli stranieri.
    Ciao e un augurio per i tuoi studi

  2. Ciao Massimo, grazie per il commento e per gli auguri.
    Allora, in caso di viaggio direi che non devi assolutamente preoccuparti, non ti accorgerai di nulla.
    Qualche problema si incontra quando ci si vive in pianta stabile. Il rapporto che hanno i giapponesi con gli stranieri e con il diverso è molto complesso, e con ogni probabilità sarà oggetto di un articolo specifico.
    Non ho letto il libro in questione, quindi non saprei di che dire in merito.
    Si, ci sono diverse diffidenze, alcune giustificate altre molto meno. A volte alcuni atteggiamenti possono anche dare fastidio o fare male. E’ una cosa con cui pero si impara a convivere.
    Io poi dico sempre una cosa: può essere difficile, faticoso e frustrante, ma se riesci a convincere le persone attorno a te, chiunque esse siano, che sei una persona seria e affidabile, non ci saranno problemi in ogni parte del mondo.
    Mi dispiace non poter dire tutto quello che vorrei dire in questo spazio, ma come già detto è un argomento molto complesso( e sul quale si legge e si dice tutto e il contrario di tutto) a cui preferisco dare una trattazione più approfondita possibile.
    Grazie ancora!

    1. grazie a te per la risposta, aspettero il tuo articolo per imparare, capire e il modo migliore per integrarsi, in fondo anche se uno volesse andar a vivere in Germania non sarebbe acettato normalmente.
      PS se potrai anche fra qualche mese o più, prova a cercare quel libro e a commentarlo qui, credo che sia sempre cultura.
      Ciao e grazie ancora

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