Espressioni – Mai dire mai

Vi siete mai chiesti come fare a dire la parola “mai” in giapponese? Se sì, vi sarete accorti che non potete, perché i giapponesi sono gente che non si arrende e quindi hanno preso a cuore il famoso modo di dire “Mai dire mai” e lo rispettano alla lettera.

Un nuovo incontro con una persona che pensavi di non poter incontrare mai più

mou nidoto aenai to omotte ita hito to saikai
Un nuovo incontro con una persona che pensavi di non poter incontrare mai più

Ovviamente scherzo. Prendere per oro colato quel che leggete su internet, chiunque lo scriva, è uno sbaglio da non fare… mai 😉 O si finisce per eleggere Trump! °_°

In giapponese non esiste un modo di dire “mai”. Esistono però delle espressioni che possono essere usate lì dove noi useremmo la parola “mai”.

1. Non mi è mai (successo di)…

Per i casi in cui non ci è mai successo qualcosa si usano in genere espressioni con “ichido mo”, cioè, letteralmente, “nemmeno una volta”. La struttura base è 一度も~なかった ichido mo + V-nakatta (dove V è il verbo, che quindi sarà al passato negativo).

そんな考えは一度も浮かばなかった。
sonna kangae wa ichido mo ukabanakatta.
Un pensiero del genere non mi è mai passato per la testa.

A volte si potrà trovare “ichido mo” insieme alla costruzione -ta koto ga nai, di cui abbiamo parlato nelle lezioni per il JLPT (N5 in sintesi – Le espressioni con koto ga aru). In questo caso la struttura base è 一度も~たことがない ichido mo + V-ta koto ga nai.

アメリカには一度も行ったことがない。
amerika ni wa ichido mo itta koto ga nai.
In America non ci sono mai stato.
(lett.: In America non sono andato nemmeno una volta).

Attenzione, per usare questa forma è necessario che l’avvenimento in questione sia “un’esperienza”, non si può usare nel caso del pensiero che ci viene o no in mente, perché non si tratta di un’esperienza. Viceversa se il punto è “non sono mai stato in America”, ok, va benissimo, perché “andare in America” lo possiamo certamente definire un’esperienza; sia chiaro, non è che il verbo “pensare” non vada bene e il verbo “andare (in America)” sì, l’importante è che nel complesso si tratti di qualcosa di “probabilmente abbastanza raro” da essere visto come una “esperienza” (p.e. “non ho mai pensato al suicidio” può usare questa costruzione).

Da notare anche che per la natura di questa espressione, “ichido mo” è solo un rafforzativo. Se anche non ci fosse tradurremmo sempre con “mai”.

2. Hai mai…?/Sei mai…?

Facendo domande del genere si chiede generalmente dell’esperienza dell’altra persona, quindi è molto comune usare l’espressione -ta koto ga arimasu ka.

アメリカには(一度でも)行ったことがありますか。
amerika ni wa (ichido demo) itta koto ga arimasu ka.
In America ci sei andato almeno una volta?

今までにそのようなものを見たことがありますか。
ima made ni sono you na mono wo mita koto ga arimasu ka.
Finora avevi mai visto una cosa simile?

Il nostro “ichido mo” scompare. Al suo posto possiamo trovare come rafforzativo “ichido demo” (almeno una volta), ma non è necessario, specie con -ta koto ga arimasu ka.

3. Mai più!

“Mai più” è quell’espressione che principalmente si riferisce alla canzone “il mio nome è mai più”. Non andrebbe ripetuta, non andrebbe eseguita un’altra volta, non andrebbe cantata mai più… buon contenuto, PESSIMO titolo.

Scherzi a parte insisto sul punto perché l’espressione giapponese usata in questo caso è 二度と nidoto, dove ritroviamo il kanji 度 di “volta”, ma all’inizio abbiamo il kanji di “due”, non quello di “uno”. Questo perché il fatto è già avvenuto e quello che effettivamente diciamo è che non deve avvenire una seconda volta.

二度と彼に会いたくない!
nidoto kare ni aitakunai!
Non voglio incontrarlo mai più!

Attenzione, non importa se in realtà il tizio in questione lo abbiamo incontrato 4, 5 o 100 volte, diremo sempre “nidoto”, non stiamo a contare e poi dire “non voglio incontrarlo la 101esima volta”, non è questo il ptuno! 😉

4. Mai dire… ehm…

Le forme imperative come “Mai dire mai”, “Mai dire gol”, “Mai mentire” o “Mai fidarsi di un uomo che indossa un papillon” possono essere rese in giapponese… con dei semplici imperativi a cui possiamo aggiungere qualcosa, per esempio 決して kesshite (per nessun motivo, a nessun costo) o 絶対 zettai (assolutamente).

決してうそをつくな。
kesshite uso wo tsuku na.
Non mentire per nessun motivo./Mai mentire.

Potete immaginare però che si tratta solo di un rafforzativo e possiamo “farne a meno” (cioè tradurre con “mai” anche se non c’è una parolina in giapponese che ci si avvicini nemmeno lontanamente, come kesshite o zettai)

物事を中途半端にしておくな。
monogoto wo chuutohanpa ni shite oku na.
Mai fare le cose a metà.

Tutto questo discorso vale per quelle frasi che non sono proprio imperative in senso stretto, ma lo sono in pratica…

他人のタオルを決して使わない習慣をつけることはよいことです。
tanin no taoru wo kesshite tsukawanai shuukan wo tsukeru koto wa yoi koto desu.
È buona cosa prendersi l’abitudine di non usare mai l’asciugamano di qualcun’altro.

5. Non … mai

5A. Per tutto questo tempo non…

Quando una situazione si prolunga nel tempo, per esempio, c’è un autobus che non arriva mai (il suo stato di “non arriva” sembra durare da sempre e sembra che anche d’ora in poi non arrivi) possiamo usare itsumademo, di cui abbiamo già parlato nell’articolo Itsumo, itsudemo e itsumademo e che in frasi affermative possiamo tradurre con “per sempre”.

いつまでも返事が来ないので、諦めて帰りました。
itsumademo henji ga konai node, akiramete kaerimashita.
Visto che non arrivava (mai) una risposta, mi sono arreso e sono tornato a casa.

バスはいつまでも来なかった。
basu wa itsumademo konakatta.
L’autobus non arrivò mai.

5B. Non … per niente/affatto

C’è un altro caso con la stessa costruzione che riguarda la frequenza con cui facciamo qualcosa. Non essendo questione di un’esperienza che posso aver fatto o viceversa non aver mai fatto, non posso rifarmi ai casi visti più su con koto ga aru/nai. Se mi chiedono se faccio spesso qualcosa, presupponendo io la faccia relativamente spesso o se mi chiedono se ho fatto qualcosa che non rientra nell’idea di “esperienza” (un’esperienza di solito è qualcosa di “importante”, come “andare in America”), di norma, in modo molto giapponese, risponderemo senza essere troppo “netti”. Facciamo un esempio banale e minimalistico

「よく行きますか。」「いいえ、あまり行きません。」
“yoku ikimasu ka.” “iie, amari ikimasen.”
“Ci vai spesso?” “No, non ci vado spesso.”

Di questo abbiamo parlato nell’articolo su yoku, che tra le altre cose vuol dire “spesso”.

Tuttavia potrei essere più categorico e voler dire “Non ci vado mai”. In questo caso userò 全然 zenzen, che è traducibile con “mai”, ma in effetti significa “affatto” e si usa solo con forme negative (anche se i giapponesi tendono a usarlo anche con espressioni positive, come il classico zenzen daijoubu, non si tratta di buon giapponese).

美容院に全然行かない人
biyouin ni zenzen ikanai hito
Persone che non vanno mai/affatto dal parrucchiere

Da questa frase non è chiaro perché “zenzen” non dovrebbe essere associabile con “mai”. Certo, qui lo traduce bene, ma non potremmo usarlo nelle espressioni tipo “Sei mai andato…?” (né in molte altre). Possiamo anche prendere lo stesso “zenzen ikanai” in un’altra frase e renderci conto grazie al contesto che il suo vero significato non è “mai”, ma appunto “affatto” (l’inglese “not at all”).

遅くなっても全然行かないよりはマシだ。
osokunatte mo zenzen ikanai yori wa mashi da.
Anche se fai tardi, è meglio che non andarci affatto.

Se poi rinunciamo a “ikanai” il gioco è ancora più semplice…

何言ってるの?それは全然大きくないよ。
nani itte’ru no? sore wa zenzen ookikunai yo.
Cosa stai dicendo?! Quello non è affatto grande!

Guardando quest’ultima frase, infatti, è facilissimo intuire come zenzen = mai non funziona come formula, mentre funziona molto meglio l’idea che zenzen = affatto.

6. Più che mai

“Più che mai” è un’espressione che in italiano usiamo principalmente in due modi… e in giapponese non ha un vero corrispondente, quindi è difficile dire “come tradurre la parola mai“.

こんなにきれいな君は見たことがないよ。
konna ni kirei na kimi wa mita koto ga nai yo.
(lett.) Una “te” così bella non l’ho mai vista.
Non ti ho mai visto così bella. / Sei più bella che mai. / Sei bella più che mai.

L’unica cosa che possiamo notare è che torna l’uso di -ta koto ga nai e in più si notano spesso espressioni come konna ni, sonna ni, anna ni.

こんなにおいしいビールは飲んだことがない
(lett.) Una birra così buona non l’ho mai bevuta.
È la birra più buona che abbia mai bevuto.

7. Mai in passato…

Nel caso in cui in italiano scriviamo anche solo “mai”, ma intendiamo “mai in passato (successe una cosa del genere”) o “(una cosa del genere non si è) mai vista in passato”, allora salta spesso fuori かつて katsute (in passato), di solito subito legato a なかった nakatta (non c’è stato).

Prendiamo la famosa frase di J. F. Kennedy

We need men who can dream of things that never were (and ask “why not?”)
Abbiamo bisogno di gente che sappia sognare di cose che non sono mai esistite (e che dica “Perché no?”)

L’ultima parte è spesso tagliata e così anche in giapponese la ritroviamo…

我々には、かつてなかったようなことをしようとする人間が必要だ。
wareware ni wa, katsute nakatta you na koto wo shiyou to suru ningen ga hitsuyou da.
Abbiamo bisogno di persone che provino a fare cose mai viste in passato.

Spesso katsute nai/nakatta capita prima di un sostantivo (nel senso di “un xxxx mai visto”), a volte preceduto da 未だ imada (forma un po’ antiquata di “mada”), ma non è detto vada sempre così

未だかつてない偉人
imada katsute nai ijin
Il più grande uomo mai vissuto (lett.: la persona notevole che finora non c’è nel passato °_° )

未だかつてなかったお仕事ドラマ!
imada katsute nakatta oshigoto-dorama!
Una serie tv sul lavoro mai vista prima d’ora!

そんな不作のときはかつてなかった。
sonna fusaku no toki wa katsute nakatta.
Un (tempo di un) così scarso raccolto in passato non si era mai visto.

8. Se mai… Semmai?

ミラノにおいでになることがあったら遊びに来てくださいね。
mirano ni oide ni naru koto ga attara asobi ni kite kudasai ne.
Se mai ti capitasse di venire a Milano, vienici a trovare, ok?

Notare che qui non abbiamo “-ta koto ga aru”, ma “presente + koto ga aru”, che rende l’idea di qualcosa che “capita”. La forma ipotetica con “se” invece è dovuta all’uso di -tara.

“Semmai”, che ovviamente deriva da “se+mai”, è l’ultima espressione che mi venga in mente con “mai”… che sia anche abbastanza interessante. Potremo pure saltarla se non ci permettesse di vedere un nostro vecchio amico: こちらこそ kochira koso.

Quando qualcuno ci ringrazia, si scusa o ci dice piacere, usando yoroshiku onegai shimasu possiamo rispondere con kochira koso (lett.: semmai questa parte = semmai io)

A: 先日はすみませんでした。
A: senjitsu wa sumimasen deshita.
A: mi dispiace molto per l’altro giorno.

B: いいえ、こちらこそ(すみませんでした)。
B: iie, kochira koso (sumimasen deshita).
B: No, semmai sono io (che mi devo scusare).

Ma questo non è l’unico (tiratissimo) modo di usare “semmai”, o meglio “koso”. Si può trovare anche dopo altri sostantivi, a volte si traduce (“Cosa ci fai qui?!” “Anta koso!” = Tu piuttosto!) e a volte no (“Yoshi! Kondo koso!” = “Oook, questa volta sì che… (è quella buona)” …traduzione bruttina, ma spero si capisca).

Ok, è decisamente tutto, spero che questa lunga carrellata su “mai” sia utile a chi sta studiando e magari si era posto il dubbio…. o non se l’era posto mai, ma è un tipo curioso!

Se la lezione è stata utile, fatemelo sapere nei commenti e …condividete! ヾ(。>﹏<。)ノ゙✧*。

4 pensieri su “Espressioni – Mai dire mai

  1. EDIT! – ARTICOLO AGGIORNATO!

    Una ragazza su FB mi diceva come le avessero insegnato che “mai” = “zenzen”. Ovviamente non è così, ma è vero che delle volte “zenzen” può tradursi con “mai” (solo se il riferimento è alla frequenza di svolgimento di un’azione). A tal proposito ho aggiornato il punto 5 con un punto 5B per includere quello che in effetti è un fraintendimento sulla traduzione. Tenete presente che zenzen significa (di norma) “affatto” e va usato solo con espressioni negative (per esprimersi in modo grammaticalmente corretto).

    Attenzione però a non equipararli! Se dico zenzen oishikunai significa “per niente buono” (o “non è affatto buono”) e assolutamente non “non è mai buono!”.

    Per dire una cosa che suoni come “Non è mai buono!” diremmo magari “oishii ryouri wo ichido mo tsukaranakatta!”, cioè “non hai (mai) cucinato un buon piatto nemmeno una volta” (sempre che questo sia il senso che si voleva intendere) e come vedete non uso zenzen.

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