Siete spiazzati, spaesati, non sapete come cavarvela, ecc.?

Forse posso aiutarvi, però prima controllate l’elenco qui sotto!

✔ Avete una domanda da fare, di lingua o cultura?

  1. Controllate l’indice delle Lezioni e le Domande comuni (FAQ). N.B.: Tra le domande più comuni sono comprese…
  2. Cercate una parola chiave nella casella di ricerca. Forse c’è un post che ne parla già!
  3. Avete trovato un articolo in tema, ma non la vostra risposta? Chiedete nei commenti a quel post!
  4. Avete cercato ma non si trova niente?
    Entrate nella community di SdG! Se siete iscritti a wordpress potete chiedere creando voi un post! Vedrete, è facilissimo! ^__^

✔ Avete un suggerimento? Postate nella community di SdG e scrivete la parola “suggerimento” nel testo del post e/o nel titolo!

✔ Vi andrebbe di parlare di qualunque altra cosa…? Potete postare un parere sul vostro anime preferito (o una recensione!), potete postare video musicali, immagini, tutto quello che volete… Sempre nella community di SdG!

Per tutti gli utenti: NON MI OCCUPO DI TATUAGGI perché oltre ad aver avuto “brutte esperienze” in passato, questo sito è dedicato a tutt’altro.

971 thoughts on “Domande

  1. Non posso commentare (non ne sono all’altezza) ma seguo e salvo i commenti, grazie, sia a te che a Elisa 225 per la domanda.

    1. Non credo… ci sono delle scuole a Milano e Roma dove i ragazzi studiano Giapponese, ma sono scuole per figli di giapponesi emigrati in Italia.
      In genere chi vuole studiare giapponese alle superiore finisce per andare a studiare giapponese in Giappone. Prima per un estate, magari, a volte fa proprio il liceo lì. Se non le superiori, magari l’università. Come puoi immaginare però serve una certa dose di volontà e determinazione.
      Ad esempio fare l’Università lì significa chiedere un visto pre-college iscrivendosi ad una scuola che in 1-2 anni ti porta a comprendere il giapponese necessario per iscriverti all’università, quindi iscriverti all’università (passare l’esame d’ingresso) e ottenere tramite l’università un visto da studente universitario.
      Non è impossibile, ho letto storie di persone che l’han fatto, in rete, ma appunto, serve determinazione e una buona dose di predisposizione allo studio.

  2. Ciao! Ho cercato la tua pagina su facebook ma quando clicco sul link mi manda alla home! Mi sriveresti il nome della pagina? Thanks 😉

  3. lo so che è ancora presto e bisogna aspettare i primi di febbraio, ma quale è il sito dove si vedono i risultati del test di dicembre ? e soprattutto cosa schiacciare e dove andar a mettere la password ? ma oltre la password che nickname vuole ? la propria email o il nostro nome e cognome o cosa ?

  4. Credo che il sito sia questo http://www.jlpt.jp/e/

    Nella sezione “Test Resoults Announcement”… dice chiaro che per “altri paesi” (The result of 2012 December test will be available from January 31 to 5pm on March 15, 2013 (JST).

    penso che vuole la propria mail e la password che hai scelto e che hai messo nel modulo di iscrizione, quando hai fatto domanda per il test.

  5. non so se ti abbia mandato Dio o cosa ma sento che tu potresti aiutarmi: io studio giapponese all’università, è la terza volta che provo a dare l’esame scritto ed è la terza volta che spero di passarlo, ma il mio vero problema è il fatto che oltre agli esercizi dati dai miei professori e quelli del libro non ho nient’altro, quindi, la mia domanda è: non è che per caso conosci qualche sito o qualche altro testo autodidatta che non sia “Nihongo – Corso di lingua giapponese” (HOEPLI) per esercitarmi nella grammatica?
    Grazie mille per ciò che fai, sei di grandissimo aiuto, specialmente per me XD
    Sara.

    1. ah, vabeh, non importa, ho trovato la sezione dedicata ai libri XD scusami per il caos causato ^-^ -tra cui ho trovato anche il mio libro di testo…-

  6. Anche se pare tu abbia risolto, ecco una risposta bella articolata come ricompensa per esserti accorta delle mie origini divine… (XD)

    Il giapponese a fumetti per me ha la virtù di saper spiegare in modo semplice.
    Se sei al terzo anno però e quindi hai finito il terzo volume del corso hoepli… non so se questo libro copra tutto (o anche solo in parte) quel che ti serve.
    Forse nel tuo caso la soluzione è un libro inglese… se ti piacciono le cose schematiche puoi prendere degli handbook tematici, per esempio quello di Kamiya sui verbi, ecc.
    The Handbook of Japanese Verbs: A Kodansha Dictionary, Taeko Kamiya
    Japanese Sentence Patterns for Effective Communication: A Self-Study Course and Reference, Kamiya
    The Handbook of Japanese Adjectives and Adverbs, Kamiya
    How to Tell the Difference Between Japanese Particles: Comparisons and Exercises, Naoko Chino

    In alternativa, se quel che ti serve è capire davvero più che non esercitarti (questo lo sai solo tu, ovviamente), allora ti serve un libro che spieghi davvero le cose… e ti consiglio “the grammar textbook” di Wako Tawa.

    Se ti va bene qualcosa in giapponese+inglese (ovviamente dipende dal livello del testo, ma ci sono testi che hanno la traduzione inglese fino al livello più alto), fatto però essenzialmente ad esercizi (e quindi prezioso in questo senso) puoi provare con dei testi per il JLPT per la grammatica: sono pieni ZEPPI di esercizi. Dipende dalla tua università, ma un terzo anno dovrebbe corrispondere ancora all’N4 del JLPT (se cerchi il kanzen master su google immagini, prova 新完全マスター, dovresti trovare le immagini degli indici e puoi decidere quale è il più adatto…).
    Dunque, qualunque sia il tuo anno, o “rientri” nel livello N5 o nell’N4 quindi non dovrebbe essere un grosso problema, no?

    E’ ovvio che il mio è un parere soggettivo (ognuno ha i suoi libri ideali) ma io senza questi testi non sarei mai andato da nessun parte… l’handbook dei verbi in particolare è stato quello che mi ha sbloccato, mentre quello di Tawa è stato spesso la mia ancora di salvezza perché spiega davvero nei dettagli e aveva una risposta ogni volta che mi chiedevo “mah, e se fosse in quest’altro modo?”.

    …e poi puoi chiedere a me, ovviamente. Se posso spiegarti un argomento, magari facendo una “lezione extra” come ho già fatto per altri, ben venga ^__^

    1. grazie mille per la tua risposta, davvero di ottimo aiuto, purtroppo non sono ancora al terzo anno, sono ancora al secondo però terrò conto di questi preziosi suggerimenti 😀
      E se avrò qualche problema allora sarò ESTREMAMENTE felice di chiedere, probabilmente non ti libererai più di me XD

  7. Sì, lì per lì mi ero confuso pensando “terzo anno” mentre tu avevi parlato di “terza volta”, ma ho lasciato così com’era perché comunque fa da riferimento, tipo… un corso di triennale = 3 volumi hoepli = N5+N4 (con la magistrale si arriva a parte dell’N3).
    Però ti confermo che tutto quel che ho suggerito non riguarda solo chi è al terzo anno, si può partire con quei testi anche da zero (kana a parte), quindi se sei al secondo non hai nulla da preoccuparti.

    In bocca al lupo per lo studio… e se puoi passa parola ai tuoi compagni riguardo a questo sito! (^_^)/°”

  8. @ Kaze.
    ciao Kaze, ho finito la scorsa settimana di tradurre i quasi 800 vocaboli del N5.
    salvati su un file PDF e oltre alla traduzione ho appuntato se era verbo ichidan o godan, se era aggettivo in I o NA. Se può servire vorrei contribuire ad auitarti.

  9. Ciao Kaze, volevo chiederti come scrivere in giapponese questa definizione, una amica ha scritto in giapponese che voleva essere bella come un fiore, io volevo scrivergli che lei è gia bella come un fiore. In giapponese come si esprime o meglio accentuare l’essere qualcosa ?

    1. Se ha scritto “hana no you ni naritai” o “hana no you ni kirei ni naritai”
      puoi rispondere riprendendo la frase:
      mou tokku ni natta yo = Lo sei già diventata da tempo!
      O banalmente “mou (sugoku kirei na) hana da yo”: sei già un fiore (bellissimo).
      (Notare che “mou xxxx da” risponde alla tua domanda, se l’ho capita).
      Ma vale solo se ha usato il verbo “naru”.

      In generale, a prescindere da cosa ha detto, puoi dire:
      mou donna hana yori mo kimi no hou ga kirei da yo.
      Ormai sei più bella tu di qualunque fiore.
      kore ijou kirei ni naru no wa muri nan da.
      Diventare più bella di così non è possibile.
      koreijou no utsukushisa wa sonzai shinai kara
      Perché non esiste bellezza maggiore.

      Una frase più semplice e “furbetta” potrebbe essere:
      u-n, wakaranai, nee… hana no shurui no naka de kimi ga ichiban kirei na hana da yo.
      Mmm, non capisco… tra tutti i tipi di fiori, tu sei il fiore più bello…!

      Che semplificandola, forse troppo (bisogna vedere come si inserisce nel discorso), può riassumersi in:
      u-n… hana no naka de kimi ga ichiban kirei da yo.
      uhm… tra i fiori tu sei il più bello (/il più bel fiore)

  10. Grazie Kaze dei suggerimenti, me li segno li studio da poterli usare per il futuro.
    Comunque lei ha scritto この写真の様に 綺麗な花になりたいなぁ……e io volevo dirle qualcosa di carino per tirarla su visto che è uscita fuori da un importante intervento chirurgico, volevo punteggiare che lei era gia un bel fiore ma non riuscivo a trovare la formula giusta, cosi banalmente gli ho scritto Yumiちゃんは 綺麗な花です.
    C’è un modo per dire che qualcuno lo è gia, cioe per dire no tu sei gia un bel fiore o yumi è gia un bel fiore, il nostro verbo essere si discosta tanto dal loro, ma come si puo ovviare a questo ?

    1. Hai presente dove ho scritto “questo risponde alla tua domanda”…?
      Ecco, lì c’è la risposta alla tua domanda, se vuoi usare il verbo essere.
      Yumi-chan wa mou kirei na hana desu yo.
      (Si può usare anche “sude ni” al posto di “mou”, ma è un registro un po’ più elevato.)
      – Vuoi diventare un insegnante?
      – (boku wa) (mou) sensei da yo
      (Io) sono (già) un insegnante

      Sempre però in quel contesto, di lei che vuole diventare e tu che dici che ci è già arrivata… e sempre che tu voglia per forza i verbo essere perché il modo di dire che uno è già in un dato modo si rende con
      mou/tokku ni/sude ni xxxxxxx ni natta
      usando naru al passato
      oppure
      (yyyyyy kara) zutto xxxxxx datta
      Sono sempre stato xxxxx fin dai tempi di yyyyyy
      Spesso ho “mukashi kara” a dire che “fin da parecchio tempo fa sono sempre stato xxxxx”.
      Ma non si adatta alla tua situazione.

      1. grazie Kaze ora ho capito, tu sai sempre come aprire la mente delle persone, e dire che la mia è proprio una testa dura per capire le cose.

  11. Ciao Kaze
    ho tradotto una canzone e vorrei un aiuto per quanto riguarda la traduzione e la costruzione.
    朝の坂道 下るその先に
    Oltre la discesa che faccio al mattino
    無邪気に笑う 君を見つけた
    ho trovato il tuo sorriso innocente
    (ho trovato te che ridevi in modo innocente)
    「おはよう」って 一言が 今日も言えなくて
    Un semplice “Buongiorno”… non riesco a dirlo nemmeno oggi
    どうして君には 普通の僕じゃいられないんだろう
    Perché con te non so essere il me stesso di sempre?
    ずっと 君が君だけが溢れてるよ
    Sempre tu, ho in testa solo te
    もうこの気持ち抑えきれないよ
    Non riesco a reprimere i miei sentimenti
    言いたいんだけど 言えないんだよ
    Vorrei parlarti ma non ci riesco
    君がまぶしすぎて
    Sei quasi abbagliante (lett. sei troppo luminosa/splendente)
    もっと 君のすぐそばで笑えるように 心の中でそう願っているよ
    Perché possa essere sempre felice con te… E’ per questo che prego dentro di me
    いつの日か 君だけに この想いが 届くといいな
    Sarebbe bello se un giorno questi miei sentimenti raggiungessero proprio te

    Oltre alla traduzione scadente (pessimismo yee) potresti spiegarmi la costruzione della frase 9 e 4. Anche le altre frasi se ce n’è bisogno(mi sa di si u_u).
    Se non è completamente sbagliata dopo la correzione si può mettere tra le canzoni tradotte nella sezione? (Ci aggiungo video, solo hiragana).

    Grazie ^_^

    1. Sistemata… a dire il vero mi servirebbe l’audio per risolvere dei punti un po’ ambigui, ma pazienza.

      どうして Perché
      君には con te/verso te/nei tuoi confronti
      普通の僕 il me stesso di sempre = il mio “io” normale = il solito me
      じゃいられないんだろう = contrazione di “de wa irarenai no darou”
      il “de” iniziale è essere.
      E’ la te-kei di essere + verbo “iru” (forma -ている)
      Di mezzo ci si piazza は che crea un contrasto legato al fatto che la frase è negativa. “iru” viene messo al potenziale negativo.
      Nel complesso avrai “non posso (continuare a) essere”.
      Quel “continuare a” l’ho aggiunto per chiarire la presenza della forma in -te+iru.
      “doushite……no darou” dà qui una sfumatura tipo “Ma (chissà) perché,,,”
      Ma difatti no darou si puà non tradurre, per noi basta l’intonazione della voce… l’idea di questa intonazione è “è strano che…… no??”
      Perché con te non so essere il me stesso di sempre?

      もっと di più (qui si lega al waraeru, inteso come “più a lungo”)
      君のすぐそばで a fianco a te
      笑えるように (spero) di poter ridere (è il fine con cui prego/spero)
      心の中で dentro il mio cuore
      そう願っているよ prego così (=in questo modo = perché io possa ridere)
      Di solito però quel “ridere vicino a te” non è letterale ma inteso come “essere felice al tuo fianco”. Quel “sou” è un’aggiunta inutile, rafforzativa:
      waraeru you ni negau va benissimo, ma usando “sou” è come se lui dicesse:
      “Perché possa essere felice con te… E’ per questo che prego”.
      Anche questa frase italiana poteva essere semplificata togliendo “questo”:
      Prego di poter essere felice con te = …waraeru you ni negau

  12. ehm…
    se dovessi chiedere di una cosa di grammatica ma che non è tra gli argomenti delle lezioni (per ora c’è solo il corso base vero?), dove potrei fare la mia domanda? riguarda 2 particelle.
    Al di la di tutto, penso che questo sito sia il migliore sito sul giappone/giapponese che abbia trovato.
    Di sicuro è il più bello.. =)
    complimentissimi!
    E spero conserverai/ete la voglia di portarlo avanti.. =)

  13. ok, scusami…avevo il terrore di non aver trovato il posto giusto. Non vorrei essere odiato per aver sbagliato luogo in cui fare le domande. O__o
    Cmq, senza dilungarsi tanto, la domanda che voleva fare è questa:
    i verbi di moto reggono in genere 2 particelle, la particella に e la particella へ. Ma che differenza c’è tra una e l’altra? E’ una questione di preferenza in base al verbo di moto usato nella frase?
    (non scherzavi quando ho letto che sei sempre che vedi gli aggiornamenti dei post.. =) )

  14. Il corso base che c’è qui è molto meno basilare di quanto si possa immaginare perché approfondisce i “soliti argomenti” in un modo che di solito non si fa, pensando che “poi uno certe cose se le scopre da solo più avanti”.

    Dunque fossi in te controllerei le lezioni dell’N5 in sintesi, molte sono “molto ricche” -_^
    Tra le altre cose ho trattato l’argomento che chiedi:
    http://studiaregiapponese.wordpress.com/2012/10/12/n5-in-sintesi-le-particelle-ni-e-he/

  15. Eccomi tornato all’appuntamento per fare le domande a cui probabilmente c’è già risposta ma che io non so trovare! (tristissimo).
    Tra le pronunce dei kanji (o meglio, le forme kanji+okurigana) come faccio a distinguere quali sono usate al passivo e quali all’attivo? o quando si usa una pronuncia piuttosto che un’altra? nel senso, c’è qualche regola che si può seguire od occorre soltanto tanto studio?
    Se dovete insultarmi, scrivetemi pure via mail.. =)
    (kaze, io sto raccogliendo materiale e prima o poi lo trascrivo, lo sistemo e te lo mando….riguardo a quello che ti scrissi tempo fa).

    1. Ciao René ^__^ Fai benissimo a domandare!
      In giapponese si dice 聞くは一時の恥聞かぬは一生の恥
      kiku wa ittoki no haji, kikan wa isshou no haji cioè domandare è la vergogna d’un momento, non domandare è la vergogna d’una vita!

      Purtroppo hai toccato un argomento davvero vasto e no sono certo d’aver capito cosa vuoi esattamente… degli esempi aiuterebbero molto.
      Prima cosa che mi viene in mente è: ti riferisci ai verbi di forma passiva (la forma passiva è identica alla forma potenziale e a una delle possibili forme cortesi attive.
      Oppure ti riferisci a quei verbi che in italiano hanno a volte una traduzione passiva o che sembra passiva?
      Ad esempio doa ga aite iru = la porta è aperta…
      la coppia di verbi totonou/tonoeru si può tradurre con “essere messo in ordine” e “mettere in ordine”.
      Insomma, se mi chiarisci un po’ la domanda e fai degli esempi è meglio sicuramente…

      La seconda domanda, invece, se è sòegata dalla prima, se cioè è generica… ha varie risposte.
      Posso capirlo da:
      – il contesto, se il kanji è parte d’una espressione tipica o se è inserita in un discorso formale, ecc. Se un kanji ha due pronunce e l’okurigana non aiuta in genere richiedono contesti diversi.
      Ad esempio 後 si legge “ato” di norma, ma se trovo 後ろ ovviamente leggo ushiRO o non si spiega quel kana che ci sta a fare! Se trovo その後, tipicamente leggo “sono-go” (se in un contesto colloquiale voglio dire “sono ato” posso farlo, ma allora è meglio se scrivo tutto in kana) e ancora, se trovo solo 後 ma in un contesto formale (o certe espressioni*) molto probabilmente devo leggere “nochi”
      *p.e. le previsioni del tempo: 雨のち晴れ ame nochi hare (piogge seguite da bel tempo) si scrive anche 雨後晴れ o solo 雨後晴
      – il furigana è una soluzione banale ma comoda^^
      – lo studio aiuta ovviamente… prima o poi scopri che 罰が当たる si legge di norma “bachi ga ataru” e non “batsu ga ataru”, con la pronuncia più consueta del primo kanji… non solo, con la pronuncia bachi il kanji assume una sfumatura particolare di “punizione divina”, quindi oltre all’aver studiato l’espressione che è una “frase fatta”, se sai questo ti rendi conto che devi leggere bachi solo se il contesto indica una punizione divina reale o metaforica
      – se la pronuncia insolita si trova in un vocabolo… puoi solo sperare di aver studiato quel vocabolo o lo leggerai male… per esempio 建立 ad un occhio inesperto si legge “ken-ritsu”, ma il vocabolo fa uso delle pronunce meno comuni e si legge konryuu… purtroppo o per fortuna è relativamente comune, quindi di solito non troverai il furigana e puoi solo sperare di averlo studiato…

      p.s. per il materiale, quando vuoi ^__^

      1. ehm, diciamo che il mio problema è forse l’inverso. Nel senso…mettiamo che io voglia scrivere una frase di cui però non conosco il verbo. Vado a vedere tra i kanji che hai scritto e trovo il verbo 試 (provare)… Scrivo la mia frase di esercizio e poi mi chiedo…ma…qual’è la pronuncia giusta? Shi, kokoro.miru o tame.su? Al ché vado in panico e mi chiedo se c’è una regola per capire quale sia, in generale, la pronuncia giusta della mia frase (naturalmente, parlo della pronuncia della radice e non della desinenza).
        P.S. Ho preso paura appena ho visto la lunghezza della risposta sopra! =)

        1. Chiaro adesso. Il rpoblema è che tu prendi l’alfabeto invece di un dizionario.
          Se vuoi dire testare, mettere alla prova, non devi andare a prendere il kanji corrispondente e vedere le varie pronunce, devi prendere un dizionario italiano-giapponese e vedere quale termine si adatta di più… il problema di cui parli difatti non si pone percheé, appunto, andare a cercarti il kanji è un po’ come se un inglese si dicesse “come dico “to see” in italiano?” e invece di prendere un dizionario prendesse l’elenco delle lettere italiane e si stupisse delle pronunce perché A si legge A, B è BI, C è CI, mentre lui avrebbe letto EI, BI, SI.

          p.s. i miei commenti sono sempre lunghi… e questo semplifica le cose. Se io ti dicessi in una riga di preparare un piatto complicatissimo tu non ce la faresti mai. Se invece ti scrivo tutta la ricetta hai qualche possibilità, no?

  16. こんにちは Kaze-せんせい !! Da buon autodidatta mi sto mettendo alla prova usando i kanji imparati con la grammatica fatta per creare delle frasi, ed è qui che sorgono i dubbi, te ne posto due.
    Riguardo al superlativo sono corrette le frasi:

    1. イサベラ-さん は 女の子 一番 かわいい です
    Isabella-san è la ragazza più carina (in assoluto)
    Si può fare o c’è bisogno di qualche espressione particolare? Su internet ho trovato esempi solo con un soggetto paragonato a un insieme, come nella frase seguente

    2. イサベラ-さん は 女の子 が 学校 で 一番 かわいい です
    Isabella-san è la ragazza più carina della scuola
    Sono in dubbio sul が dopo “ragazza”

    どもありがとう

  17. La prima frase è sbagliata perché a parte aggettivi, verbi, avverbi e congiunzioni tutti gli elementi della frase giapponese sono seguiti da una qualche particella (l’unica eccezione si ha se subito dopo ho “desu”) che serve a dichiarare che ruolo ha la parola, quindi non può mancare (posso sottintenderla nel linguaggio colloquiale, ma non è certo il nostro caso).
    Quindi “onna no ko” senza nulla non può stare.

    Anche la seconda però è sbagliata. Il soggetto della frase è Isabella, no? Così introduci un secondo soggetto e ciò è possibile solo in determinati casi come quelli qui sotto.
    Isabella wa atama ga ii (la testa è buona) = Isabella è intelligente
    Isabella wa sakana ga suki (il pesce è buono) = A Isabella piace il pesce
    Isabella wa ojiisan ga byouki desu (il nonno è malato) = ha il nonno malato
    Isabella wa jijou ga wakatta (la situazione è stata comprensibile) = ha capito la situazione
    …e così via.

    PARTE DAVVERO IMPORTANTE INIZIO ↓

    Il fatto è che le tue frasi non rispecchiano grammaticalmente la frase italiana.
    In ciascun caso finisci con “kawaii (desu)”, cioè “è carina” (predicato aggettivale, cioè verbo essere + aggettivo), ma la tua frase italiana era “è la ragazza più carina”.
    Cioè “è” si lega a “ragazza” (predicato nominale), mentre “carina” è l’aggettivo riferito a ragazza.

    Dunque prima di desu devi avere “onna no ko” perché la frase italiana era:
    “è (=desu) la ragazza (=onna no ko) più (=ichiban) carina (=kawaii)”

    Quindi abbiamo
    Isabera-san wa gakkou de ichiban kawaii onna no ko desu.
    Questa è la frase giusta che traduce precisamente la frase italiana.
    Come vedi kawaii precede onna no ko perché ad esso si riferisce: ragazza (più) carina.
    Invece onna no ko è subito legato a “desu” perché la frase italiana era “è la ragazza…”, non “è carina”.

    PARTE DAVVERO IMPORTANTE FINE ↑

    Se ti venisse il dubbio tra “wa” e “ga”, cioè: “Perché non è “Isabera-san GA”?”
    La risposta è “perché con ga la stessa frase sarebbe stata tradotta diversamente”.
    Isabera-san GA gakkou de ichiban kawaii onna no ko desu.
    si traduce
    “è Isabella la ragazza più carina a scuola”
    (es.: Maria?!? No, ti sbagli, è Isabella la ragazza più carina a scuola!)

    Mentre
    gakkou dewa Isabera ga ichiban kawaii onna no ko desu
    Sarebbe stato:
    A scuola è Isabella la ragazza più carina
    …senza sentire il tono è difficile capire, ma spero sia chiaro lo stesso.
    EDIT: Come detto nel commento più sotto “gakkou de wa” può far intendere che quanto segue è vero solo nella scuola e non fuori, oppure può essere dovuto al fatto che la scuola era tema del discorso, non possiamo saperlo senza conoscere il discorso.

    Ma torniamo alla frase corretta:
    Isabera-san wa gakkou de ichiban kawaii onna no ko desu.
    In linea di principio potevi anche dire:
    Isabera-san wa gakkou de (wa) onna no ko no naka de ichiban kawaii desu.
    Così non spostavi “kawaii” dalla sua posizione di predicato aggettivale che regge la frase.
    Ma avresti avuto due “de”, due complementi di luogo, uno reale (a scuola) e uno figurato (tra le ragazze)… Avere due complementi “doppioni”, con la stessa particella è bruttino.
    Però la cosa è risolvibile scrivendo “gakkou no onna no ko no naka de” …ma così è strapieno di “no”!
    Però anche questo era risolvibile usando 女子 joshi invece di 女の子 onna no ko.
    NON puoi farlo sempre, il fatto è che esiste la parola “joshi” ed esiste l’espressione “onna no ko”, è una coincidenza.

    In questo caso avresti avuto:
    Isabera-san wa gakkou de (wa) onna no ko no naka de ichiban kawaii desu.
    Isabella, a scuola, è la più carina tra le ragazze.
    O usando il “no”:
    Isabera-san wa gakkou no (onna no ko/joshi) no naka de ichiban kawaii desu.
    Isabella è la più carina tra le ragazze della scuola.

      1. Ok, quindi la prima frase potrebbe essere:
        Isabera-san wa onna no ko wo ichiban kawaii desu
        Isabella è (chi?) la ragazza più carina

        Mentre per la seconda frase le sfumature di significato sarebbero:
        – Isabera-san wa gakkou de ichiban kawaii onna no ko desu
        Il fatto che sia Isabbella la ragazza più carina è indiscutibile
        – Gakkou dewa Isabera ga ichiban kawaii onna no ko desu
        A scuola Isabella è la ragazza più carina mentre al di fuori di essa il discorso
        cambia
        È questo ciò che volevi esprimere con le tue frasi?

        @diegosauro: Di niente, navighiamo tutti nello stesso mare (variante di siamo tutti sulla stessa barca, detto che non trovo del tutto corretto)..
        In genere i dubbi sono gli stessi per tutti e le domande/risposte e gli esempi sono rivelatori, ti fanno capire fino a che punto conosci l’argomento, inoltre possono riguardano cose che magari chi tiene la lezione non ha trattato perché magari ritenute scontate o perché non gli sono venute in mente.. così ci si aiuta a vicenda

  18. No, hai frainteso tutto, su tutta la linea, così come io ho frainteso il tuo livello di preparazione e ti ho dato una risposta un po’ troppo avanzata temo. Di solito succede perché lo studente ha corso troppo con lo studio ed è più avanti sul libro di quanto in realtà non sia pronto e mi chiede delle frasi che mi fanno pensare sia ad un certo livello di conoscenze…
    Il mio consiglio è quello di frenare e tornare indietro, fare solo gli esercizi delle vecchie unità per vedere quanto ricordi… è solo un consiglio, chiaro, vedi tu.

    Per quanto riguarda la risposta sopra limitati alla parte in cui ti ho scritto la traduzione della tua frase. Ho ritoccato un po’ la risposta sopra per sottolineare il punto di ogni frase, se decidessi comunque di rivederle tutte.

    Le tue nuove domande.
    A.
    >>Isabera-san wa onna no ko wo ichiban kawaii desu
    >>Isabella è (chi?) la ragazza più carina

    Se la frase è retta da un aggettivo (anche se ti avevo detto che la frase italiano NON è così perché dici “Isabella è la ragazza”), mi dici come può esserci un complemento oggetto?
    Vedo dalla domanda “chi?” tra parentesi che credi che il complemento oggetto risponda alla domanda “chi?” o “che cosa?”, ma questo vale se hai un verbo dopo e non in modo indiscriminato.
    Io mangio (che cosa?) la mela …ok, mela è complemento oggetto..
    (chi?) Io mangio la mela …no, “io” non è complemento oggetto solo perché risponde alla domanda “chi”.
    In “io sono (che cosa?) un insegnante”, la parola “insegnante” NON è complemento oggetto! Quindi non puoi avere una parola con を se hai il verbo essere desu o un aggettivo a reggere la frase… non a caso non puoi dire il “famoso” esempio con suki “anata WO suki desu”: suki è aggettivo non può essere seguito da un complemento oggetto.

    Piccola nota a margine. Una cosa dolorosamente vera è che non si può imparare alcuna lingua (né è utile farlo), se non si ha una profonda comprensione della propria. Imparare la grammatica giapponese richiede di conoscere bene i termini della grammatica italiana e la grammatica stessa per fare confronti e capire “che succede” nelle varie frasi d’esempio… Se tutto ciò non ti piaceva ai tempi della scuola e vuoi studiare giapponese lo stesso, ti toccherà incassare il colpo ora (e sarà pure più difficile che a scuola)… per cui fatti i tuoi conti e decidi su che fare: se quanto ho detto finora ti ha annoiato e basta, forse stai sprecando il tuo tempo… e non c’è nulla di più prezioso.
    Fine nota. Passiamo alla prossima frase che hai scritto.

    B.
    >>Mentre per la seconda frase le sfumature di significato sarebbero:
    >>- Isabera-san wa gakkou de ichiban kawaii onna no ko desu
    >>Il fatto che sia Isabbella la ragazza più carina è indiscutibile

    No, è “riguardo ad Isabella ti do questa informazione: è la ragazza più carina della scuola” questo è il senso.
    In questa frase il punto chiave è il senso del TEMA nella frase giapponese.

    C.
    >>- Gakkou dewa Isabera ga ichiban kawaii onna no ko desu
    A scuola Isabella è la ragazza più carina mentre al di fuori di essa il discorso cambia

    Quasi, ma no.
    “A scuola è Isabella la ragazza più carina” è il senso della frase giapponese… l’avevo scritto sopra. Hai invertito “Isabella” e il verbo essere: in italiano ciò cambia il senso della frase.
    Isabella è la ragazza più carina
    e
    è Isabella la ragazza più carina
    non sono la stessa cosa.
    Il secondo lascia a intendere che non è (ad esempio) Maria, di cui parlavamo, la più carina, “è Isabella!”. Oppure intendo dare un’informazione a proposito della scuola e l’informazione è che “è Isabella la più carina”.

    Può essere vera l’idea legata alla scuola (“fuori dalla scuola il discorso cambia”) SE “gakkou de wa” crea un contrasto implicito… il che è probabile, ma non è detto, non possiamo saperlo senza un contesto.
    Se nel contesto la scuola era stata nominata “gakkou de wa” può essere semplicemente il tema della frase. Se la frase è detta senza contesto, “out of the blue”, come dicono gli inglesi, cioè del tutto “all’improvviso” (senza che nessuno abbia parlato della scuola)… allora l’idea che ci sia un contrasto tra dentro e fuori della scuola è l’unica corretta.

    In questa frase hai due punti chiave
    – la differenza tra wa tematico e wa contrastivo
    – l’uso di “ga” per il soggetto che normalmente metteresti con “wa”: usare “ga” porta quella traduzione che vedi sopra “è Isabella la ragazza più carina” invece di “Isabella è la ragazza più carina”. Piccolo suggerimento spesso utile è: “quando c’è GA inverti il verbo e il soggetto nella frase italiana”.

    1. Hai centrato in pieno. Il giapponese non è da molto tempo che lo studio e forse ho realmente corso un po’ troppo senza approfondire bene le basi della lingua.

      Tutto ciò che hai detto non mi ha annoiato, anzi lo trovo molto utile. È come se mi avesse messo a nudo, mi ha fatto capire dove sbaglio e dove sono carente, per questo ti ringrazio molto. Potrà pure essere un duro colpo quello che prenderò ma incasso bene e ne vale la pena.

      Il fatto è che sono un po’ limitato dal fatto che eserciziari e libri di testo vari non li ho. Per ora mi sto arrangiando con quello che trovo su internet e con gli ottimi siti come il tuo mi trovo molto bene.Detto questo seguirò il tuo consiglio, andrò a rivedermi e ad approfondire le basi finché non le avrò ben chiare, poi passerò avanti.

      Comunque risposta perfetta, che mi ha chiarito molto, ma mi devo togliere ancora un sassolino dalla scarpa..

      Isabella è la ragazza più carina (in assoluto):
      イサベラ-さん は一番 かわいい 女の子です

  19. Leggo ora sul vol.1 dell’Hoepli, riguardo alle espressioni di tempo, che ce ne sono alcune che devono essere usate SENZA la particella に e vanno poste o dopo il tema o a inizio frase quando il tema non è menzionato esplicitamente.
    Fa tale affermazione riguardo a:
    kinou, kyou, ashita, itsu, asa, hiru, yoru, kesa, konban
    ma mi suona strano che ci siano solo queste parole… quindi mi chiedo se c’è qualche regola generale da seguire per individuare i termini di tempo che seguono questa regola.

    1. Questo argomento è trattato in questo post, nella prima pagina…
      http://studiaregiapponese.wordpress.com/2012/10/15/n5-in-sintesi-la-particella-ni/
      Nella seconda pagina c’è dell’altro, ma è un argomento abbastanza difficile. Al più puoi fare gli ultimi due punti a fine della 2a pagina che riguardano altri complementi di tempo. In particolare l’ultimissimo, sul complemento di tempo continuato perché si tratta di altre espressioni di tempo che non richiedono “ni” perché quel complemento non lo vuole (non perché la parola in sé non usa “ni”). Anche questo però, come la prima parte della seconda pagina, è un argomento abbastanza avanzato e forse ti conviene evitarlo se non l capisci.

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