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Pillole di Giapponese 13 – Le particelle di fine frase (2): Mettere in guardia qualcuno?

Eccoci ad un’altra lezione del corso Pillole di Giapponese: la lingua giapponese a piccole dosi! (⌒▽⌒)

Oggi continuiamo a vedere le particelle di fine frase (vi ricordo che “particelle” vuol dire essenzialmente “paroline”). Dopo il ね ne, tanto simile al “ne piemontese”, oggi vediamo la nostra seconda particella di fine frase: yo.

La particella よ yo serve a rendere con una parola quello che noi al massimo rendiamo solo con un tono di voce. L’idea che yo dà è quella di una certa “ansia” e/o un desiderio (abbastanza forte) di trasmettere una informazione. Più precisamente possiamo dire che “yo” rende il fatto che chi parla è deciso e convinto di quanto afferma e vuole farlo sapere a chi ascolta (se suppone che l’altra persona non lo sappia) o vuole farglielo capire, fargli eventualmente cambiare idea (se l’altra persona è o sembra di un parere diverso).

Di solito si usa quando si vuole avvertire qualcuno di qualcosa e, volendo proprio tradurla, si può rendere con il nostro “Guarda che…” o “Ti dico che/Ti ho detto che” o a volte aggiungendo un semplice punto esclamativo

Con ne si presume che l’altro sappia di cosa parliamo e vogliamo che confermi la nostra opinione. Con yo invece presumiamo che l’altro non sappia di cosa parliamo o che, se lo sa, non si rende conto di come stanno effettivamente le cose. A volte, infatti, anche se la frase è identica, l’idea che si vuole trasmettere è di disaccordo con l’altra persona: la si vuole correggere, dare la propria opinione e fargli capire che si sbaglia…

Anche per oggi ci fermiamo qui. Spero sia tutto chiaro, nel caso fatemi sapere nei commenti!

Gli articoli di questa rubrica sono raccolti nella pagina Pillole di Giapponese.

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