Parole forti! – Komorebi

木漏れ日
KOMOREBI
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Una delle mie parole preferite in assoluto è questa, komorebi, la luce che filtra tra le foglie degli alberi. C’è qualcosa di assolutamente poetico, quasi magico, in una cultura che crea una parola apposta per un concetto del genere.

Ma la meraviglia di questa parola non è limitata al suo significato. Sia come vocabolo in sé, sia dal punto di vista dei kanji, è una parola davvero molto interessante. Cominciamo a chiederci… Da dove viene?

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Imparare con Facebook (2): post e commenti

Lo scorso articolo “Imparare con Facebook” ha riscosso un notevole successo, ho quindi pensato di proporvi altri vocaboli per continuare a imparare il giapponese con Facebook… difficile annoiarsi, così, vi pare?

La scorsa volta abbiamo visto i nomi in giapponese delle varie “reazioni”, oltre al classico “Mi piace”. Oggi invece andremo a dare un’occhiata al nostro profilo e alle varie opzioni che abbiamo a disposizione con Facebook in giapponese. Cosa abbastanza curiosa: non sempre è stata fatta una traduzione fedele, quindi sarà interessante vedere anche le differenze tra le due versioni.

Prima di cominciare però vi ricordo due cose: (1) se volete articoli simili per altri social, sono aperto a spunti e idee per altri articoli; inoltre (2) l’articolo di oggi fa parte della nostra full-immersion virtuale …se volete approfondire cliccate sul link o usate la tag e buona lettura!

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Miti – Come si dice “Ciao” in giapponese?

C’è moltissima confusione sul modo di dire “ciao” in giapponese, più che altro dovuta ai testi inglesi, che traducono “konnichiwa” con “hello” e quindi ci portano a credere che “konnichiwa” significhi “ciao”… inutile dire che si tratta di un mito (in buona parte, perlomeno), perché a voler esser precisi precisi “ciao” in giapponese non esiste! ( ゚Д゚) Oppure esiste…? (╯°□°)╯︵ ┻━┻

Insomma “ciao” in giapponese è un po’ come il gatto di Schrodinger.

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N5 in sintesi – Le forme in -tari di verbi (e aggettivi)

Le forme in -tari

Lo studio dei verbi italiani può essere molto noioso (tutti quei tempi e modi!), ma con il giapponese è diverso, molto diverso: ci sono forme, come la forma in -tari, a dir poco particolari, se non addirittura “bizzarre” …ai nostri occhi di occidentali.

Ma bando alle ciance e andiamo a scoprire il fascino di questa curiosa forma verbale e come in realtà sia davvero poco conosciuta anche da chi studia giapponese e ha già fatto il JLPT.

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Pillole di Giapponese 17 – Quantità e verbo “esserci” (1)

Con le ultime due pillole abbiamo visto come dire “ci sono”, “ci sei”, “c’è”, ecc. quando il soggetto è inanimato e quando il soggetto è animato. Con frasi di questo genere, a ben pensarci, potrebbe venirci voglia (prima o poi?) di inserire una quantità… tanto, poco, molti, tre, due, uno, nessuno e centomila.

È proprio questo argomento che vediamo con la pillola di oggi. È davvero facile da mandar giù, per cui forza, niente scuse e cominciamo! (⌒▽⌒)

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Pillole di Giapponese 16 – Il verbo “esserci” per le persone (e gli animali)

La scorsa volta abbiamo affrontato il verbo “arimasu”, cioè il verbo “essere” inteso come “trovarsi (in un posto)”, quindi, per es. “C’è una tv in cucina”, ma non “La Sony è una buona marca”. Fatto molto particolare, il soggetto del verbo “arimasu”, abbiamo detto, deve essere inanimato, una cosa insomma (come “una tv”). Ma allora, come facciamo quando il soggetto è invece animato? Come facciamo se il soggetto è una persona o una cosa?

Scopritelo in questa nuova Pillola di Giapponese! (⌒▽⌒)

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Da dove vengono i kanji?

Da dove vengono i kanji e come sono arrivati fino a noi? Come sono cambiati nel tempo e come sono stati utilizzati nella lingua giapponese nonostante fossero parte della lingua cinese?

A queste ed altre domande trovate risposta nella pagina sull’Etimologia dei kanji.

Alcuni articoli tra quelli linkati sono davvero imperdibili. In particolare la rubrica Horror Kanji…

Horror kanji!

  1. 取 to.ru/SHU → Prendere …senza dover chiedere. Mai.
  2. 道 michi/DOU → La strada …verso l’inferno! (aggiornato ieri!)
  3. 県 KEN → Una prefettura …di sangue!
  4. 民 tami/MIN → Il popolo va servito… come antipasto!
  5. 赤 aka, aka.i/SEKI → Rosso …fuoco!

Tra l’altro colgo l’occasione per annunciarvi che l’articolo su 道 (che ho riscritto da poco) sarà riportato sulla rivista dell’Associazione italiana di Aikido nei primi mesi del 2017. Leggetelo in anteprima!

Tutto qui? Ma neanche per sogno!

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Vocaboli – Al di là del bene e di yoku

Ci sono alcune parole in giapponese che appaiono semplicissime ma nascondono delle insidie. Una di queste è よく yoku, una parola che i libri di testo ci insegnano vuol dire “bene”… Peccato solo che non sia sempre così. Anzi.

Di solito insegno che よく yoku si può tradurre con “bene”, “spesso”, “sodo” (e “parecchio”, anche se un po’ meno comune). Tutto ciò è utile da ricordare per pensare in fretta ad una traduzione, ma in realtà le cose non sono così lineari.

Partiamo però dai casi più semplici.

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