Parole forti! – Maiochiru

舞い落ちる
MAIOCHIRU

Le parole 舞い落ちる maiochiru e 舞い散る maichiru indicano il cadere al suolo lentamente, come danzando nell’aria. L’idea è ben spiegata dai loro kanji: tutte e due contengono il verbo 舞う mau, danzare, ma terminano con 落ちる ochiru, cadere, e, rispettivamente, 散る chiru, spargersi (a terra). Ciò che è davvero interessante però è la parola “mai”, danza… ma quale “danza”?

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Vocaboli – Tutto casa e famiglia!

Forse l’espressione giusta era “tutto casa e chiesa”? Be’, lasciamo perdere, tanto oggi ci occupiamo dei vocaboli giapponesi che indicano la casa e la famiglia: impareremo finalmente a distinguerli e ad usare la parola giusta al momento giusto… un’impresa non da poco, perché domande come Qual è la differenza tra “ie” e “uchi”? e Qual è la differenza tra “kazoku” e “katei”? …vi assicuro, sono domande comunissime.

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Due parole sul terribile のです no desu (1)

“Non è che non riesco a sposarmi, è che non intendo farlo!”

Oggi ho deciso di parlarvi del のです no desu (spesso んです ndesu), prendendo spunto da un post di romishpi su Nihongo no Kuni (il sito in cui tutti gli utenti di studiaregiapponese.com possono liberamente domandare o postare quel che vogliono sul giapponese e il Giappone).

Mi lamento spesso, lo so, della qualità dei libri di giapponese in circolazione. Secondo certe teorie in circolazione (che io chiamo teoria degli autori scansafatiche) per insegnare una lingua bisogna dire il meno possibile, lasciare che sia lo studente a intuire (per magia?!) come stanno le cose in realtà. Inutile dire che ciò non avviene. Mai. E gli studenti si tengono i loro dubbi e comprano speranzosi il libro successivo… che qualcuno faccia cartello?

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Pillole di Giapponese 19 – I numeri

Nella pillola 17 – Quantità e verbo esserci abbiamo capito come dire “C’è un panda in cucina” e anche come dire “ci sono tanti panda in cucina”. Ancora però non sappiamo come dire “Ci sono due panda in cucina” né come dire “Ci sono alcuni panda in cucina”. Per capire come fare è necessario affrontare i numeri e i “classificatori”, argomento che ci terrà impegnati nelle prossime lezioni.

I classificatori sono delle parole che seguono di solito i numeri quando questi servono per contare delle cose, più o meno concrete. Insomma, in giapponese, una cosa è dire “uno, due, tre, quattro…”, per esempio contando quando si gioca a nascondino, e una cosa completamente diversa è dire “ci sono due cani” o “ci sono quattro bambini” o “ci sono tre frigoriferi”.

Oggi ci occupiamo dei numeri puri e semplici, quelli che usiamo non per contare le cose, ma per contare e basta, come quando contiamo giocando a nascondino. Non ho mai fatto una lezione sui numeri giapponesi (non li amo molto), per cui solo per questa volta concedetemi di fare una lezione più lunga e completa… Dal canto vostro vi basterà saltare le parti che vi sembrano meno utili.

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Parole forti! – Komorebi

木漏れ日
KOMOREBI
+++

Una delle mie parole preferite in assoluto è questa, komorebi, la luce che filtra tra le foglie degli alberi. C’è qualcosa di assolutamente poetico, quasi magico, in una cultura che crea una parola apposta per un concetto del genere.

Ma la meraviglia di questa parola non è limitata al suo significato. Sia come vocabolo in sé, sia dal punto di vista dei kanji, è una parola davvero molto interessante. Cominciamo a chiederci… Da dove viene?

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Imparare con Facebook (2): post e commenti

Lo scorso articolo “Imparare con Facebook” ha riscosso un notevole successo, ho quindi pensato di proporvi altri vocaboli per continuare a imparare il giapponese con Facebook… difficile annoiarsi, così, vi pare?

La scorsa volta abbiamo visto i nomi in giapponese delle varie “reazioni”, oltre al classico “Mi piace”. Oggi invece andremo a dare un’occhiata al nostro profilo e alle varie opzioni che abbiamo a disposizione con Facebook in giapponese. Cosa abbastanza curiosa: non sempre è stata fatta una traduzione fedele, quindi sarà interessante vedere anche le differenze tra le due versioni.

Prima di cominciare però vi ricordo due cose: (1) se volete articoli simili per altri social, sono aperto a spunti e idee per altri articoli; inoltre (2) l’articolo di oggi fa parte della nostra full-immersion virtuale …se volete approfondire cliccate sul link o usate la tag e buona lettura!

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Miti – Come si dice “Ciao” in giapponese?

C’è moltissima confusione sul modo di dire “ciao” in giapponese, più che altro dovuta ai testi inglesi, che traducono “konnichiwa” con “hello” e quindi ci portano a credere che “konnichiwa” significhi “ciao”… inutile dire che si tratta di un mito (in buona parte, perlomeno), perché a voler esser precisi precisi “ciao” in giapponese non esiste! ( ゚Д゚) Oppure esiste…? (╯°□°)╯︵ ┻━┻

Insomma “ciao” in giapponese è un po’ come il gatto di Schrodinger.

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N5 in sintesi – Le forme in -tari di verbi (e aggettivi)

Le forme in -tari

Lo studio dei verbi italiani può essere molto noioso (tutti quei tempi e modi!), ma con il giapponese è diverso, molto diverso: ci sono forme, come la forma in -tari, a dir poco particolari, se non addirittura “bizzarre” …ai nostri occhi di occidentali.

Ma bando alle ciance e andiamo a scoprire il fascino di questa curiosa forma verbale e come in realtà sia davvero poco conosciuta anche da chi studia giapponese e ha già fatto il JLPT.

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