Pillole di Giapponese 18 – Chiedere “Chi?” e “Che cosa?”

Qualche lezione fa abbiamo parlato della particella di fine frase か ka usata per fare delle domande in giapponese. In quell’occasione l’abbiamo vista all’opera soprattutto con degli aggettivi, oggi la useremo per chiedere “Chi…?” e “Che cosa…?”

Scopritelo in questa nuova Pillola di Giapponese! (⌒▽⌒)

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Miti – あんた anta e 君 kimi

Anta e kimi sono due pronomi utilizzati per dire “tu”. Entrambi sono vittime di “miti” creati online da subber e cattivi maestri.

Partiamo da “anta”, perché così ce lo togliamo di torno subito, prima di approfondire meglio il discorso su “kimi”.
Anta è ovviamente(?) la contrazione di “anata” ed essendo una contrazione, non è il caso di considerarlo cortese: implica una certa confidenza. Il mito che circola su questa parola è che si tratti di un pronome usato solo dalle donne. Non è vero, chiaramente, e potete vederne la dimostrazione in quest’immagine appena postata. Nell’ultimo fumetto, quello più a sinistra, Zenkichi, il protagonista “bonaccione” (proprio ciò che significa il suo cognome, “Hitoyoshi”) del manga Medaka box, dice proprio “anta” parlando con il campione di judo, Akune-kun, che vedete nell’immagine a destra.
Mito sfatato.

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Miti – L’uso di boku

Il pronome 僕 boku che ritrovate nell’immagine del titolo si usa per dire “io”. Certo, non è l’unico pronome che posso usare per dire “io”, lo usano solo i maschi (salvo rare eccezioni, vd. oltre), non è molto citato sui libri di testo e, sebbene negli anime si senta abbastanza spesso, sembra essere usato essenzialmente dai bambini (in realtà ciò è correlato al tipo di anime che guardate, anzi, agli anime in genere, visto che non vi compaiono molti adulti^^). Tutti questi aspetti vanno a creare un grosso problema.

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