Particelle e… doppie particelle

Le “doppie particelle” o “particelle composte” rappresentano un argomento su cui gli studenti italiani di giapponese faticano non poco …e il motivo è presto detto: in italiano non c’è qualcosa di simile, sebbene la stessa idea viene in qualche modo espressa. Vediamo dunque come fare a capire quando si usano e perché.

Due parole sul terribile のです no desu (1)

Oggi ho deciso di parlarvi del のです no desu (spesso んです ndesu), prendendo spunto da un post di romishpi su Nihongo no Kuni (il sito in cui tutti gli utenti di studiaregiapponese.com possono liberamente domandare o postare quel che vogliono sul giapponese e il Giappone). Mi lamento spesso, lo so, della qualità dei libri di… Read More

N5 in sintesi – Le forme in -tari di verbi (e aggettivi)

Le forme in -tari Lo studio dei verbi italiani può essere molto noioso (tutti quei tempi e modi!), ma con il giapponese è diverso, molto diverso: ci sono forme, come la forma in -tari, a dir poco particolari, se non addirittura “bizzarre” …ai nostri occhi di occidentali. Ma bando alle ciance e andiamo a scoprire… Read More

Pillole di Giapponese 18 – Chiedere “Chi?” e “Che cosa?”

Qualche lezione fa abbiamo parlato della particella di fine frase か ka usata per fare delle domande in giapponese. In quell’occasione l’abbiamo vista all’opera soprattutto con degli aggettivi, oggi la useremo per chiedere “Chi…?” e “Che cosa…?” Scopritelo in questa nuova Pillola di Giapponese! (⌒▽⌒)

Pillole di Giapponese 17 – Quantità e verbo “esserci” (1)

Con le ultime due pillole abbiamo visto come dire “ci sono”, “ci sei”, “c’è”, ecc. quando il soggetto è inanimato e quando il soggetto è animato. Con frasi di questo genere, a ben pensarci, potrebbe venirci voglia (prima o poi?) di inserire una quantità… tanto, poco, molti, tre, due, uno, nessuno e centomila. È proprio… Read More

Pillole di Giapponese 16 – Il verbo “esserci” per le persone (e gli animali)

La scorsa volta abbiamo affrontato il verbo “arimasu”, cioè il verbo “essere” inteso come “trovarsi (in un posto)”, quindi, per es. “C’è una tv in cucina”, ma non “La Sony è una buona marca”. Fatto molto particolare, il soggetto del verbo “arimasu”, abbiamo detto, deve essere inanimato, una cosa insomma (come “una tv”). Ma allora,… Read More

Pillole di Giapponese 15 – Le (altre) particelle e il nostro primo verbo!

Di particella abbiamo già parlato nelle ultime lezioni, ma lì si trattava di “particelle di fine frase”, oggi affronteremo le cosiddette “posposizioni”, che per comodità io chiamo sempre “particelle” (e basta). Per farlo però dobbiamo presentare anche un verbo. Uno qualunque andrebbe bene, ma ho deciso di partire dal verbo “arimasu”… Vi chiedete perché proprio… Read More

Pillole di Giapponese 14 – Le particelle di fine frase (3): Le domande sono vietate?

Se le domande fossero vietate, già dal titolo dell’articolo di oggi saremmo nei guai. Ovviamente in giapponese le domande non sono vietate, ma il punto di domanda è una “invenzione” di noi occidentali. Come fanno i giapponesi per domandare, dunque? Evitano rispettosamente? Scopritelo in questa nuova Pillola di Giapponese! (⌒▽⌒)

Pillole di Giapponese 13 – Le particelle di fine frase (2): Mettere in guardia qualcuno?

Eccoci ad un’altra lezione del corso Pillole di Giapponese: la lingua giapponese a piccole dosi! (⌒▽⌒) Oggi continuiamo a vedere le particelle di fine frase (vi ricordo che “particelle” vuol dire essenzialmente “paroline”). Dopo il ね ne, tanto simile al “ne piemontese”, oggi vediamo la nostra seconda particella di fine frase: よ yo.

Pillole di Giapponese 12 – Le particelle di fine frase (1): a cavallo tra giapponese e piemontese

Eccoci ad un’altra lezione del corso Pillole di Giapponese: la lingua giapponese a piccole dosi! (⌒▽⌒) In giapponese esistono due tipi di “particelle” (parola che vuol dire essenzialmente “paroline”): le posposizioni, simili alle nostre preposizioni (a, di, da…), e le “particelle di fine frase”. Oggi vediamo la nostra prima particella di fine frase… e siamo… Read More