(Soprav)vivere in Giappone (03) – Entrare e uscire

Riprendiamo la rubrica di (Soprav)vivere in Giappone, la full immersion virtuale di Studiare (da) Giapponese, per occuparci ancora di tutte quelle insegne e segnali che può essere molto utile saper interpretare vivendo o viaggiando in Giappone. Oggi in particolare tratteremo di tutto ciò che ha a che fare con l’entrare e l’uscire (p.e. in/da un locale), l’aprire e il chiudere, ecc.

Potremmo collegarvi anche il concetto di “aperto” e “chiuso” che ritroviamo all’entrata di locali e ristoranti, ma di quello abbiamo giù trattato in CHIUSO, APERTO… and everything in between e quindi vi rimando a quell’articolo.

E che ci sarà mai di difficile a entrare e uscire da un posto?! – direte voi. Capisco lo sfogo, ma non è così semplice come pensate. Certo, potreste trovarvi un’immagine molto esplicativa, come quella qui sotto, proprio quando avete bisogno di trovare l’uscita…

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Errori comuni (1) – Le pronunce giapponesi più difficili

Ci sono alcuni suoni in giapponese che hanno una pronuncia effettivamente difficile e danno parecchio da penare a più di uno studente… Anche se non so se qualcuno si pesti la lingua come nell’immagine qui sopra. Tutto ciò, nonostante i suoni del giapponese siano per la gran parte incredibilmente simili a quelli dell’italiano! Ebbene sì, noi italiani siamo molto avvantaggiati quando si tratta dello studio del giapponese.

Non ci credete? Provate a pensare alle vocali: le cinque vocali giapponesi sono presenti pari pari in italiano. Le vocali dell’inglese sono per noi MOLTO più difficili! E pensate se aveste avuto il pallino del cinese, che fatica! Già solo il numero di vocali: sono ben 7… o addirittura 36, a seconda delle interpretazioni! Σ(@д @) …è un numero impressionante, no?

Ad ogni modo, anche se siamo avvantaggiati, una lingua straniera resta pur sempre una lingua straniera e gli errori sono inevitabili. Ho pensato quindi di raccogliere in una rubrica gli errori più ricorrenti per aiutare ad evitarli in futuro …partendo oggi con i suoni che vengono più spesso sbagliati dagli studenti che stanno imparando il giapponese.

Eccovi dunque i suoni del giapponese con la pronuncia più difficile per noi italiani… *rullo-di-tamburi* Si tratta di:

  1. H
  2. F
  3. R
  4. I ed U
  5. E ed O
  6. S e Z
  7. W e Y

Qualcuno di questi punti vi sarà sicuramente familiare, ma sono scuro che qualche altro punto vi lascerà perplessi: “Eeeh?! Non sarà che finora ho sempre sbagliato?!”. Ebbene sì, carissimi, non vi nego che c’è davvero questa possibilità. Ma andiamo con ordine.

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Miti – Usi il roomaji?! Al rogo! Al rogo!

usare il roomaji come i giapponesi

Ok, forse nessuno pensa di mettere al rogo chi usa il roomaji, ma l’opposizione al roomaji è ancora molto forte, anche se si tratta di un mito che dovrebbe aver fatto il suo tempo e non si capisce come mai sia ancora in circolo. Come in tutti i miti c’è un fondo di verità, ma oggi vedremo come sia sconsigliabile dar retta ai detrattori del roomaji (salvo in un caso). Prima però chiariamo cos’è il roomaji.

1. Cos’è il ローマ字 roomaji?

La parola roomaji deriva dal katakana per “Roma” e dal kanji 字 di “carattere” e indica, ora appare ovvio, i “caratteri romani” …sì, insomma, il nostro alfabeto. Quando noi parliamo di “roomaji”, tuttavia, ci riferiamo alla trascrizione del giapponese con i nostri caratteri (più correttamente dovremmo dire “traslitterazione”, ma sono buono e ve lo risparmio). Ad esempio “mizu” è la trascrizione in roomaji del termine giapponese 水. La stessa parola “roomaji” è la trascrizione in roomaji del termine giapponese ローマ字. Fin qui tutto chiaro, immagino.

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(Soprav)vivere in Giappone (02) – Tobidashi chuui!

Sì, quella nell’immagine è la mascotte di una patata dolce… E no, non potete chiedere perché.

L’idea dietro la parola “tobidashi” è l’azione di “saltar fuori” o “sbucare dal nulla” …che sono parole che ritroviamo quando qualcuno investe un pedone e si giustifica, no?

La volta scorsa abbiamo visto a cosa fare attenzione in Giappone per non farsi investire, oggi vedremo cosa deve fare invece un automobilista per non investire nessuno.

Ehi, ma io non guido, che mi frega? – Non è detto che perché uno non guida non trovi dei punti interessanti in questo articolo. Ad esempio io, in Giappone, non avevo una macchina, ma più volte mi sono ritrovato a chiedermi cosa fossero certe strisce verdi che vedevo per strada e certi strani cartelli con… Be’ oggi vedremo anche questi! 😉

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(Soprav)vivere in Giappone (01) – Wataru na!

Chi ha detto che il Giappone non è un posto pericoloso? Il Giappone può essere un posto pericolosissimo… se non sapete leggere. Immaginate ad esempio di attraversare la strada in un punto in cui è vietato: potreste avere un incidente. O peggio venire multati! Lo so, vi chiederete: “Come fa ad essere peggio una multa di un incidente?”. Ragazzi, sono 20 mila yen… 160 euro!

Ok, forse sto esagerando per giustificare il titolo. Ad ogni modo, da oggi iniziamo una rubrica sul giapponese “di sopravvivenza”, i.e. il minimo indispensabile che vi servirà andando in Giappone. Vedremo un po’ di tutto, dai cartelli stradali alle insegne di negozi, indicazioni e avvisi di vario tipo …anche prescindendo dall’utilità, a dire il vero: andremo là dove ci porta il cuore (e sono aperto a suggerimenti) vedendo le traduzioni di manifesti e pubblicità, anche solo perché sono divertenti, mirando a una sorta di full-immersion virtuale (ben poco “full” per ora, ma quando ci saranno abbastanza articoli…).

Innanzitutto troverete un’immagine come quella in alto. Per prima cosa provate a leggere il testo di ogni nuova immagine  (consideratevi ufficialmente sfidati). Ci sarà molto hiragana, per cui non dovrebbe essere un problema, ma comunque troverete lettura, traduzione e ovviamente qualche chiarimento e curiosità che non fanno mai male.

Tutto chiaro? Allora, se siete pronti, cominciamo…

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FAQ – Perché certi kana sono scritti in due modi diversi?

yui font kana hiragana

Una domanda che mi sento rivolgere di frequente è perché certi kana siano scritti in più d’un modo… Chi non ha provato a studiare l’hiragana con materiali diversi probabilmente non se n’è ancora accorto, ma ci sono kana scritti a volte in modo “diverso dal solito”, che ci lasciano spiazzati come nell’immagine di inizio articolo. Ma un esempio dice più di mille parole, quindi guardate qui sotto, la parola さそり sasori, cioè “scorpione”, scritta con 3 diversi font…

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FAQ – Com’è nata la lingua giapponese scritta?

kanbun

Oggi proveremo a rispondere a una domanda molto difficile… quella del titolo, ovvero come è nata la lingua giapponese scritta.

Non è assolutamente qualcosa di tanto semplice da poter sperare di rispondere perfettamente in poche righe, ma possiamo sacrificare un po’ di tecnicismi e parole difficili a tutto vantaggio della chiarezza e della brevità (sì, che ci crediate o no, l’articolo che segue è una versione sintetica).

Proverò a spiegare anche, nel modo più semplice possibile spero, alcuni dei punti meno affrontati di solito e che spesso incuriosiscono gli studenti: chiariremo da dove vengono le pronunce on e kun, perché vanno studiate entrambe e perché sono nati e servono tutt’oggi i kana, hiragana e katakana.

Partiamo da ciò che si dice più comunemente.

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