I miei primi quaderni di Giapponese (e un update sui libri)

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Il primo libro di Studiare (da) Giapponese è in dirittura d’arrivo. Per prendere confidenza con tutte le procedure del self-publishing di Amazon, abbiamo deciso di avviare un progetto parallelo, che oggi vi presento.

Si tratta di un set di 4 quaderni, uno più bello dell’altro, pensati apposta per gli studenti di lingua giapponese, per aiutarli a prendere confidenza con i 原稿用紙 genkou youshi usati in Giappone.

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Libri (in italiano) per lo studio del giapponese (4)

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Dopo molto tempo continuiamo oggi questa rubrica sui libri in italiano per lo studio del giapponese e lo facciamo per occuparci di dizionari di kanji (ovvero 字典 jiten).

Innanzitutto però, se qualcuno si fosse perso i primi articoli sappia che può trovarli qui:

  1. Libri (in italiano) per lo studio del giapponese (1) – Corsi di lingua
  2. Libri (in italiano) per lo studio del giapponese (2) – Libri di grammatica
  3. Libri (in italiano) per lo studio del giapponese (3) – Dizionari di vocaboli (appena aggiornato!)

Ok, veniamo ora ad occuparci delle recensioni dei dizionari di kanji in italiano. Innanzitutto scommetto che molti di voi saranno curiosi di sapere cos’è un “dizionario di kanji”, sbaglio?

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Leggere materiale in originale

Da una domanda di nigosH:

mi piacerebbe sapere dove si può reperire online materiale di lettura di livello medio basso, ideale sarebbe fumetti ma qualsiasi cosa va bene.

Come fare a trovare materiale giapponese scritto in originale?

Possibilmente semplice e/o in livello graduati, per l’apprendimento, giusto? O magari preferite fumetti? Oppure siete ormai ferrati e volete cimentarvi con la letteratura. Sicuramente ci sono vari modi, ma potreste non esserne a conoscenza o evitarli perché “illegali” (in effetti siamo in una zona grigia, ma lasciamo perdere).

A prescindere dalle sfumature, di gusti e esigenze, questa è una domanda che ci siamo posti tutti (o almeno i più, suppongo). Cosa si può usare che sia legale E gratuito?

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Libri (in italiano) per lo studio del giapponese (2)

Parte 2 del nostro excursus tra i libri per lo studio del giapponese (la prima parte è qui). Restiamo ovviamente sui testi in italiano, ma è venuto il momento di trattare i testi che fanno addormentare chiunque, anche gli studenti più volenterosi: le grammatiche.

2. La grammatica

Intanto, cos’è un testo di grammatica? La differenza tra corso e grammatica è enorme. Il corso lo si prende a pagina uno e si prosegue fino alla fine, imparando la lingua. Una grammatica la si consulta soltanto, perché è divisa per argomenti grammaticali (p.e. sostantivi, aggettivi, avverbi, verbi ecc. frasi causali, frasi finali, ecc.) e in ciascun argomento si trovano in genere anche degli aspetti (nel testo o nelle frasi di esempio) che non sono ancora comprensibili allo studente (perché gli mancano ancora altre basi necessarie per la comprensione).

Ma allora, serve davvero la grammatica? Sì, serve. E prima che insisti… Sì, per forza. Non solo! Deve essere una Signora Grammatica, proprio perché un corso di norma non spiega abbastanza.

La grammatica nota come “quella rossa dell’hoepli” ha i suoi pregi (e difetti). Titolo e codici per prima cosa. Il titolo è:
Grammatica giapponese, di Saito, Mastrangelo e Ozawa, edita da Hoepli (Link ad Amazon, ❣ Nuova edizione ❣)
…costa 27-32€ ed i codici isbn (come sempre qualunque diate al commerciante, non sbagliate) sono:
❖ ISBN-10: 8820336162 e ISBN-13: 9788820336165

Anche se non ha proprio tutto quel che serve, è la più completa in circolazione e copre almeno 3-4 anni di corso universitario.

I commenti degli studenti che hanno usato questo libro sono assai prevedibili… la usano per studiare ergo la odiano. Tanto per fare un esempio, è definita “confusionaria”, quando invece se ha un difetto, è l’eccessivo “schematismo” con cui si presenta (l’esatto opposto dell’esser confusionaria). Difatti “etichetta” ogni argomento, anzi, quasi ogni paragrafo (sto esagerando), con diciture del tipo 17.4.4.2 (capitolo 17, sezione 4, paragrafo… ecc.). Può sembrare esagerato ma secondo me è un grande pregio: così è sempre possibile far riferimento più avanti a quel particolare argomento o esempio… Il che è di grande aiuto in quanto paragonare costruzioni diverse o esempi simili è molto importante nello studio. Ah! Non dimentichiamo un enorme pregio di questa grammatica: l’abbondanza di esempi… e scusate se è poco. Viceversa, tra le critiche, ho letto commenti del tipo “Ma molti allievi si sono lamentati di non riuscire a comprendere le parti scritte in italiano (in effetti decisamente ostico!!!)”. Se l’italiano preoccupa tanto, forse si dovrebbe tornare a studiarlo, ma per i volenterosi che volessero seguire il mio consiglio, sono pronto ad aiutare sia nella comprensione del giapponese che dell’italiano “decisamente ostico” (a mio modesto parere un italiano “decisamente normale”, ma come spiego il giapponese posso spiegare l’italiano, non mi costa nulla).

Ad ogni modo la questione è assai più semplice di così. Esistono soltanto altre due grammatiche giapponesi in italiano. Una è nota come “la Kubota”: vecchissima (1989), scoraggiante e con vari altri difetti è, quasi, la prima vera grammatica giapponese pubblicata in Italia (la prima è del 1956, la vogliamo considerare?). Nell’insegnamento di una lingua (a mio modesto parere) “vecchio” = “sbagliato”. L’altra grammatica esistente è quella di Susanna Marino.

Grammatica pratica di giapponese, di Susanna Marino, edita da Zanichelli (Link ad Amazon)
Un libriccino utile, specie se volete inquadrare la lingua prima di cominciare con uno studio “più intenso”. Dà una buona panoramica sulla lingua e dice 2-3 cosucce utili che altri libri trascurano, oltre a fornire un po’ d’esercizi… ma è piccola: dovete mettere in conto che prima o poi dovrete comunque comprare la grammatica hoepli (o un testo inglese se per voi la lingua non è un ostacolo). Comprarle entrambe è probabilmente la soluzione migliore: se l’Hoepli è difficile, provate a consultare questa, poi tornare all’Hoepli e controllate se avete capito e se potete ampliare il discorso. Se dovete sceglierne uno solo, stringete i denti e prendete quella dell’Hoepli, che è il testo più completo… perché il mestiere di una grammatica è proprio questo, “essere completa”. Se usandola aveste dei dubbi potete sempre venire su questo sito a domandare: questo è il link alla sezione Domande (che si trova anche nella barra dei menù, in alto in ogni pagina).

Ad ogni modo avrete capito perché parlavo di “questione semplice”: a scegliere per noi ci pensa la scarsità di testi (a dir poco “colpevole scarsità”… se poi ci aggiungete il fatto che più nessuno è pensato per l’Italia, c’è di che incavolarsi!), che ci obbliga, secondo esigenze a scegliere tra due testi, massimo tre.

Prossima volta, punto 3, il vocabolario! (-_^)/°

Libri (in italiano) per lo studio del giapponese

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Una delle prime domande che ci si fa quando si vuole studiare giapponese è “Che libro uso?”

Devo dire che ne ho provati tanti… e alla fine tutto dipende dalla persona che vuole studiarlo e da come vuole studiarlo. Innanzitutto… in inglese? O per forza in italiano? Sì, perché l’inglese ci dà molte più possibilità, ma tanti mi dicono che non lo sanno o non si fidano abbastanza del proprio inglese per arrischiarsi a leggere un libro.

Posto che il mio consiglio è quello di provarci comunque, perché è usando l’inglese che lo si impara (nessuno può fare affidamento sull’inglese imparato a scuola, per quanto bene l’abbia studiato)… Vediamo con questo post i migliori testi in italiano.

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