Tra folklore e spiritualità: Il concetto di “kegare”

Nell’immagine un esempio di come il 穢れ・汚れ kegare, una sorta di “impurità”, un’onta che contamina la persona sia spiritualmente che fisicamente, resista in qualche modo nell’immaginario collettivo

L’interessante articolo di oggi sul kegare è frutto di una collaborazione con l’antropologa Marianna Zanetta, che sul suo blog Japan Soul Traveler, parla del Giappone, la sua passione, con grande competenza (e in inglese); in particolare mi ha colpito come affronti alcuni aspetti del Giappone interessanti ma poco noti, come lo sciamanesimo: vale decisamente la pena di andare a dargli un’occhiata.

L’articolo di oggi è dunque una traduzione di un articolo di Marianna, ma è anche, in parte, un estratto della sua tesi di dottorato. Se vi dovesse sembrare più complesso dei “soliti articoli sul Giappone”, quindi, non stupitevi: distinguersi dai soliti “blob sul Giappone” ha un suo prezzo.

Ma ora lascio la parola a Marianna.
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Favole – Momotarou (Terza parte)

Momotarou è una favola enormemente popolare in Giappone e non c’è giapponese che non la conosca… questa è la terza e ultima parte. Forse vi chiederete che ci fa uno (tra l’altro nato da una pesca) a combattere i demoni insieme a un cane, una scimmia e un fagiano. Se volete sapere cosa questi tre animali rappresentano, probabilmente vi siete persi la seconda parte della favola di Momotarou, correte a darle una letta: alla fine trovate le varie interpretazioni della favola. Se vi siete persi anche la prima parte, la trovate al link Momotarou (Prima parte).

Se invece siete perfettamente al passo con la storia, be’, considerate che quest’ultima parte è la più interessante (e divertente da un certo punto di vista), quindi preparatevi.

Come al solito il tutto è mirato allo studio dell’hiragana, quindi niente roomaji. Anche questa volta  abbiamo l’audio qui sul sito: usate il player (vi consiglio di ascoltare una frase per volta). Il metodo migliore potrebbe essere quello di aprire questa pagina in due diverse finestre, affiancate, del browser, quindi leggere in una e nell’altra fermare e playare l’audio.

Buona lettura e buon ascolto!

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Favole – Momotarou (Seconda parte)

Momotarou è una favola enormemente popolare in Giappone e non c’è giapponese che non la conosca… al punto che (per uno spot della Pepsi) ne è nata una versione live-action con Ogura Shun. Va detto che esistevano già delle versioni cinematografiche, ma alle fan di Ogura Shun (più giù un’altra immagine) e a chiunque sano di mente non interesserà la versione di 40 anni fa.

Se vi siete persi la prima parte correte al post Momotarou (Prima parte).

Come al solito il tutto è mirato allo studio dell’hiragana, quindi niente roomaji. Anche questa volta  abbiamo l’audio qui sul sito! Il metodo migliore può essere aprire questa pagina in due diverse finestre del browser, in una leggere e nell’altra fermare e playare l’audio.

Buona lettura e buon ascolto!

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Favole – Momotarou (Prima parte)

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Momotarou è una favola enormemente popolare in Giappone (e non solo, come dimostra il fotogramma del film con sottotitoli cinesi che troverete più giù) e non c’è giapponese che non la conosca… né città che non sarebbe felice di “appropriarsene” per sfruttare la cosa turisticamente (anche qui, si vedano le foto più giù).

Perché Momotarou se Gongitsune non è finita? Perché Gongitsune è molto lunga e volevo variare un po’.

Ad ogni modo, come al solito il tutto è mirato allo studio dell’hiragana, quindi niente roomaji. Una novità però c’è: abbiamo l’audio qui sul sito! Il metodo migliore di farne uno potrebbe essere quello di aprire questa pagina in due diverse finestre del browser, in una leggere e nell’altra fermare e playare l’audio… ma vedete voi ^__^

Buona lettura e buon ascolto!

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Favola – Gongitsune (quarta parte)

gongitsune (1)Questa celeberrima favola per bambini è stata pubblicata per la prima volta nel 1932 ed è la più grande opera di Niimi Nankichi (1913–1943).
In questa storia potete cercare di esercitarvi a leggere il “vero” giapponese (con i kanji) e vi metto la pronuncia (in hiragana, come se fosse il furigana!) nella seconda riga e la traduzione (con qualche eventuale commento) nella terza riga. Se non avete fatto l’hiragana ovviamente non è un esercizio per voi.

ごんぎつね。 (第四部)
Gongitsune (Quarta parte)

兵十がいなくなると、ごんはぴょいと草の中から飛び出して、びくのそばへかけつけました。
ひょうじゅうがいなくなると、ごんはぴょいとくさのなかからとびだして、びくのそばへかけつけました。
Quando Hyoujuu non fu più in vista, Gon saltellò fuori dai cespugli e corsa verso il cesto da pesca.

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Favola – Gongitsune (terza parte)

gongitsune (3)Questa celeberrima favola per bambini è stata pubblicata per la prima volta nel 1932 ed è la più grande opera di Niimi Nankichi (1913–1943).
In questa storia potete cercare di esercitarvi a leggere il “vero” giapponese (con i kanji) e vi metto la pronuncia (in hiragana, come se fosse il furigana!) nella seconda riga e la traduzione (con qualche eventuale commento) nella terza riga. Se non avete fatto l’hiragana ovviamente non è un esercizio per voi.

ごんぎつね。(第三部)
Gongitsune (Terza parte)

ふと見ると、川の中に人がいて、何かやっています。
ふとみると、かわのなかにひとがいて、なにかかやっています。

→ Alzando lo sguardo un attimo, vide un uomo nel ruscello che stava facendo qualcosa.

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Favola – Gongitsune (seconda parte)

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Questa celeberrima favola per bambini è stata pubblicata per la prima volta nel 1932 ed è la più grande opera di Niimi Nankichi (1913–1943).
In questa storia potete cercare di esercitarvi a leggere il “vero” giapponese (con i kanji) e vi metto la pronuncia (in hiragana, come se fosse il furigana!) nella seconda riga e la traduzione (con qualche eventuale commento) nella terza riga. Se non avete fatto l’hiragana ovviamente non è un esercizio per voi.

ごんぎつね。(第二部)
Gongitsune (seconda parte)

ある秋のことでした。
あるあきのことでした。

Era una giornata di autunno.

二、三日雨がふり続いたその間、ごんは、外へも出られなくて、あなの中にしゃがんでいました。
に、さんにちあめがふりつづいたそのあいだ、ごんは、そとへもでられなくて、あなのなかにしゃがんでいました。

Per un periodo nel quale la pioggia era caduta ininterrotta per due, tre giorni, Gon se ne stette accovacciato nella (sua) tana senza poter mai uscire.

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Favola – Gongitsune (prima parte)

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Questa celeberrima favola per bambini è stata pubblicata per la prima volta nel 1932 ed è la più grande opera di Niimi Nankichi (1913–1943).
In questa storia potete cercare di esercitarvi a leggere il “vero” giapponese (con i kanji) e vi metto la pronuncia (in hiragana, come se fosse il furigana!) nella seconda riga e la traduzione (con qualche eventuale commento) nella terza riga. Se non avete fatto l’hiragana ovviamente non è un esercizio per voi.

ごんぎつね。
Gongitsune

新美 南吉 作
にいみ なんきち さく
Autore Niimi Nankichi

これは、わたしが小さいときに、村の茂平(*)というおじいさんから聞いたお話です。
これは、わたしがちいさいときに、むらのもへいというおじいさんからきいたおはなしです。

→ Questa è una storia che ho sentito quando ero bambino da Mohei*, un vecchietto del (mio) villaggio.

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Zashiki warashi

E5BAA7E695B7E7ABA5E5AD90Lo 座敷童子 zashiki warashi è uno degli spiriti tutelari della casa e si crede che il suo aspetto sia simile a quello di un bambino o di una bambina dai 3 ai 12 anni di età.
Il nome zashiki warashi, da zashiki (stanza in stile giapponese, in genere con tatami, al centro della casa, un po’ come il nostro salotto) e warashi (bambino), è un nome originario di 岩手県 Iwateken, la prefettura di Iwate, ma di leggende simili se ne possono trovare in tutto il Giappone.

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