11 Marzo

kabetsunami2È il terzo anniversario del “Grande terremoto del Touhoku”, seguito, come ben sapete, da un devastante tsunami. Quella sopra è un’immagine inedita per me. Non avevo ancora visto questa inquadratura dello tsunami.

Gli stessi autori del video restarono stupiti: il muro d’acqua era così enorme e imponente da non sembrare un’onda, ma la linea dell’orizzonte.

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Due cortometraggi sullo tsunami dell’11 Marzo 2011

Negative: Nothing è un documentario che gentilmente RamenSensei ha portato alla mia attenzione pochi giorni fa. Quello che vedete sopra è il teaser, un trailer più lungo del solito. Purtroppo non è possibile trovare il film per intero al momento, ma potete vedere altro e sperare in una uscita italiana controllando il sito ufficiale o una loro pagina ufficiale sui principali social network.

Il video è sottotitolato in inglese, ma per capire sono sufficienti davvero poche parole di presentazione. La persona che vedere, sempre, in un modo o nell’altro, con un buffo cappello, è in effetti uno svizzero, ex-agente di viaggi.

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In ricordo dell’11 Marzo

shinsai-32La giornata di oggi segna il finire del 2° anno trascorso da quell’11 Marzo 2011 che vide spazzar via, ad opera di un terremoto, uno tsunami e un disastro nucleare, almeno cinque mila kilometri quadrati di territorio lungo la costa orientale dell’ 北陸 Hokuriku, la parte Nord dell’ 本州 Honshuu, la principale isola del Giappone.

In un sol colpo svanirono circa 25 mila persone. E intendo proprio “svanirono” perché uno tsunami porta con sé una crudeltà ulteriore a cui, nello shock del momento è difficile far caso e su cui forse qualcuno non ha ancora riflettuto.

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11 marzo 2011 – Un minuto di silenzio


Alle 14:46, ora giapponese, esattamente un anno fa, aveva luogo uno dei peggiori disastri naturali degli ultimi 100 anni.
東北地方太平洋沖地震, Tōhoku chihō taiheiyō-oki jishin, che letteralmente tradotto sarebbe “Terremoto in alto mare della regione di Tōhoku e dell’Oceano Pacifico”, perlomeno è questo il nome ufficiale. In seguito al terremoto (come saprete se non vivete sulla Luna e/o non siete nati da meno di un anno) si è verificato un devastante tsunami e l’incidente all’impianto nucleare Fukushima 1. Alla fine si sono contate oltre 20 mila vittime tra morti e dispersi e 6 mila feriti. 700 mila sono stati gli sfollati. Inoltre per 6 mesi un’area di 30 Km attorno alla centrale nucleare è rimasta inaccessibile. Il 26 ottobre l’area è stata ridotta a 20 Km e qualcuno ha potuto cercare di tornare faticosamente alla normalità.

Per ricordare quella tragedia ho deciso di usare le parole di una famosissima scrittrice, Banana Yoshimoto. In quanto giapponese e scrittrice certamente è certamente più adatta di me per questo compito.  Continua a leggere

Festività – Shichi-go-san


Tra Ottobre e Novembre i genitori giapponesi portano i figli nei templi shintoisti per la tradizionale celebrazione di shichi-go-san (cioè 7-5-3), una cerimonia durante la quale “presentano il bambino/a” al kami protettore della zona in cui vivono, cioè 氏神 l’ujigami (kami con un nome/lignaggio), un tipo di divinità scintoista assimilabile al nostro “Santo patrono”, protettore di una particolare (spesso ristretta) area che “abita” nel tempio (principale) della zona in questione, proteggendo la zona e i suoi abitanti (spesso si dice abbia fondato il primo villaggio della zona o cose simili). Dunque portare il bambino al tempio ha sia il senso di “presentarlo alla divinità”, sia di auspicare che viva in buona salute, protetto dalla divinità (in pratica equivale al battesimo).
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1 settembre 1923 – Il grande terremoto del Kanto

Ecco come appariva la famosa zona di Ginza a Tokyo, dopo il terremoto del 1923

Il 1° settembre 1923 alle 11:58, cioè in questo momento 88 anni fa, un terremoto di magnitudo stimata 7.9 colpì la pianura del Kanto. La scossa durò un’eternità, sembra tra 4 e 10 minuti, e finì per devastare Tokyo, Yokohama, le prefetture vicine (Chiba, Kanagawa, Shizuoka) e nel complesso causò gravi danni in tutta la regione del Kanto (un’area molto vasta che comprende ben 7 prefetture). La violenza del terremoto fu tale che si discusse seriamente la possibilità di spostare la capitale a Himeji o a Keijo, l’odierna Seoul (la Corea era al tempo occupata dalle forze giapponesi).
Le vittime furono tra 100 mila e 142 mila, ma a queste vanno aggiunti i 37 mila dispersi.

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