Il terremoto di Kumamoto del 28° anno dell’era Heisei

Il recente terremoto che ha colpito in particolare la prefettura di Kumamoto, nel Kyuushuu, è stato appena battezzato come 平成28年熊本地震 heisei nijuuhachi nen kumamoto jishin, il terremoto di Kumamoto del 28esimo anno dell’era Heisei. È triste a dir poco che il Giappone debba aggiungere l’anno al nome dei terremoti e non basti loro dire qualcosa tipo “il terremoto di Messina”, come possiamo fare noi per indicare un terremoto di cento anni fa.

Ad ogni modo, ho deciso di riportare la notizia perché in questi giorni ho notato una colpevole velocità nel trattare quest’ultimo terremoto in Giappone sui media… come a dire “No, va be’, ma se non è di un grado 9, con un paio di fusioni nucleari, non supera la notizia precedente e quindi sorvoliamo”.

Non c’è stato incidente nucleare, né tsunami, ma il terremoto di Kumamoto è stato un disastro terribile, di enormi proporzioni, come vedrete voi stessi dalle immagini. Il numero di vittime è fortunatamente molto basso, grazie alla grande preparazione dei giapponesi, da cui tutto il mondo dovrebbe imparare, ma i danni ad abitazioni, strade, ferrovie ed al patrimonio culturale (e naturale) sono stati sconcertanti e, come scritto nell’ultima immagine a fine articolo, così ingenti da lasciare senza parole.

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Happy Fukushima

Oggi sono cinque anni esatti dal disastro. Così vi propongo la versione di Happy (Pharrell Williams) girata a Fukushima (che tra parentesi significa “isola di felicità”) su iniziativa di un’azienda locale di social media. La “campagna” non ha riguardato solo Fukushima, anzi, ma ha avuto un grosso successo nella zona interessata dal terremoto e dal disastro nucleare dell’11 Marzo 2011 (che, ricordiamolo, non è avvenuto a Fukushima, ma ad Okuma). Che sia disinformazione, incoscienza, una campagna turistica o autentico desiderio di rivalsa, se qualcuno lo pensa, e pare sia così, ha il sacrosanto diritto di dirlo.

Ma Fukushima è sicura?

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Predire i terremoti

awajimajishinIl 13 Aprile, 33 persone sono rimaste ferite per via di un terremoto, 6.3 gradi di magnitudo. Tutto ciò è avvenuto sull’isola di Awaji, prefettura di Hyougo, anche se i giornali, quelli italiani se non altro, hanno parlato di un “terremoto a Kobe”, per cercare di ricordare un precedente terremoto, avvenuto a Kobe il 17 gennaio 1995, particolarmente distruttivo (7.2 di intensità, 6400 morti) e così generare un po’ di paura, falsa commiserazione o forse solo una perversa eccitazione alla sola idea d’una catastrofe e di migliaia di morti possibili.

Ad ogni modo, oltre a spaventare a morte i miei genitori che non sanno dove sia Kobe (è a 500 Km da dove sto), questo terremoto ha causato 33 feriti, di cui solo 9 gravi, in tutta la zona del Kinki (parliamo di 4-5 prefetture) e a conteggio parziale (18 feriti), solo uno, non grave, era di Kobe.

A parziale discolpa dei giornalisti – che, siamo onesti, di certo non lo sapevano – l’isola di Awaji è stata epicentro anche del famoso terremoto di Kobe (sebbene disti 20-30 Km).

Ad ogni modo, questo terremoto ci insegna due cose.

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Due cortometraggi sullo tsunami dell’11 Marzo 2011

Negative: Nothing è un documentario che gentilmente RamenSensei ha portato alla mia attenzione pochi giorni fa. Quello che vedete sopra è il teaser, un trailer più lungo del solito. Purtroppo non è possibile trovare il film per intero al momento, ma potete vedere altro e sperare in una uscita italiana controllando il sito ufficiale o una loro pagina ufficiale sui principali social network.

Il video è sottotitolato in inglese, ma per capire sono sufficienti davvero poche parole di presentazione. La persona che vedere, sempre, in un modo o nell’altro, con un buffo cappello, è in effetti uno svizzero, ex-agente di viaggi.

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