Particelle e… doppie particelle

Le “doppie particelle” o “particelle composte” rappresentano un argomento su cui gli studenti italiani di giapponese faticano non poco …e il motivo è presto detto: in italiano non c’è qualcosa di simile, sebbene la stessa idea viene in qualche modo espressa. Vediamo dunque come fare a capire quando si usano e perché.

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Review – Il Contemporary Japanese

Mi avete spesso chiesto quali libri in inglese sia il caso di usare quando si studia da soli. Se siete dei principianti assoluti il Contemporary Japanese di Eriko Sato è un ottimo punto di partenza. Guardate la mia recensione più giù per farvi un’idea di come è fatto questo libro 😉

Se poi decidete di prenderlo, mi raccomando di non trascurare di fare esercizio con il relativo workbook! D’altronde come potete vedere nei link non si tratta dei prezzi pazzi del Minna no nihongo, del Genki o del Marugoto, per cui non pensateci nemmeno: l’eserciziario serve.

Buona visione (⌒▽⌒)/”

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Domande – Come studiare i kanji?

Ho ricevuto su Nihongo no kuni la tipica domanda, l’intramontabile (legittimo) dubbio: Come studiare i kanji? Per la precisione Jones mi scrive…

Mi sono innamorato dei kanji […] vorrei sapere se studiare la lista dei kanji del jlpt o la lista dei joyo kanji (magari anche solo da wikipedia) è la stessa cosa […]. Immaginando di trasferirsi per lavoro in Giappone, studiare i 2136 joyo kanji è sufficiente per vivere e lavorare lì o bisogna studiare tutti i kanji del kanji kentei (circa 6000 – NdKaze) ……

E per ora mi fermo un attimo qui perché c’è già tanto da dire!

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Il giapponese che sai già… (forse)

C’è del giapponese che sai già. Pensaci. Karate? Lo sai. Sushi? Lo sai. Tsunami? Lo sai. …ecc. ecc. È pieno di parole giapponesi che già conosci! Addirittura ce ne sono alcune ormai italianizzate e i più non sanno nemmeno che sono in realtà parole arrivate dal Giappone, come tycoon (大君, taikun), risciò (dall’inglese rickshaw che deriva dal giapponese (人)力車, (jin)rikisha), tifone (台風, taifuu, anche se qui il discorso si complica e l’origine non è proprio chiara)… e così via.

Wow, se aggiungo arigatou, oniichan, sensei ecc., so già un centinaio di parole! – dirà qualcuno che le ha già contate (complimenti per la rapidità, tra l’altro). Ma, e qui arriviamo al punto, siamo proprio sicuri che le sai davvero? Non sono poche, infatti, le parole che crediamo di sapere ma in effetti storpiamo o sbagliamo a pronunciare XD

Oggi vediamo dunque 5+ esempi di parole giapponesi molto comuni… che tutti sbagliano ^__^

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Il primo libro di SdG – KANA, caratteri e suoni della lingua giapponese

Il primo libro di Studiare (da) Giapponese è finalmente qui. KANA – Caratteri e suoni della lingua giapponese (disponibile da oggi su Amazon) è una introduzione alla lingua giapponese che tratta in dettaglio la scrittura, la pronuncia e i due sillabari giapponesi, i kana appunto (hiragana e katakana).

La sua realizzazione ha richiesto quasi un anno di lavoro, il risultato però è stato al di là delle mie stesse attese. È il libro che avrei voluto quando ho iniziato a studiare giapponese: scende nei dettagli e risponde a tutte le domande che rischiano di bloccare gli studenti, ma lo fa usando sempre un linguaggio semplice e chiaro, da blog, e non quello tecnico e assurdo di tanti altri libri.

Basta con le tipiche espressioni da libri di giapponese… Cose tipo:

  • Il giapponese è una lingua polisillabica agglutinante (?!?)
  • La R è una consonante vibrante alveolare (?!?!?)
  • Impariamo il primo kana: あ, a. Vediamo un esempio: ありがとうございます… (?!?!?!?)

Frasi costruite apposta per farvi credere che il giapponese sia una lingua impossibile. Non fidatevi! Anche i bambini giapponesi lo imparano: DEVE essere più facile di così, basta che qualcuno ve lo insegni in modo semplice e chiaro.

Se siete d’accordo con me KANA – Caratteri e suoni della lingua giapponese  è il libro che fa per voi.

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Miti – “Bere un bicchier d’acqua” non è facile!

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Di qualcosa facile e banale si dice che è “come bere un bicchier d’acqua” …ma mi spiace deludervi, oggi vedremo che bere dell’acqua… in giapponese non è per niente facile. Sicuramente molti tra voi già sapranno che “acqua” si dice “mizu” e “bere” si dice “nomu”… sono vocaboli semplici e molto chiari agli studenti di giapponese. Bene. E se vi dicessi che “mizu” non vuol dire “acqua” e “nomu” non vuol dire “bere”?

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Domande – Aggettivi giapponesi al passato

aggettivi al passato oishikattaSì, quanto a immagini, stavolta ero disperato…

Come lascia a intendere Hachi nella sua domanda, avendo anche la forma passata gli aggettivi giapponesi possono portarci a fare un po’ di confusione. Per esempio, quando ho mangiato qualcosa di buono dico “oishikatta” (era buonissimo) ma se assaggio semplicemente qualcosa dico “oishii” (buono), al presente… eppure in tutti e due i casi ho appena mangiato qualcosa.

Ma cerchiamo di restare alla domanda di Hachi… gli aggettivi passati prima di un nome.

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