Video – Ghost in the Shell (e una stranezza)

Fra pochi giorni, il 30 marzo, esce nei cinema Ghost in the Shell, adattamento dell’anime omonimo (in Giappone però è molto più noto come 攻殻機動隊 koukaku kidoutai). Non so per voi, ma per me è un “big deal”, non certo un fatto da poco, perché per me Gits è stato quello che per la generazione prima della mia è stato Akira e per la generazione dopo è stato Paprika: è l’anime che mi ha fatto aprire gli occhi.

Il fatto stesso che esistano anime come Gits e Hotaru no Haka mi autorizza a dire a chiare lettere che “chi pensa che gli anime siano roba da bambini non ha capito niente” (giusto per essere gentili).

Ma seguitemi in questo nuovo articolo, perché c’è molto più di un mio monologo sul valore degli anime.

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La grande artista Oui: nel nome e all’ombra del padre

Se ci si interessa di Giappone, prima o poi si incontra il nome di 葛飾北斎 Katsushika Hokusai, o più semplicemente solo Hokusai, l’artista giapponese per eccellenza, a cui sono indissolubilmente legati il mondo dell’Ukiyo-e e dell’arte giapponese. È innanzitutto merito suo, infatti, se l’arte giapponese si è riuscita ad affacciare anche in Occidente.

Un nome (tragicamente) molto meno noto è quello di 葛飾応為 Katsushika Oui (vero nome お栄 O-ei), la terza figlia di Hokusai, che ne ereditò il talento e per un periodo collaborò con il grande maestro. È su di lei, sotto vari aspetti, che incentreremo oggi il nostro discorso.

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Immagini – Shinjuku e The Garden of Words

Oggi vi propongo alcune immagini da “The Garden of Words”, in originale (言の葉の庭 Kotonoha no niwa, il giardino delle parole), un recente film dell’acclamato regista Makoto Shinkai.

Ritraggono essenzialmente luoghi dalle parti di Shinjuku (un quartiere di Tokyo), a me molto cari devo dire, perché sono i luoghi in cui passavo continuamente uscendo da scuola. Nel grande parco che vedete nelle immagini, lo 新宿御苑 Shinjuku Gyoen, ho chiesto a mia moglie di sposarmi, e anche il nostro primo appuntamento era stato in un cinema della zona, per vedere, indovinate un po’, “Il  giardino delle parole” di Makoto Shinkai.

A parte i sentimenti personali però, queste immagini sono fantastiche e permettono di rendersi conto della bravura di Shinkai e dello staff della casa di produzione da lui fondata, la CoMix Wave. Dunque, mentre aspettiamo con ansia l’uscita del nuovo film di Shinkai, godetevi questi confronti tra disegno e realtà… vedrete che non sarà facile distinguere.

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Corto – La principessa Mononoke

Immagino i vostri sguardi dubbiosi: “Mononoke-hime (la principessa Mononoke) non è un corto, è uno dei capolavori dello studio Ghibli di Hayao Miyazaki”. Vero, ma questo è un cortometraggio con attori in carne ed ossa, fan dell’indiscusso Miyazaki che hanno deciso, come omaggio, di realizzare questo breve film come fosse un prequel alla storia originale.

Solo una nota, prima di iniziare. La traduzione “La Principessa Mononoke” fa sembrare che il nome della ragazza sia Mononoke, mentre non è così. In effetti 物の怪 mononoke potrebbe essere tradotto con “demone” o “bestia”, indica una sorta di demone o uno spirito vendicativo.

L’audio è inglese …purtroppo però è il parlato di una giapponese (io seguivo i sottotitoli giapponesi, fate voi). Per i non anglofoni, a seguire ho raccontato la storia del video, cercando di renderne l’atmosfera al meglio, ma attenzione, non è una traduzione riga per riga, copre solo i punti-chiave (o sarebbe stata troppo lunga da fare).

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amazarashi – Kisetsu wa tsugitsugi shinde iku

Il video originale della canzone usata come sigla finale di Tokyo Ghoul √A (letto “root A”, indica, per qualche motivo la seconda serie di Tokyo Ghoul… evidentemente inserire un “2” non basta più). Si tratta di 季節は次々死んでいく kisetsu wa tsugitsugi shinde iku, Le stagioni muoiono una dopo l’altra, del gruppo amazarashi.

Come vi pare…? Un po’ disturbante? O disturbato? Però nel complesso non è male, no? (-__^)

Stranezze giapponesi (43) – Il dominator di Psycho Pass

In Giappone hanno forse creato il gadget più bello (e costoso della storia). Di cosa si tratta lo avrete intuito dal titolo e dal video sopra, il costo invece, quello non lo immaginate nemmeno.

Vi basti sapere che la Bandai ha creato la sua versione della pistola in questione, detta Dominator, per appena 21000 Yen (un po’ meno di 200 euro), ma non ci va nemmeno vicino… né per perfezione, né per prezzo.

Siete pronti a vedere invece la versione della Cerevo?

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Video – Ghost in the Shell – Virtual Reality Diver

Oggi vi propongo un video meraviglioso. Si tratta di un video dal canale ufficiale di Gits, ovvero Ghost in the shell, come sarà noto ai più. Per i ben informati, invece, parliamo di 攻殻機動隊 koukaku kidoutai. Il video, Virtual Reality Diver, realizzato per promuovere un nuovo film legato all’universo di Gits (Shin-gekijouban, ovvero “the New Movie”), è visibile a 360°! Sì, stiamo parlando della stessa tecnologia che abbiamo nei cellulari per fare una foto di un luogo a 360°, ma qui il tutto è un video.

Dunque, aprite il video su youtube e aumentate la risoluzione… per quanto potete permettervi! Usate, possibilmente, il cellulare, ma tranquilli perché funziona anche su pc… solo che dovrete usare il mouse invece di muovere il telefono, per poter “esplorare” l’ambiente e godervi l’azione da ogni angolazione.

Buona visione!

Comiket

Comiket (2)

Il Comiket (da Comic Market o, a la giapponese コミックマケット komikku maketto) è il principale evento che riunisce a Tokyo tutti gli appassionati di manga e anime giapponesi, ormai dal lontano 1975. Sono presenti fan, cosplayer, disegnatori amatoriali e, cosa che non tutti sanno, le grandi case di distribuzione, con stand sugli anime più famosi del momento e sugli anime che stanno per uscire.

A pochi giorni dalla chiusura dell’89esimo Comiket invernale (29-31 dicembre 2015), vi presento un photoreport del Comiket a cui ho avuto il piacere di partecipare, con l’obiettivo di presentarvi l’atmosfera autentica dell’evento e non solo le solite foto di cosplay, che abbiamo visto tutti. Certo, sono interessanti, ma c’è dell’altro e poiché chi viene su SdG è uno/a che non si accontenta dei soliti post sul Giappone, un articolo così non poteva mancare.

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