Parole forti! – Maiochiru

舞い落ちる
MAIOCHIRU

Le parole 舞い落ちる maiochiru e 舞い散る maichiru indicano il cadere al suolo lentamente, come danzando nell’aria. L’idea è ben spiegata dai loro kanji: tutte e due contengono il verbo 舞う mau, danzare, ma terminano con 落ちる ochiru, cadere, e, rispettivamente, 散る chiru, spargersi (a terra). Ciò che è davvero interessante però è la parola “mai”, danza… ma quale “danza”?

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Parole forti! – Komorebi

木漏れ日
KOMOREBI
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Una delle mie parole preferite in assoluto è questa, komorebi, la luce che filtra tra le foglie degli alberi. C’è qualcosa di assolutamente poetico, quasi magico, in una cultura che crea una parola apposta per un concetto del genere.

Ma la meraviglia di questa parola non è limitata al suo significato. Sia come vocabolo in sé, sia dal punto di vista dei kanji, è una parola davvero molto interessante. Cominciamo a chiederci… Da dove viene?

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Parole forti! – Omoidashiwarai

omoidashiwarai

思い出し笑い
OMOIDASHIWARAI

lett. riso del ricordo – Il sorridere o ridere da soli, di solito “sotto i baffi”, quando ci torna alla mente qualcosa di divertente, qualcosa di bello, che ci ha fatto piacere, ecc.

Insomma, qualcosa che capita a tutti, no? Eppure finora non sapevamo come chiamare quel qualcosa… ma ecco che il giapponese ci viene incontro! ^_^

Vediamo alcuni esempi dell’uso di questa parola.

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Parole forti! – Ishindenshin

ishindenshin

以心伝心
ISHINDENSHIN

lett.: Trasmettere al cuore , tramite  il cuore 心 – Indica la capacità di intendere ciò che qualcun altro prova o pensa – o di fargli capire ciò che proviamo o pensiamo – senza bisogno di parole, in modo naturale, con l’atteggiamento, uno sguardo, ecc. o semplicemente perché tra i due c’è una tale sintonia che le parole sono superflue (non a caso si usa anche per gli innamorati).

以心伝心 è in effetti uno yojijukugo, come ne abbiamo visti altri. È un detto di origine buddista (come una gran parte degli yojijukugo) e in quanto tale è facile immaginare che in origine non avesse nulla a che fare con gli innamorati…

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Parole forti! – Senaka-awase

senaka-awase 01

背中合わせ
SENAKA-AWASE
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Questa parola penso sia perfetta per San Valentino, vista l’idea di intimità che dà. Deriva da 背中 senaka, schiena, e da 合わせ awase, forma sostantivata del verbo 合わせる awaseru, mettere insieme, unire, far combaciare, armonizzare, ecc.

I suoi significati, in effetti, sono vari (provare a darne un numero preciso è anche questione di punti di vista), anche se tutti derivano da quello che vedete nella bella immagine sopra, realizzata, come sempre, da Mi-chan a.k.a. 俺の嫁 ore no yome.

Ma vediamo dunque i tre significati di 背中合わせ senaka-awase.

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Parole forti! – Tachikurami

tachikurami
立眩み
TACHIKURAMI
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Difficile questa volta dare una traduzione letterale. 立ち (con o senza okurigana nella parola di oggi e in certe altre) si riferisce allo stare in piedi. 眩み kurami è un termine molto interessante perché viene evidentemente da 暗い kurai, cioè “buio”(difatti una scrittura alternativa possibile usa proprio questo kanji), un aggettivo sostantivato con la desinenza -mi, come a dire “buio”, sì, ma inteso come sostantivo, oscurità ecc. Tuttavia usa il kanji di 眩しい mabushii, accecante (detto di qualcosa intensamente luminoso, di norma). Ovvio che ciò appare strano… Ma insomma, che succede? Qual è l’immagine corretta di questa parola? Qualcosa di buio o di luminoso?

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Parole forti! – Terekakushi

terekakushi
照れ隠し
TEREKAKUSHI
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(lett. “il nascondere l’imbarazzo”) – Da 照れる tereru, imabarazzarsi, e da 隠す kakusu, nascondere. Insomma, come da immagine sopra, il fatto di nascondere il proprio imbarazzo o, più spesso, qualcosa che si fa (o si dice) per nascondere il proprio imbarazzo… come un’azione violenta nel caso di una tsundere (ovvero una ragazza che sotto sotto è in realtà interessata, ma che si dimostra scontrosa, perché l’imbarazzo le impedisce di essere onesta nei suoi sentimenti).

Vediamo come si usa con qualche esempio…
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Parole forti! – Sokojikara

sokojikara

底力
SOKOJIKARA

(lett. forza sul fondo) – Da 底 soko, fondo, e da 力 chikara, forza (la “chi” sonorizza, uno dei rari casi in cui accade; la sua trascrizione sarebbe “di”, ma la pronuncia è “ji”). Il termine 底力(そこぢから)indica una forza nascosta alla vista, invisibile ai più, una “energia latente”, che di norma non lasciamo trasparire in superficie, ma che nel momento del bisogno, quando più si rivela necessaria, riusciamo a trovare dentro di noi e a sfruttare.

Bella parola, no? Se vi ricordate l’articolo sulle stranezze giapponesi di qualche giorno fa, quello sulle pubblicità giapponesi della Nissin, ricorderete forse anche i video della campagna “Boil Japan”. Vediamo il loro 合言葉 aikotoba (slogan) insieme a qualche altro esempio qui di seguito.

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