I treni giapponesi: al confine tra verità e leggenda

Oggi parliamo di “treni e Giappone”, come avrete capito, con un nuovo articolo della rubrica “Lo sapevate?” (la trovate nel link, al punto 2). Vanta pochi articoli per ora, ma è una rubrica che sta particolarmente a cuore sia a me (ovvio) che a molti di voi: per capirlo basta pensare all’enorme successo avuto da alcuni suoi articoli, come Il Sole giapponese: rosso e cattivo! o Il sistema scolastico giapponese.

Ma torniamo ai treni… A fine articolo vi darò dei consigli utili se doveste fare un viaggio in Giappone, ma per il resto parleremo dell’aura leggendaria che ammanta le ferrovie giapponesi. E qualcuno dirà: Non se n’è già parlato abbastanza…?

Sono d’accordo con voi, se n’è parlato molto, ma evidentemente nel modo sbagliato se su Facebook girano ancora, stracondivise, immagini del genere

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Stranezze giapponesi (51) – Supaboo (e altri oggetti del mistero)

Come forse già sapete i 祭り matsuri sono delle specie di sagre. La traduzione più sentita è quella di “festival”, ma siccome non c’è un matsuri a Sanremo, diciamo “sagra”. D’altra parte i matsuri sono spesso organizzati dai templi e/o nel loro “sagrato”, così come le nostre sagre sono spesso organizzate da/davanti a chiese e parrocchie. Fin qui niente di strano, no?

Da qualche anno in qua a questi matsuri si vedono sempre più spesso degli 屋台 yatai (bancarelle) con la bandiera italiana ed un nome misterioso, イタリアンスパボー itarian supaboo, superato solo (per livello di “misteriosità”, intendo) dal prodotto in vendita.

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N5 in sintesi – L’idea di “mentre” resa con ~ながら -nagara

N5 in sintesi l'idea di mentre resa con nagara stranezze giapponesi

Oggi, come da titolo, lezione di JLPT… ma anche “stranezza giapponese”, come vedete nell’immagine qui sopra, che recita: “Poter usare il portatile da sdraiati (/mentre si è sdraiati)”.

Uno dei possibili modi per dire “mentre” in giapponese, infatti, è usare nagara. Le limitazioni al suo uso però sono molto importanti e decisive, quindi fate molta attenzione quando lo usate.

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Curiosità – Strani gruppi di idol

アイドル aidoru, ovvero “idol”. In italiano si tradurrebbe con “idolo/i”, ma in effetti è qualcosa di più vicino a un termine riduttivo(?) per indicare un/a cantante che al tempo stesso balla, recita, fa comparsate televisive, magari doppia anche personaggi animati. O almeno prova a fare tutto ciò, perché alla fine il punto principale resta sempre la bella presenza, non il talento.

Ma non è di idol e basta che parliamo oggi, bensì degli strani gruppi di idol che sono venuti a formarsi negli ultimi anni. E, fidatevi, sono TUTTI. DAVVERO. STRANI. Vi assicuro che il gruppo nell’immagine di presentazione, i cui membri vestono sempre con un completo e ballano come robot, impallidisce in confronto ad altri.

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Stranezze giapponesi (50) – Tenpura e ramen in stile svedese

Arashiyama è un paesino vicino Kyoto da visitare assolutamente almeno una volta (o due) quando andate in Giappone. A parte lo spettacolo del fiume, con la pesca con il cormorano nelle sere d’estate, a parte l’oasi di pace della foresta di bambù e la sorpresa dell’Iwatayama Monkey Park, un parco dove le scimmie girano libere… Avrete forse visto qualcosa tra le mie foto su Giorni giapponesi… ma a parte tutto ciò, dicevo, c’è anche un locale in particolare che forse val la pena di visitare (starà a voi decidere dopo aver visto le foto di questo articolo).

Lo so, ne abbiamo già visti di negozi strani, come nell’articolo XXX café o in Negozi sospetti, ma vi assicuro che anche questo, in tutta la sua normalità, non vi deluderà!

Il locale si chiama Tenpura-matsu; sul 暖簾 noren, la tendina sopra l’ingresso, si vede scritto solo tenpura, ma tutto in kanji, che da un tocco “old-style” (di solito si scrive 天ぷら ma qui vediamo 天麩羅).

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La risposta giapponese ai cerchi nel grano: “Pff! Pivelli!”

Premetto che questo articolo doveva chiamarsi con un titolo serio come “Tanbo Art: l’arte nei campi di riso” …o una cosa così, ma non ho resistito, perché, davvero, non ci sono paragoni! Cosa mi importa di cosa fanno o non fanno gli alieni in Sud America?! Voglio sapere come fanno i giapponesi a fare disegni del genere nei campi di riso! Vi giuro che sulle prime ho pensato a Photoshop, ma non è così: ci sono vari segreti dietro la realizzazione di questi piccoli, effimeri capolavori.

Ma andiamo con ordine! Tutto inizia a Inakadate, prefettura di Aomori, estremo Nord dell’isola di Honshuu. Per la precisione vicino alla stazione di Tanbo Art (田んぼアート駅 tanbo aato eki), un luogo che come vedete dalla mappa di google qui sotto, inizialmente era famoso per tutt’altro…

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Stranezze giapponesi (49) – L’ultimo grido in fatto di maschere di bellezza

Ok, come raccontarvi questa stranezza giapponese…? È così giapponese che non so da dove iniziare: è solo apparentemente facile, ma in realtà è complessa… proprio come il Giappone e il Giapponese. Va bene, cercherò di partire dal principio… appena lo avrò trovato.

Ci sono tra voi appassionati di film horror? Immagino di sì. Ma anche se non siete appassionati conoscerete i nomi di Sadako e Kayako… o perlomeno i film di cui sono protagoniste, rispettivamente The Ring e The Grudge.

Ora, in Giappone sta per uscire uno “sconcertante” film dal titolo Sadako vs Kayako… che non ricorda a nessuno Freddie vs Jason, Mazinga Z vs Devilman, Batman vs Superman… No, vero? A nessuno, vero? Ma lasciamo stare.

Il film in uscita a metà giugno, al momento viene pompato… ehm… promosso in tutti i modi. Compreso affermare che si tratta del “più grande evento nella storia del cinema horror giapponese” e che sarà godibile in 4D …con sedili che vibrano(?), effetti che ricordano la pioggia, fumo, spifferi d’aria ecc. (praticamente una casa stregata al luna park).

Lo so, a questo punto vi chiederete: Ma che c’entra tutto ciò con le maschere di bellezza?! Hai sbagliato titolo?! No, tranquilli, ci arrivo subito.

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L’attacco delle giganti… gigantesse?

No, niente anime, era solo una battuta. La seconda serie sta per arrivare ma non sarà tutta al femminile. No, oggi diamo un’occhiata a Piece of Tokyo, che si autodefinisce “The art project, describing Tokyo in a creative way.” (Il progetto artistico, descrivere Tokyo in modo creativo).

La mia battuta non sarà stata granché, ma è una traduzione fantastica se pensate che il titolo giapponese del progetto è 東巨女子 Tokyo joshi, cioè ragazze di Tokyo… dove, attenzione, il “kyo” di Tokyo 東京 è sostituito dal “kyo” di 巨人 kyojin, cioè “giganti”.

Sì perché è questo il tema del progetto, fatto di immagini e video, presentare alcuni luoghi di Tokyo in associazione ad alcuni stereotipi di donna giapponese (quanto amano gli stereotipi!) in scala 100 a 1, metro più metro meno. Per esempio…

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Stranezze giapponesi (46) – È primavera, è tempo di allergie

Per chi soffre di allergia, con l’inizio della primavera inizia un vero calvario. Non sono pochi gli inconvenienti da sopportare …e i giapponesi ne sanno sicuramente qualcosa. Chi non ha visto, infatti, le foto di tanti giapponesi costretti a girare con la mascherina per (provare a) evitare pollini vari o perché in piena “crisi allergica” …d’altronde le mascherine non bastano a proteggere dalle allergie, perché non coprono gli occhi, e una volta tolte, anche al chiuso, basta passarsi una mano sul viso e può essere l’inizio della fine.

Allora, che fare? Non vi suggerisco certo la maschera antigas come nell’immagine a inizio articolo, tranquilli! Ho ben altro di cui parlarvi… d’altronde siamo in Giappone eh!

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