Miti da sfatare – Crisi come opportunità

miti-da-sfatare-crisi-come-opportunita-cinese-giapponese-1

L’idea alla base del mito di oggi è che “una crisi è anche un’opportunità”. Su che basi è possibile dire una cosa del genere? Eeeh… Perché… perché “i saggi orientali” hanno deciso di usare certi caratteri nello scrivere la parola “crisi”. Sarebbe una giustificazione tirata anche se fosse vera, e invece per di più è campata in aria… Vi risparmio l’ormai classica carrellata di facepalm, tanto ci siamo capiti.

Prima di addentrarci fino al cuore del mito di oggi, voglio confessarvi che non è un’esagerazione dire che è proprio questo mito che mi ha fatto sentire la necessità di iniziare la rubrica dei “Miti da sfatare”. Perché? Perché è un mito davvero interessante, che unisce storia, società e scrittura. Perché è un mito, per così dire, “su più livelli”. E perché la confusione che si è creata attorno a questo mito è talmente tanta… ((;゚Д゚)))

Ma andiamo con ordine!

Continua a leggere

Etimologia – Horror Kanji (5) – Rosso fuoco!

etimologia aka rosso fuoco

Per la rubrica di etimologia “Horror Kanji”, oggi vedremo il kanji di “rosso”, cioè 赤 SEKI, aka, akai.

L’immagine che vedete qui sopra riassume l’etimologia di di solito viene raccontata, ovvero, più o meno “rosso come il fuoco”, quindi disegniamo un fuocherello e rendiamo così l’idea di rosso, ma è un’immagine quantomeno edulcorata della reale origine di questo kanji…

Siete pronti ad avere paura?

Continua a leggere

Si fa presto a dire “Buon anno (cinese)”, ma sai cos’è l’eto?

buon anno della scimmia

Inizia oggi l’anno della scimmia …per i cinesi. Intanto un regalino: l’immagine sopra, realizzata come sempre da Mi-chan, è a dimensioni di sfondo a fine articolo 😉

Ma vi dicevo, inizia oggi l’anno della scimmia, per i cinesi, perché, non so se lo sapevate, ma il Giappone non si fa problemi e fa finta che l’anno del calendario lunare, cominci con il Capodanno dell’anno solare. Non so se biasimarli per questa grossolana approssimazione o lodare la praticità, perché, diciamocelo, forse è il caso di arrendersi e usare tutti lo stesso calendario (è una battuta, per carità, non vorrei offendere nessun fanatico del calendario lunare, e so che ce ne sono tanti… A bizzeffe. A bazzilioni*).

Ad ogni modo, quando si parla di “anno della scimmia” …del coniglio, del drago, e così via, si parla di 干支 eto, ovvero lo “zodiaco” orientale (non dico “cinese” perché è usato in vari paesi, ma nasce ovviamente in Cina) e di 十二支 juunishi, ovvero dei 12 segni zodiacali dell’eto.

Continua a leggere

Domande – I kanji non sono ideogrammi

manabu

Di recente Matteo mi ha chiesto, in sostanza, perché il kanji di 冬 fuyu, inverno, e il kanji 変 hen, strano, hanno in comune una componente*. A senso, è ovvio, “strano” e “inverno” non hanno proprio nulla in comune… e allora perché nella loro rappresentazione capita lo stesso “simbolo”?

Perché, in breve, i kanji non sono ideogrammi, non sono più, nella maggior parte dei casi, rappresentazioni dirette di ciò che significano.

Cominciamo ragionando sui kanji, prima di passare ai “radicali”.

Continua a leggere

Etimologia – Horror Kanji (4)

etimologia - horror kanji - tami, min

Vi ricordate la rubrica Horror Kanji? Spero di sì, ma se così non fosse, dateci un’occhiata perché continua! Ecco gli articoli usciti finora:

Tenete presente poi che la pagina sull’etimologia dei kanji è stata aggiornata.

Oggi quarto appuntamento con Horror Kanji…

民 tami/MIN ovvero “Il popolo va servito… come antipasto!”

民 tami, MIN è un kanji che indica il popolo, la gente comune. Ma perché questo “disegno” ha questo significato?

Continua a leggere

Kanji che odiano le donne

kanji che odiano le donne, kanji misogini - konjiki yashaSi dice spesso che il Giappone è una società maschilista e, sebbene ciò coinvolga il punto di vista culturale da cui si guarda ad una società, ciò è anche sicuramente vero a livello di dati oggettivi (es. differenza di stipendio a parità di lavoro)… proprio come avviene in Italia o in America. Dunque il Giappone è una società maschilista, se ignoriamo certi aspetti socioculturali, proprio come lo sono tante altre nazioni. Se riconsideriamo certi aspetti… dal nostro punto di vista, il discorso peggiora.

Non sono un fanatico dei fanatismi, nemmeno quando appaiono giusti, quindi non sono qui a scrivervi un appassionato articolo femminista… sono qui a parlarvi di parole e kanji, di come questi, frutto della società di centinaia e centinaia di anni fa, potrebbero aver plasmato la società moderna.

Continua a leggere

FAQ – Quanti kanji?

quanti kanji servono quanti kanji esistono scrittura antica

Due domande davvero molto frequenti sono le seguenti…

  • Quanti kanji esistono? (chiesta per pura curiosità)
  • Quanti kanji devo studiare? (curiosità, sì, ma mista ad ansia)

Cominciamo dalla seconda domanda. Per un semplice motivo. Non voglio mettere in atto la classica presa in giro dei siti che parlano di giapponese: provare a spaventare gli utenti, prima, per poi rassicurarli (sparando numeri enormi e poi riducendoli via via). Odio certi modi e reputo gli utenti di SdG molto più intelligenti di così.

Dunque, come dicevo, cominciamo…

Continua a leggere

FAQ – Com’è nata la lingua giapponese scritta?

kanbun

Oggi proveremo a rispondere a una domanda molto difficile… quella del titolo, ovvero come è nata la lingua giapponese scritta.

Non è assolutamente qualcosa di tanto semplice da poter sperare di rispondere perfettamente in poche righe, ma possiamo sacrificare un po’ di tecnicismi e parole difficili a tutto vantaggio della chiarezza e della brevità (sì, che ci crediate o no, l’articolo che segue è una versione sintetica).

Proverò a spiegare anche, nel modo più semplice possibile spero, alcuni dei punti meno affrontati di solito e che spesso incuriosiscono gli studenti: chiariremo da dove vengono le pronunce on e kun, perché vanno studiate entrambe e perché sono nati e servono tutt’oggi i kana, hiragana e katakana.

Partiamo da ciò che si dice più comunemente.

Continua a leggere

Lavorare stanca (terza parte)

hatarakeInutile dire che prima di leggere questa terza e ultima parte è opportuno che leggiate Lavorare stanca (prima parte) e Lavorare stanca (seconda parte).

La volta scorsa abbiamo parlato dei termini tsutomeru e hataraku e di come essi significhino, a livello etimologico, essenzialmente “(lavorare e) prestare attenzione ai minuti dettagli” e “muoversi” o “muovere qualcosa”… Tra parentesi la stessa parola hataraku deriva da hatameku, verbo che viene dall’onomatopea hatahata, il rumore di qualcosa, ad esempio una bandiera (旗 hata) che garrisce al vento (cioè che, agitata dal vento, fa un rumore particolare, identificato dai giapponesi con l’onomatopea hatahata).
Per la precisione si riferisce a qualcosa che prima non si muoveva e che comincia a muoversi. Quindi in sostanza il kanji e la parola per hataraku presentano la stessa origine, legata al movimento.

Insomma, nessun segno di fatica o sofferenza nel modo di esprimere il lavoro per i giapponesi… a differenza di quanto avviene in italiano e altre lingue europee (come abbiamo detto invece nella prima parte di questo articolo).

Il terzo termine che vediamo è…

Continua a leggere

Lavorare stanca (seconda parte)

lavorare stancaIl titolo della prima parte di questo articolo era Lavorare stanca e quindi l’ho ovviamente mantenuto, ma la verità è che “Lavorare NON stanca i giapponesi”. Almeno su un piano puramente linguistico.

Come anticipato, per parlare del termine “lavoro” così come viene espresso in giapponese (con una breve escursione nel cinese) dobbiamo discutere dell’origine di almeno quattro termini: tsutomeru, hataraku, shigoto e… samurai.

Continua a leggere