Domande – Come studiare i kanji?

Ho ricevuto su Nihongo no kuni la tipica domanda, l’intramontabile (legittimo) dubbio: Come studiare i kanji? Per la precisione Jones mi scrive…

Mi sono innamorato dei kanji […] vorrei sapere se studiare la lista dei kanji del jlpt o la lista dei joyo kanji (magari anche solo da wikipedia) è la stessa cosa […]. Immaginando di trasferirsi per lavoro in Giappone, studiare i 2136 joyo kanji è sufficiente per vivere e lavorare lì o bisogna studiare tutti i kanji del kanji kentei (circa 6000 – NdKaze) ……

E per ora mi fermo un attimo qui perché c’è già tanto da dire!

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Da dove vengono i kanji?

Da dove vengono i kanji e come sono arrivati fino a noi? Come sono cambiati nel tempo e come sono stati utilizzati nella lingua giapponese nonostante fossero parte della lingua cinese?

A queste ed altre domande trovate risposta nella pagina sull’Etimologia dei kanji.

Alcuni articoli tra quelli linkati sono davvero imperdibili. In particolare la rubrica Horror Kanji…

Horror kanji!

  1. 取 to.ru/SHU → Prendere …senza dover chiedere. Mai.
  2. 道 michi/DOU → La strada …verso l’inferno! (aggiornato ieri!)
  3. 県 KEN → Una prefettura …di sangue!
  4. 民 tami/MIN → Il popolo va servito… come antipasto!
  5. 赤 aka, aka.i/SEKI → Rosso …fuoco!

Tra l’altro colgo l’occasione per annunciarvi che l’articolo su 道 (che ho riscritto da poco) sarà riportato sulla rivista dell’Associazione italiana di Aikido nei primi mesi del 2017. Leggetelo in anteprima!

Tutto qui? Ma neanche per sogno!

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Miti dello studio – Studiare o no i radicali dei kanji?

Quando si affronta seriamente lo studio dei kanji, ci si scontra con il concetto di “radicale” e si leggono commenti (apparentemente) molto ragionevoli e fermissimi nell’affermarne l’importanza per lo studio dei caratteri giapponesi… fino alla fatidica frase “Devi imparare il radicale (ufficiale) di ogni kanji”, che per me è lì a fianco a “È necessario imparare il giusto ordine dei tratti di (kana e) kanji” sul podio delle boiate (nell’insegnamento del giapponese).

Il fatto è che certi “dogmi” vengono tramandati dai professori universitari ai loro studenti, che poi scrivono su internet e, in virtù della faticaccia che devono fare a scuola, si sentono adatti a pontificare sul tema. I giapponesi stessi la pensano allo stesso modo, ma hanno una tradizione in quanto a “non mettere in discussione il sistema” (scolastico o no).

E allora? Chi sei tu per dire che tutti gli altri hanno torto? …direte ragionevolmente voi.

Non che non capisca l’obiezione, ma lasciatemi dire solo un’altra cosa prima di tacciarmi di presunzione. Nessuno, né prof né studenti né i vostri amici giapponesi, NESSUNO dice mai perché tutto ciò sarebbe importantissimo.

Dell’ordine dei tratti nello scrivere i kanji ho già parlato nell’articolo La forma dei kanji: calligrafia, ordine e numero dei tratti, dei radicali parleremo oggi ovviamente, cercando di spiegare qual’è la verità alla base della leggenda… ovvero cosa è importante e cosa no. Ma andiamo con ordine e partiamo da cosa sono in effetti questi “radicali”.

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Etimologia – Horror Kanji (5) – Rosso fuoco!

Per la rubrica di etimologia “Horror Kanji”, oggi vedremo il kanji di “rosso”, cioè 赤 SEKI, aka, akai.

L’immagine che vedete qui sopra riassume l’etimologia di di solito viene raccontata, ovvero, più o meno “rosso come il fuoco”, quindi disegniamo un fuocherello e rendiamo così l’idea di rosso, ma è un’immagine quantomeno edulcorata della reale origine di questo kanji…

Siete pronti ad avere paura?

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Etimologia – Horror Kanji (4)

etimologia - horror kanji - tami, min

Vi ricordate la rubrica Horror Kanji? Spero di sì, ma se così non fosse, dateci un’occhiata perché continua! Ecco gli articoli usciti finora:

Tenete presente poi che la pagina sull’etimologia dei kanji è stata aggiornata.

Oggi quarto appuntamento con Horror Kanji…

民 tami/MIN ovvero “Il popolo va servito… come antipasto!”

民 tami, MIN è un kanji che indica il popolo, la gente comune. Ma perché questo “disegno” ha questo significato?

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Kanji che odiano le donne

kanji che odiano le donne, kanji misogini - konjiki yasha

Si dice spesso che il Giappone è una società maschilista e, sebbene ciò coinvolga il punto di vista culturale da cui si guarda ad una società, ciò è anche sicuramente vero a livello di dati oggettivi (es. differenza di stipendio a parità di lavoro)… Ma lo stesso può dirsi dell’Italia e degli USA.

Dunque il Giappone è una società maschilista (se ignoriamo certi aspetti socioculturali), proprio come lo sono tante altre nazioni. Se riconsideriamo certi aspetti… dal nostro punto di vista, perlomeno, il discorso potrebbe perfino peggiorare. Il nostro punto di vista di occidentali però non è l’unico, e ciò va considerato.

Non sono un “fanatico dei fanatismi”, nemmeno quando appaiono giusti, quindi pur essendo un difensore di pari diritti e pari opportunità, non sono qui a scrivervi un appassionato articolo femminista… Non è questo il luogo. Io insegno giapponese e quindi sono qui a parlarvi di parole e kanji, di come questi, pur essendo nati entro società di centinaia, migliaia di anni fa, potrebbero aver plasmato la società moderna.

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FAQ – Quanti kanji?

Due domande davvero molto frequenti sono le seguenti…

  • Quanti kanji esistono? (chiesta per pura curiosità)
  • Quanti kanji devo studiare? (curiosità, sì, ma mista ad ansia)

Cominciamo dalla seconda domanda. Per un semplice motivo. Non voglio mettere in atto la classica presa in giro dei siti che parlano di giapponese: provare a spaventare gli utenti, prima, per poi rassicurarli (sparando numeri enormi e poi riducendoli via via). Odio certi modi e reputo gli utenti di SdG molto più intelligenti di così.

Dunque, come dicevo, cominciamo…

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FAQ – Com’è nata la lingua giapponese scritta?

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Oggi proveremo a rispondere a una domanda molto difficile… quella del titolo, ovvero come è nata la lingua giapponese scritta.

Non è assolutamente qualcosa di tanto semplice da poter sperare di rispondere perfettamente in poche righe, ma possiamo sacrificare un po’ di tecnicismi e parole difficili a tutto vantaggio della chiarezza e della brevità (sì, che ci crediate o no, l’articolo che segue è una versione sintetica).

Proverò a spiegare anche, nel modo più semplice possibile spero, alcuni dei punti meno affrontati di solito e che spesso incuriosiscono gli studenti: chiariremo da dove vengono le pronunce on e kun, perché vanno studiate entrambe e perché sono nati e servono tutt’oggi i kana, hiragana e katakana.

Partiamo da ciò che si dice più comunemente.

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Kanji allo specchio!

ovvero

Invertendo l’ordine dei kanji… il risultato cambia! (o no?)

Il tema di questo post origina da un giochino per ragazzini giapponesi che stanno imparando i kanji; è un gioco che consiste nel trovare parole che abbiano senso anche invertendo la posizione dei kanji che la compongono.

Ok, sì, lo ammetto: alcuni dei kanji che vedremo oggi sono un po’ difficili, per cui per ora prendete il tutto come una curiosità. Più avanti, però, durante il vostro studio, ricordatevi del metodo perché sarà un buon modo per imparare e ricordare facilmente alcuni vocaboli e memorizzare varie pronunce.

Be’, almeno per me è un buon modo; vedete se si adatta a voi come metodo e se sì… sono ansioso di sapere che ne pensate… e se trovate nuove “coppie” del genere!

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Perché non eliminare i kanji?

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Una domanda frequente quando si è agli inizi nello studio del giapponese (l’ho fatta anch’io!) è proprio quella del titolo!

Il sistema di scrittura giapponese è molto complesso, quindi spesso ci si chiede “Perché non rinunciare ai kanji, e/o possibilmente anche al katakana, per scrivere solo in hiragana, o meglio ancora in roomaji?”

In genere tendo a dare una chiara e completa (e molto lunga) spiegazione del perché il giapponese sia diventato così come è oggi e del perché sia il raggiungimento di un equilibrio tra vari fattori. Mi sono reso conto, però, che la cosa migliore è forse dimostrare con degli esempi l’importanza dei tre punti che sconsigliano le semplificazioni dette.

I punti che vedremo sono tre:

  1. Gli omofoni
  2. Efficacia della comunicazione
  3. La letteratura

Partiamo dunque dal principio e vediamo innanzitutto…

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