Collaborazione Studiare (da) Giapponese e Aikikai, Associazione Italiana di Aikido

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Un annuncio e un invito alla lettura. Come potete vedere nell’immagine sopra un mio articolo è stato pubblicato sulla rivista dell’Associazione Aikikai d’Italia.

Trattandosi di una rivista dedicata innanzitutto ai praticanti di Aikido, non sorprenderà sapere che il tema dell’articolo è anche il punto di contatto tra SdG e il mondo delle arti marziali. L’articolo è infatti una lezione di etimologia per spiegare da dove venga il kanji “dō” (道) della parola Aikidō, comune anche a tante altre arti marziali, dal Juudō al Taekwondo.

Chi volesse leggere l’articolo originale deve solo cliccare qui!

Horror Kanji (2): 道 la strada… verso l’inferno!

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Attenzione! L’articolo è stato praticamente riscritto rispetto alla sua prima stesura, per cui anche se lo avete già letto vi consiglio di rileggerlo in questa nuova, recentissima versione!

Società – Uniformi alla moda e conformismo

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Oggi polemizzo un po’, in modo positivo e informativo (spero si capisca). Eccovi quindi un’immagine, trovata su facebook di recente, che mi ha fatto fare un sobbalzo (l’ennesimo). Di quei sobbalzi che uno si agita sulla sedia e la sedia fa un rumoraccio strano che assomiglia a delle parole umane, tipo: “Macheccaz***” …un rumore così, più o meno.

L’immagine è quella che vedete qui sopra, il post originale lo trovate qui di seguito (così come la critica).

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Kozue – Te wo tsunagou

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Recentemente ho pubblicato un articolo su un gruppo, Nanamujika (o Nanamusica, se preferite)… Ricordate che avevo detto che non è più in attività? Be, in effetti la vocalist ha poi ripreso a cantare, da solista.

Ho scoperto che è uscito da poco un suo video, Te wo tsunagou, “Prendiamoci per mano”, tratto dal suo ultimo album, Tsuchi no kaori, sora no kaori, kimi no kaori (ovvero “Il profumo della terra, il profumo del cielo, il tuo profumo”).

Noterete uno stile decisamente diverso, solare, rilassante, allegro. E se fate attenzione, una storia che si dipana, in tutta la sua tenerezza. Buona visione! ^__^

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Per imparare il giapponese – Kanji, parole e traduzioni impossibili

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Come visto nell’articolo I kanji e i loro segreti, i kanji sono dei caratteri a cui viene associato non solo un suono, come succede per le lettere e per i kana, ma anche un significato.

È forse per questo motivo che molti studenti tendono a confondere il concetto di kanji e quello di vocabolo. Molti infatti credono che “kanji = parola” e “parola = kanji”, ma non è così.

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Aria nuova in Home-page!

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Solo un breve annuncio per dirvi che l’Home-page è cambiata! L’immagine di testa, ovviamente, ma anche gli articoli recenti, che ora sfruttano la timeline di twitter, visivamente molto più bella (per andare agli articoli cliccate sui link rosso-arancioni, non sulle immagini o vi rimanda a twitter). Poi ci sono una serie di altre piccole migliorie (si potrebbe volere di più, ma wordpress e il tema impongono precisi limiti).

Un grazie a Hofinitogliuser (aka orsettomalefico) per avermi dato lo spunto e l’occasione. Se anche voi voleste suggerire la pagina di Suggerimenti e Richieste su Nihongo no Kuni è ora aperta.

Stranezze giapponesi (51) – Supaboo (e altri oggetti del mistero)

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Come forse già sapete i 祭り matsuri sono delle specie di sagre. La traduzione più sentita è quella di “festival”, ma siccome non c’è un matsuri a Sanremo, diciamo “sagra”. D’altra parte i matsuri sono spesso organizzati dai templi e/o nel loro “sagrato”, così come le nostre sagre sono spesso organizzate da/davanti a chiese e parrocchie. Fin qui niente di strano, no?

Da qualche anno in qua a questi matsuri si vedono sempre più spesso degli 屋台 yatai (bancarelle) con la bandiera italiana ed un nome misterioso, イタリアンスパボー itarian supaboo, superato solo (per livello di “misteriosità”, intendo) dal prodotto in vendita.

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Pillole di Giapponese 17 – Quantità e verbo “esserci” (1)

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Con le ultime due pillole abbiamo visto come dire “ci sono”, “ci sei”, “c’è”, ecc. quando il soggetto è inanimato e quando il soggetto è animato. Con frasi di questo genere, a ben pensarci, potrebbe venirci voglia (prima o poi?) di inserire una quantità… tanto, poco, molti, tre, due, uno, nessuno e centomila.

È proprio questo argomento che vediamo con la pillola di oggi. È davvero facile da mandar giù, per cui forza, niente scuse e cominciamo! (⌒▽⌒)

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