Il giapponese che sai già… (forse)

C’è del giapponese che sai già. Pensaci. Karate? Lo sai. Sushi? Lo sai. Tsunami? Lo sai. …ecc. ecc. È pieno di parole giapponesi che già conosci! Addirittura ce ne sono alcune ormai italianizzate e i più non sanno nemmeno che sono in realtà parole arrivate dal Giappone, come tycoon (大君, taikun), risciò (dall’inglese rickshaw che deriva dal giapponese (人)力車, (jin)rikisha), tifone (台風, taifuu, anche se qui il discorso si complica e l’origine non è proprio chiara)… e così via.

Wow, se aggiungo arigatou, oniichan, sensei ecc., so già un centinaio di parole! – dirà qualcuno che le ha già contate (complimenti per la rapidità, tra l’altro). Ma, e qui arriviamo al punto, siamo proprio sicuri che le sai davvero? Non sono poche, infatti, le parole che crediamo di sapere ma in effetti storpiamo o sbagliamo a pronunciare XD

Oggi vediamo dunque 5+ esempi di parole giapponesi molto comuni… che tutti sbagliano ^__^

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Hikikomori, RAI, treni e bufale.net (e i Mini-Post!)

Ho alcune esaltanti notizie da darvi! Premessa: tempo fa Anna Maria Caresta, giornalista Rai, mi ha intervistato per Radio Rai 1 sul fenomeno hikikomori (autoreclusione)… l’intervista, che era linkata nella pagina di info sull’autore, ormai purtroppo è stata rimossa dal sito della Rai (sono passati 2 anni). Ora però, ecco la prima notizia, è uscito anche un libro! Generazione Hikikomori, edito da Castelvecchi. Vista la passata collaborazione Anna Maria mi ha chiesto un’altra intervista, molto più approfondita (tanto che copre ben due capitoli del libro).

Non è però per la mia partecipazione che ve lo suggerisco: il libro è davvero ottimo, vero giornalismo di inchiesta, con dietro un gran lavoro di ricerca a cavallo tra Italia e Giappone. Così, se voleste riprendervi dal falso giornalismo sul Giappone stile Le Iene (ricordo pezzi agghiaccianti) e nel contempo documentarvi su un fenomeno sempre più importante anche in Italia… sapete cosa leggere 😉

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Miti – Yuugen e l’Universo?!

Uno dei tanti miti sul Giappone e il giapponese che girano su internet è legato al significato, quasi mistico (di certo mistificato), attribuito alla parola yuugen (yugen è errore) e al suo (presunto) legame con l’Universo(?!?). C’è del vero dietro alla leggenda, ma c’è anche tanto desiderio di fregare gli altri e ottenere click, likes, retweet, ecc. come abbiamo visto in altri articoli come quello su Nankurunaisa e su Mono no aware. Ma ora veniamo a yuugen… e al suo inesistente legame con stelle, galassie, alieni, ecc.

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Perdere contro un nome… brillante?

Cosa significa perdere contro un nome? Come si fa, tanto per cominciare, a competere con un nome? E perché poi? …be’, andiamo con ordine e proviamo ad arrivarci. In Giappone i genitori, di solito, scelgono il nome dei figli in modo che sia di buon augurio: chi sceglie per la propria bambina il nome 幸子 Sachiko o 幸 Sachi lo fa perché vuole che sia 幸せ shiawase, felice, mentre 健三郎 Kenzaburou (p.e. il famoso Kenzaburo Oe) è un nome adatto per il terzo figlio (三郎 Saburou) che si vuole sia 健(康的) ken(kouteki), sano e forte.

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Miti – “Non sono portato per le lingue!”

“Non sono portato per le lingue, non imparerò mai il giapponese!” …è una delle frasi che sento dire più spesso. Vi svelerò un segreto (di Pulcinella): non è vero. Punto. Come amo ripetere: imparare le lingue è facile, ci riescono anche i bambini (anche i più stupidi, detto per inciso). Certo, a buttarla lì così sono bravi tutti… scenderò nei dettagli. E se pensate che sia un “post motivazionale” o una ramanzina sull’impegno, vi sbagliate. C’è sicuramente chi ha difficoltà… non con le lingue, ma con l’apprendimento in sé, e anche di quello parleremo.

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Che ci fa lì un “mini-ke”?!

Una domanda che ricevo spesso è che cosa sia il piccolo katakana ke che si trova in certe parole, che ci fa in una data parola, perché è piccolo… e così via. È un’ottima domanda, con una risposta che va ben al di là del poco che ci dicono i libri di testo o di quel qualcosina in più che ci dicono prof e sensei di solito, e siccome noi non siamo tipi da accontentarci (giusto?), eccovi la spiegazione di “Che ci fa lì quel mini-ke?”.

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Agende Gennaio-Dicembre, ancora 12 mesi di proverbi giapponesi!

I proverbi giapponesi del diario-agenda di SdG, questa volta vi accompagneranno da Gennaio a Dicembre. Si tratta della versione Gennaio-Dicembre dell’agenda di SdG che già conoscete e amate, (che va da Agosto a Luglio), aggiornata considerando le vostre preziose opinioni.

Vediamo subito le novità e le migliorie introdotte in questa versione!

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Mono no aware, Oltre il velo della bellezza

Il significato dell’espressione 物の哀れ mono no aware si è per certi versi perso nel manto di fascino che l’ha ormai avvolta. D’altronde dare spiegazioni complesse di cose molto semplici è una tentazione molto comune quando si parla di letteratura e ancora di più quando si parla di Giappone e giapponese tra noi appassionati di Giappone. Oggi cercheremo dunque di separare il concetto dalla parola, vedremo da un lato dove nasce questa affascinante idea, e dall’altro vedremo come nasce questa banale (sì, banale) parola.

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Vocaboli – Finché c’è vita…

Finché c’è vita, c’è speranza? Ok, ma quale “vita”? Se c’è una parola che ha talmente tante sfumature da farci sudare sette camicie quando cerchiamo di tradurla in giapponese, questa parola è “vita”. Oggi proveremo proprio a capire tutte le sue sfumature e traduzioni. Su una nota più mondana… vi stavate chiedendo dove fossi finito in questi ultimi mesi? È la vita che si è messa di mezzo, sempre lei. Nonostante due traslochi (due!), beghe d’ogni sorta e altri disastri, procede bene la stesura dei miei prossimi tre libri (Tre! Corso, eserciziario e kanji!). Ma non sto a raccontarvi tutto, per ora è il caso di dedicarci ad un argomento meno vasto: la vita, appunto.

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