Per imparare il giapponese (o un’altra lingua): chi ben comincia…

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Sapete come si dice: “Chi ben comincia è a metà dell’opera”. Il che vuol dire in effetti “50% del risultato con l’1% dello sforzo”… una nuova versione, ancora più ottimista, del famoso principio di Pareto. Ciò vale certamente, almeno in un certo senso, per lo studio delle lingue. E dico “in un certo senso”, perché provando a iniziare lo studio di una lingua di solito più che “cominciare nel migliore dei modi” il vero punto della questione è “non spararsi in un piede prima che cominci la gara”.

Nello studio di una lingua molto dipende dal nostro obiettivo. Una volta che abbiamo deciso di imparare una lingua, dobbiamo chiederci cosa vogliamo fare con questo “strumento” che andremo pian piano (ri)costruendo nella nostra testa. Bisogna quindi innanzitutto chiedersi, cosa vogliamo fare? Leggere manga? O romanzi? O solo chattare? O scrivere romanzi? O disegnare manga?! Oppure andare sul posto e parlare con la gente? E se è questo il caso, andremo lì per lavorare in un’università o la gente con cui vogliamo parlare popola gli izakaya nei dintorni di Kabukichou, a Shinjuku?

Potete immaginare che il linguaggio dei manga non è quello dei romanzi, né quello della vita reale… e certamente il linguaggio delle università non è lo stesso degli izakaya. Certo, si può mirare a essere all’altezza in ogni situazione, ma siamo onesti: nessuno di noi lo è nella nostra lingua, figuriamoci in una lingua straniera.

Certo però è possibile individuare delle linee guida nell’approccio allo studio della lingua… come dire: “Prima di pensare ai 100 stile libero delle olimpiadi, vediamo di imparare a stare a galla”. Ed è di questo che ci occupiamo oggi: avvicinarsi a una lingua (preferibilmente il giapponese) senza spararsi in un piede… o bucare il salvagente, vedete voi la metafora che preferite, tanto ci siamo capiti.

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Tendenze – La popolarissima Koi-dance di Nige-haji

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La 恋ダンス koi-dansu o koi-dance (volendo inglesizzare), ovvero la “danza dell’innamoramento” (se proprio vogliamo tradurre a tutti i costi, ma non è necessario), è una danza buffissima che ultimamente 流行っている hayatte’ru, cioè va molto di moda, o meglio, come si dice al giorno d’oggi, è ormai diventata virale. È imitata ovunque: su youtube dai principianti più improbabili, quanto negli studi televisivi da star affermate.

Il nome, un po’ sciocco, diciamocelo, viene dal titolo della canzone 恋 koi che fa da colonna sonora al ballo in questione; al titolo è stato poi aggiunto “dansu”, cioè “dance”, pronunciato a la giapponese, tutto qui… Ecco perché la traduzione data sopra è superflua e forse sarebbe meglio dire il ballo (della canzone dal titolo) “innamorarsi”. Lo so, fa schifo anche così. Ecco perché è importante studiare giapponese… sì, forse non è il motivo principale, ma… va be’, ci siamo capiti.

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Miti – La magia di “Nankurunaisa”

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Nankurunaisa è una bella espressione, ma non è la parola magica che internet vorrebbe farvi credere. Poche parole, infatti, sono più fraintese (o mitizzate, a seconda dei punti di vista) di questa “nankurunaisa”. Sono andato su google.it e ho verificato quali tra i primi risultati riportassero una giusta definizione e quali, evidentemente, erano scritti da gente che non sa nulla di giapponese… Ecco cosa ho scoperto

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Un angolo di Giappone a Milano (e non solo)

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È dai tempi dell’Expo, probabilmente, che Milano si sente orfana del Giappone. Per fortuna però ora ci sono due splendide iniziative (in pochi giorni) che riportano a Milano un angolo di Giappone per la gioia di tutti gli appassionati di Giappone e di Giapponese che si trovano nei dintorni.

La prima è Kanpai Milano, aperitivi in Giapponese e Italiano a Milano. Un’occasione da non perdere per chi volesse fare conversazione in giapponese o semplicemente con dei giapponesi.

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Pillole di Giapponese 14 – Le particelle di fine frase (3): Le domande sono vietate?

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Se le domande fossero vietate, già dal titolo dell’articolo di oggi saremmo nei guai. Ovviamente in giapponese le domande non sono vietate, ma il punto di domanda è una “invenzione” di noi occidentali. Come fanno i giapponesi per domandare, dunque? Evitano rispettosamente?

Scopritelo in questa nuova Pillola di Giapponese! (⌒▽⌒)

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Vocaboli – Imparare con Facebook

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Sarebbe fantastico se potessimo imparare con Facebook, facendo qualcosa che ci diverte e che comunque facciamo già, sempre e comunque, no? In effetti lo state già facendo se siete iscritti alla pagina di Studiare (da) Giapponese. Trovare altri contenuti davvero validi, oltre a SdG, per me si è rivelato impossibile, ma c’è un altro modo in cui Facebook può aiutarci a imparare il Giapponese ed è… renderlo parte della nostra full-immersion virtuale!

Possiamo settare il nostro facebook in Giapponese, ma anche il cellulare, il lettore mp3, vedete voi, l’importante è “circondarci di giapponese”, finché non diventa la nostra “normalità”. In fondo stiamo studiando giapponese ma vogliamo anche studiare DA giapponesi… e i giapponesi facebook lo usano in giapponese, no?😉

Probabilmente la maggior parte di noi riuscirà a ricordare a memoria ogni comando e non sarà bloccato dalla lingua diversa, nemmeno se il tutto fosse scritto in Swahili, quindi il primo passo da fare è vedere cosa c’è scritto e cosa significa davvero… perché non sempre è una traduzione fedele della versione italiana!

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Espressioni – Mai dire mai

Vi siete mai chiesti come fare a dire la parola “mai” in giapponese? Se sì, vi sarete accorti che non potete, perché i giapponesi sono gente che non si arrende e quindi hanno preso a cuore il famoso modo di dire “Mai dire mai” e lo rispettano alla lettera.

Un nuovo incontro con una persona che pensavi di non poter incontrare mai più

mou nidoto aenai to omotte ita hito to saikai
Un nuovo incontro con una persona che pensavi di non poter incontrare mai più

Ovviamente scherzo. Prendere per oro colato quel che leggete su internet, chiunque lo scriva, è uno sbaglio da non fare… mai😉 O si finisce per eleggere Trump! °_°

In giapponese non esiste un modo di dire “mai”. Esistono però delle espressioni che possono essere usate lì dove noi useremmo la parola “mai”.

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Pillole di Giapponese 13 – Le particelle di fine frase (2): Mettere in guardia qualcuno?

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Eccoci ad un’altra lezione del corso Pillole di Giapponese: la lingua giapponese a piccole dosi! (⌒▽⌒)

Oggi continuiamo a vedere le particelle di fine frase (vi ricordo che “particelle” vuol dire essenzialmente “paroline”). Dopo il ね ne, tanto simile al “ne piemontese”, oggi vediamo la nostra seconda particella di fine frase: yo.

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