Usi davvero un buon dizionario online di giapponese?

Quando uno studente di lingua giapponese si pone il problema di che dizionario di giapponese usare, è ovvio che vada in internet e su un app store come prima cosa, per cercare una qualche risorsa da usare (possibilmente gratis). Per quanto riguarda i dizionari cartacei in italiano, ne ho parlato approfonditamente nella serie “Libri in italiano per lo studio del Giapponese”.

La soluzione gratuita che trova ogni studenti pronto a usare un po’ di inglese è quella data da siti come jisho.org, romajidesu.com, tangorin.com e da app come Japanese, Jsho, Gsho, ecc. …nonché l’utile estensione detta rikai-chan o rikai-kun o rikai-sama a seconda del browser su cui volete installarla. Se studiate giapponese, sicuramente vi siete già imbattuti in qualcuno di questi siti/app, di solito perché qualcuno ve li ha consigliati, no? Ecco…

Siete sicuri che vi abbiano fatto un favore?

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Pillole di Giapponese 19 – I numeri

Nella pillola 17 – Quantità e verbo esserci abbiamo capito come dire “C’è un panda in cucina” e anche come dire “ci sono tanti panda in cucina”. Ancora però non sappiamo come dire “Ci sono due panda in cucina” né come dire “Ci sono alcuni panda in cucina”. Per capire come fare è necessario affrontare i numeri e i “classificatori”, argomento che ci terrà impegnati nelle prossime lezioni.

I classificatori sono delle parole che seguono di solito i numeri quando questi servono per contare delle cose, più o meno concrete. Insomma, in giapponese, una cosa è dire “uno, due, tre, quattro…”, per esempio contando quando si gioca a nascondino, e una cosa completamente diversa è dire “ci sono due cani” o “ci sono quattro bambini” o “ci sono tre frigoriferi”.

Oggi ci occupiamo dei numeri puri e semplici, quelli che usiamo non per contare le cose, ma per contare e basta, come quando contiamo giocando a nascondino. Non ho mai fatto una lezione sui numeri giapponesi (non li amo molto), per cui solo per questa volta concedetemi di fare una lezione più lunga e completa… Dal canto vostro vi basterà saltare le parti che vi sembrano meno utili.

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Video – Ghost in the Shell (e una stranezza)

Fra pochi giorni, il 30 marzo, esce nei cinema Ghost in the Shell, adattamento dell’anime omonimo (in Giappone però è molto più noto come 攻殻機動隊 koukaku kidoutai). Non so per voi, ma per me è un “big deal”, non certo un fatto da poco, perché per me Gits è stato quello che per la generazione prima della mia è stato Akira e per la generazione dopo è stato Paprika: è l’anime che mi ha fatto aprire gli occhi.

Il fatto stesso che esistano anime come Gits e Hotaru no Haka mi autorizza a dire a chiare lettere che “chi pensa che gli anime siano roba da bambini non ha capito niente” (giusto per essere gentili).

Ma seguitemi in questo nuovo articolo, perché c’è molto più di un mio monologo sul valore degli anime.

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Video – Non il solito Giappone: Okinawa

Okinawa è l’isola maggiore di un arcipelago di isole (anzi, una serie di arcipelaghi), entro un arcipelago più grande, quello del Giappone, ovviamente. Si trova a qualcosa come 3000 Km da Tokyo e ciò significa clima tropicale, spiagge bianche e acqua smeraldina.

È il luogo di nascita del karate, ospita sia un’università internazionale (i.e. dove si parla inglese) tra le migliori al mondo, e fianco a fianco (non letteralmente) alcuni splendidi templi ed un palazzo reale dallo stile di chiara influenza cinese ma al tempo stesso unico, che non ha eguali in Giappone. A parte ciò la sua gente ha una mentalità e una cultura quasi unica. Sono giapponesi e non giapponesi al tempo stesso, come prova un detto bello e unico come quello di nankurunai sa, di cui abbiamo parlato non molto tempo fa.

Eppure, nonostante ci sia ogni motivo per provare interesse, purtroppo Okinawa non è tra le classiche mete turistiche del Giappone, certamente perché non facile da raggiungere, ma anche perché poco conosciuta… o forse addirittura poco apprezzata? °__°!

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Parole forti! – Komorebi

木漏れ日
KOMOREBI
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Una delle mie parole preferite in assoluto è questa, komorebi, la luce che filtra tra le foglie degli alberi. C’è qualcosa di assolutamente poetico, quasi magico, in una cultura che crea una parola apposta per un concetto del genere.

Ma la meraviglia di questa parola non è limitata al suo significato. Sia come vocabolo in sé, sia dal punto di vista dei kanji, è una parola davvero molto interessante. Cominciamo a chiederci… Da dove viene?

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Imparare con Facebook (2): post e commenti

Lo scorso articolo “Imparare con Facebook” ha riscosso un notevole successo, ho quindi pensato di proporvi altri vocaboli per continuare a imparare il giapponese con Facebook… difficile annoiarsi, così, vi pare?

La scorsa volta abbiamo visto i nomi in giapponese delle varie “reazioni”, oltre al classico “Mi piace”. Oggi invece andremo a dare un’occhiata al nostro profilo e alle varie opzioni che abbiamo a disposizione con Facebook in giapponese. Cosa abbastanza curiosa: non sempre è stata fatta una traduzione fedele, quindi sarà interessante vedere anche le differenze tra le due versioni.

Prima di cominciare però vi ricordo due cose: (1) se volete articoli simili per altri social, sono aperto a spunti e idee per altri articoli; inoltre (2) l’articolo di oggi fa parte della nostra full-immersion virtuale …se volete approfondire cliccate sul link o usate la tag e buona lettura!

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