La Febbre del Sabato Reiwa

Suppongo non sia sfuggito a nessuno di voi che l’1 maggio 2019 siamo entrati ufficialmente nella cosiddetta “Era Reiwa”… Per chi bazzica sui siti dedicati al Giappone era quasi impossibile non accorgersene, uno dei motivi per cui mi dava un po’ l’orticaria l’idea di unirmi al coro. Ma allora, cos’è cambiato? Perché sono qui a parlarne? Perché come al solito il Giappone ha superato l’idea ristretta che ce ne siamo fatti…

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Nuovi vocaboli – La faccia da doya(?!)

È da un po’ che abbiamo iniziato ad occuparci anche di slang e nuovi vocaboli (vd. link per altri articoli), ma non abbiamo molti articoli all’attivo e vorrei rimediare. Oggi vediamo quindi la “faccia da doya” 😉

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Slang – Nagara-zoku: mostri, treni, alcol e smartphone

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Oggi riprendiamo il discorso sulle tribù, o 族 zoku, e scopriamo cosa c’entra l’immagine all’inizio dello scorso articolo (il link di un attimo fa) con la “tribù” detta appunto nagara-zoku ながら族.

Troppo pigri per andare a vedere? Vi vengo incontro io! È l’immagine della statua di un uomo, Ninomiya Kinjirou (link a wiki eng), che legge un libro mentre cammina. Ma non sveliamo subito di che si tratta e procediamo per gradi…

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Slang – Nagara-zoku e altre tribù

statua Ninomiya Kinjirouながら族 nagara-zoku non si può definire esattamente un “nuovo vocabolo” visto che nasce nel 1958, anzi, forse si può dire ormai passato di moda. Non è nemmeno esattamente slang, visto che è presente in un normale vocabolario.

Perché parlarne allora? Perché sono sicuro che vi piacerà. Anche se la più antica testimonianza di nagara-zoku è quella di Ninomiya Kinjirou (di cui vedete una sua statua  nell’immagine sopra), il fenomeno in sé resta radicato nella cultura (moderna) dentro e fuori dal Giappone.

Considerando tutto ciò e il fatto che in questo articolo (in 2 parti) parleremo di moto, gang e yakuza, BL e yuri, nuove tecnologie, manga, vizi vari… e di alcune (molte) tra le tante subcultures giapponesi., come dicevo, sono sicuro che vi piacerà parecchio.

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Nuovi vocaboli – Kabe-don

kabedon114 modi per liberarsi da un kabedon. Situazione (vd. video) del tutto indesiderabile

Un vocabolo relativamente nuovo in giapponese (con cui inauguriamo una nuova “rubrica” di Giapponese contemporaneo e slang) è questo 壁ドン kabe-don.

Kabe significa “muro”. Invece “don”? Due interpretazioni. Una semplice: il “don” è il rumore della mano che sbatte sul muro (vd. immagine sopra).

Altra interpretazione, la mia preferita, è quasi uno scherzo, ma perdonatemela… Il don starebbe per 丼 letto don o donburi a seconda dei casi. Di questo secondo termine avrete sentito parlare, immagino, o forse avrete letto il mio articolo Stranezze giapponesi (21) – OOMORI & Co., oppure avete semplicemente ordinato un カツ丼 katsudon al ristorante giapponese.

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