Società – Uniformi alla moda e conformismo

Oggi polemizzo un po’, in modo positivo e informativo (spero si capisca). Eccovi quindi un’immagine, trovata su facebook di recente, che mi ha fatto fare un sobbalzo (l’ennesimo). Di quei sobbalzi che uno si agita sulla sedia e la sedia fa un rumoraccio strano che assomiglia a delle parole umane, tipo: “Macheccaz***” …un rumore così, più o meno.

L’immagine è quella che vedete qui sopra, il post originale lo trovate qui di seguito (così come la critica).

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Tra folklore e spiritualità: Il concetto di “kegare”

Nell’immagine un esempio di come il 穢れ・汚れ kegare, una sorta di “impurità”, un’onta che contamina la persona sia spiritualmente che fisicamente, resista in qualche modo nell’immaginario collettivo

L’interessante articolo di oggi sul kegare è frutto di una collaborazione con l’antropologa Marianna Zanetta, che sul suo blog Japan Soul Traveler, parla del Giappone, la sua passione, con grande competenza (e in inglese); in particolare mi ha colpito come affronti alcuni aspetti del Giappone interessanti ma poco noti, come lo sciamanesimo: vale decisamente la pena di andare a dargli un’occhiata.

L’articolo di oggi è dunque una traduzione di un articolo di Marianna, ma è anche, in parte, un estratto della sua tesi di dottorato. Se vi dovesse sembrare più complesso dei “soliti articoli sul Giappone”, quindi, non stupitevi: distinguersi dai soliti “blob sul Giappone” ha un suo prezzo.

Ma ora lascio la parola a Marianna.
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Capire il Giappone – La terza regola della società giapponese (4a parte)

Da qualche tempo stiamo affrontando il tema della “maschera sociale” in Giappone. Abbiamo visto i primi tre punti qui sotto:

  1. 配慮 hairyo, la considerazione per gli altri
  2. La vergogna, la faccia e le apparenze
  3. La buona educazione
  4. I proverbiali(?) tre cuori dei giapponesi

Oggi vedremo l’ultimo punto, affrontando il quale tratteremo anche (forse ne avete già sentito parlare) i concetti di honne e tatemae …ma non solo! C’è un grande escluso poco citato di solito, che invece non è il caso di trascurare perché è il cuore vero del discorso: l’ 本心 honshin 😉

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Capire il Giappone – La terza regola della società giapponese (3a parte)

In questa rubrica stiamo parlando, da alcuni post, di “(indossare una) maschera sociale”, tema che abbiamo associato a una “terza regola della società giapponese“. Abbiamo visto i primi due punti qui sotto

  1. 配慮 hairyo, la considerazione per gli altri
  2. La vergogna, la faccia e le apparenze
  3. La buona educazione
  4. I proverbiali(?) tre cuori dei giapponesi

Oggi affrontiamo il successivo, davvero molto interessante, specie perché tutti hanno sentito dire che i giapponesi sono molto educati, ma pochi sanno che non è sempre stato così e forse ancora meno persone sanno fin dove si può arrivare (a quali estremi!) con l’educazione e le buone maniere.

Buona lettura!

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Capire il Giappone – La terza regola della società giapponese (2a parte)

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La volta scorsa nell’articolo Capire il Giappone – La terza regola della società giapponese abbiamo iniziato a parlare di “maschera sociale” e abbiamo detto che farlo richiede di considerare almeno quattro punti:

  1. 配慮 hairyo, la considerazione per gli altri
  2. La vergogna, la faccia e le apparenze
  3. La buona educazione
  4. I proverbiali(?) tre cuori dei giapponesi

Abbiamo visto nel dettaglio il punto A, per cui è il momento di proseguire e vedere i punti successivi.

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Trovare il proprio posto: Italia o Giappone?

Ho deciso di rispondere così a una domanda ricevuta in un commento a un articolo su Le regole della società giapponese perché… perché ne ricevo tante di domande del genere via mail. Questa aveva anche un risvolto personale, emotivo, così ho deciso di rispondere in modo più ampio, con un articolo, perché… chi non vorrebbe dare i consigli giusti al sé stesso dei tempi del liceo? E così mi sono lasciato trasportare (temo). Abbiate pazienza. In compenso troverete che, come è mia abitudine fare, l’articolo è anche pieno di riferimenti alla lingua e alla società giapponese.

Ecco la domanda in questione

Be’… dopo aver letto questo ultimo post della rubrica, mi sento ancora più combattuta riguardo la società giapponese (;´∀`) Ovviamente ogni cosa ha i suoi lati negativi, ma quello che vorrei capire è se riuscirei mai a integrarmi decentemente in Giappone. In effetti io non mi trovo per niente bene qui in Italia, (quasi) tutti sono estremamente egoisti, egocentrici e str*nzi e non ci pensano due volte prima di ferire i tuoi sentimenti. Io qui sono considerata troppo sensibile, troppo empatica, troppo disponibile ad aiutare gli altri… D’altro canto però del Giappone un po’ mi preoccupa il fatto che l’individuo abbia così poca importanza, perché nonostante riesca indossare tutte le maschere sociali di questo mondo, alla fine rimango comunque “strana” (ho un modo di pensare, dei principi e dei valori tutti miei). Ovviamente non mi aspetto che tu sappia dare una risposta al mio interrogativo (“riuscirei ad adattarmi al Giappone?”), ma magari qualche suggerimento se puoi 🙂

L’idea de “il proprio posto”, il posto in cui si può stare, vivere serenamente, è ben resa in giapponese dalla parola 居場所 ibasho. E come dico spesso di recente, se in una lingua si ha una parola per parlare di qualcosa, è perché è importante nella cultura che usa quella lingua.

Parlo così, “all’improvviso” e ad inizio risposta, di questo “ibasho”, perché mi pare che sia questo il vero punto cardine della tua domanda e che sia questo, più che il Giappone in sé, ciò che in effetti speri di trovare.

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Capire il Giappone – La terza regola della società giapponese

Maschere tragedia greca

L’articolo di oggi ovvero La terza regola della società giapponese riguarda la cosiddetta “maschera sociale”, il fatto che sia imperativo indossarne una e il paradosso per cui, per evitare di indossarla, si è costretti a ricorrere ad una maschera vera e propria… ma procediamo con calma.

Se vi foste persi gli articoli precedenti, andateli a leggere o il rischio è che non ci capiamo…

…in particolare l’ultimo articolo è necessario, perché ciò di cui parleremo oggi riguarda ovviamente i rapporti con l’altro. Se non vi siete persi niente, perfetto, continuate pure 😉

3. Terza regola: Indossare una maschera sociale

Inserirsi nella società giapponese richiede di indossare una maschera sociale, cioè rapportarsi agli altri membri della società, non così come siamo, ma presentando un’altra versione di noi stessi, che, anche se controvoglia, tiene in grande considerazione gli altri, come e più di sé stesso. In una certa misura ciò avviene in molte società, in Giappone però è una caratteristica spesso esasperata (e esasperante).

Parlare di “maschera sociale” richiede di considerare almeno quattro punti:

  1. 配慮 hairyo, la considerazione per gli altri
  2. La vergogna, la faccia e le apparenze
  3. La buona educazione
  4. I proverbiali(?) tre cuori dei giapponesi

Oggi cominciamo con il vedere il punto A.

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Capire il Giappone – La seconda regola della società giapponese

Oggi nell’affrontare la seconda regola della società giapponese, continuiamo a parlare di “gruppo”. La volta scorsa il tema era “il gruppo prima del singolo”, oggi guardiamo ai legami entro il gruppo e al rapporto tra interno ed esterno del gruppo, i “famosi” 内 uchi e 外 soto.

Se vi foste persi gli articoli precedenti, andateli a leggere o il rischio è che non ci capiamo…

  1. Missione impossibile: Capire il Giappone
  2. Capire il Giappone – La prima regola della società giapponese

Se non vi siete persi niente, perfetto, continuate pure 😉

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