Tra folklore e spiritualità: Il concetto di “kegare”

Nell’immagine un esempio di come il 穢れ・汚れ kegare, una sorta di “impurità”, un’onta che contamina la persona sia spiritualmente che fisicamente, resista in qualche modo nell’immaginario collettivo

L’interessante articolo di oggi sul kegare è frutto di una collaborazione con l’antropologa Marianna Zanetta, che sul suo blog Japan Soul Traveler, parla del Giappone, la sua passione, con grande competenza (e in inglese); in particolare mi ha colpito come affronti alcuni aspetti del Giappone interessanti ma poco noti, come lo sciamanesimo: vale decisamente la pena di andare a dargli un’occhiata.

L’articolo di oggi è dunque una traduzione di un articolo di Marianna, ma è anche, in parte, un estratto della sua tesi di dottorato. Se vi dovesse sembrare più complesso dei “soliti articoli sul Giappone”, quindi, non stupitevi: distinguersi dai soliti “blob sul Giappone” ha un suo prezzo.

Ma ora lascio la parola a Marianna.
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Kenkou otaku (i fanatici della salute)

kenkou otaku 1Di certo pensavate tutti che ai giapponesi – notoriamente benedetti da assenza di calvizia, obesità, rughe e invecchiamento precoce, ecc. – bastasse mangiare un po’ di sushi per condurre una vita sana, all’insegna della leggerezza e della bellezza.

Be’, se è questo che pensavate (lo so che esagero, ragazzi), vi sbagliate: c’è molta fatica dietro. E un enorme sperpero di denaro in mille prodotti diversi, uno più improbabile dell’altro.

C’è perfino una “categoria” ad hoc di otaku (parola che, un po’ impropriamente, tradurremo “fanatici”), i cosiddetti 健康オタク kenkou otaku (gli otaku della salute).

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Curiosità – Superstizioni Giapponesi

superstizioni - meishinSe non mangi anche i bordi del toast, i capelli non ti si arricciano bene, sai?
Oook, nonna!

Oggi vorrei parlarvi di un tema che suscita sempre curiosità:

Le superstizioni (迷信 – Meishin)
…e qualche detto popolare

Il nostro Kazeatari-sensei ci aveva già raccontato dei numeri fortunati e dei numeri sfortunati per i giapponesi. In particolare si era soffermato a parlare di una delle pronunce del numero 4 (四), letto “yon”, ma anche し “shi”. Questa pronuncia è comune al kanji di “morte” (死, “shi” appunto). Ricordando la Morte si capisce immediatamente perché sia appunto il numero più sfortunato o comunque accuratamente evitato, come in Italia il 17 o in America, e altrove, il 13.

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Hina Matsuri 雛祭り – La Festa delle Bambole

hina_matsuri_displayArticolo scritto in collaborazione con Sakura, del sito SakuraMagazine

Il terzo giorno del terzo mese dell’anno, cioè il 3 Marzo, è un giorno di festa per i giapponesi soprattutto per le bimbe. Si festeggia l’Hina Matsuri (雛祭り), la “festa delle bambole“. E’ un giorno importante in cui si prega per la buona e sana crescita delle bambine e giovani ragazze augurando loro tanta salute e felicità. L’antico nome con cui veniva chiamata questa festa e che ancora oggi viene usato è 桃の節句 “Momo no sekku” che significa “festa dei peschi” riferendosi a questo come il periodo di fioritura dei peschi o anche “Hina no sekku”, la festa delle bambole (con ovvio riferimento alla tradizione che a breve vedremo).

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Oshougatsu, ovvero Capodanno in Giappone (parte 3)

hatsumoude2013bSapevate che oggi è “capodannino”!? XD
Ebbene sì, il 15 gennaio è 小正月 ko-shougatsu e quel “ko” iniziale è in effetti il kanji di “piccolo”… Capodannino, quindi!

Visto che questo giorno segna ormai la fine del periodo festivo, mi è sembrato opportuno “usarlo” per pubblicare il post finale sull’argomento e “tirare un po’ le somme”, tappare i buchi rimasti nel nostro discorso. È ovvio però che se non avete ancora letto i post precedenti è il caso partiate da lì, quindi ecco i link:
Oshougatsu, Capodanno giapponese – prima parte e seconda parte

C’è, ad esempio, molto da dire su “matsu no uchi”, che finora abbiamo a mala pena citato. Koshougatsu un tempo era l’ultimo giorno del periodo di “matsu no uchi”, quindi mi pare appropriato partire da qui e spendere ancora qualche parola su questo periodo.

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Seijin no Hi – Festa della Maggiore Età

1280px-Coming_of_Age_DayArticolo scritto in collaborazione con Sakura di SakuraMagazine

Il secondo lunedì del mese di gennaio in Giappone viene considerato giorno di festa: si celebra infatti quell’evento conosciuto da tutti i giapponesi come Seijin no Hi (成人の日). Il Seijin no Hi è un giorno importante perché si celebrano e festeggiano tutti i ragazzi e ragazze che dal 2 aprile dell’anno precedente sino al 1 aprile del nuovo anno compiono 20 anni, raggiungendo quindi la maggiore età (in Giappone la maggiore età non è a 18 anni).

Si tratta di un traguardo importante per un giapponese in quanto si acquistano maggiori diritti ma soprattutto doveri e responsabilità. I “nuovi adulti” partecipano a delle cerimonie (dette 成人式 seijin-shiki) tenute dalle autorità locali e prefetturali in cui, di fatto, la comunità si “congratula” con loro per l’ingresso nell’età adulta.

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Oshougatsu, ovvero Capodanno in Giappone (parte 2)

gatti in kimono

Prima di iniziare… Avete letto la prima parte sul Capodanno giapponese?

Anche oggi è per i giapponesi un giorno molto importante. Viene detto 人日 jinjitsu, in giapponese, ma si riferisce ad una festività diffusa in tutto il Sud-Est asiatico e nota come Renri (dalla pronuncia cinese di 人日). I kanji, molto semplici, da soli bastano a spiegare il senso di questa festa: significano infatti “il giorno dell’uomo”.

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Oshougatsu, ovvero Capodanno in Giappone (parte 1)

Innanzitutto un sincero augurio di buon anno a tutti voi. Spero sia andato bene l’anno passato, nonché la scorsa sera… Personalmente sono rientrato stamattina, senza aver dormito un minuto, ma sono qui a finire quest’articolo perché… ehi… è di Shougatsu che parliamo, quando dovremmo farlo se non oggi?

Ma riprendiamo dagli auguri…

akemashite omedetou kimikiss takayama_kisai kimono hatsumoudeGli auguri fatti dalla ragazza dell’immagine sono “Akemashite omodetou gozaimasu. Honnen ga anata ni totte suteki na toshi dearimasu you ni”, cioè “Auguri di buon anno nuovo. (Prego/Spero) che quest’anno sia per te un anno meraviglioso”.

Veniamo al tema vero e proprio di questo ricchissimo post su Shougatsu.

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Kinrou kansha no hi – Festa del Lavoro

Articolo di Sakura, tratto dal sito SakuraMagazine

Il 23 Novembre in Giappone è festa nazionale: si festeggia infatti un evento che potremmo paragonare al nostro “1° maggio”, la festa del lavoro. È chiamato, per la precisione, Kinrou kansha no hi (勤労感謝の日). La traduzione precisa è Giorno del Ringraziamento per il Lavoro. A differenza di molte commemorazioni giapponesi (esiste perfino “il giorno della toilet”), questa è una festa nazionale e rappresenta per tutti i giapponesi l’opportunità di ricordare l’importanza del proprio Lavoro.

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Obon, la Festa delle Lanterne

Tratto dal sito www.SakuraMagazine.com

L’Obon (お盆) o semplicemente Bon (盆) è una ricorrenza giapponese le cui date variano a seconda della zona del Giappone. Innanzitutto possiamo dire che esistono almeno “due obon”: shichigatsu bon (l’obon di luglio, il 15 luglio) e hachigatsu bon (l’obon di agosto, il 15 agosto). Il primo è festeggiato nella zona del Kanto e in parte del Touhoku (il nord della grande isola dell’Honshuu), quindi riguarda importanti città come Tokyo, Yokohama, Shizuoka, Kanazawa, Hakodate… Il secondo riguarda tutto il resto del Giappone, salvo poche eccezioni. Nelle isole di Okinawa, ad esempio, è una festa mobile la cui data è stabilita in base all’antico calendario lunare (può “spostarsi” addirittura a settembre). In alcune, poche, città si festeggia l’1 agosto. Ad ogni modo è una festività che copre più giorni, quindi ha poco senso parlare di un’unica data. Quest’anno l’hachigatsu bon, il più diffuso, si svolge tra il 13 e il 16 agosto.

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