Augurare “Buon Anno!”

In una precedente parte di questo articolo abbiamo detto che prima di Capodanno si augura “Buon Anno” dicendo “yoi otoshi wo” e abbiamo ricordato l’espressione, tipica della forma scritta, più formale, “kinga shinnen” (che in genere si trova sulle cartoline).

Passato Capodanno si 398px-Have_you_ever_wear_Kimonouserà il ben più famoso Akemashite omedetou gozaimasu.
In “slang giovanile” lo si può abbreviare in un più semplice “ake ome” (non penso sia ancora “passato di moda”^^).
Si può pure dire shinnen omedetou gozaimasu, ma sempre e solo allo scoccare di mezzanotte perché “omedetou” non significa tanto auguri, quanto congratulazioni e quindi si dice per qualcosa che è stato, in un certo senso, già “ottenuto”, “conseguito”.

Va poi detto che certi dizionari online riportano shinnen akemashite omedetou gozaimasu, ma è errato, perché in questo caso “akeru” si scrive 明ける e significa “finire”. È una particolare sfumatura di “aprirsi/e” in effetti, ma in riferimento a un periodo di tempo assume il significato di “finire”, come peraltro accade anche in italiano: ad esempio posso dire la notte si aprì per lasciare il posto al giorno.

Ma perché il senso di “akeru” rende sbagliata l’espressione appena vista?
Provo a spiegarmi meglio…
1) Dicendo akemashite omedetou dico “congratulazioni per aver terminato (l’anno)” (e non “auguri per il nuovo anno”, che è reso da “yoi toshi wo”).
2) Dicendo shinnen omedetou intendo “congratulazioni per aver “ottenuto” questo nuovo anno” (dove “nuovo anno” è 新年 shinnen)… per quanto sia orribile da dire in italiano.
In akemashite omedetou il termine “l’anno” è sottinteso (l’ho messo tra parentesi nella traduzione al punto 1), ma se decido di mettere un riferimento all’anno e fraintendo il senso di akeru aggiungendo shinnen (nuovo anno) ottengo l’espressione di cui sopra:
“shinnen akemashite omedetou gozaimasu”
…e in effetti finisco per dire “congratulazioni per aver finito il nuovo anno“… che non ha senso ovviamente! ( ̄ε ̄;)

La prossima pagina tratterà delle nostre prime volte.
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Lo so cosa avete pensato… maliziosi… ma no, parleremo di tutt’altro.

7 thoughts on “Oshougatsu, ovvero Capodanno in Giappone (parte 3)

  1. Forse non è l’ora giusta per leggere questo articolo così particolareggiato, ma volevo avere un quadro completo ed ero curioso di arrivare in fondo. Ho tovato questa inversione di lettere e come sempre stona con la tua precisione, ciao a presto.

    Dopo “tanti inizi”, c’è anche una fine di cui dobbiamo parlare…

    Oshougatsu finisce ufficialmente con 二十日正月 hatsuka shougatsu, il 20 di gennaio, data per la quale si mettono via tutte le decorazioni …quelle non commestibili almeno. Questa mia frase sibillina è dovuta al fatto che l’11 gennaio è il giorno di 鏡開き kagamibiraki, mentre il 15 è koshougatus e la conclusione “non ufficiale” di shougatsu.

    1. La resa dei colori dipende dal settaggio del tuo monitor e/o della scheda video… per esempio dei colori belli sul tuo pc possono risultare più accesi o più spenti su un altro.

      p.s. grazie della segnalazione del commento sopra, ho sistemato e anche risistemato l’intera frase che era venuta proprio male ^^;;

  2. Grazie per la segnalazione, è una cosa di cui sono al corrente.
    L’immagine che vedevo io era un po’ slavata, sbiadita, ho solo caricato meglio i colori e cose simili, non ho idea però di come vedevate voi l’immagine, penso sia impossibile “vederlo” potete solo descriverlo, giusto?
    Se vi va di perdere qualche istante con me, mi dite come vedete l’originale di Kaze nell’articolo e come vedete la versione corretta con photoshop da me?(descrivendolo a parole) mi aiutereste molto, anche perchè fare un lavoro per il proprio piacere è una cosa farlo per gli altri e poi magari gli altri non lo vedono……….beh, è un peccato.

  3. Grazie ragazzi, se il rosso a cui vi riferite è quello della cornice, concordo, ma se gli altri si vedono bene è tutto ok, altrimenti ho fatto una “pecionata”.
    (termine romano per dire una schifezza!)

Fatti sentire!

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