C’è una prima volta (e una fine) per tutto

A parte l’ 初詣 hatsumoude, ovvero la prima visita al tempio nell’anno nuovo, di cui ho già parlato, un’altra “importante tradizione” di 正月 shougatsu (o meglio, di 元日 ganjitsu, per la precisione) è quella nota con il nome di お年玉 otoshidama.

SN3D0237Otoshidama letteralmente significa “palla dell’anno”. Strano nome, no?
Riflettendo un attimo qualcuno ricorderà che 玉 tama ha anche il senso di gioiello… ma sarebbe fuori strada.
Il vero riferimento è alle monete:
百円玉 hyakuen-dama per esempio indica la moneta da 百円 (hyakuen), cioè 100 yen.
I parenti, a volte anche gli amici di famiglia, sono soliti dare ai ragazzi dei soldi in regalo… anche molti a dire il vero… certamente più di 100 yen! Se non ricordo male la “paghetta” media nel complesso arriva a 200-400 euro (non male, visto che si tratta di una media e i bambini più piccoli ricevono sui 10-20 euro^^).

Ad ogni modo le banconote ripiegate in tre vengono messe in una busta, generalmente una busta particolare, fatta apposta (e a volte splendidamente decorata), di cui vedete un bell’esempio nella foto qui sopra.

Ma da dove viene il titolo di questo capitolo della nostra storia su shougatsu?

Be’, abbiamo parlato della prima visita al tempio, 初詣 l’hatsumoude, durante la quale parecchi giapponesi visitano i templi dopo la mezzanotte del 31 dicembre o in alternativa durante capodanno, indossando splendidi 着物 kimono e fermandosi al tempio a pregare.

hatsumoudeAl tempio, poi, delle 巫女さん miko-san, le “sacerdotesse” del tempio…

mikosan(in realtà parlare di “addetta” forse è meglio perché c’è chi svolge il ruolo come part-time e non va considerata certo una vera “miko” in senso religioso) vendono dei particolari “amuleti”, chiamati お守り omamori, che la gente compra per sé o da regalare a qualcuno

jpn OMAMORI09148… si spera proteggano la persona o propizino certi eventi (come un periodo fortunato, una vittoria di qualche genere, il passare gli esami, un parto sicuro o una guida senza incidenti).

Si può poi provare a scoprire la propria sorte per il nuovo anno con delle predizioni chiamate おみくじ (お神籤/お御籤) omikuji. Come prima cosa si pesca una stecchetta di legno con un numero (per farlo si pagano 100 yen, circa 1 euro).

jpn OMIKUJI08268A questo punto la 巫女さん miko-san dà al cliente (fedele?) una busta (o più di rado direttamente un rotolino di carta con la predizione) da un corrispondente cassettino numerato. Sul pezzettino di carta c’è scritta la nostra fortuna per quell’anno…

nihonjin no shiranai - omikuji, kichi…in grande trovate una delle scritte tradotte (e in ordine di fortuna) nell’immagine sopra. C’è anche qualche sorta di predizione, molto simile a quelle dell’orosocopo, a dire il vero.

jpn azumanga kyou11916Se la nostra sorte non ci piace possiamo “esorcizzarla” e invece di portarci a casa l’omikuji possiamo ripiegarlo in una striscia lunga e stretta e annodarlo a un rametto di un albero vicino o ad una apposita… rastrelliera di legno? Non so come chiamarla, ma la vedete in foto qua sotto. Come si intuisce dall’immagine non si tratta di un “rito” proprio solo del periodo di oshougatsu (ho scattato la foto in piena estate).

omikujiInfine, immancabile, il 酒 sake, specie se caldo… o l’ 甘酒 amazake, anch’esso caldo, “pensato” più per i ragazzi, poiché in linea di principio si ottiene come il sake (lett. significa “sake dolce”), ma il contenuto alcolico è trascurabile.

Ma torniamo alle nostre “prime volte”. Abbiamo detto anche che il primo saluto dell’anno sarà sempre akemashite omedetou e abbiamo citato, nel caso di bambini e ragazzi… anche la prima paghetta, è il turno di altre “prime volte”.

Sì perché un po’ tutto quel che si fa il primo dell’anno ha un suo nome proprio. La contemplazione della 初日の出 hatsuhinode, la prima alba, ad esempio… il Sole è di enorme importanza nella cultura giapponese (e nella sua Estetica) e così i giapponesi si recano apposta in luoghi come spiagge o montagne da dove è possibile godere al meglio dello spettacolo della prima alba dell’anno.

Poi ci sono il primo sogno dell’anno (初夢 hatsuyume), il primo bagno caldo (若湯 wakayu o 初風呂 hatsuburo), passando per 初便り hatsudayori (la prima lettera ricevuta), 初釜 hatsugama (la prima cerimonia del tè dell’anno), 初売り hatsu-uri (la prima vendita conclusa) e 初買い hatsugai (le prime compere dell’anno)… fino ai classici buoni propositi da scriversi (e tradire il 2 gennaio) come prima opera di calligrafia dell’anno, detta 書き初め kakizome (fate caso al fatto che i kanji presenti sono quelli di “scrivere” e di “inizio”).

Se c’è una prima volta per tutto, c’è anche un’ultima volta… Siamo alla fine e se avrete la bontà di leggere anche l’ultima pagina, la scoprirete presto! ^__^

7 thoughts on “Oshougatsu, ovvero Capodanno in Giappone (parte 3)

  1. Forse non è l’ora giusta per leggere questo articolo così particolareggiato, ma volevo avere un quadro completo ed ero curioso di arrivare in fondo. Ho tovato questa inversione di lettere e come sempre stona con la tua precisione, ciao a presto.

    Dopo “tanti inizi”, c’è anche una fine di cui dobbiamo parlare…

    Oshougatsu finisce ufficialmente con 二十日正月 hatsuka shougatsu, il 20 di gennaio, data per la quale si mettono via tutte le decorazioni …quelle non commestibili almeno. Questa mia frase sibillina è dovuta al fatto che l’11 gennaio è il giorno di 鏡開き kagamibiraki, mentre il 15 è koshougatus e la conclusione “non ufficiale” di shougatsu.

    1. La resa dei colori dipende dal settaggio del tuo monitor e/o della scheda video… per esempio dei colori belli sul tuo pc possono risultare più accesi o più spenti su un altro.

      p.s. grazie della segnalazione del commento sopra, ho sistemato e anche risistemato l’intera frase che era venuta proprio male ^^;;

  2. Grazie per la segnalazione, è una cosa di cui sono al corrente.
    L’immagine che vedevo io era un po’ slavata, sbiadita, ho solo caricato meglio i colori e cose simili, non ho idea però di come vedevate voi l’immagine, penso sia impossibile “vederlo” potete solo descriverlo, giusto?
    Se vi va di perdere qualche istante con me, mi dite come vedete l’originale di Kaze nell’articolo e come vedete la versione corretta con photoshop da me?(descrivendolo a parole) mi aiutereste molto, anche perchè fare un lavoro per il proprio piacere è una cosa farlo per gli altri e poi magari gli altri non lo vedono……….beh, è un peccato.

  3. Grazie ragazzi, se il rosso a cui vi riferite è quello della cornice, concordo, ma se gli altri si vedono bene è tutto ok, altrimenti ho fatto una “pecionata”.
    (termine romano per dire una schifezza!)

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