Il Giappone e i premi igNobel (2)

Il premio IgNobel, gioco di parole tra Nobel e ignobile (eng: ignoble), nasce per “premiare quei risultati scientifici che dapprima fanno ridere le persone e poi le fanno pensare”.
Il Giappone dunque non dovrebbe rammaricarsi per aver vinto per la 5a volta consecutiva almeno uno dei 10 premi assegnati ogni anno…

O perlomeno questo è quel che vi dicevo nell’articolo Il Giappone e i premi IgNobel, ora bisogna correggersi perché il Giappone ha vinto ancora… e siamo all’8a volta consecutiva!

Questa volta la grande scoperta è di quelle che non si dimenticano facilmente. Continua a leggere

Predire i terremoti

awajimajishinIl 13 Aprile, 33 persone sono rimaste ferite per via di un terremoto, 6.3 gradi di magnitudo. Tutto ciò è avvenuto sull’isola di Awaji, prefettura di Hyougo, anche se i giornali, quelli italiani se non altro, hanno parlato di un “terremoto a Kobe”, per cercare di ricordare un precedente terremoto, avvenuto a Kobe il 17 gennaio 1995, particolarmente distruttivo (7.2 di intensità, 6400 morti) e così generare un po’ di paura, falsa commiserazione o forse solo una perversa eccitazione alla sola idea d’una catastrofe e di migliaia di morti possibili.

Ad ogni modo, oltre a spaventare a morte i miei genitori che non sanno dove sia Kobe (è a 500 Km da dove sto), questo terremoto ha causato 33 feriti, di cui solo 9 gravi, in tutta la zona del Kinki (parliamo di 4-5 prefetture) e a conteggio parziale (18 feriti), solo uno, non grave, era di Kobe.

A parziale discolpa dei giornalisti – che, siamo onesti, di certo non lo sapevano – l’isola di Awaji è stata epicentro anche del famoso terremoto di Kobe (sebbene disti 20-30 Km).

Ad ogni modo, questo terremoto ci insegna due cose.

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News – Stop ai test sugli animali

happy_bunny_rabbitLa 資生堂 Shiseido, fondata nel 1872, è una delle industrie di cosmetici più famose e antiche del mondo (nonché la quarta al mondo per dimensione). Il 28 febbraio ha annunciato che interromperà l’uso di animali come cavie nello sviluppo dei principi attivi dei cosmetici e di altri prodotti quasi-farmaceutici.

Era ora!
Finalmente si sono resi conto che i coniglietti non possono diventare più carini di così!

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Stranezze giapponesi (13) – Ma che Robi è?!

Robi – l’Amichevole Robot che Chiunque Può Costruire!

Articolo di Sakura per SakuraMagazine

La DeAgostini Japan, famosa casa editrice, pubblica in Giappone una rivista settimanale specializzata nella vendita di oggetti da collezione o oggetti da assemblaggio.

In Italia conosciamo la casa editrice in questione per le varie collezioni di modellini (aerei, navi, macchine d’epoca, qualsiasi cosa in effetti…), ma anche atlanti sul corpo umano, personaggi delle favole per bambini, ecc.
La De Agostini Japan però è andata oltre “le solite cose”: ha lanciato “Robi”, il robot amichevole che diventerà parte(?!) della propria famiglia.

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Stranezze Giapponesi (6) – Il W.C. portiere di calcio

Vedendo questo prodigio della ricerca nipponica non può non sorgere spontanea una domanda…….. “PERCHÈ?!”

La ricerca da noi ha tanta inventiva, ma anche l’acqua alla gola …mentre lì cercano modi nuovi e creativi per buttare via i soldi? …Posso piangere? (T^T)

p.s. se vi è piaciuto il video probabilmente vi interesserà anche l’articolo sui premi igNobel, dal titolo Premi IgNobel, il Giappone straccia tutti

Il Supercalcolatore di Kobe

È giapponese il più potente computer mai creato
21-10-2012 / Nanotecnologia / Valentina Tozzini (Ricercatore CNR, Istituto Nanoscienze)

Il cuore del Computer K, a Kobe.
Sono visibili una parte degli 864 armadi che contengono i processori.
I cavi di collegamento sono nascosti nelle guide bianche che li collegano.

PISA, 21 ottobre – Nei primi giorni di settembre partecipavo a Pavia a TACC-2012 (Theory and Applications in Computational Chemistry), una conferenza internazionale su temi riguardanti studi al calcolatore e simulazioni in chimica e struttura della materia. Tra colleghi italiani, europei e americani, si notava una insolitamente cospicua rappresentanza di giapponesi, arrivati per un’intera giornata dedicata alla presentazione del supercomputer di Kobe, che entrerà in servizio pubblico a novembre.

Il Calcolatore K (K-Computer), così si chiama, ha ricevuto nel 2011, in fase di test, il riconoscimento internazionale TOP500 per il record di velocità, abbattendo per primo la barriera dei 10 peta flops, cioè dieci milioni di miliardi di operazioni al secondo (FLOPS = Floating Point operation per second, mentre “peta-” indica la quindicesima potenza di 10). Per confronto, un calcolatore domestico raggiunge la velocità di 10 miliardi di flops (10 giga flops), quindi K è 1 milione di volte più rapido.

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Le unità di misura giapponesi

Lo Shakkanhou (尺貫法) è il sistema tradizionale di unità di misura giapponesi.

Il nome Shakkanhou deriva dal nome di due delle unità di misura: lo “Shaku” è una misura di lunghezza e il “Kan” è una misura di peso.

Questo sistema ha origine in Cina, durante la Dinastia Shang (nel XIII secolo a.C.) si è stabilizzato durante la Dinastia Zhou (nel X secolo a.C.) e da lì si diffuse in Giappone (furono adottate ufficialmente nel 701), Sud-est Asiatico e Korea.

Dal 1924, lo Shakkanhou è stato rimpiazzato dal sistema metrico e l’uso delle vecchie unità di misura per scopi pubblici è stato proibito dal 31 Marzo 1966.

Tuttavia, in molti casi il vecchio sistema è ancora usato, ad esempio nelle falegnamerie e in agricoltura. Strumenti come scalpelli, seghe e martelli sono prodotti nelle misure “sun” e “bu”. I terreni sono venduti sulla base del prezzo per “tsubo”. Il censimento 2005 ha autorizzato le persone a fornire l’area delle loro case e terreni sia in metri quadrati che “tsubo”. L’area delle stanze, spesso è fornita in “tatami”… Senza contare che può essere utile conoscere certe unità di misura perché potreste sentirle in anime e manga di ambientazione storica (più o meno recente).

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News – Riso resistente al sale

Un acceleratore di particelle fa nascere pianticelle capaci di crescere nell’acqua salata.
È il risultato di una ricerca del Riken Nishina Centre, riportata da “The Economist”.

Nasce in Giappone un riso resistente al sale, capace cioè di sopravvivere in acqua salata. Il merito è di una ricerca del Riken Nishina Centre, diretta dal dottor Tomoko Abe e pubblicata da “The Economist”.
La squadra del dottor Abe ha iniziato a lavorare sotto la spinta della necessità: una delle conseguenze dello tsunami del 2011, infatti, fu la contaminazione delle risaie da parte dell’acqua salata del mare, che provocò la distruzione delle piantagioni di riso.
In cerca di un riso più adattabile, gli scienziati hanno utilizzato un acceleratore di particelle, di norma usato nei test di fisica.
Alcuni chicchi di riso, sono stati esposti ad un flusso di ioni di carbonio all’interno dell’acceleratore per 30 secondi. Come spiega il capo-ricercatore, obiettivo era accelerare il processo di mutazione, velocizzando la loro comparsa naturale. Il sistema ha funzionato, dando infatti vita a 250 varietà di riso mutanti, resistenti all’acqua salata.
Ma – conclude il dottor Abe – tali varietà non sono il prodotto finale che finisce sulle tavole: il prossimo passo è ripiantare i semi e selezionare artificialmente le caratteristiche genetiche che li rendono resistenti al sale.

Via: “Nuclear-powered crops”, The Economist
Di Matteo Clerici | Pubblicato il 11/05/2012 alle 17:01 | Fonte: NewsFood.com