Stranezze giapponesi (51) – Supaboo (e altri oggetti del mistero)

Come forse già sapete i 祭り matsuri sono delle specie di sagre. La traduzione più sentita è quella di “festival”, ma siccome non c’è un matsuri a Sanremo, diciamo “sagra”. D’altra parte i matsuri sono spesso organizzati dai templi e/o nel loro “sagrato”, così come le nostre sagre sono spesso organizzate da/davanti a chiese e parrocchie. Fin qui niente di strano, no?

Da qualche anno in qua a questi matsuri si vedono sempre più spesso degli 屋台 yatai (bancarelle) con la bandiera italiana ed un nome misterioso, イタリアンスパボー itarian supaboo, superato solo (per livello di “misteriosità”, intendo) dal prodotto in vendita.

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Stranezze giapponesi (50) – Tenpura e ramen in stile svedese

Arashiyama è un paesino vicino Kyoto da visitare assolutamente almeno una volta (o due) quando andate in Giappone. A parte lo spettacolo del fiume, con la pesca con il cormorano nelle sere d’estate, a parte l’oasi di pace della foresta di bambù e la sorpresa dell’Iwatayama Monkey Park, un parco dove le scimmie girano libere… Avrete forse visto qualcosa tra le mie foto su Giorni giapponesi… ma a parte tutto ciò, dicevo, c’è anche un locale in particolare che forse val la pena di visitare (starà a voi decidere dopo aver visto le foto di questo articolo).

Lo so, ne abbiamo già visti di negozi strani, come nell’articolo XXX café o in Negozi sospetti, ma vi assicuro che anche questo, in tutta la sua normalità, non vi deluderà!

Il locale si chiama Tenpura-matsu; sul 暖簾 noren, la tendina sopra l’ingresso, si vede scritto solo tenpura, ma tutto in kanji, che da un tocco “old-style” (di solito si scrive 天ぷら ma qui vediamo 天麩羅).

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Novità di primavera

Ecco a voi la nuova foto di presentazione del sito, spero vi piaccia. Visto che è cominciato il periodo primaverile ho deciso di mettere un po’ di fiori su quei campi da tè che vedevate in homepage.

A tal proposito, “lascio qui” la precedente immagine. È solo il mio modesto parere, ma secondo me davvero non è niente male. Molto semplice e minimalista, richiama la perfezione estetica e possiede una certa indefinibile energia sopita… che in fondo è la più giusta immagine del Giappone che si possa dare 😉

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Stranezze giapponesi (46) – È primavera, è tempo di allergie

Per chi soffre di allergia, con l’inizio della primavera inizia un vero calvario. Non sono pochi gli inconvenienti da sopportare …e i giapponesi ne sanno sicuramente qualcosa. Chi non ha visto, infatti, le foto di tanti giapponesi costretti a girare con la mascherina per (provare a) evitare pollini vari o perché in piena “crisi allergica” …d’altronde le mascherine non bastano a proteggere dalle allergie, perché non coprono gli occhi, e una volta tolte, anche al chiuso, basta passarsi una mano sul viso e può essere l’inizio della fine.

Allora, che fare? Non vi suggerisco certo la maschera antigas come nell’immagine a inizio articolo, tranquilli! Ho ben altro di cui parlarvi… d’altronde siamo in Giappone eh!

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Immagini – Shinjuku e The Garden of Words

Oggi vi propongo alcune immagini da “The Garden of Words”, in originale (言の葉の庭 Kotonoha no niwa, il giardino delle parole), un recente film dell’acclamato regista Makoto Shinkai.

Ritraggono essenzialmente luoghi dalle parti di Shinjuku (un quartiere di Tokyo), a me molto cari devo dire, perché sono i luoghi in cui passavo continuamente uscendo da scuola. Nel grande parco che vedete nelle immagini, lo 新宿御苑 Shinjuku Gyoen, ho chiesto a mia moglie di sposarmi, e anche il nostro primo appuntamento era stato in un cinema della zona, per vedere, indovinate un po’, “Il  giardino delle parole” di Makoto Shinkai.

A parte i sentimenti personali però, queste immagini sono fantastiche e permettono di rendersi conto della bravura di Shinkai e dello staff della casa di produzione da lui fondata, la CoMix Wave. Dunque, mentre aspettiamo con ansia l’uscita del nuovo film di Shinkai, godetevi questi confronti tra disegno e realtà… vedrete che non sarà facile distinguere.

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Stranezze giapponesi (42) – XXX café

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Ok, sappiamo che se il Giappone fosse stato una nazione Europea 500 anni fa, probabilmente si sarebbe chiamato Granducato del Kawaii o qualcosa del genere, ma pur amando il Giappone, non tutti amano il kawaii, dico bene?

Non è il mio caso, ma qualcuno forse è più orientato verso il “kuuru” (da cool, “figo”) che non per il kawaii, o magari vive in Giappone e semplicemente vorrebbe prendersi una “pausa” da tanto onnipresente kawaii. Se è questo il caso, perché non lasciar perdere i “soliti” neko kissa (i cat café) o usagi café (i conigli possono essere adorabili, ma anche anti-igienici, no?), perché non rilassarsi in un owl café?

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Comiket

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Il Comiket (da Comic Market o, a la giapponese コミックマケット komikku maketto) è il principale evento che riunisce a Tokyo tutti gli appassionati di manga e anime giapponesi, ormai dal lontano 1975. Sono presenti fan, cosplayer, disegnatori amatoriali e, cosa che non tutti sanno, le grandi case di distribuzione, con stand sugli anime più famosi del momento e sugli anime che stanno per uscire.

A pochi giorni dalla chiusura dell’89esimo Comiket invernale (29-31 dicembre 2015), vi presento un photoreport del Comiket a cui ho avuto il piacere di partecipare, con l’obiettivo di presentarvi l’atmosfera autentica dell’evento e non solo le solite foto di cosplay, che abbiamo visto tutti. Certo, sono interessanti, ma c’è dell’altro e poiché chi viene su SdG è uno/a che non si accontenta dei soliti post sul Giappone, un articolo così non poteva mancare.

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Stranezze giapponesi (40) – Negozi sospetti?

Domani c’è il JLPT, quindi oggi, mi raccomando, rilassatevi! Se al momento siete in Giappone potreste farlo andando in un 温泉 onsen (bagno termale)… o magari in un negozio di 耳掃除 mimi-souji, cioè “pulizia orecchie”.

mimi soujiSì, potete appoggiare la testa sulle gambe di una bella ragazza (non so se siano solo ragazze, non so se siano belle, ma conoscendo il pattern in situazioni del genere…).

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