Domande – Aggettivi giapponesi al passato

aggettivi al passato oishikattaSì, quanto a immagini, stavolta ero disperato…

Come lascia a intendere Hachi nella sua domanda, avendo anche la forma passata gli aggettivi giapponesi possono portarci a fare un po’ di confusione. Per esempio, quando ho mangiato qualcosa di buono dico “oishikatta” (era buonissimo) ma se assaggio semplicemente qualcosa dico “oishii” (buono), al presente… eppure in tutti e due i casi ho appena mangiato qualcosa.

Ma cerchiamo di restare alla domanda di Hachi… gli aggettivi passati prima di un nome.

La tendenza di chi sa parlare (un buon) italiano è quella di coordinare allo stesso tempo tutti i verbi di un testo. Non diremmo mai “un contadino un giorno si alzò per andare al mercato e piange perché ha perso il portafogli”, giusto? Questo però non vale allo stesso modo in giapponese! Non vale per i verbi, cosa abbastanza “sconvolgente” per noi (o perlomeno “un po’ strana”, no? Almeno questo me lo concederete…^^), e non vale nemmeno per gli aggettivi, che, come sappiamo, in giapponese vengono coniugati.

Dei verbi ci occuperemo un’altra volta, perché è un discorso un po’ diverso e più lungo, degli aggettivi invece parleremo nell’articolo di oggi. L’esempio riportato da Hachi è

“La macchina rossa era la mia.”

Come si traduce? Abbiamo il verbo essere al passato (deshita), devo mettere anche “rossa” al passato? Visto che gli aggettivi giapponesi hanno un tempo passato, non sarà il caso di usarlo?

Insomma, come traduco? Frase (a) o (b)?

(a) akai kuruma wa watashi no deshita
(b) akakatta kuruma wa watashi no deshita

La risposta è (a), ma perché?

Prendiamo un altro paio di frasi d’esempio.

È stato divertente (lib.: Mi sono divertito/a)
楽しかった。tanoshikatta.

Da ciò deduco che per tradurre la frase qui sotto devo forse usare la frase (b), no?

È stata una giornata divertente.
(a) 楽しい一日でした。 tanoshii ichinichi deshita
(b) 楽しかった一日でした。 tanoshikatta ichinichi deshita

Non è così. Come regola di base le frasi con un aggettivo al passato vanno tradotte come relative (e viceversa, cioè potete mettere al passato un aggettivo, se suona bene la frase relativa corrispondente in italiano). Le frasi (b) invece suonano come…

  • Era mia la macchina che era rossa
  • È stata una giornata in cui mi sono divertito

…la prima suona proprio male, la seconda potrebbe starci, a seconda del contesto… no?

Dunque posso dire tranquillamente

はげしい雨が降った。Hageshii ame ga futta.
È caduta una pioggia intensa.

Un aggettivo può essere “solo un aggettivo”, indicare cioè semplicemente una qualità del sostantivo a cui si riferisce e, in quanto tale, essere “atemporale” (essere posto al presente anche se il verbo della principale è al passato). È proprio il caso di “intensa” nella frase sopra sulla pioggia.

Tuttavia lo stesso aggettivo riferito allo stesso sostantivo può creare una vera e propria frase relativa, se l’aggettivo si riferisce a un particolare momento o periodo (cioè se non è “atemporale”, se la qualità in questione veniva riferita al sostantivo in un certo momento)

あんなにはげしかった雨がやんだ。 Anna ni hageshikatta ame ga kyuu ni yanda.
La pioggia che era stata così intensa è cessata all’improvviso.

L’aggettivo hageshii in questa seconda frase ha una sua collocazione nel tempo. Ciò è possibile grazie a “anna ni”, cioè a tal punto/a quel modo (per est. “così”), che ci permette di porre l’idea di “pioggia intensa” in riferimento a qualcosa che in passato anche il mio ascoltatore ha visto, o che comunque sa quando è avvenuto. Insomma “la pioggia che era stata intensa a quel modo ci richiama una pioggia precisa che in un momento preciso si poteva dire “intensa”… e tutto ciò grazie a “anna ni” (“a quel modo”, “quel modo lì”, “quel modo che conosci, perché lo ha visto prima” ecc.).

Posso anche avere un passato nella relativa e un presente nella principale…

昔楽しかった事が楽しくない。mukashi tanoshikatta koto ga tanoshikunai.
Non sono divertenti le cose che erano divertenti tempo fa.
(lib.) Non mi divertono (più) le cose che mi divertivano un tempo.

Tutto chiaro? Allora che differenza c’è tra queste due risposte qui sotto?

どうしたの?dou shita no?
Che ti è successo?

a) 大好きなお姉さんが死んだ。dai suki na oneesan ga shinda.
È morta la mia adorata sorellona.

b) (昔)大好きだったお姉さんが死んだ。(mukashi) dai suki datta oneesan ga shinda.
È morta la sorellona che (un tempo) adoravo.

Allo stesso modo è morta una “sorellona” (sorella maggiore o una ragazza più grande che da piccoli si chiamava così, come forma di rispetto e per familiarità). La differenza però è che nel primo caso “daisuki na” è una qualità della sorellona, a prescindere dal tempo: le ho sempre voluto bene.

Nel secondo caso invece ho “daisuki datta”, che adoravo, a cui volevo bene. Può essere che ormai non volessi più bene a mia sorella, o magari parlo di una ragazza più grande con cui giocavo da bambino, a cui volevo bene all’epoca e che poi non ho più visto. Ad ogni modo la qualità “daisuki datta” è confinata nel passato.

Un pensiero su “Domande – Aggettivi giapponesi al passato

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