Ok, sì, forse dovrei dire 4 errori di giapponese diffusi da Facebook e altri social media, ma ci siamo capiti.

Il punto è che ci sono molte espressioni “in giapponese” che ultimamente si sono diffuse nei gruppi su Facebook (e su altri social), la gente le riscrive (o le copia) e l’ignoranza si diffonde… Per cui se siete d’accordo con me, quando vedete uno di questi errori linkate questo articolo nei commenti, cerchiamo di porre un freno al dilagare di questo falso-giapponese (;゚Д゚)

1. “Ciao a tutti!”: こんいちわみんあ!…?!?

Questo è forse il mio preferito perché… ha così tante varianti! Chi scrive vuole evidentemente scrivere “Ciao a tutti”, ma finisce per scrivere uno strano ibrido in cui troviamo anche 4-5 errori… La tipica scrittura inizia, o ci prova almeno, con konnichiwa, che però

  1. È un saluto formale! Il discorso è un po’ complesso, ma posso citarvi una ragazza giapponese che ha detto “non lo userei MAI con le mie amiche”: suonerebbe freddo, distaccato.
  2. Si scrive こんにちは: alla fine c’è il kana は ha che però qui va pronunciato wa, così la scrittura konnichiwa in roomaji è preferita.
  3. Se però per scriverlo digitate konnichiwa sbagliate… perché digitare proprio konnichiwa vi dà こんいちわ! Vi ritrovate cioè con わ al posto di は e, cosa ancor più grave, con んい al posto di んに

Se proprio volete scrivere konnichiwa dovete digitare konnnichiha! Esatto, con 3 N!

Trattandosi di un saluto formale, suonerà più come un buongiorno generico (non quello della mattina presto!) e non come un “ciao”!

Ci servo poi quel “a tutti” in “buongiorno a tutti”, giusto? Si usa みなさん minasan per dire “(a) tutti”. Questo “minasan” è un’espressione formale, quindi è adatta ad essere usata con konnichiwa. Usare みんな minna, la versione colloquiale non è opportuno. Insensato è attaccare il -san di rispetto a questa espressione colloquiale: みんなさん non si dice! Ancora peggio è usare solo 2 N per digitare んな e finire per scrivere così みんあ min’a.

こんにちはみんなさん konnichiwa minna-san è già brutto, ma scrivere こんいちわみんあさん, ovvero kon’ichiwa min’a-san (perché non si sa digitare il giapponese a pc) è ancora peggio! Sono tre errori di scrittura, due di registro cortese/colloquiale e uno, meno grave, di forma (l’ordine delle parole, difatti è preferibile quello inverso, mina-san konnichiwa).

Per esempio se uno alla mattina presto vuole augurare il buongiorno su un gruppo, cioè みんなおはよう (“Buongiorno a tutti”), dovrà scrivere minnna ohayou… e quale che sia l’espressione l’ordine preferito è questo, prima “a tutti” e poi il “buongiorno”!

Volete esprimervi al meglio? Le espressioni più comuni sono…

  • みなさん、こんにちは
  • みなさん、おはよう (a cui aggiungo ございます per renderlo più cortese)

Per chi volesse scoprire come dire in effetti “CIAO!” c’è un articolo che ho scritto tempo fa e che consiglio perché BELLISSIMO! (XD)

2. “Grazie di tutto!”: ぜんぶありがとう!…?!?

Qui il discorso è molto semplice: è vero, zenbu vuol dire “tutto”, ma non si usa come lo usiamo noi in italiano! Tenete sempre presente che la lingua giapponese, per quanto curiosamente simile all’italiano in certi aspetti, si è sviluppata dall’altro lato del mondo: non può usare espressioni uguali alle nostre! Usare zenbu arigatou (spesso zenbu, zenbu arigatou) dà l’idea che uno ha effettivamente ricevuto delle cose per cui sta ringraziando.

“Grazie di tutto” si dice

  • いろいろ(と)ありがとう(ございます) cioè iroiro (to) arigatou (gozaimasu), che significa “grazie per varie cose”. Con le parti tra parentesi si ottiene la versione più cortese, senza, magari aggiungendo “ne” alla fine (iroiro arigato ne) si ottiene la versione più colloquiale.
  • Se la persona ci ha aiutato spesso e nel tempo, si userà invece itsumo, sempre:
    いつもありがとうね itsumo arigatou ne! (colloquiale)
  • Se siamo in un contesto formale non ci si può “sbrigare” con “iroiro”, varie cose, bisogna essere più precisi o usare un’espressione che meglio renda il fatto che ci sentiamo in debito… per esempio andando via da un posto di lavoro potremmo usare
    お世話になりました o-sewa ni narimashita (che potremmo tradurre “ti sei/vi siete occupato/i di me”)

Un’espressione equivalente a quella dell’ultimo punto, ma più colloquiale è 今までのこと、(全部)ありがとう ima made no koto, (zenbu) arigatou …qui si ringrazia per tutte le cose (astratte) effettivamente ricevute finora, ecco perché zenbu si può pure usare (per quanto non necessario né comune), ma attenzione, non si può avere solo “zenbu arigatou”, deve essere chiaro da quanto detto subito prima cosa sia questo zenbu perché appunto non è il nostro “grazie di tutto”.

Per chi volesse approfondire i modi di ringraziare c’è…

3. “Io amo il Giappone”: 私は♡日本!…?!?

L’espressione del titolo 私は♡日本 non funziona perché l’ordine della frase in giapponese non è lo stesso! Non si può prendere I – love – Japan …e tradurre pezzo a pezzo mettendo un cuore al centro, non funziona così… e se proprio si vuole farlo, almeno che sia 私♡日本, così che i kanji funzionino da simboli, perché se uno mette la particella は, ci si aspetta di leggere una frase… ma 私は♡日本 non sembra una frase! Pensate che ho appena dovuto spiegare a mia moglie cosa intende chi scrive 私は♡日本 …perché, sì, ci si può pure arrivare, ma è proprio una stramba espressione!

Non a caso ne hanno postato l’immagine su questo sito con il titolo “hen na t-shatsu”, cioè “strane t-shirt”, e la didascalia えっ!? cioè “Eh?!”

“Io amo il Giappone” in giapponese si dice (私は)日本が好き(です) (watashi wa) nihon ga suki (desu).

Ma “amare” si dice 愛する ai suru! – potrebbe obiettare qualcuno. Sì, ma non si usa in situazioni del genere. Non lo sentirete nemmeno usare per le persone, figuriamoci per le cose… quindi nemmeno 私は愛する日本 va bene, né 私は愛日本 né 私愛日本 …chi vuole costruire così le frasi può buttarsi sul cinese: “amo il Giappone” sarà 我爱日本.

4. Io, io, io… Tu, tu, tu…

Un altro punto che si ricollega al precedente sta nel fatto che chi prova a scrivere le sue prime frasi in giapponese (su facebook o no, a dire il vero, ma la precedente è proprio da facebook), finisce per usare continuamente “io” e, spesso “tu”. La colpa di questo fatto è in origine dei libri di testo pensati più che altro per gli americani: chi parla inglese non può fare a meno di avere il soggetto nella frase, quindi i libri lo inseriscono, ma il giapponese è molto più simile all’italiano(!) e nel normale parlato non mettono continuamente “io” e “tu” proprio come non lo facciamo noi in italiano.

Anzi, il giapponese è perfino più estremo quando può farlo (come in presenza di certi verbi):

  • 私はあなたにあげる watashi wa anata ni ageru, “lo do a te” …in realtà è semplicemente あげる ageru!
  • 私はあなたを愛しています watashi wa anata wo ai shite imasu, “ti amo” …in realtà è solo 好き suki!
Google Translate non è MAI una fonte affidabile

Per il “tu” dobbiamo essere ancora più attenti! 

È ovvio che a volte ci suonerà impossibile da evitare, ma non è bene usare i pronomi in giapponese, a meno che non abbiate alternativa! Se conoscete la persona in questione, l’alternativa c’è sempre ed è usare cognome+san (o nome+san se siete buoni amici):

  • まる子さんは行かないの? Maruko-san wa ikanai no?
    Tu, Maruko, non ci vai?

Bene, direi che è tutto… Ora se vedete qualcuno su facebook e dintorni che fa di questi errori potete linkargli questo articolo! (^ν^)

3 thoughts on “4 errori di giapponese diffusi su Facebook

Fatti sentire!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.