11 marzo 2011 – Un minuto di silenzio


Alle 14:46, ora giapponese, esattamente un anno fa, aveva luogo uno dei peggiori disastri naturali degli ultimi 100 anni.
東北地方太平洋沖地震, Tōhoku chihō taiheiyō-oki jishin, che letteralmente tradotto sarebbe “Terremoto in alto mare della regione di Tōhoku e dell’Oceano Pacifico”, perlomeno è questo il nome ufficiale. In seguito al terremoto (come saprete se non vivete sulla Luna e/o non siete nati da meno di un anno) si è verificato un devastante tsunami e l’incidente all’impianto nucleare Fukushima 1. Alla fine si sono contate oltre 20 mila vittime tra morti e dispersi e 6 mila feriti. 700 mila sono stati gli sfollati. Inoltre per 6 mesi un’area di 30 Km attorno alla centrale nucleare è rimasta inaccessibile. Il 26 ottobre l’area è stata ridotta a 20 Km e qualcuno ha potuto cercare di tornare faticosamente alla normalità.

Per ricordare quella tragedia ho deciso di usare le parole di una famosissima scrittrice, Banana Yoshimoto. In quanto giapponese e scrittrice certamente è certamente più adatta di me per questo compito.  Aggiungo solo una cosa… certamente vi apparirà ovvia questa mia considerazione, ma mi ha colpito molto l’inizio del suo articolo in cui ricorda dove si trovasse in quel momento. Perché quando accadono certe cose, ci si ricorda per il resto della vita quel che si stava facendo in quel momento… e quel che stavamo facendo quando abbiamo saputo di quel disastro, per quanto banale fosse quell’azione, lo ricorderemo per sempre anche qui, dall’altro lato del mondo: resterà impresso a fuoco nei ricordi di ciascuno di noi.

Da Repubblica del 17 marzo 2011

Voglio tornare a sorridere

Al momento del terremoto stavo andando a prendere mio figlio a scuola. Guidava mio marito e la potenza della scossa lo ha costretto ad accostare e fermarsi. Dal finestrino dell’auto ho visto i grattacieli ondeggiare in distanza e ho pensato “Sarà un guaio grosso”. Fortunatamente mio figlio era sano e salvo a scuola e siamo tornati a casa con lui senza problemi.
Qualche piccolo danno c’è stato in casa, tipo portafotografie in frantumi e libri caduti a terra dagli scaffali, ma fortunatamente nulla di serio.
Subito un’amica che abita nel nostro quartiere è venuta a offrirci aiuto. Ho accompagnato a casa gente che non poteva rientrare per via dei trasporti pubblici bloccati. I cellulari non funzionavano così il sistema migliore per ottenere informazioni erano Twitter e Viber. Ci sono state altre scosse di assestamento ma senza danni gravi a Tokyo.
Il problema ora è che, sconvolta dal disastro, la gente ha fatto incetta di beni di consumo quotidiano. Riso, scatolame e carta igienica sono ormai introvabili. E non è facile spostarsi in auto per via dei problemi di rifornimento di carburante.
Il bombardamento di immagini tragiche dello tsunami in TV ha avuto un impatto pesante sulla psicologia della gente. Alcuni media lo hanno capito e sono tornati al palinsesto normale con le ultime notizie che scorrono in sottofondo. Ho trovato questa decisione molto coraggiosa e ho apprezzato molto Tokyo Channel 12, pioniere di questa scelta.
Quanto alla centrale di Fukushima, ancora non mi sono fatta un’idea mia in mezzo ai tanti commenti diversi. Comunque dico solo che mi ha colpito l’alta professionalità dei tecnici giapponesi che stanno facendo tutto il possibile per evitare l’esplosione, invece di chiacchierare su cosa sia giusto o sbagliato. Il mio cuore scoppia di dolore per la morte di tante persone in questo disastro ma vedo gli sforzi della protezione civile nell’opera di salvataggio e la solidarietà tra i sopravvissuti. Non passa giorno senza che io scopra la grandezza del popolo giapponese. Credo che uno scrittore debba portare a tutti speranza in qualunque situazione. Comunque sia non voglio smettere di sorridere, voglio mantenere la mia libertà di pensiero e intendo affrontare con coraggio le avversità.

Banana Yoshimoto
(tradotto da Emilia Benghi)

Sempre sul filo della memoria, poiché dimenticare è l’affronto più grave che si possa fare, di seguito trovate un video che vuole dirvi esattamente questo e nel contempo portare un messaggio di speranza e fiducia, ricordandoci quanto è importante tenere strette a noi le persone che amiamo, perché sono tutto ciò che davvero abbiamo.

9 pensieri su “11 marzo 2011 – Un minuto di silenzio

  1. Entrai in contatto con te poco dopo questi fatti, e mi porto dentro ancora l’amarezza di quei giorni, non solo per l’accaduto ma soprattutto per il fatto di non avere avuto modo di fare qualcosa di più che il piangere e lasciare quei pochi soldi che avevo tra le mani di qualcuno che li ha utilizzati “veramente” per la popolazione.
    Un anno, un intero anno è passato senza che si sia sentito un lamento a livello internazionale da parte di qualcuno di questa nazione. Proprio come da noi…………..
    Spero di riuscire ad andare all’istituto di cultura giapponese per vedere quelle immagini e quei filmati che hanno portato in questi giorni e che stanno facendo vedere in tutto il mondo.
    Grazie per aver messo queste immagini, le sto salvando e le metterò su un CD, stupido vero?
    Ma non voglio scordarmi nulla di quei momenti, soprattutto di come delle persone che avevano perso tutto hanno affrontato quello che era succeso senza perdersi d’animo..

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  2. E’ tutta un’altra mentalità, è tutta un’altra politica la nostra!
    E’ imparagonabile con noi, che non riusciamo ad affrontare certe situazioni sia dal punto di vista caratteriale, quindi individuale, che soprattutto dal punto di vista sociale! Non c’è coesistenza, non ci sono soldi, non c’è mai niente per noi.

    Comunque sono davvero agghiaccianti queste immagini… giusto ieri sentivo le notizie al tg…

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  3. quando è successo stavo lavorando… mi ricordo che un clliente mi chiese perchè avevo i lacrimoni agli occhi, fisso a guardare lo schermo della televisione, in sala ristorante….
    una sensazione bruttissima, come se avessi perduto una persona a me cara….
    qualche giorno dopo ho trovato su internet un video di uno Svizzero ” Negative Nothing”
    che mi ha mostrato il coraggio e la determinazione del popolo giapponese….
    vorrei che Kazeatari lo caricasse… per me è stato importante per decidere di volerne sapere di più sul Giappone….

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