Miti – Usi il roomaji?! Al rogo! Al rogo!

usare il roomaji come i giapponesi

Ok, forse nessuno pensa di mettere al rogo chi usa il roomaji, ma l’opposizione al roomaji è ancora molto forte, anche se si tratta di un mito che dovrebbe aver fatto il suo tempo e non si capisce come mai sia ancora in circolo. Come in tutti i miti c’è un fondo di verità, ma oggi vedremo come sia sconsigliabile dar retta ai detrattori del roomaji (salvo in un caso). Prima però chiariamo cos’è il roomaji.

1. Cos’è il ローマ字 roomaji?

La parola roomaji deriva dal katakana per “Roma” e dal kanji 字 di “carattere” e indica, ora appare ovvio, i “caratteri romani” …sì, insomma, il nostro alfabeto. Quando noi parliamo di “roomaji”, tuttavia, ci riferiamo alla trascrizione del giapponese con i nostri caratteri (più correttamente dovremmo dire “traslitterazione”, ma sono buono e ve lo risparmio). Ad esempio “mizu” è la trascrizione in roomaji del termine giapponese 水. La stessa parola “roomaji” è la trascrizione in roomaji del termine giapponese ローマ字. Fin qui tutto chiaro, immagino.

2. Perché si dice che il ローマ字 roomaji non va usato?

Secondo i suoi “nemici giurati” bisogna studiare le pronunce dei kana (scritte in roomaji o non sapremmo come leggerli) e iniziare subito a usare solo i kana, smettendo immediatamente e completamente di usare il roomaji. Ma perché?

Perché ovviamente è un bene abituarsi al più presto ai kana, in fondo è così che si scrive il giapponese. Ci sono corsi interamente in roomaji che ignorano la scrittura giapponese tout court, ed è inutile dire – spero – che ignorare del tutto la scrittura giapponese è davvero sbagliato, anzi, perfino impensabile, direi. Farlo vi condannerebbe ad essere analfabeti. Se volete fare i “poliglotti di youtube”, quelli che sanno parlare da turista in 6-7 lingue, prego e auguri, ma se volete imparare davvero questa lingua (e eventualmente altre), be’, allora è un’altra storia… E poi, credetemi, vi perdereste gran parte del fascino del giapponese ignorando i kanji.

Fin qui, dunque, abbandonare il roomaji del tutto e al più presto sembra una via decisamente sensata e consigliabile. Ma le cose non sono così semplici.

3. Ma chi è che parla male del roomaji?

Perlomeno quando io ero agli inizi, erano soprattutto i professori universitari. Forse perché così avevano imparato dai propri professori¹. Forse perché non pensavano ad altro che al bene degli studenti ed erano convinti, per le ragioni viste sopra, che questa fosse la cosa migliore da fare. Ma è davvero così?

Mi sono trovato abbastanza spesso a parlare con utenti (di questo sito e dei forum dove in precedenza ho insegnato) che dicevano di faticare a seguire la mia scrittura in roomaji (scrivendo su internet per me è imprescindibile usarlo o ciò che dico non sarebbe chiaro a tutti). Forse era vero, forse cercavano di vantarsi, pensando a quanto insegnato dai propri professori.

Su internet ci sono addirittura dei siti (in inglese) che parlano di giapponese e praticamente vietano o scoraggiano l’uso del roomaji.

Uno dei migliori, se non il migliore dizionario di kanji che abbia visto/avuto, The Kodansha Kanji Learner’s Dictionary nella sua ultima edizione, purtroppo, è passato a scrivere tutte le pronunce in kana, quasi certamente per la pressione dei “puristi del giapponese” decisi a bandire il roomaji dai nostri testi. Posso immaginare le critiche (e l’effetto sulle vendite) per aver evitato i kana, ma l’uso del roomaji, signori miei, era uno dei punti che rendeva così grande quel dizionario di kanji.

¹Non sottovalutate questo fatto: all’università io ho studiato per vari corsi su libri degli anni ’70, perché i miei professori avevano studiato su quei libri. Allo stesso modo i professori di giapponese vi propinano l’importanza di sapere i radicali e l’ordine dei tratti di ogni kanji. Purtroppo il “conservatorismo” è un tratto terribilmente diffuso all’università.

4. Perché e quando va usato il roomaji?

Personalmente mi sono reso conto di aver imparato davvero i kana a furia di leggere karaoke e di cercare sul dizionario di giapponese-italiano della Shougakukan, i cui lemmi (le parole in grassetto che trovate quando cercate un vocabolo) sono scritti in kana.

Dunque probabilmente è molto utile che un vocabolario sia scritto in kana (e i nostri vocabolari di giapponese-italiano non lo sono). Però, come dicevo, non è questo il caso di un dizionario di kanji!

4a. La fase della memorizzazione

Se usate un dizionario di kanji, vorrete innanzitutto imparare la pronuncia dei kanji. Ecco quindi un primo caso in cui il roomaji è davvero importante: la fase di memorizzazione.

Che il discorso sia fatto per i vocaboli o per i kanji non importa: distinguete la fase del riconoscimento dei kana in un testo (lettura), che certamente richiede di evitare il roomaji nella riga sottostante o scritto sopra a matita, dalla fase di memorizzazione.

Se state studiando le pronunce di un kanji o di un vocabolo, USATE il roomaji. Questo perché, è ovvio, al roomaji siete molto più abituati perché sono le lettere che conoscete perfettamente e tutti i vostri sforzi in fase di memorizzazione potranno essere diretti a …memorizzare. Non dovrete sforzarvi di riconoscere i kana e non rischierete di fare confusione nel ricordare.

Come piccola nota a margine, nel memorizzare le pronunce dei kanji vi consiglio anche di utilizzare un sistema di trascrizione come il mio, una variante dell’Hepburn, fedele alla scrittura in kana. P.e. se la pronuncia di un kanji è こう trascrivete “KOU” e non “koo”, “kō” né “koh”… sarà più facile ricordare che c’era un allungamento (il trattino sopra è facile da scordare) e di che tipo era (la “o” può essere allungata sia con una “u” che con una “o” anche se la pronuncia finale è la stessa: una “o lunga”, appunto).

4b. La scrittura a computer

Secondo la Santa Inquisizione che vuole mettere al rogo noi usatori di roomaji, questo non andrebbe usato mai. MAI. C’è un piccolo problema con il loro ragionamento (o meglio con la totale assenza di ragionamento, ecco perché il paragone con l’inquisizione è calzante): i giapponesi usano continuamente il roomaji.

In Giappone l’uso del roomaji è diffuso nelle indicazioni che possono avere a che fare con i turisti, stradali e ferroviarie. Tra parentesi il metodo di trascrizione ufficiale è quello Hepburn, alla faccia di chi usa il nihonshiki nei testi perché crede che sia quello ufficiale (dal nome “stile giapponese”).

Se fosse solo questo, potrei ancora capire le rimostranze di molti, ma c’è dell’altro. Si tratta, come da titolo, della scrittura a computer. Infatti, pur avendo anche i kana sulla propria tastiera, i giapponesi normalmente scrivono a computer usando l’input in roomaji.

Non dovete credere a me, potete notarlo in ogni film, drama, anime in cui qualcuno scrive al pc, vedrete sicuramente, per un momento, espressioni tipo じぞんsh anzi, per chiarezza…

scrivere in roomaji al computer

Da immagini del genere si capisce che qualcuno sta digitando in roomaji con un programma di input di testo detto IME, come Microsoft IME o Google IME (ve lo consiglio). A tal proposito se volete provarci, usate il mio indice su Visualizzare e scrivere i caratteri giapponesi al computer.

I giapponesi però hanno perlomeno l’opzione di scrivere in kana. Sulle nostre tastiere però i kana non sono – ovviamente – indicati sui tasti, per cui pur avendo l’opzione, (a meno di fare una pazzia) non ci resta che scrivere in roomaji. Ma come possiamo fare se, come qualche mio utente diceva, il roomaji non ci è abbastanza familiare e fatichiamo a leggerlo?!

Non arrivate a situazioni del genere, non fidatevi dei falsi profeti del giapponese che insegnano come si faceva 40 anni fa… Il mondo è cambiato, computer e dizionari elettronici richiedono di scrivere in roomaji… e sono quel che vi serve se volete imparare il giapponese.

Forse non agli inizi, ma per me e qualsiasi giapponese, il 99% del testo che scrivo ogni giorno è scritto al pc, non a mano, per cui, ragazzi, ora che siete agli inizi o comunque al più presto, imparate il roomaji e imparate a usare l’IME! Imparate…

  1. come scrivere il tratto lungo del katakana …cioè con il tasto ‘/?
  2. che 単位 tan’i e 谷 tani sono cose diverse e per la ん dovete digitare “nn”
  3. a scrivere ぢ …che si legge “ji”, ma non si scrive “ji”: digitate “di”
  4. a scrivere ディ …che si legge “di” ma non si scrive “di”: digitate “deli”
  5. che si può scrivere la V in giapponese (ヴァ va ヴィ vi ヴ vu ヴェ ve ヴォ vo)
  6. tutti gli altri caratteri piccoli (あぁ・あっ ecc.), per cui basta iniziare con la “l” (ぁ = la)
  7. a scrivere website (ウェブサイト), golden week ゴールデンウィーク e così via.

…se ci penserete adesso, non vi scervellerete poi. E comunque sappiamo che alla fine verreste qui a chiedere a me, quindi se non volete fare brutta figura poi, prendete appunti! ヽ(`Д´)ノ 😉

Spero di avervi convinti… ma se non foste convinti, pazienza, amici come prima. O almeno risparmiatemi il rogo… no? Nemmeno in nome dei vecchi tempi? (。ŏ﹏ŏ) 😛

14 pensieri su “Miti – Usi il roomaji?! Al rogo! Al rogo!

  1. In effetti cerco sempre di scrivere i furigana e non la traslitterazione in romaji.
    Tenendo sempre a mente la possibile traslitterazione, soprattutto perché mi piace scrivere in giapponese con il PC.
    Il problema con la scrittura a PC è che difficilmente mi ricorderò la scrittura dei kanji.

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    • Gli stessi giapponesi hanno di questi problemi. Spesso le mie prof giapponesi sono state prese in castagna da me o da qualche mio compagno cinese (d’altronde noi li stiamo studiando i kanji, un giapponese si affida ai suoi ricordi di scuola).
      Ma c’è poco da fare… È l’era in cui viviamo. La scrittura a mano va sparendo e presto forse resterà solo la dettatura e poi magari non dovremo nemmeno dettare, ci sarà solo l’interpretazione del pensiero… Che sembra esagerato ma se pensi alle nekomimi dell’articolo Amore e odio dei giapponesi per i gatti…
      Oppure alla sedia a rotelle che si guida con il pensiero…
      Poi certo, se a uno piace la calligrafia, come a me, intesa come arte, si può sempre dedicare del tempo alla scrittura a mano, come esercizio…

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  2. Boh io resto dell’idea che, come quasi sempre, qualsiasi estremismo sia errato, quindi sia o no roomaji o tutto roomaji sia sbagliato.
    Le tue lezioni da sto punto di vista son perfette secondo me: sopra dai ovviamente la pronuncia e tutto in roomaji dei kana (che poi senza roomaji alcuni potresti anche fraintenderli, a mio parere, vedi shi che suona sci quindi magari lo scriveresti erroneamente al PC).
    Poi nello fare gli stessi esercizi che proponi, e lo uso pure per la lista di parole alla fine, faccio copia/incolla su un documento word e sotto provo a riscrivere le righe mentre le leggo! In questo modo anche familiarizzo con lo scrivere, appunto, su PC (e per ora ancora ogni tanto sclero tra ji/di e zu/du che suonano uguali ma ovviamente non puoi scriverle uguali).
    Quindi fino ad un certo punto credo che possano andare tranquillamente a braccetto, poi ovvio che se c’è da leggere qualcosa in kana devi farlo in kana secondo me. Riguardo ai kanji non so, ti do il beneficio del dubbio perché non ci son ancora arrivato, ma il tuo ragionamente è logico! 😛

    Una curiosità però, io ho seguito la tua guida per mettere MS IME, che differenza c’è con quello di google? Ha qualche vantaggio o tanto vale continuare con questo?

    P.s.
    Tra parentesi, non so se sia vero, non ricordo se l’ho letto qua o da qualche altra parte, ma dicevano che pure i giapponesi (immagino visto l’utilizzo in certi ambienti) studiano il roomaji, perché con quello è più facile/comodo inserire scritte giapponesi nei software.

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    • Sono molto contento tu sia così attivo sul sito e voglioso di studiare e partecipare. Dedica però un po’ più di tempo e attenzione all’articolo in sé, per favore, perché le domande che fai hanno già una risposta nel testo.
      Per esempio ho detto in questo articolo che i giapponesi imparano il roomaji perché lo usano per scrivere al computer (in grassetto al punto 4b). A questo aggiungo che l’immagine iniziale è una tabella dedicata ai giapponesi per insegnar loro il roomaji.
      Per quel che riguarda l’altra domanda, nel link sullo scrivere caratteri giapponesi al computer…
      https://studiaregiapponese.com/2012/07/01/visualizzare-i-caratteri-giapponesi/
      al punto B si parla come prima cosa di Google IME e nell’articolo c’è un confronto con quello di Microsoft IME.

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  3. Articolo molto interessante come sempre 🙂
    Ci pensavo proprio in questi giorni: si potrebbe quindi dire che il giapponese ha in effetti quattro metodi di scrittura, contando anche il roomaji?
    E a scuola, che voi sappiate, lo studiano fin da piccoli o si inizia più avanti, in concomitanza magari con l’inizio dello studio dell’inglese?

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    • Alla prima domanda è difficile rispondere. Ci sono motivi per dire di sì e motivi per dire di no… C’è chi lo dice, chi lo nega e chi semplicemente non lo dice. Comunque sia, alla fine sarebbe solo un’opinione e non cambierebbe i fatti, per cui lascerei stare.

      Sì, sì. Il roomaji si fa in terza elementare. Difatti se guardi l’immagine a inizio articolo vedi che è ricca di hiragana, no? È abbastanza indirizzata ai bambini (anche kanji semplici come quelli di “namae” non sono usati).
      L’inglese invece si comincia dalla 5a elementare (ti ricordo che loro hanno 6 anni di elementari).

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  4. Ricordo a tutti quelli interessati che esiste un vocabolario Romaji – kana, qui di seguito vi metto l’indicazione:
    Author: Douglas S. Goodwin
    Email: douglasspaceman@sbcglobal.net

    Romaji to Kana Translator 3.0 Description

    The Romaji to Kana Translator is designed to translate romaji to
    Japanese hiragana and katakana characters. The purpose of this
    software is to simplify the process of typing hiragana and
    katakana characters.

    Romaji to Kana Translator 3.0 Requirements

    Operating System: Windows Vista, Windows 7 Windows Server 2008
    Memory Usage: 5MB
    Disk Space: 75KB

    Dissi di questo a Kaze sensei una vita fa, lo ricordo ora visto che c’è praticamente stato un cambio generazionale nelle persone che seguono il blog.

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