Pillole di Giapponese 06 – Facile dire “io”…

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Eccoci con una nuova, brevissima lezione del corso Pillole di Giapponese: la lingua giapponese a piccole dosi! (⌒▽⌒)

Partiamo dalla frase più elementare che è possibile costruire con il verbo essere. Immaginiamo che qualcuno ci abbia chiesto “Chi è?” al citofono, telefono, ecc. Se quella persona ci conosce, potremo rispondere Sono io!…no? Più elementare di così è difficile, direi. ^_^

L’italiano qui è molto lineare, il giapponese no, purtroppo, perché il nostro modo di esprimerci in giapponese dipende sia da chi parla sia da chi ascolta.

Forma cortese Forma non cortese

F
わたしです
watashi desu
わたし(だ)
watashi (da)

M
おれだ
ore da

Difficile? Vedetela così. Di solito userete sempre “watashi desu”. Una ragazza/donna però può dire “watashi (da)”, in famiglia o con amici, mentre nella stessa situazione un ragazzo/uomo dirà “ore da” (una donna tende a omettere il “da” del verbo essere mentre un uomo tende a usarlo).

Fine lezione. I più curiosi possono proseguire, ma non è necessario. Alla prossima.


Quanto detto è tutto ciò che ci serve sapere; in realtà però si possono trovare tanti tipi di situazioni. Un uomo può dire “watashi da”, per es. parlando con un sottoposto perché è più in alto di lui nella scala sociale (quindi usa “da”), ma il contesto è formale (quindi usa watashi). Un uomo può dire perfino “ore desu” (per quanto non sia considerato benissimo), se deve rispetto a un suo senpai (per cui usa il desu), ma lo considera anche un amico (e quindi decide di non essere formale, evitando watashi). E potremmo scendere ancor più nel dettaglio, e vedere altri pronomi (come “atashi”, usato a volte dalle ragazze in contesti più colloquiali) …ma semplicemente non ci serve nulla di tutto ciò quando siamo agli inizi. In compenso ci fa capire quanto è importante il contesto sociale in giapponese.

I punti da tenere bene a mente per capire le tante situazioni possibili sono:

  1. i casi possibili sono tanti ma ci serve conoscerli solo per l’ascolto (a un livello più avanzato)
  2. parlando (anche a un livello più avanzato) non ci servirà mai più di quel che abbiamo visto oggi
  3. il pronome cambia (per gli uomini) con il grado di formalismo,
  4. il verbo cambia per esprimere un particolare rispetto verso chi ci ascolta.

Se l’argomento vi interessa e volete approfondire, molti di questi punti sono stati trattati, in modo un po’ diverso, anche in questa lezione di introduzione al giapponese.

Gli articoli di questa rubrica sono raccolti nella pagina Pillole di Giapponese.

2 pensieri su “Pillole di Giapponese 06 – Facile dire “io”…

    • Esatto, in contesti formali anche gli uomini lo usano. Di solito sul posto di lavoro… In università parlando con un prof anche un ragazzo lo usa (che difficilmente avrebbe usato watashi fino a quando era alle superiori… Anche se queste cose variano da persona a persona).
      In realtà se comprendiamo casi più o meno rari e le giuste situazioni, tutti possono usare tutto (a parte le donne “ore” che è forse la cosa che meno si sente, anche nei media).
      È che ci sono un sacco di variabili che decidono come ci si deve comportare… Sesso età posizione sociale grado di familiarità sono le più importanti ma uno può anche scegliere in base a come vuole essere percepito (es atashi suona kawaii e molto gay nel caso degli uomini, usare il proprio nome invece di dire io suona infantile, usare washi fa molto persona anziana… E via così).

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