FUKUSOU NO MIDARE WA KOKORO NO MIDARE
服装の乱れは心の乱れ
kana: fukusou no midare wa kokoro no midare
lett.: il disordine dei vestiti è disordine dell’anima
lib.: l’aspetto esteriore è specchio dell’anima.
Forse uno dei detti più spiccatamente giapponesi visti finora, risulta per questo molto, moooolto interessante.
Note:
In realtà la versione più comune è “fuku no midare wa kokoro no midare” (“wa” può essere omesso, aggiungendo una virgola), insomma, la stessa frase ma senza il secondo kanji. Ho usato la versione un po’ meno comune perché era quella del fumetto.
È una filosofia un po’ all’opposto della nostra, per cui benpensanti (quelli quadrati e quelli più liberi), per così dire, si affannano – per quanto sia falso – a dichiarare che “no, non conta l’aspetto, ma il contenuto, non conta la forma, ma la sostanza. Sarebbe bellissimo, anche se sappiamo tutti che non è così.
Lo stesso “l’abito non fa il monaco” che sembra affermare proprio questo (e per cui esiste un comunissimo detto giapponese perfettamente opposto), in realtà predica più che altro diffidenza (“non fidarti, a prescindere dall’aspetto, non sai come sia in realtà”) e non è un elogio della sostanza, dei contenuti, contro la mera apparenza… e dunque ancor meno potrebbe indicare tolleranza verso l’aspetto esteriore.
Insomma, per quanto non si possa definire politically correct, questo
