Conclusioni

Come penso vi sia chiaro, il nocciolo della questione è la scelta della scuola. Se fate la scelta azzeccata dopo non avrete problemi di alcun tipo. O comunque, eventuali problemi saranno ridotti al minimo e sarà più facile affrontarli. In definitiva, dovete fare un accurato lavoro di ricerca per decidere dove (e prima ancora con che scopo) andare a studiare. Dopodiché dovete attenervi alla lettera a ciò che vi dice la scuola da voi prescelta.
Attenzione perché i giapponesi non concepiscono l’italico “mettiamoci d’accordo” oppure il “non fa niente, facciamo che…”. Se vi dicono di fare tale cosa entro tale scadenza, dovete assolutamente fare come vi è stato detto. Se non è già il vostro modo di fare, abituatevi fin da subito a comportarvi così.

Il passo successivo è programmare bene le vostre spese. Anche su questo punto potete chiedere più in dettaglio alla scuola che frequentate. Programmare come se si stesse andando a Tokyo, mentre invece si va (per dirne una) a Shizuoka, non ha molto senso. E, lo ripeto ancora, quando si tratta di questioni delicate cercate sempre informazioni il più possibile affidabili e ufficiali. Non chiedete a “qualcuno su internet” oppure a “quel ragazzo che ho conosciuto all’università”. Andate sul sicuro.
Certo avere qualche fonte molto vicina come un amico o un parente che abbia fatto, o sta facendo, la stessa esperienza è molto utile. Bisogna però essere sicuri al 100% delle informazioni che si ricevono. Ve lo dirò ancora per un’infinità di volte: non prendete le cose alla leggera.

So bene di sembrare piuttosto pessimista e ripetitivo. Ma come avrete capito la questione è seria. Ad esempio dal punto di vista dei soldi, non c’è dubbio che ci sia molto da spendere. D’altra parte se considerate questi soldi come un investimento su di voi e sul vostro futuro, allora ne può valere la pena. Perché ciò accada però dovete impegnarvi seriamente nello studio. Solo così saranno soldi ben spesi.

Una nota di metodo

Questi articoli, come vi avevo anticipato, non saranno una sorta di bibbia o una “raccolta” in cui troverete tutte le risposte che volete. Anzi, io diffiderei di siti che propongono simili “scorciatoie”.
Il mio intento è semplicemente quello di darvi degli input, indirizzarvi nella giusta direzione e poi far sì che siate voi stessi – tramite una seria ricerca, con un vostro percorso personale lungo il quale accumulerete esperienza preziosa – a trovare ciò che vi serve davvero.

E poi anche a scuola e all’università non ho mai amato il metodo “maestro dice, allievo fa”. È solo la mia opinione ma ho sempre pensato che sia meglio avere un approccio attivo, per quel che riguarda lo studio, certo, ma anche in qualunque altro aspetto della vita.

Dopo avere scelto di studiare, aver trovato la scuola, aver fatto il necessario per ottenere il visto (nel caso vogliate fermarvi lì per più di 3 mesi) …e dopo aver, ovviamente, messo da parte la somma che reputate necessaria, sarete sulla linea di partenza. Arrivati in Giappone sarà il momento di darci dentro con lo studio.

Dello studio vero e proprio in Giappone però, parleremo nel prossimo articolo.

Grazie per il tempo che anche questa volta avete dedicato alla lettura. Se lo vorrete, ci risentiremo presto.

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  4. Conclusioni

5 thoughts on “Studiare in Giappone (parte 2)

  1. Bell’ articolo, se posso volevo chiederti visto che tu hai gia accennato qualcosa alla vera vita in Giappone. E di recente ho letto la prima pagina di 101 motivi per non vivere in Giappone, questo non mi ha distolto di fare un viaggio in Giappone, ma mi ha lasciato un po perplesso, penso che quello che c’è scritto nel libro sia esagerato che il Giappone non sia proprio cosi.
    Però tu che ci vivi come lo vedi, capisco che non sono proprio razisti ma che avranno delle diffidenze verso gli stranieri.
    Ciao e un augurio per i tuoi studi

  2. Ciao Massimo, grazie per il commento e per gli auguri.
    Allora, in caso di viaggio direi che non devi assolutamente preoccuparti, non ti accorgerai di nulla.
    Qualche problema si incontra quando ci si vive in pianta stabile. Il rapporto che hanno i giapponesi con gli stranieri e con il diverso è molto complesso, e con ogni probabilità sarà oggetto di un articolo specifico.
    Non ho letto il libro in questione, quindi non saprei di che dire in merito.
    Si, ci sono diverse diffidenze, alcune giustificate altre molto meno. A volte alcuni atteggiamenti possono anche dare fastidio o fare male. E’ una cosa con cui pero si impara a convivere.
    Io poi dico sempre una cosa: può essere difficile, faticoso e frustrante, ma se riesci a convincere le persone attorno a te, chiunque esse siano, che sei una persona seria e affidabile, non ci saranno problemi in ogni parte del mondo.
    Mi dispiace non poter dire tutto quello che vorrei dire in questo spazio, ma come già detto è un argomento molto complesso( e sul quale si legge e si dice tutto e il contrario di tutto) a cui preferisco dare una trattazione più approfondita possibile.
    Grazie ancora!

    1. grazie a te per la risposta, aspettero il tuo articolo per imparare, capire e il modo migliore per integrarsi, in fondo anche se uno volesse andar a vivere in Germania non sarebbe acettato normalmente.
      PS se potrai anche fra qualche mese o più, prova a cercare quel libro e a commentarlo qui, credo che sia sempre cultura.
      Ciao e grazie ancora

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