Tanukibayashi

Tanuki bayashi

In varie zone del Giappone, a notte fonda, si può sentire un suono di tamburi piuttosto singolare a cui è stato dato il nome di 狸囃子 Tanukibayashi (accompagnamento musicale dei tanuki).

A Tokyo è considerato una delle sette meraviglie del quartiere di Honjo, ma non è certo l’unico luogo in cui si racconti d’averlo udito.

L’idea fondamentale è la stessa del 馬鹿囃子 bakabayashi (musica delle sagre) di Tokyo, quando tra la folla e tra gli 屋台 yatai (le bancarelle) si insinua la melodia dei 太鼓 taiko (tamburi) e dei 笛 fue (flauti).

Più a ridosso delle montagne questo fenomeno prende il nome di Yamakakura (l’orchestrina montanara) oppure Tengubayashi (accompagnamento musicale dei tengu). Esiste addirittura una cima chiamata Mikakuradake (picco dell’orchestra divina), nome dovuto probabilmente al ripetersi copioso del fenomeno.

Questo fenomeno è riportato anche nel testo Yokaidangi di Kunio Yanagida, considerato dall’autore come un 腹鼓 haratsuzumi dei tanuki, cioè il battersi la pancia (hara) come fosse un tamburo (tsuzumi), per produrre un suono.

Una volta, nell’attuale isola di Kyushu, quando ancora portava il nome di Tsukushi, un monaco raccontò a uno studioso che aveva deciso di pernottare nel tempio, di come nelle notti di luna piena i tanuki eseguissero lo haratsuzumi.
Calò la notte, l’ospite si concentrò per sentire il suono e dopo un po’ che era in ascolto lo sentì distintamente. Il monaco gli spiegò: “Oltre quella collina c’è un boschetto di bambù. Poiché non vi sono abitazioni, nemmeno nei dintorni, è lì che i tanuki si riuniscono per produrre le loro melodie”.
L’uomo incuriosito decise un giorno di recarvisi ed in effetti trovò una tana di tanuki, dei suoi occupanti però nemmeno l’ombra.

Un’altra leggenda narra di un vecchio eremita, esperto suonatore di 琴 koto, che viveva nella zona di Kyoto. L’anziano nelle notti di luna piena era solito farsi accompagnare nelle sue melodie dallo haratsuzumi dei tanuki.
Per produrre questo suono i tanuki si sdraiano sul dorso, magari appoggiandosi ad un albero, si passano la coda fra le gambe e iniziano a battersi allegramente la pancia.

Secondo alcune leggende i tanuki si battono la pancia quando vogliono stregare qualche essere umano, mentre altri pensano che sia solo un modo di passare il tempo.

A prescindere dal perché venga fatto ascoltare questo suono fa sempre una certa impressione, quasi ci portasse indietro nel tempo, tra i misteri della Honjo di qualche secolo fa.

L’illustrazione è di 歌川国輝 (Utagawa Kuniteru) è parte della serie “Honjo Nana Fushigi”.

Per maggiori informazioni vi invito a leggere la pagina introduttiva dei sette misteri di Honjo

11 pensieri su “Tanukibayashi

  1. Bell’articolo, come hai scritto alla fine “…questo suono fa sempre una certa impressione, quasi ci portasse indietro nel tempo…” il leggere di storie e leggende mi sta facendo viaggiare nel tempo e nello spazio neanche fosse nella più bella delle vite precedenti…
    Ciao 😉

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  2. Bellissimo articolo, complimenti!
    Tra l’altro ho una viva simpatia per i tanuki; sarà che mi piacciono gli animaletti dolci e carini (ma NON kawaii, come Hello Kitty), ma questo articolo mi ha interessato davvero molto.
    タヌキはかっこいいどうぶつです!
    狸は格好いい動物です!
    Qualcuno mi corregga se la frase è sbagliata, ma io non so il giapponese XD

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    • Scusa il ritardo, ma come detto da Kaze sono un po’ preso da impegni di RL ( ogni volta che penso di essermi liberato succede qualcosa che mi riempie le giornate).

      La presenza di questi animali in Giappone è confermata, ma sfortunatamente vederli è diventato sempre più difficile per via della cementificazione che ha distrutto gran parte dell’habitat naturale di questi animali.

      Stesso discorso si può dire per i “concerti”. Un tempo sentirli era più semplice non solo per una maggiore presenza degli animali, ma anche perché il rumore delle città era molto diverso, estremamente più basso di oggi, sopratutto di notte.
      A questo possiamo aggiungere che vi era un ritmo della vita molto più rilassato, quindi capitava di fermarsi, magari sulla veranda a bere un te o sotto un albero a riposarsi un paio di minuti.

      Oggi essendo sempre di corsa se anche i tanuki continuassero i loro concerti è probabile che non se ne accorgerebbe nessuno.

      Una situazione simile a quella che c’è in Italia: nei boschi nonostante tutto ci sono ancora decine e decine di specie diverse, ma chi li ascolta i loro canti?

      Il mio consiglio è che se volete provare a sentire i tanuki è di organizzare il vostro viaggio in Giappone in modo da passare almeno qualche giorno in un qualche paesino.

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