Kiyo-Hime

Chikanobu_The_BoatmanLa storia ha luogo nell’estate del 6° anno dell’era 延長 Enchou (928 d.C.), sotto l’imperatore Daigo, nel periodo 平安 Heian).

清姫 Kiyo-hime era la figlia (secondo alcuni ne era la moglie, se non addirittura la vedova) di un ricco locandiere di Masago, paese della regione del Kansai (centro del Giappone), in una zona nota come 紀伊国 Kiinokuni.

Nella casa del locandiere usava sostare il monaco 安珍 Anchin, che partendo da 陸奥国 Mutsu no kuni (una regione nella parte Nord dell’ 本州 Honshuu, l’isola principale del Giappone) era in pellegrinaggio verso 熊野国 Kumano no kuni (nel Sud dell’Honshuu).

Il monaco Anchin, che si diceva fosse di rara bellezza, forse innamorato della giovane (dipende dalle versioni della storia), la copriva d’attenzioni regalandole rosari e amuleti. Può darsi che il monaco abbia amato e poi abbandonato la giovane, o può darsi che non l’abbia mai amata, ma ad ogni modo l’ardente passione di Kiyohime era inaccettabile. Kiyo-hime era giunta, infatti, fino ad intrufolarsi nella stanza del monaco di notte, in modo del tutto indecoroso, poiché lo 夜這い yobai era una pratica solo maschile, preclusa alle donne… e di fronte a simili eccessi il monaco non poteva che tirarsi indietro.

Il rifiuto del monaco (o una, falsa, promessa infranta… a seconda della versione a cui si vuol credere) trasformò l’amore di Kiyo-hime in ossessione prima e in odio poi.

Secondo un’altra versione, l’odio di Kiyo-hime è giustamente rafforzato da un altro inganno di Anchin. La giovane infatti lo raggiunse una prima volta, ma Anchin le mentì ancora, fingendosi un’altra persona e invocando Kumano-gongen, il Bodhisattva di Kumano (un’incarnazione del Budda), perché immobilizzasse Kiyo-hime mentre lui aveva il tempo di proseguire la sua fuga.

Comunque sia, il monaco durante la sua fuga giunse ad attraversare il fiume 日高川 Hidaka, chiedendo al barcaiolo di non far passare la donna che lo avrebbe seguito. Il barcaiolo così fece e la giovane allora si tuffò e iniziò a nuotare disperatamente. Riuscì ad attraversare il fiume solo per volere degli Dei che ne trasformarono il corpo: Kiyo-hime si ricoprì di squame e le gambe si unirono e crebbero a formare una coda di drago.

kiyohimeKiyo-hime, attraversato il fiume, inseguì ancora Anchin, fino ad arrivare al tempio 道成寺 Doujou-ji. Qui Anchin aveva chiesto asilo e aiuto al monaco responsabile del tempio e questi l’aveva fatto nascondere nella grande campana del Doujou-ji, alta tre metri e talmente pesante che cento uomini non riuscivano a spostarla.

Kiyo-hime, i sensi acuiti dalla trasformazione, si rese conto di dove si nascondesse il monaco. Si avvicinò alla campana ma il supporto di questa cedette imprigionando il monaco al suo interno.

Kiyo-hime si avvolse intorno alla campana e la colpì più e più volte con la sua coda, poi, non ottenendo risultati, l’avvolse in una vampata di fuoco. La campana si scaldò così tanto che si fuse, uccidendo il monaco.

Dojo-ji_Engi_EmakiA questo punto, a seconda delle versioni la storia procede diversamente. C’è chi dice che Kiyo-hime continuò a soffiare fuoco sul metallo, facendosi colare addosso il metallo fuso e morendo senza lasciare traccia… E c’è chi dice che tornò al fiume e vi si immerse mantenendo la sua forma di drago e infestandolo per molto tempo a venire. Ad ogni modo, le versioni concordano sul fatto che dello sfortunato monaco non si trovò più nulla, nemmeno la cenere.

2 pensieri su “Kiyo-Hime

  1. Ricordo questa storia! C’è anche sulla wikipedia, ne hanno fatto un dramma noh. C’è una cosa però che non ho mai capito… Il monaco era nascosto sotto la campana, ma quindi cosa significa che “il supporto cedette improgionando il monaco all’interno”? La campana doveva essere già abbassata, altrimenti come ci si poteva nascondere? Eppure sulla wikipedia c’è scritto che in una scenda della rappresentazione teatrale la campana viene praticamente abbassata di colpo, e in alcuni casi l’attore nella parte di Anchin ha fatto una brutta fine perchè non risultava ben allineato e finiva schiacciato… In altre parole, io pensavo che il monaco Anchin, per nascondersi sotto la campana, si allineasse al suo asse verticale, dopodiché un altro monaco abbassava LENTAMENTE la campana, così che Anchin ne venisse “coperto”, con l’intenzione di rimanerci fino a quando la donna assatanata non se ne fosse andata. Ma forse non è andata così e c’è qualcosa che mi sfugge?

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  2. Io ho immaginato la campana così grande che, stando alzata solo per il poco che avrebbe permesso al monaco di entrare, non avrebbe permesso di vedere se ci fosse qualcuno dentro, a meno che non ci si fosse abbassati.

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