Oggi vediamo gli ultimi, stranissimi, usi della forma passata, cui abbiamo solo accennato nel precedente articolo: Un passato misterioso, anzi tre! Si tratta di usi in cui la forma passata non è affatto… passata, anzi, in un caso fa perfino da futuro!

Il “passato” che è un’intenzione per un futuro immediato

Mi riferisco al caso che vedete anche nell’immagino di inizio articolo, in cui si usa la forma passata ma lo si fa per esprimere la propria intenzione di fare qualcosa (in un immediato futuro), implicando una tale determinazione che quel qualcosa è per noi già “cosa fatta”! Ecco perché compare il passato!

Così la frase dell’immagine si può tradurre per esempio…

その話、乗った!
Sono hanashi, notta!
Quella [tua] proposta… La accetto! ( = Considerala accettata!)

Vediamo però anche altre immagini d’esempio…

Come vedete, oltre all’immagine d’apertura, ho cercato vari esempi per un altro caso tipico in cui si usa questa particolare funzione del passato, quello di…

よし、買った!
Yoshi, katta!
Bene… Lo compro!

Qui è ancora più evidente: il vero atto di comprare avverrà a breve, eppure si usa la forma passata.

Un caso particolare in cui per certi versi la forma passata è usata con la stessa idea di fondo è quello di Vた方がいい V-ta hou ga ii, una costruzione tipica del JLPT N4, usata per dare dei consigli. 

L’idea è che se quell’azione espressa dal verbo V viene “considerata come cosa fatta” e/o viene fatta in un immediato futuro, allora si ha un qualcosa di positivo ( = ii). Certo, si può considerare che la costruzione sia quella e abbia quella traduzione, punto e basta, ma se ci pensa ha senso.

Il “passato” che è un ordine urgente

Un altro caso molto, molto strano, è quello della forma passata utilizzata al posto della forma imperativa per implicare appunto un ordine urgente. Si usa cioè quando vogliamo che l’altra persona faccia qualcosa e vogliamo aggiungere una certa urgenza al nostro ordine, vogliamo trasmettere l’importanza. Non a caso questo “imperativo” è molto spesso ripetuto!

Vediamo ancora degli esempi…

Gli esempi che troviamo nelle vignette nel complesso sono 3…

ちょっと待った!
Chotto matta!
Aspetta un attimo!

どいた、どいた!
Doita, doita!
Spostatevi, spostatevi! (o “spostati, spostati”)

帰った、帰った!
Kaetta, kaetta!
Andatevene, andatevene!/Tornate da dove siete venuti (x2)
(più libera) [Forza, forza,] tornatevene a casa!

Ad ogni modo, basta guardare le immagini per rendersi conto che in almeno 4 immagini su 5 c’è chiaramente molta “urgenza” nell’ordine che viene dato. Non a caso 3 immagini hanno perfino delle “linee dinamiche” (le linee sullo sfondo usate per trasmettere il “dinamismo” della scena) ed in un caso il personaggio urla nel microfono… Non solo, in due immagini su cinque, dove il personaggio dice “spostatevi”, lo fa perché rischia di finire addosso a qualcuno e chiaramente non vuole rallentare… Ovvio che ci sarà “una certa urgenza” nella voce!

Anche in quest’ultima immagine si capisce bene che sono abbastanza “disperati” nel cercare di fermare le tre ragazze al centro mentre cercano di andarsene.

E… direi con questo è tutto. Onestamente… spero di non essermi perso nessun uso particolare. Considerate che non si tratta di qualcosa che i libri trattino mai (che io sappia): questi articoli sono il frutto di una mia personale ricerca, delle conclusioni cui sono arrivato nel tempo, perlopiù mentre insegnavo. 

Allora… Avreste mai detto che la forma passata avesse ben 10 usi diversi? No? Sì? Anzi, ne avete in mente qualcuno in più…? Fatemelo presente! 😉 

Alla prossima con un articolo su “Come ordinare qualunque cosa in Giappone”!

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