Domande

MoshiDora_domandeSe avete una domanda su un dato argomento o lezione, per favore postate la vostra domanda tra i commenti a quell’argomento o lezione, NON QUI o le pagine di “domande” diventeranno kilometriche^^!

Se invece non c’entra con il corso, ma è pur sempre una domanda sulla lingua giapponese, potete farla nei commenti qui sotto! ^__^

Infine, se si tratta di una domanda sulla cultura giapponese, su un viaggio in Giappone, ecc. potete farla nella pagina Domande di cultura, viaggi, ecc. (link!)

Se volete il parere di più persone o se si tratta di altro (anime, manga, cucina, musica…), possiamo sempre parlarne in CHAT (-_^)

Per tutti gli utenti: NON MI OCCUPO DI TATUAGGI per le ragioni scritte qui.

800 thoughts on “Domande

  1. Hello Kaze!!! ero curioso di sapere quanto tempo ti ci e’ voluto per ottenere il JPLT N1??????
    ……e poi quanto tempo pensi mi ci voglia per essere fluente quando andro’ a vivere in japan??? Premetto che ho solo iniziato a studiare da zero solo 4 mesi fa!!!

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    • Il tempo necessario varia sempre da persona a persona e dipende da tante cose. Tra le altre:
      - con quanta passione e slancio ti ci dedicherai?
      - che metodo userai? autodidatta? lezioni in classe? private?
      - quanto dedicherai all’ascolto?
      - che tipo di studente sei di norma? Sarai più o meno bravo nello studiare una lingua?
      oltre ovviamente – cosa MOLTO più importante…
      - quanto tempo gli dedicherai?
      Sono convinto che servano almeno 3 anni, ma ciò si basa sull’idea che io ho di un buono studente, della velocità a cui penso si possa imparare, di fino a dove è necessario arrivare per avere un buon livello di conoscenza, ecc.

      Ho letto tempo fa di un ambasciatore in Giappone che, alla domanda di un giornalista “Quanto tempo occorre per imparare le basi del giapponese?”, rispose, serissimo, “sette anni”. Questo perché perfino il termine “basi” è del tutto vago e varia da persona a persona.

      Io ho iniziato a studiare nel 2008 e ho passato l’N2 a dicembre del 2012 e l’N1 a luglio 2013, ma da un lato non ho studiato con continuità (avrò “perso” un anno e mezzo o due qua e là), dall’altro va detto che non ho usato un metodo “convenzionale”, ma uno più adatto a me, che però forse mi ha richiesto più tempo… chi lo sa.

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      • La mia passione esiste da molti anni e da quando ho scoperto lo shiatsu e’ stata la scusa per intraprendere il viaggio in giappone!!! Sto studiando da autodidatta e sto provando vari corsi audio (pimsleur, pod101) libri con audio, un libro di grammatica e anche film e anime con sottotitoli. Ovviamente sto facendo anche le carte di kanji con anki.
        Sono cresciuto bilingue (ita ed eng) e ho fatto il classico (quindi altre due lingue) in piu capisco un po di spagnolo…. insomma non mi trovo a disagio a imparare nuove culture :)
        Io vorrei partire entro dicembre in modo tale che una full immersion mi obblighi a imparare ma ora sono in difficolta’ per il visto da studente (che scuola?) o lavoratore (chi mi vuole?)
        Per la scuola di shiatsu mi richiedono il 2° livello di Nihongo-Kentei-Shiken e quindi sto cercando risposte a cosa fare prima di entrare nella scuola ma da 2 mesi non ne trovo :(

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        • Per le scuole ho recentemente postato due articoli in proposito.
          Per il lavoro, lo trovi mentre sei lì a studiare, con il visto da studente. Se hai fortuna mentre studi trovi un parttime e se stai lì abbastanza tempo trovi qualcuno disposto a convertire il tuo visto da studente in lavorativo.
          Francamente non penso sia possibile trovare un lavoro e un visto prima di partire da qui, a meno che tu sia esperto in qualche altr campo specialistico, non so, programmazione, e abbia un qualche tipo di aggancio.

          Nihongo kentei è un po’ vago. L’unico altro test rivolto agli stranieri a parte il jlpt è il jitsuyou nihongo kentei, che si può sostenere in Giappone e altri paesi dell’Asia.
          Non esiste il livello 2 del jitsuyou nihongo kentei (o J-Test). I livelli di questo esame sono espressi in lettere e vanno oltre quelli del JLPT per difficoltà.

          C’è poi il nihongo kentei

          http://forum.koohii.com/viewtopic.php?id=4825

          Tuttavia è indirizzato ai giapponesi, anche se può essere sostenuto anche dagli stranieri (perlomeno nella sede di Londra e in Giappone).
          Il problema è che il secondo livello secondo i loro standard equivale a quello di laureati giapponesi.

          http://www.nihongokentei.jp/info/exam/outline.html

          Infine quello che forse è il tuo problema più grande…
          Le direttive sull’immigrazione e il lavoro proibiscono agli stranieri, almeno quelli con il visto da studente, di fare lavori in cui si viene a contatto con il corpo del cliente… ovviamente una stretta di mano non è un problema, ma massaggi, nail artist, ecc. sono tutte cose proibite.
          In pratica dovresti fare una scuola di specializzazione (senza toccare nessuno?) e poi trovare direttamente un lavoro stabile che ti dia un visto, senza passare dalla fase di part-time, se vuoi lavorare come massaggiatore shatsu.

          Ok, direi che ti ho dato tutte le informazioni che potevo, posso solo dirti in bocca al lupo.

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  2. In accordance with Japan’s official policy, before you begin the visa process, if you want to stay for an extended semester (two or more terms), you must be able to show available funds (bank holdings and financial aid) of at least $15,000 US. In addition, KCP may ask you to verify income from a financial supporter.
    Questo l’ho trovato scritto nel sito della scuola KCP……. ma sono pazzi o cosa? Non ho mai visto una somma del genere fra le mie mani!!! Non credo che sia vero, anzi lo spero!!
    Cmq grazie mille per le tue info precise e curate, mi stanno aiutando molto a capire cosa fare; sto capendo che per iscrivermi ad una scuola 5000 euro non mi bastano oltre che non averceli (o cmq non mi rimarrebero soldi per vivere il giorno dopo). Quindi niente visto da studente…… mi rimane solo quello per lavorare che se non lo ottengo da qua a casa dovro’ andare e tentare in jap e tornare a fare domanda per poi ripartire, e’ proprio una pazzia da (non) fare!!!!! Cosa ne pensi di NOVA Holdings?
    Scusa se ti stresso con le mie domande noiose e i miei scleri!! Sei il meglio che c’e’: paziente e gentilissimo con tutti :)

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    • Le stesse cose che puoi leggere su internet. C’è chi ne parla bene e chi (molti) male. Più che altro perché il metodo di insegnamento è quello rigido asiatico, poco adatto alla mentalità occidentale.
      Se non ti importa, perché no. Essendo tu bilingue hai una possibilità. Di norm accettano solo chi ha completato i suoi studi in un paese anglofono (a volte chiedono anche 12 anni di istruzione all’estero, quindi dai 6 ai 18 anni, ad esempio, a volte una laurea conseguita all’estero… dipende da queste scuole). La nova pre-scandalo finanziario, parliamo di alcuni anni fa, accettava anche chi non aveva la nazionalità di un paese anglofono, ma non so con che requisiti, né cosa vogliano adesso.

      Un posto da cui puoi partire a fare altre ricerche è gaijinpot …per chi è inglese le occasioni sono molte di più e potresti trovarti preso da una qualche scuola locale, che non bada alla tua nazionalità (conosco un italiano che insegnava) ma potrebbe essere meno incline a dare un visto… specie senza aver avuto modo di valutarti.

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  3. Ciao Riccardo, innanzitutto tantissimi complimenti sempre per il sito che è bellissimo e utilissimo!!! Sto studiando in questo periodo la costruzione in TE: ho trovato, però, due spiegazioni su come coniugare un verbo alla forma in TE:
    1) partendo dalla forma del dizionario con la regola, per i verbi RU e per i verbi U
    2) partendo dalla forma MASU con la regola, per i verbi RU e per i verbi U
    A seconda della spiegazione le regole sono molto differenti.
    Si applicano entrambe oppure la prima è più corretta rispetto alla seconda?
    Grazie e ancora complimenti!!!

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  4. Ciao! Non sono sicura di avere capito l’uso di ka +wakarimasen in frasi come ”non so con chi” o ”non so quando finisce” … potresti spiegarmi come si costruisce questo tipo di frasi? Grazie!!

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  5. Stavo procedendo con lo studio ampliandomi un po il vocabolario con i vocaboli del JLPT 5 ed ho trovato i “due modi” per descrivere i colori 「Nome ed aggettivo in い, per fare un esempio 赤, 赤い」 In breve la domanda che mi è sorta è: Nell’utilizzo pratico in una frase, ci sono due modi diversi per dire che una cosa è “rossa” (usando i due diversi metodi) o semplicemente si usa sempre lo stesso sistema e sono due modi diversi di scrivere “rosso” come se uno fosse “da vocabolario” e l’altro di uso comune? 「ad esempio 赤 è di uso nelle frasi ed 赤い è la scrittura da vocabolario o viceversa」

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    • 赤 è “il rosso”, sostantivo
      赤い è “rosso”, aggettivo
      per cui per dire che una cosa è rossa, usando anche il verbo essere, serve akai, l’aggettivo. Se vuoi descrivere una macchina non dirai “aka desu” (ho in mente qualche rara situazione particolare ma non è il caso qui)

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      • Ok, perfetto, tutto chiaro… a parte un dettaglio… Non mi è quindi chiaro se 赤 si usa quindi da solo ed eventualmente in quali casi.
        Mi viene d’esempio 青の祓魔師 per il blu. é considerabilmente “corretto” dire che si possa usare il sostantivo (anzichè l’aggettivo) come in questo caso? (sostantivo の etc…)
        Giusto per capire se è una “formulazione d’esempio” in cui posso trovare appunto il sostantivo al posto dell’aggettivo vero e proprio

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      • Quanto detto vale quando l’aggettivo è in posizione predicativa, insomma, a fine frase, con il verbo essere.
        Quel che chiedi tu, riguarda solo la posizione attributiva (cioè l’aggettivo posto prima di un sostantivo) e si riferisce a una possibile differenza tra l’aggettivo in -i e il “falso-aggettivo in -no”, ovvero il sostantivo che indica il colore seguito dalla particella “no”, es. ao no futsumashi (the blue exorcist).

        La maggior parte dei colori ha un suo aggettivo in -i e, in quasi tutti i casi questa è la forma più comune per rendere l’aggettivo. Es. akai, aoi, kuroi, shiroi, ecc.
        Anche quei colori per cui si insegna una forma diversa (kiiro no/na e chairo no) in effetti hanno l’aggettivo in -i, più o ugualmente comune della forma che si insegna di solito.

        Per quel che riguarda i colori che dicevo prima, però, quelli per cui la forma in -i è di gran lunga la più importante (akai, aoi, kuroi, shiroi, ecc.), creare la forma con “no”, sebbene si possa fare è solo un modo di “atteggiarsi” un po’, cercare di essere diversi… un po’ come nel caso degli autori che usano 蒼い (aoi) invece di 青い (aoi) per intendere “blu”: il primo kanji è usato come il nostro termine “pallido” e solo in qel caso diventa intercambiabile con il classico 青い aoi, se voglio dire “blu” non dovrei usarlo, ma siccome fa figo

        A tutto ciò vanno fatte le dovute eccezioni… Ad esempio “aka no tannin” è una frase fatta che significa “un completo estraneo”, quindi sì, usa “aka no”, ma il significato varia. O ancora kuro e shiro si possono usare come “colpevole/innocente” (anche nella forma in -i) e così via.

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  6. La regola generale – che NON è sempre rispettata – è: “Quando un kanji compare da solo, cioè preso da solo forma già di suo una parola, allora uso una pronuncia kun. Quando un kanji per formare una parola deve presentarsi insieme ad un altro kanji, ne viene usata la pronuncia on.”
    Ma non è sempre vero, ad esempio “libro” si dice 本 “hon” (pronuncia on, anche se il kanji compare da solo), 月見 tsukimi unisce due kun, mentre 仕事 shigoto è una parola on-kun e 場所 basho è kun-on.
    Alla fine non è un vero problema: certo, se trovi un nuovo vocabolo non lo sai leggere, ma devi comunque cercarne il significato e quando lo fai ne studi anche la pronuncia.

    Ad ogni modo, ecco tutti i link correlati all’argomento in questione (il terzo dovrebbe essere il più completo, ma puoi andare in ordine):

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  7. Pingback: Domande (FAQ) – Differenza tra pronunce ON e kun | Studiare (da) Giapponese

  8. Pongo qui la mia domanda sperando di non aver sbagliato sezione:
    hai per caso già pubblicato un post su come dare indicazioni stradali? Mi sembra di no. Sarebbe interessante, che dici?
    Abito a Firenze e lavoro in pieno centro, quindi sono costantemente circondato da comitive di giapponesi, e mi è già capitato di dare indicazioni in inglese (l’inglese dei giapponesi è praticamente incomprensibile). Mi piacerebbe affrontare risposte semplici tipo “la seconda a destra e poi sempre dritto”, oppure “prendete il bus 32 e scendete in Piazza della Repubblica”. Ti piace come argomento?
    Saluti e complimentissimi per questo splendido sito.

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    • shto? Come l’italiano “sc(i)+to”? Decisamente no…
      Capita che l’udito ci giochi qualche scherzo su determinate parole, per le quali il nostro cervello interpreta la pronuncia come crede. C’è una canzone ascoltando la quale io ancora adesso sento tokuFetsu e non tokuBetsu. Insomma, cose che capitano (a tutti).

      Tu pronuncia con una leggera aspirazione dell’H, con una “i” debole e stop. HiTO.

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        • A parte che non hai finito la frase… quando gli chiedevi perché diceva così…. cosa?
          A parte che l’idea di un laureato in giapponese come di un espertone è un po’ tirata (ho letto un avviso di un prof della ca foscari in cui c’è un miNnasama, invece di minasama, cosa che in Giappone i sensei correggono sistematicamente)…
          A parte che ho vissuto in Giappone, dove ho detto e sentito hito mille volte…
          A parte tutto ciò…
          …be’, penso che non finirò la frase

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      • Finire la frase, cosa potrei aggiungere, che lei mi ha detto che è così nient’altro, io dal mio gli avevo già detto che non capivo è che lo avevo solo e sempre sentito cosi cioè come HiTO, io uno studente lei un insegnante, che altro potevo aggiungere, a casa su google dava ragione alla mia sensei, capirai il mio disorientamento, cosa posso aggiungere. Grazie della tua pazienza. 😴

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  9. Ciao, probabilmente farò una domanda un po’ stupida. Come si può tradurre in italiano questa espressione “「5匹の場合は?」Allora, ti spiego. Io mi sento con una persona giapponese e le ho detto che i contatori (o come vengono chiamati in italiano) sono difficili. poi le ho chiesto ” 一匹 si legge いっぴき no?” e lei mi ha detto si. e poi mi ha detto quella frase. si potrebbe tradurre con ” E se fosse5匹 ? (come lo leggeresti)”? Certe volte non so proprio come tradurre certe frasi.
    Grazie mille in anticipo

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    • Se non ho capito male mi stia chiedendo come afare a tradurre “hiki” (o i classificatori) quando non è espresso direttamente a cosa ti riferisci. Ad esempio è facile dire “2 cani” se so che parlo di cani, ma se il mio discorso è generico, come faccio?
      Non esiste un discorso generico, però, a meno che sia incentrato sull’argomento “classificatori” (contatori deriva dall’inglese counters, ma dato che per noi il contatore è quello del gas…). Dunque un simile discorso, “grammaticale” incentrato sulla lingua, direi che può permettersi una simile traduzione con l’uso del roomaji.
      E come sarebbe nel caso di go-hiki, ovvero di “cinque piccoli animali“?

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