News – Finanza alla frutta

Volete ridere?

Il governo si rivolge alle AKB48 per vendere bond

Il governo Giapponese si è rivolto al popolarissimo gruppo musicale AKB48 per farsi aiutare a vendere titoli di Stato, e aumentare l’interesse verso questo investimento a bassissimo rendimento. (Le obbligazioni con durata di 10 anni hanno un rendimento che si aggira sullo 0.880%, ed il 95% dei titoli di stato sono in mano a investitori che risiedono entro i confini nazionali, per buona sorte del popolo giapponese).

Secondo il Wall Street Journal, che cita una fonte anonima, il gruppo pop sarà al centro di una campagna estiva per promuovere i “reconstruction bonds”, delle obbligazioni emesse con lo scopo di finanziare progetti di ricostruzione nelle regioni colpite dal disastroso terremoto-tsunami dello scorso anno.

L’agenzia di stampa giapponese Jiji ha riportato che la campagna promozionale vedrà le AKB48 affiancate dal campione di sumo Hakuho e dalla stella del calcio femminile Homare Sawa,

Fonte www.japantoday.com

7 pensieri su “News – Finanza alla frutta

  1. AH?! ma quante sono in questo gruppo?! SUGOI…
    beh il tuo titolo è azzeccato: chiedere alle star di pubblicizzare i titoli di stato… è certamente un po’ comico!!!
    ma mi viene da pensare ad alcune cose: per prima cosa probabilmente visto che rendono così poco è normale che siano (praticamente) tutti in mano ad investitori giapponesi e non internazionali… d’altra parte non so se le mie informazioni sono ancora aggiornate ma mi sembra che il giappone ha sempre avuto problemi con la deflazione, che a livello economico è più problematica dell’inflazione ma dato che il potere d’acquisto dovrebbe aumentare non c’è bisogno che il rendimento dei titoli copra anche la svalutazione dell’investimento no?! (è per questo che la politica economica europea ha l’obiettivo di mantenere l’inflazione al 2% annuo, bassa ma senza rischio di deflazione)
    comunque stavo pensando che magari i giapponesi sono più patriottici e sono disposti a prestare soldi allo stato a condizioni sub-ottimali per la ricostruzione…

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  2. Il tasso non è così basso, sembra basso perché è annuo, ma l’investimento è a 10 anni.
    Se investi 100 all’1% di rendimento, dopo un anno avrò 101, dopo due anni 102, 01, dopo 3 anni 103,03 , poi 104,06 ecc. e alla fine, viste le approssimazioni, 110,5 cioè circa il 10% della cifra iniziale.
    Può non sembrare molto a 10 anni, ma è un investimento più sicuro in tempi di crisi, perché si presume che fra 10 anni la crisi sia finita.
    Difatti questi tassi a 10 anni sono di poco inferiori ai nostri di alcuni giorni… prima che lo spread riprendesse a cavalcare perché la Germania ha le elezioni a breve e i tedeschi ora che hanno avuto tutti i vantaggi possibili dall’euro hanno deciso che possono far crollare la baracca …piuttosto che spiegare ai loro elettori che non stanno bene solo per merito loro, ma perché le facilitazioni che l’europa ha dato a un paese così fortemente esportatore sono enormi… mi pare le avesso quantificate in 1000 miliardi di euro in 10 anni… a fronte di spese irrisorie, es. l’Italia dà all’europa lo 0,3% del pil. Il fatto è che stiamo chiedendo alla Germania di risolvere una situazione che per loro è splendida visto che ha piazzato bund a interessi NEGATIVI!
    Questo mi ricollega a quel che volevo dire… Bassi interessi sono una cosa positiva per il paese. Quei tassi per il Giappone significano che stanno abbastanza bene… se li piazzano.
    Interessi negativi sono un campanello d’allarme (per gli altri paesi) perché significa che tantissima gente li compra aspettandosi una crisi di inflazione (nel PROPRIO paese). Insomma, i bund sono bene rifugio, più dello stesso oro.
    Con ciò torniamo a quanto dicevi… interessi alti in un paese con deflazione non hanno senso, specie a più breve periodo, perché il denaro comunque non perde di valore per colpa dell’inflazione, mentre in un paese con l’inflazione al 2% investire a 10 anni con interesse all’1% è una cosa che fai se hai paura che l’inflazione aumenti ancora e vuoi diminuire le perdite.

    Il potere d’acquisto, piccola nota, aumenta se aumentano i salari, in deflazione “non diminuisce”, ma la gente non compra prodotti che poi potrebbe rivendere perché teme di rivenderli a prezzo inferiore …o non si lancia a investire e non produce novità perché se investe, comprando materie prime ecc. ma poi il prezzo del prodotto finito cala troppo (perché la gente non compra) ci rimette. Quindi buona fetta del mercato si trova semplicemente immobilizzata. Questa è la deflazione… un fenomeno che finora, nei tempi moderni, aveva sperimentato SOLO il Giappone …checché ne dicessero quelli di destra quando al potere c’era Prodi che dicevano “l’inflazione cala perché siamo in recessione” (ma la recessione è data da 3 trimestri di crescita zero, cosa che non era; è avvenuta invece solo durante il governo berlusconi, con il pil in caduta da 1% a 0% spaccato, per poi arrivare all’attuale valore negativo; in realtà volevano parlare di “deflazione”…. sbagliando perché se i prezzi diminuiscono l’inflazione deve essere negativa e non lo era… ma lasciamo perdere l’economia da bar… o da tv, è lo stesso).

    Dicevo, la deflazione l’ha vissuta davvero solo il Giappone, anche se ora gli usa vanno in quella direzione… però c’è da dire che la gente non compra perché è disoccupata, mentre il Giappone considera alta una disoccupazione del 5% che noi sogniamo ad occhi aperti (nb una disoccupazione al 4% è fisiologica… c’è sempre chi si trova tra un lavoro e l’altro per un motivo o per l’altro e quindi è “in cerca d’occupazione”; certo, il Giappone ha il problema di una “disoccupazione occulta”, quella di chi un lavoro non lo cerca nemmeno, ma vale anche per noi, sebbene i motivi siano diversi).

    >> comunque stavo pensando che magari i giapponesi sono più patriottici e sono disposti a prestare soldi allo stato a condizioni sub-ottimali per la ricostruzione…
    Sicuramente sono patriottici. Inoltre possiedono al 95% il debito del Giappone. Cioè, spesso noi italiani ce lo dimentichiamo, ma lo stato non è questa entità oscura che mangia i nostri soldi… lo stato siamo noi, quindi i Giapponesi devono dei soldi a sé stessi. Vogliamo chiamarlo “debito”? Non sarebbe meglio “investimento”?
    In pratica scommettono sul loro paese e se non ottenessero il dovuto, ma i loro soldi sono serviti a costruire l’asilo dove va loro figlio o il parco dove gioca, è come se avessero pagato una piccola tassa in più o se vogliamo rendere “poetiche” le tasse, come se avessero fatto un regalo ai loro figli.
    Però come dicevo, non è poi un cattivo interesse, specie se i prezzi restano fermi.

    Ok, credo di aver farneticato abbastanza… (^_^;; )

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  3. Ciao non sapevo che ti ocupassi anche di economia, diciamo che è un mio interessa l’economia e gli investimenti in borsa anche se non realizzo nessun investimento ma seguo solo.
    comunq. sara il mercato a dettare legge, se non riescono a piazzarli tutti i loro titoli crescera il tasso non credo che arrivi a livelli nostri ma a quelli di Germania e USA probabile, cioe nell’ordine del 1,9% o del 2,7%, il problema del giappone è che la deflazzione non porta a crescita anche se hanno una dissocupazione bassa, ma gli stipendi non crescono e i tassi interbancari Giapponesi, sono a dei livelli bassissimi che provoca prezzi delle case esaggerati ma da un lato costo dei viveri contenuti quasi bassi, infatti mangiare in giappone costa poco ma trovare casa in affitto o non parliamone di comprarla costa tanto.
    Anche noi turisti lo vediamo che trovare una camera in albergo o affittare una camera ha dei bei prezzi ma andar mangiare fuori che non sia cucina occidentale costa proprio poco.

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    • Per l’economia ho solo un interesse legato alla politica, più che altro, all’attualità, ma non posso certo dire d’essere un esperto^^

      E’ verissimo quel che dici, il cibo costa davvero poco (cosa che ho sempre trovato strana visto che importano davvero tantissimo dall’estero e, anche se importi da paesi più poveri, il trasporto costa). Attribuivo la cosa alla forte concorrenza presente nel settore. In Giappone ci sono ristoranti attaccati l’uno all’altro, da noi se ce ne sono due nella stessa via è già tanto…
      Inoltre negli shoutengai i negozi e i ristoranti convivono in un ampio spazio, con cibi esposti insieme ai prezzi, quindi se un prezzo mi pare alto, vado nel negozio a fianco XD

      Sulla casa avrei “da ridire”. I prezzi non sono esorbitanti per gli affitti (acquistare credo sia diverso) o meglio, sono alti, ma io vivo a Milano, che ha affitti carissimi e spesso superiori o al più uguali a quelli che ho visto a Tokyo… 400 euro una stanza, 6-800 euro un mono/bilocale a seconda della posizione dentro Tokyo.
      Basta andare in università per trovare prezzi simili o superiori.
      La differenza è che qui un mio amico laureato al politecnico ha trovato lavoro… per un anno a 400 euro mensili.
      In Giappone uno stipendio basso (es. insegnante di inglese senza qualifica = madrelingua inglese laureato in una cosa qualunque) va dai 2400 ai 3000 euro (ammetto che non so se fossero netti, ma la pressione fiscale non è nemmeno paragonabile).
      Penso che ancora una volta i Giapponesi ci diano lezioni di civiltà… anche se lì si chiede molto alle persone, poi si dà anche.

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      • sono daccordo con te sulla cortesia Giapponese, infatti mi piacerebbe tanto andarci a vivere, e chissa se in futuro non ci riesca, anche se con la famiglia ci sarebbero dei problemi, ma l’ambiente il paesaggio e la cultura Giapponese sono un valore unico al mondo

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