Ripasso su godan, ichidan e eccezioni

In risposta a una domanda di Inabikari su godan e ichidan.

Il modo migliore per studiare godan e ichidan, basi, forme, ecc. è forse quello di vedere il tutto in “termini più italiani”, cioè ragionando sulle lettere e sul suono, invece di ragionare sui kana come sarebbe giusto fare. Procediamo con ordine.

In giapponese ho due categorie di verbi, i godan ( = a 5 basi) e gli ichidan ( = a 1 base).

Le terminazioni della forma piana sono sempre in -ru per gli ichidan (e prima di -ru trovo il suono E o I), mentre sono di vario tipo per i godan… coinvolgono nove gyou (come hai visto le forme piane dei godan possono finire in: u, ku, gu, su, tsu, nu, bu, mu, ru).

Nel caso dei godan la radice del verbo (ciò che si conserva IMMUTATO se passo da una forma ad un’altra) finisce per consonante, nel caso degli ichidan finisce per vocale.

Come esempi prendiamo le forme piane e mettiamole alla forma negativa (quella in -nai):

I godan si comportano così…
iku → ika-nai
kesu → kesa-nai
tanoshimu → tanoshima-nai
tomaru → tomara-nai
kaeru (tornare a casa) → kaera-nai

In pratica radice (parte che resta immutata) e base (la parte senza -nai) non coincidono. La radice è consonantica (cioè termina con una consonante), la base è vocalica, ma con quale vocale finisca è qualcosa che dipende dalla base… per questo mi ritrovo con 5 basi diverse, una per ogni dan (se semplifichiamo il discorso).

I verbi godan in ~う (-u) ci danno da pensare perché si comportano così:
kau → kaWAnai
Mah, ritroviamo un suono in “a” e tutti i verbi in -u si comportano così per cui non ci preoccupiamo più di tanto direi…

Gli ichidan invece si comportano così…
taberu → tabenai
miru → minai
hajimeru → hajimenai

La base dei godan finisce con un suono consonantico, come detto, la base degli ichidan finisce con un suono vocalico… per la precisione E o I.
Ma ciò significa che radice (parte che resta immutata) e base (la parte senza -nai) coincidono nel caso degli ichidan.
Ecco perché parlo di ichi-dan (verbi a una base) perché che cio metta -ru, -nai, -masu o altro, lo faccio sempre agganciandomi alla radice/base (es. tabe-) direttamente.
たべる taberu, たべない tabe-nai, たべます tabe-masu

Non c’è bisogno di alcun cambiamento di vocale, come invece abbiamo visto che accade nel caso di とま tomaRU, とまない tomaRAnai, とまます tomaRImasu.
Questa è la differenza tra questi due gruppi.

Dunque come visto sopra, però, ci sono godan che finiscono in -ru e ichidan che finiscono in -ru. Per la precisione, quindi, un godan che finisce col suono -eru o -iru può confondersi, si presume, con un ichidan. È un problema?
Be’, a volte sì. Ma se hai una forma diversa dalla forma piana, è facile distinguere l’ichidan dal godan.

Prendiamo le forme negative, per semplicità (ma ci sono altre forme utilizzabili per aiutarci a distinguere i due verbi, se non proprio tutte).
Kaeranai viene ovviamente da un godan, tabenai viene ovviamente da un ichidan… perché se tolgo -nai resto con tabe- in un caso e kaera- nell’altro.

Per ottenere la forma piana affermativa mi basta aggiungere -ru a un ichidan
たべない tabenai → たべ tabe → たべる taberu
…mentre devo “trasformare ら -ra in る -ru” nel caso dei godan, poiché la radice del verbo finisce con la consonante e la successiva vocale cambia a seconda della base:
kaeranai かえらない → kaera- // -nai → kaeRA かえら → kaeRU かえる

Le eccezioni: kuru e suru

Per quanto riguarda le eccezioni, è il caso di giudicarle del tutto a parte.
Kuru ad esempio si trasforma sensibilmente al  negativo, visto che la radice del verbo, “ku” diventa “ko” (di solito la radice non cambia, no?)
Lo stesso vale per suru, che fa shinai. Quindi non solo non fa “suranai”, ma sparisce pure il suono “a” che ritrovo nelle mizenkei dei godan e ho invece “shi” come base…

Insomma, kuru e suru fanno classe a sè stante, diciamo, ma dato che la stessa (presunta) radice del verbo (ku- e su-) si “traforma” se passo alla forma negativa, per esempio, mentre la radice per definizione non dovrebbe cambiare… Allora di è deciso di guardare proprio alla “presunta radice” e di considerarla come “desinenza” (parte che cambia passando da una forma ad un’altra) e così si dice che i verbi della Ka-gyou hanno un’eccezione, Kuru, quelli della Sa-gyou hanno un’eccezione, Suru… ma, ripeto, non è importante, basta considerarli una cosa a parte e non pensarci troppo.

6 pensieri su “Ripasso su godan, ichidan e eccezioni

  1. Quando ho visto che avevi fatto un articolo solo per me sono rimasta sorpresa! *o* Cioè, grazie! Anzi, ありがとうございました!Non pensavo di meritarmi tanto, però ora ho capito tutto! Beh ora lì sono le udici e mezza :’D Penso che non ci siano modi per ricompensare la tua disponibilità, Kazeatari-sensei ^3^ Che dire, vado a stamparmi le altre lezioni e a studiare ancora *-*

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