N5 in sintesi – La forma in -te come modale

La forma in -te (o テ形, te-kei) come modale

Vediamo una prima frase, tipicamente usata per gli esempi di questo tipo di frasi con la forma in -te

歩いて近くのコンビニに行きます。
Aruite chikaku no konbini ni ikimasu.
Vado al konbini (qui) vicino a piedi/camminando.

Nel caso sopra la frase modale è abbastanza semplice. È altrettanto semplice nel caso in cui il modo in cui svolgo l’azione corrisponda all’espressione del mezzo con cui la svolgo (i giapponesi preferiscono parlare di una forma in -te che esprime un mezzo… di norma queste frasi usano il verbo 使う tsukau, usare, o verbi simili).

Vediamo due esempi di frasi simili (negativa e affermativa)…

包丁を使わないで、料理をした。
houchou wo tsukawanaide, ryouri wo shita.
Ho cucinato senza usare il coltello.
包丁を使って、料理をした。
houchou wo tsukatte, ryouri wo shita.
Ho cucinato usando il coltello.

Tuttavia ci sono delle frasi (affermative) che non sempre sono individuabili chiaramente come delle frasi modali. Di seguito capirete perché il termine che io uso, “modale”, è di solito evitato dai testi, ma capirete anche, spero, perché secondo me è comunque il più adatto!

Posso distinguere tre tipi di frasi “modali”, anche aiutandomi con l’italiano…

  1. 歩いて行きました。 aruite ikimashita, sono andato camminando (sono andato a piedi) è chiaramente una modale, nessun problema. La frase italiana coordinata però non sta molto in piedi: ho camminato e sono andato (?).
  2. 手を上げて道路を渡った。 te wo agete, douro wo watatta, ho attraversato la strada alzando la mano. Anche questa è chiaramente una modale, ma può anche essere tradotta bene fingendo che le due frasi siano semplici coordinate (in successione temporale): ho alzato la mano e ho attraversato la strada.
  3. 窓を閉めて寝ました。 mado wo shimete nemashita, ho chiuso la finestra e ho dormito. La traduzione che coordina le due frasi non è molto bella, ma è pur sempre meglio di quella con il gerundio: “ho dormito chiudendo la finestra”. Questo perché “chiudendo la finestra” non è il modo in cui ho compiuto l’azione dormire… D’altronde però non si tratta nemmeno di due semplici coordinate, perché non sono frasi “slegate” come ad esempio “sono tornato a casa e ho mangiato”. Quello che voglio trasmettere qui, evidentemente, è che “ho dormito con la finestra chiusa“! Quindi la frase con la forma in -te comunica davvero il modo in cui svolgo la principale, dormire, solo che la traduzione diretta come frase modale (chiudendo la finestra) è proprio bruttissima in italiano.

In giapponese si distinguono 2 casi, invece di parlare semplicemente di “modali” o di andare nello specifico e distinguere tra i tre casi che abbiamo visto proprio ora.

Per la precisione in giapponese parliamo di…

  1. frasi che esprimono un mezzo (le frasi del coltello, per capirci) e di
  2. frasi 付帯状況 futai joukyou, cioè “di condizioni giustapposte” (gli ultimi tre esempi fatti più su, in giapponese sono considerati dello stesso tipo).

Insomma, il termine “modale” viene proprio evitato, però… poniamo frasi come le tre qui sopra alla forma negativa (evito arukanaide ikimashita, sono andato senza camminare, perché è strana):

  1. バスに乗らないで行きました。 Basu ni noranaide ikimashita, cioè “Sono andato senza salire sull’autobus”.
  2. 手を上げないで道路を渡った。 Te wo agenaide douro wo watatta, cioè “Ho attraversato la strada senza alzare la mano”.
  3. 窓を閉めないで寝ました。 Mado wo shimenaide nemashita, cioè “Ho dormito senza chiudere la finestra”.

Ecco che se poste al negativo, tutte le frasi più o meno strane viste sopra ai punti 1-3, improvvisamente sono delle perfette, semplicissime frasi modali.

Un’altra importante caratteristica delle frasi modali (?), o meglio delle frasi futai joukyou e di quelle che esprimono un mezzo, insomma delle frasi viste ai punti 1-3 e delle frasi tipo quelle del coltello, è il fatto che il loro soggetto è sempre lo stesso della frase principale (ciò non vale necessariamente per le altre frasi del tipo “V-te, P”, cioè verbo alla forma in -te + principale).

Vediamo ora un’ultima frase molto bella per la sua complessità…

気をつけて行って来てね。
Ki wo tsukete itte kite ne!

È una frase del tipo A-te B-te C-te.
A (ki wo tsukete) è modale
B (itte) è coordinata a C
C (kite) è imperativa

Innanzitutto chiariamo qualcosa in fatto di vocabolario: 気 ki, spirito, qui suona come il nostro presenza di spirito = attenzione; tsukeru = attaccare (mettere). Quindi ki wo tsukeru = mettere attenzione e ki wo tsukete = fai attenzione (se è da solo, infatti, di norma suonerà come un imperativo).

Dunque tradurremo (letteralmente) la nostra frase complessa così:

Vai e torna facendo attenzione, ok?
ki wo tsukete itte kite ne.

In effetti “itte kuru” = “andare e tornare”. Uscendo di casa si dirà di norma 行ってきます e chi resta a casa risponderà いってらっしゃい itterasshai, che è poi contrazione di 行って いらっしゃい itte irasshai (irasshai, come in irasshaimase, è una forma molto cortese per “venire”) e sostituto della forma colloquiale “itte kite”.

6 pensieri su “N5 in sintesi – La forma in -te come modale

    • “Di seguito capirete perché il termine che io uso, “modale”, è di solito evitato dai testi, ma capirete anche, spero, perché secondo me è comunque il più adatto!”

      Mi riferivo a questa frase ma sarebbe interessante anche sapere come viene tradotto in giapponese oppure fanno parte del futai joukyou.

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      • Mi sa che non ci eravamo capiti perché tutto quel che si può dire è già tutto scritto nell’articolo. Provo a ricapitolare.

        • A ben vedere posso distinguere tre casi, in base al senso, quelli che ho linkato più su. Non hanno un nome, perché sono frutto di osservazioni personali, utili a capire quando usare la forma in -te (del tipo “se vuoi dire una frase del genere, usa la forma in -te”).
        • Io però parlo genericamente di “modali” quando insegno giapponese perché alla fine della fiera suonano come frasi che rispondono alla domanda “come?”
        • I giapponesi non vedono né i tre casi di cui sopra, né parlano di modali. Distinguono invece due casi: (a) frasi che indicano un mezzo (shudan), es. “usando il coltello” (che in italiano indicherebbe un modo: “come?” “Usando il coltello”) e (b) futai joukyou… che è l’unico nome giapponese in ballo.

        Spero sia più chiaro

        p.s. mi spiace wordpress ce l’ha proprio con te e non ho idea del perché. Non posso nemmeno metterti in una whitelist perché non c’è. Invece di cambiare email potresti provare a cambiare account su gravatar e scrivere in modo leggermente diverso il nome utente… francamente non capisco nemmeno come faccia a impedirti di postare anche se usi due mail diverse (ma il gravatar è lo stesso, quindi ho pensato fosse quello).

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