Pillole di Giapponese 10 – Gli aggettivi (2): gli aggettivi in na

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Eccoci ad un’altra lezione del corso Pillole di Giapponese: la lingua giapponese a piccole dosi! (⌒▽⌒)

La volta scorsa abbiamo visto che gli aggettivi possono essere usati per creare delle vere e proprie frasi, per quanto semplici. Abbiamo però trattato solo il primo tipo di aggettivi esistenti in giapponese, gli aggettivi in -i, oggi vediamo il secondo tipo: gli aggettivi in na.

I cosiddetti aggettivi in na di solito non hanno nessun “na” (ironia della sorte). Questo “na” salta fuori quando troviamo un aggettivo di questo tipo subito prima di un sostantivo; di tutto ciò però parleremo nella prossima lezione, ora vediamo come usare gli aggettivi in na da soli.

Forma cortese Forma non cortese
元気です
genki desu
(essere) in forma, pieno/a d’energia
元気(だ)
genki (da)
(essere) in forma, pieno/a d’energia

È ricomparso “da”! – dirà qualcuno; e avrebbe ragione. A differenza degli aggettivi in -i la forma non-cortese degli aggettivi in na prevede (ufficialmente) l’uso di “da” …ma c’è da dire che nel linguaggio parlato colloquiale non sempre viene usato, specie se a parlare è una ragazza, perché usarlo fa suonare la frase molto “decisa”.

Le frasi fatte solo da aggettivi

Già l’altra volta abbiamo visto che posso dire “atsui” per dire “Che caldo!” o “Scotta!”. Ovviamente posso fare la stessa cosa con molti aggettivi in na. Quando mi chiedono se sto bene posso rispondere “genki, genki!” (che possiamo tradurre “Sì, sì, sto bene!”). Mentre di fronte a un bel paesaggio o a un quadro (o a una persona) potrei restare estasiato/a e dire “kirei…” (Che bello/a). L’espressione “iya da!” (dall’aggettivo in na “iya”, spiacevole, fastidioso) è un modo di dire che qualcosa proprio non ci va giù, che detestiamo l’idea (attenti a non usarla per rifiutare un tè o che so io: è un’espressione molto forte).

Attenzione a non confondere mai aggettivi in -i e in na!

Attenzione a non fare confusione con gli aggettivi in -i. Un aggettivo in -i termina con il kana い, mentre genki, ok, finisce con una “i”, ma non ha il kana い, finisce con un kanji: 元気, che in kana si scrive げんき e in roomaji è “genki”.

Ci sono casi, rari, in cui fare confusione è ancora più probabile. Per esempio 綺麗 kirei è un aggettivo in na che si scrive con kanji molto difficili, quindi spesso si preferisce usare l’hiragana きれい …e vedendo così, si rischia di pensare sia un aggettivo in -i.

Peggio ancora ci sono dei rarissimi casi in cui se uno non ha studiato quella parola fare confusione è inevitabile. Per fortuna c’è una sola parola di questo genere abbastanza comune: 嫌い kirai, odioso. Come vedete è data da un kanji e dal kana い (i), sembrerebbe un perfetto aggettivo in -i …e invece è un aggettivo in na.

È tutto. La prossima volta finalmente scopriremo dov’è il “na” degli aggettivi in na

またな~ ヾ(。>﹏<。)ノ゙✧*。

Gli articoli di questa rubrica sono raccolti nella pagina Pillole di Giapponese.

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