Qui di seguito trovate i contenuti di questa pagina, in sostanza come scaricare Anki, i mazzi da usare (spesso dirò “flashcards”), i font(s) e tutti i consigli che vi servono per visualizzare tutto al meglio (a partire dall’usare Anki a tutto schermo come nell’immagine qui sotto) e per “personalizzare il vostro studio”.

Indice per questa pagina

  1. Cos’è Anki? Perché è bene usarlo?
  2. Dove lo scarico? Esiste anche per -nome di un sistema operativo qualunque- ?
  3. Dove sono i mazzi con le flashcards per i kanji? Come li carico in Anki?
  4. Come faccio a visualizzare tutto bene come nell’immagine qui sotto?
  5. Cos’altro mi serve sapere per “personalizzare” il mio studio con Anki?


Anki (e gli SRS in generale) come metodo di studio

Anki è un programma (gratuito!) e un potente metodo di studio che fa parte dei cosiddetti SRS (Space Repetition System). In pratica vi permette di studiare i kanji con facilità ed efficienza, riducendo di molto il rischio di dimenticare qualcosa, poiché si basa su un metodo a dir poco scientifico (chi volesse saperne di più può leggere su wiki questa pagina). In pratica l’idea di fondo è di avere delle “flashcards” (carte con scritta una domanda sul davanti, da girare solo per controllare la risposta)… ma delle flashcards elettroniche, gestite al meglio dal vostro computer (o cellulare: Anki esiste anche come app per iPhone, per android e si può usare anche sui vecchi cellulari, sul DS, su PSP…).
Penserà a tutto il programma. Voi non dovete fare altro che guardare la “domanda” (il kanji nella parte alta dello schermo), cercare di ricordarvi la “risposta” (cioè le pronunce e i significati). Cliccando per controllarla, verrà svelata la parte bassa della schermata che vedete qui sopra. A quel punto “date un voto”. È stato difficile ricordare quel kanji? O era tutto nella norma? O era facile… o molto facile? Scegliete un tasto e passate al prossimo kanji… anzi, alla “carta” successiva del vostro “mazzo”. Non preoccupatevi più: fra 1, 2, 4,giorni, o una settimana o un mese… sarà il programma a ripresentarvi la stessa carta prima che ve la dimentichiate.
Il giorno dopo riaprirete anki verso la stessa ora e studierete altre nuove carte… in più ripasserete le prime carte, quelle che il giorno prima vi erano sembrate più difficili. Il giorno dopo ancora avrete altre nuove carte da studiare e altre ancora da ripassare… e così via.

Perché il metodo funzioni è molto importante che non saltiate mai una sessione di studio (in fondo sono solo pochi minuti, massimo una ventina di solito).
Studiate pochissimo tempo al giorno, ma fatelo con costanza… certo, se saltate un giorno non muore nessuno, ma cercate di essere il più costanti possibile.

Dove trovare Anki?

Potete scaricarlo a questo indirizzo.
Esiste per Windows, Mac, Linux (Ubuntu, Debian, fedora), iPhone, android, Free BSD, maemo… esiste anche per cellulari (anche vecchi) e altri dispositivi (Nintendo DS, Sony PSP, Blackberry, Windows Mobile e palmari). Può sempre essere usato online come AnkiWeb, avete solo bisogno di un account (gratuito ovviamente).

Dove trovo e come carico i mazzi già fatti dei kanji?

I mazzi preparati da me sono disponibili QUI come file, ma proseguite a leggere!

Potete scaricarli direttamente da quella pagina e caricarli in Anki. Per caricare un mazzo dovete solo cliccare “File” e poi “Apri” e scegliere il file .anki del mazzo che volete. Se li scaricate da lì dovrete rinominarli da .doc a .anki (se non sapete come fare leggete qui), mentre se li scaricate dal programma Anki, come mazzi condivisi, non dovrete fare nulla di particolare (anche questo secondo metodo è spiegato nella pagina che vi ho linkato, in questo preciso punto).

Si vedrà bene come l’immagine in cima alla pagina? *

Non subito. Se volete vedere gli esempi di fonts diversi per ogni kanji dovete installare quei fonts sul vostro PC (windows o mac). Per farlo andate a questa pagina. Se non lo fate tutti i kanji, presenti in ogni schermata in vari stili di scrittura, appariranno identici (e sarebbe un vero peccato!). *Clicca qui per vedere come è cambiato il layout!

A questo indirizzo trovate degli utili consigli per usare Anki “personalizzandolo” al meglio.
Ad esempio decidendo di aumentare o diminuire il tempo massimo che ogni giorno dedicate allo studio o eventualmente “riattivando” i kanji degli anni precedenti per ripassarli (dato che ogni mazzo contiene i kanji degli anni precedenti, ma li mantiene “sospesi” e quindi non ve li presenta a meno che gli diciate di farlo).

89 thoughts on “Studiare i kanji con Anki

  1. ciao a tutti!!!!
    ho bisogno di una mano con ANKI.
    volevo creare un mazzo personalizzato ma quando vado ad aggiungere una carta, compilo il campo “fronte” e il campo “retro” e clicco su aggiungi, mi esce il messaggio “la tua immissione creerebbe una domanda vuota su tutte le carte” e non mi permette di andare avanti.
    Cosa sbaglio?

    1. Mi ci è voluto parecchio per pensare a qualcosa, ma forse dovresti aprire il browser delle carte (Sfoglia), scegliere il tuo mazzo e poi il tasto Carte per controllare che il template della carte sia scritto correttamente, con tutto in ordine.

  2. Ho conosciuto un po’ di persone che studiano giapponese, e ogni volta che chiedevano consiglio su come studiare i kanji, ho sempre proposto il tuo sito con questi link ad anki, dove spieghi come installarlo e farlo funzionare, perché da soli sarebbe un’impresa persa in partenza XD

    1. Nel qual caso devo proprio decidermi ad aggiornarmi alla nuova versione di Anki …che per qualche motivo è peggio della precedente (molto meno “amica degli utenti”). Purtroppo però se uno scarica adesso Anki, si ritrova la versione 2… (=__=;)

  3. Ciao, grazie per il tuo utilissimo blog! Avrei una domanda: volevo avvicinarmi allo studio dei Kanji cominciando a studiare i radicali, quindi mi domandavo se sul tuo blog ci fosse una sezione esclusivamente dedicata ai radicali (sai, penso sia più facile in questo modo perchè so che i radicali danno una logica ad una parola). Grazie e ciao ^_^

  4. Ciao. Ho scaricato il mazzo versione web per usarlo su Android. Purtroppo però iniziando lo studio delle prime carte ho notato che vengono proposte delle carte da N1 mentre io vorrei cominciare da N5 con i classici sole, luna, uno etc.
    Non ho modificato altre impostazioni e altri mazzi che ho sui kanji partono dalla prima carta.
    Mi puoi aiutare? Grazie.
    Vittorio

    1. Fai Sfoglia o Browse. Dalla colonna di sinistra scegli la tag riferita all’N5 (in alternativa puoi selezionare il mazzo e poi aggiungere nella riga in alto tag:JLPT_N5 ). A destra compariranno le carte dell’N5 (nella barra in alto troverai scritto 103 carte mostrate, 1 selezionata …se fossero 206 è lo stesso). Selezionale tutte e clicca sul tasto sospendi, se c’è, o guarda nei menù. Se una carta è sospesa, cliccare su sospendi la riporta nel mazzo di carte da studiare, ricliccare la risospende.
      Se una carta è sospesa te ne rendi conto perché nella colonna Scadenza hai un numero tra parentesi.

  5. Ciao, ho qualche problemino con Anki.
    Innanzitutto ho scaricato il mazzo per l’N5, ma non capisco come mai se lo apro con Anki mi dice che ci sono solo 20 carte anziché 103, inoltre guardando l’immagine nell’articolo a inizio pagina si vede che il programma mostra diversi esempi di scrittura mentre a me nella parte superiore mostra il kanji, ma in quella inferiore mostra solamente le letture e il significato e nient’altro, non capisco come fare per visualizzare più tipi di scrittura.

        1. Come si nota nella pagina qui le carte sono 103 anche per il sito. L’unica è che tu stia visualizzando solo le carte non sospese…

          Per quanto riguarda i font calligrafici, è scritto nella descrizione del mazzo:

          Sono presenti tra i mazzi da me condivisi anche dei mazzi con i kanji suddivisi per anno scolastico (cioè nell’ordine in cui sono studiati nelle scuole giapponesi). Chi non ha bisogno di rispettare l’ordine previsto per il JLPT dovrebbe usare quelli (basta cercare “kanji ita” tra i mazzi condivisi). Quei mazzi sono realizzati con ben 6 diversi fonts d’esempio (2 a pennello, 2 tipi di caratteri di stampa, 2 esempi di comune calligrafia). Inoltre il kanji sul “lato anteriore” della carta è scritto con il kanji stroke order che evidenzia l’ordine dei tratti, come per questo mazzo.

          Quindi devi tornare al link precedente e scegliere un altro mazzo; ti consiglio quello 1°-5° anno o direttamente il più completo: https://ankiweb.net/shared/info/3516884108
          Dovrai però sospendere usare le tag e sospendere le carte diverse da quelle che vuoi.
          Per esempio entri nel browser di Anki, scegli il mazzo e nella riga dove leggi “deck:Jouyou kanji …ecc.” aggiungi -tag:JLPT_N5 e dai invio.
          Ti vengono fuori tutte le carte NON del livello N5, le selezioni e usi il tasto bianco e nero per sospenderle.
          I numeri nella colonna Scadenza saranno ora tutti tra parentesi e quando studierai Anki ignorerà queste carte.
          Per sicurezza puoi controllare le carte che devi studiare. Dove hai scritto -tag:JLPT_N5 togli il meno iniziale e dai invio.
          Stavolta devono venirti fuori solo le 103 carte del livello N5. Controlla che nella colonna scadenza non ci siano numeri tra parentesi. Se ci sono devi selezionare quelle carte e usare il tasto Sospendi per togliere la sospensione.
          Fammi sapere se va tutto a posto ^_^

          P.s. per vedere i font devi aver installato i font sul computer (e solo dopo avviare Anki). Nel link qui sopra c’è scritto come trovare i font.

  6. Aspetta…forse sono io che non ci avevo capito niente (devo ancora capire bene come funziona questo programma).
    Praticamente prima aprivo il mazzo con anki e vedevo che diceva “nuove:20\in apprendimento:0\da ripetere:0″…io avevo pensato che quel “20” fossero le carte del mazzo, ma forse ho capito solo adesso che quelle sono solo le carte giornaliere, se ho capito bene anki mi propone 20 carte nuove al giorno o sbaglio?

    1. E’ a pagamento dopo il primo “livello” e usa il solito dizionario di kanji open-source, Kanjidic, per cui ti riporta tra la pronunce di 会, ad esempio atsumaru, che non è assolutamente da imparare.

      Se vuoi insistere con le app, ti consiglio prima di leggere questo

      https://studiaregiapponese.com/2016/05/02/miti-dello-studio-imparare-con-le-app/

      Se preferisci un buon corso per i kanji, ti consiglio The Kodansha Kanji Learner’s Course

      …che ha l’enorme pregio di presentarti vocaboli di esempio che usano solo i kanji che hai già studiato. Puoi quindi fare più affidamento sui vocaboli nello studio e questo è molto importante e utile, molto meglio che studiare separatamente kanji e vocaboli.

  7. Studio da un po’ i kanji col tuo mazzo Anki e i miglioramenti fioccano, anche dopo pause di giorni me li ricordo quasi alla perfezione, ma ho un problema: ho scaricato tutti i font e installati nella relativa cartella Font del pc ma non me ne va nessuno, la carta non appare come nella foto

    1. Se hai scaricato il mazzo con scritto per ankiweb è naturale. Se è uno degli altri mazzi invece dovrebbero apparire. Cmq l’aspetto del mazzo è personalizzabile seguendo le istruzioni del manuale di Anki e conoscendo un minimo di html (quello usato per scrivere post sui blog, strong, em, font-family ecc.)

  8. ragazzi qualcuno sa come invertire le carte su ankidroid?
    mi spiego meglio,in pratica io ho 900 carte in italiano con la traduzione in giapponese quando le giro,adesso però siccome noto che faccio fatica a riconoscere le parole quando le sento in jap anzicchè dovendole tradurre dall’italiano,vorrei sapere se fosse possibile invertire domanda e risposta nellae carte,senza dover creare un nuovo mazzo con le domande in jap e le risposte in ita.Grazie mille 🙂

    1. Leggi il manuale di Anki su internet (c’è anche in italiano) in particolare dove parla della differenza tra note e carte. In pratica devi creare altre carte a partire dalle stesse note, non un diverso mazzo.
      Mi pare che tu debba selezionare le carte che vuoi invertire nel browser (tasto Sfoglia) e poi fare Genera carte. Poi eventualmente devi sospendere le carte originali, con il giapponese sul retro, sennò studi anche quelle.
      Per i dettagli vedi il manuale dove spiega tutto molto meglio.

  9. Ho scaricato tutti gli Anki che ho trovato su questo sito, ma non mi si aprono. Il mac non ha trovato un’applicazione per aprirli neppure in Apple Store. Sono ore che ci provo.
    Ho eliminato tutto e scaricato nuovamente Jouyou_kanji_in_italiano.apkg Puoi dirmi che applicazione lo apre, please?
    Non funziona neppure: “Apriti sesamo!” Grrrrr!
    Scaricando, invece, direttamente dal sito Anki, mi arriva l’avviso di non aprirli ed è un avviso che ho ricevuto solo un paio di volte in tanti anni di download.

  10. Ciao, vorrei un chiarimento: le liste di kanji previsti per i vari livelli di apprendimento (N5, N4 ecc…) non corrispondono alle liste previste dal ministero giapponese per l’apprendimento nelle scuole elementari? A giudicare dai numeri che ho letto nella pagina dove hai caricato i tuoi mazzi, sembra che i livelli N5 e N4 corrispondano vagamente ai primi due anni e mezzo di elementare…Me la puoi spiegare meglio questa differenza o postarmi un link così me lo vado a leggere?
    Eventualmente tu quale tipo di “percorso” suggerisci ad un principiante?
    Grazie 🙂

    1. Rivedendo i tuoi messaggi precedenti, mi sembra di capire tu sia arrivato ai kana. I kanji si possono studiare prima, durante o dopo un corso, ma è bene sia chiaro lo scopo con cui lo si fa perché troppo spesso (1) si crede che servano per leggere un testo (2) li si studia alla vecchia maniera per vecchi motivi. Sto scrivendo un articolo che spiegherà meglio questi punti e come procedere, tieni d’occhio il sito per i prossimi giorni.

      Per rispondere alle tue domande, non sono le stesse liste, anche se simili. Non c’è molto da spiegare in merito, i kanji contenuti nelle liste dell’N5 e del primo anno di elementari sono un diverso numero e corrispondono solo in parte (un 75% a occhio).
      Il tipo di percorso da fare dipende dall’obiettivo che uno si prefigge… ma usare queste liste o no è un altro discorso. Ho fatto queste liste 10 anni fa quando non avevo mai avuto in mano uno smartphone… Oggi lo scopo dello studio dei kanji è cambiato e di conseguenza è cambiato il metodo. Per questo ho fatto il libro Capire i Kanji: ho spiegato lo scopo nell’introduzione e cerco di trasmettere un nuovo metodo, funzionale allo scopo, nel resto del libro.

      1. Ho seguito tutte le tue lezioni su hiragana e katakana con relativi esercizi, me la cavo faticosamente a “decifrare” i kana (sebbene abbia più difficoltà con il katakana) e ho imparato a riconoscere alcuni kanji che usi spesso anche se la lettura ad alta voce è molto stentorea. Ho anche iniziato a leggere le lezioni di grammatica ma la tua risposta qui sopra mi ha spinto ad una attenta riflessione: i kanji sono paragonabili a vocaboli con molte pronunce e significati, sicuramente indispensabili a capire cosa scrivono e dicono i giapponesi, ma credo che sia più importante ora la grammatica per capire come i giapponesi ragionano, parlano e scrivono a prescindere dai termini che usano (per quelli al momento posso tamponare con Tagaini Jisho e simili) e più importante ancora è riscoprire la grammatica nostrana perché, sebbene parli decentemente (e aggiungerei “automaticamente”) in italiano, mi sono reso conto di non ricordare quasi per niente le nostre varie categorie grammaticali e quindi non riesco a seguire quanto cerchi di dire nelle lezioni di grammatica giapponese…

        Per imparare il giapponese devo prima ripassare bene l’italiano…uffa 🙁

        Nel frattempo tu sbrigati a finire l’articolo che hai promesso sui kanji e il libro di grammatica per arrivare da 0 a N5! Non sono intenzionato a mollare… 😉

        e grazie… 🙂

        1. mi sono reso conto di non ricordare quasi per niente le nostre varie categorie grammaticali e quindi non riesco a seguire quanto cerchi di dire nelle lezioni di grammatica giapponese…

          Le liste e le lezioni di grammatica sono state iniziate quasi 10 anni fa quando è nato il sito. Al tempo scrivevo da appassionato di lingua e grammatica, cercavo di spiegare in modo semplice tutto quello che c’era da dire, ma non ho creato un corso, più delle lezioni di grammatica così come le troveresti su un libro di grammatica.
          Da qui l’idea dei libri. Eliminare ogni “tecnicismo”, perfino parole come “sostantivo” e “complemento oggetto”, praticamente gli unici termini che uso sono “aggettivo” e “verbo”. I libri sono per me la versione 2.0 dei miei articoli

  11. Ciao Kazeatari. Io ho già studiato il livello N5 di kanji grazie al tuo libro. In questo momento sto cercando di andare avanti e mi è balenata l’idea di studiare i 214 radicali con Anki prima di continuare con lo studio dei kanji veri e propri. Ho trovato un mazzo già fatto che propone i radicali, tuttavia noto discrepanze sui significati associati. Quando studio tengo sempre d’occhio il libro di Noriko Kurosawa (mi piace come racconta la formazione dei kanji) e questa autrice propone significati differenti, ad esempio 豆 lei lo descrive come “A raised bowl to offer food and drinks in religious rites” ma se lo cerco su wikipedia (o su un mazzo che ho scaricato) esce il significato di “bean”. Poi un altro esempio è 卩 che secondo wiki significa “seal” ma per la Kurosawa “A person bending over, signifying a show of humility or listening to an order.” Oppure altro caso il radicale 頁 che secondo il mazzo scaricato significa “big shell”, ma per la Kurosawa e wikipedia significa “A person with a formal headdress, signifying a head or something at the top.”.
    Come puoi notare sono molto confuso e non so a chi prestare attenzione. Forse studiare i radicali è inutile? Meglio preferire lo studio diretto dei kanji? Inoltre non riesco a decidermi se studiare il livello N4 oppure scegliere di studiare i Kanji per anno scolastico come in Giappone. Altro dubbio è: ha senso studiare i Kanji direttamente con Anki (usando ad esempio i tuoi mazzi) oppure è necessario prima studiarli su un libro e solo poi usare Anki per ripeterli?
    Grazie mille per l’attenzione e scusa per il disturbo.
    P.S. Non vedo l’ora che esca il tuo libro di grammatica.

    1. Ti sei scontrato con un quadruplo problema… Ed hai riassunto i motivi per cui esito a consigliare lo studio dei radicali… O meglio è necessario studiare i kanji guardando ai radicali (e affidandosi ad un’unica buona fonte) ma non direi che sia il caso di studiarsi prima i 214 radicali (che sono comunque una convenzione, esistono molti più “elementi” che compaiono nei kanji).
      Il quadruplo problema che hai davanti è dato da:
      1. A volte un radicale è anche un kanji e il significato come kanji può non coincidere con l’immagine del radicale, anche se il significato del kanji è derivato dall’immagine del radicale. Certo, se tanto c’è un kanji identico perché non dire che il radicale ha lo stesso significato? Perché il radicale si usa in altri kanji di cui il radicale spiega l’origine se è inteso con il suo senso originale ma non se è interpretato come il kanji dalla forma identica. Semplificando se dici 豆 = fagiolo, questo può non aiutare (o può mettere in difficoltà il lettore) quando vai a vedere un kanji che contiene 豆 come radicale.
      O prendi (sul mio libro) 七 sette, se lo usi come radicale va inteso come tagliare, non come sette, per ovvie ragioni… Ma in altri casi può essere molto meno ovvio.
      2. “Disegni” (ideogrammi) diversi sono stati modificati nel tempo, specie se usati come radicali (perché usandoli come radicali li si scriveva più piccoli e semplificare era d’aiuto), così ci si è trovati ad avere oggigiorno un solo radicale con due significati (perché in origine erano disegni diversi ma simili). Prendi il radicale che sembra il kanji di luna, a volte è luna (es. in 明) e a volte è “carne” (come in 肺 polmone) perché vengono da “disegni” diversi (月 e 肉)
      Tra parentesi è successo anche l’opposto, a volte da uno stesso “disegno” sono nati due radicali o due kanji (è il caso di 月 e 夕).
      3. La maggior parte dei testi e delle fonti sull’etimologia sono antecedenti alle ultime scoperte e quindi colmavano come potevano le lacune …che comunque sono ancora molte! Abbiamo 5 “livelli” di accuratezza
      – testi seri e moderni (comunque non tutto è noto)
      – testi seri ma datati (spesso comprendono studi fonologici del cinese antico)… Danno una spiegazione per tutto, anche se è assolutamente impossibile
      – testi universitari alquanto discutibili (il famoso Shirakawa è tanto apprezzato quanto dubbio… Ma se l’obiettivo è solo far ricordare i kanji, in fondo ci sta pure)
      – testi di fantasia …in cui rientrano la maggior parte dei testi per studenti e un libro di 2000 anni fa che è stato usato a lungo come La Fonte
      – quelli che mirano in realtà alla memorizzazione (dicendo per es. 阝è una B, 立 è una tazza, ecc.)
      4. Il quarto problema è proprio questo: si cerca di conciliare l’etimologia con la didattica. Non è detto infatti che la precisa spiegazione etimologica, sempre che esista, aiuti uno studente a ricordare il kanji
      …e per ora mi fermo perché è ora di cena, rispondo al resto appena posso

    2. Ti direi di non cercare il modo più efficace, ma il più… Se non “divertente”, perlomeno “interessante”. Ho scritto quel libro anche pensando ai i tanti che non “reggono” Anki o la ripetitività dello scrivere a mano mille volte lo stesso kanji. Quindi sicuramente serve in quel senso.
      Il mio libro è sufficiente per tutto, ma si concentra sul *capire* i kanji (ho dedicato un capitoletto a spiegare perché “capire” serve più che “memorizzare” e ho scritto un post sul mio sito dal titolo *provocatorio* “smetti di memorizzare i kanji”), comunque certo la memorizzazione è possibile grazie ai molti esercizi proposti e pensati perché la memorizzazione sia “indolore”.
      Ma ciò dipende anche dal “tipo di studente”: come dicevo c’è chi odia Anki ma anche chi non può vivere senza!
      Non so che “tipo” di studente sia tu, ma secondo me se vuoi “fare tutto” l’ideale è studiare sul libro E usare Anki per la memorizzazione (sempre che tu non sia tra quelli che lo odiano). Per farlo puoi crearti delle carte dei kanji che studi, inserendo solo le pronunce necessarie (quelle in roomaji sul mio libro, non quelle in kana) e i vocaboli d’esempio che preferisci, non più di uno per pronuncia. E poi puoi mettere le note che preferisci, ciò che ti ha affascinato.
      Nota che puoi anche non creare delle carte per i kanji… Per ogni kanji scegli dei vocaboli (uno per pronuncia, ad esempio, aggiungendone se vuoi qualcuno particolarmente importante o interessante) e per ognuno di questi vocaboli che hai scelto crei una flashcard semplice, “minimale”, giapponese roomaji e significato

    3. P.s. lo so che penserai “sì vabbè ma io li devo imparare e questo mi parla di metodo interessante più che efficace”… Il fatto è che per esperienza personale, nella maggior parte dei casi, il metodo “interessante”, per quanto poco diretto e lineare sia batte sempre quello “(tecnicamente) più efficace”. Io avevo compagni delle elementari che non riuscivano a imparare 4 righe di poesia e dicevano di non aver memoria ma sapevano a memoria le rose di tutte le squadre di serie A… E immagino sia ancora così. “Interessante” batte “efficace”, cerca di appassionarti all’argomento più che dannarti l’anima per memorizzarli.
      Ma certo, anche qui tutto dipende dal tipo di studente che sei. D’altronde a scuola c’era chi imparava la poesia e detestava il calcio…
      Dunque se per te l’efficacia è più importante (e non odi Anki), allora vada per Anki (in genere un metodo molto veloce), ignora l’etimologia e le curiosità scritte sul libro ma concentrati molto sui significati (in futuro sarai contento d’averlo fatto). Puoi ignorare anche la scrittura, se non è nei tuoi piani… A proposito ti consiglio di leggere assolutamente il mio articolo “smetti di memorizzare i kanji”. Non per altro ma quando dico che tecnicamente si può ignorare la scrittura, la gente non ci crede, quindi lì trovi le argomentazioni a sostegno della tesi… In genere non consiglio di farlo (per varie ragioni), ma è innegabile che sia una via più veloce.

      Se hai altre domande fammi sapere 😉😁

      1. Sei stato super esaustivo, grazie. Solo ancora due piccoli dubbi. Come ti scrivevo è meglio studiarli seguendo N5 N4… Oppure studiarli per anno scolastico? Infine, ha senso studiare prima i Kanji e solo dopo approcciarsi alla grammatica? In realtà non intendo studiare tutti i kanji subito, ma almeno coprire un buon numero per essere avantaggiati poi nello studiare i vocaboli e quindi la grammatica.

        1. In realtà ti ho già risposto… Non pensare a un metodo “efficace”, pensa a interessarti a quel che fai… perché alla fine si fa più in fretta se si fa quel che ci interessa… Suki koso mono no jouzu nare, dicono i giapponesi, e vuol dire esattamente questo: si diventa bravi in qualcosa proprio perché quel qualcosa ci piace.
          Ad ogni modo, se vuoi fare il JLPT l’ordine del JLPT è d’obbligo, altrimenti è facoltativo e un ordine o l’altro è lo stesso. Lo so, non ci credevo neanch’io, ma da un lato sono relativamente simili, dall’altro una volta arrivati all’N2 uno ha fatto praticamente esattamente tutti i kanji delle elementari… Non c’è grossa differenza, specie se uno punta ad andare molto avanti.
          Per i kanji, puoi studiare il mio libro (che contiene più dei kanji N5 e del primo anno di elementari) sia prima che durante che dopo un altro corso. Tutti e 3 gli approcci hanno “pro e contro” …ma anche qui, nulla di trascendentale. Come dici tu ti avvantaggia studiare prima kanji e vocaboli, nel contempo se uno studia solo vocaboli senza poterli usare può essere frustrante… ma se il libro di kanji è anche interessante, magari non è poi una tragedia…
          Di nuovo, te lo dico col cuore in mano: non conta l’ordine (a meno che sia bislacco, tipo dal meno frequente al più frequente), né la presunta efficacia del metodo… non cercare di raggiungere un obiettivo, cerca di interessarti a quel che fai, sempre di più giorno dopo giorno, cerca di goderti il viaggio. È il metodo più efficace che io abbia trovato, perlomeno

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