• Pepsi Mont Blanc (ottobre 2010): ispirata all’omonimo dolce (a base di crema di castagne con brandy e vaniglia. Se posso dire la mia, questa etichetta mi piace davvero… ha un che di natalizio…!
  • Pepsi rosa (novembre 2011): l’etichetta (frontale) dice “al gusto di latte e fragola” ma nessuno dei due è nella lista degli ingredienti (LOL! XD). Chi l’ha assaggiata dice che il gusto è a metà tra una caramella gommosa alla fragola e le care, vecchie bigbabol (e perdonatemi se non ricordo come si scrive!)
  • Ah ed eccoci arrivati alle ultime uscite… alla mia preferita… la stranezza che mi ha fatto pensare di scrivere questo ulteriore “quarta parte”!!! Pepsi al gusto di ANGURIA SALATA (estate 2012): che dire, ovviamente è una bevanda gassata, al gusto di anguria (fin qui anche anche, ne esistevano già altre in commercio anche in altri Stati) ma SALATA?!? Ebbene sì, in Giappone SI METTE il sale sull’anguria e sulle mele. A quanto pare mettere un pochino di sale fa risaltare, per contrasto, il sapore dolce… (“Ci ho provato ed è vero!” – Kaze)
  • Pepsi Black (estate 2012): ok la Pepsi è sempre più o meno nera e questa in particolare, ma a quanto pare in Giappone c’è una connessione tra il colore nero e l’età adulta. Si dice che probabilmente dipende dal fatto che gli adulti possono fare le cose sconce e imbarazzanti ma solo al buio …non alla luce del sole dove ci possono essere occhi che li possono giudicare! (NB Rifiuto ogni paternità (maternità?) su questa affermazione che potrebbe essere una sciocchezza inventata da qualche blogger! LOL!). Tuttavia Pepsi dichiara che il nero si riferisce al fatto che NON è dolce*. Come si può capire dalla confezione è aromatizzata al limone.
    * D’altronde se è “black”, cioè “nero”; ordinare un caffè black equivale a chiederlo “non zuccherato”, un modo in cui i ragazzini non riescono proprio a berlo (Non dovrebbero berlo comunque, ma vallo a spiegare ai giapponesi… o perlomeno agli autori degli anime dove ho visto simili riferimenti – Kaze). Detto ciò, mi sfugge il collegamento con il limone… ma non me la sento di indagare (Nemmeno io, ho paura! – Kaze).
    Inoltre cìè da dire che la Pepsi Black, ovviamente, non è completamente amara, solo che è dolce la metà della Pepsi normale, meno dolce della…
  • Pepsi Dry che era già in commercio (maggio 2011) quando è stata lanciata la black. Questi sono tentativi (via via più drastici) di catturare la fascia di mercato che preferisce bevande analcoliche più amare tipo ginger/bitter). Inoltre queste bevande possono puntare ad attrarre sia le donne perennemente a dieta che cercano bevande meno caloriche, che gli uomini che tendenzialmente preferiscono bevande meno dolci (rispetto alle donne).

Altra cosa strana è che a volte (e soprattutto recentemente) le Pepsi sono vendute in bottigliette da 490 ml e mi sembrano anche piuttosto care (mi sembra di aver visto che il prezzo si aggira intorno ad 1,5 euro per bottiglietta… anche nei konbini, non parlo dei bar dove sarebbe un prezzo normale!).

Nota di Kaze: i prezzi sono un discorso a parte… da noi c’è grande differenza nel prezzo di una lattina, bottiglietta o bottiglia comprate ad una macchinetta (自販機 jihanki), in un supermercato o in un bar: al cinema una bottiglietta può costare 3,70 euro, in un bar del centro una lattina può venire 4 euro o più. Non è così in Giappone, dove gli articoli costano allo stesso modo… ma in compenso costano sempre tanto: una lattina costa ovunque 1 euro, una bottiglia costa sempre 3 euro… ecc.

Per vedere tutti gli altri post sulle strane bibite giapponesi usate la tag bibite (-_^) Per stranezze di tutt’altro genere invece c’è la tag… indovinate un po’… stranezze! ^__^

Le foto di questa imprevista “appendice” al tema bibite sono tratte da…

One thought on “Stranezze giapponesi (2) – Bibite (quarta parte!)

  1. Sono decisamente troppe bibite! Come fanno a produrle tutte senza andare in fallimento?
    C’è forse un ricambio molto veloce di prodotti alimentari per quanto riguarda le “news” che il mercato propone?

Fatti sentire!

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