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  2. Cercate una parola chiave nella casella di ricerca. Forse c’è un post che ne parla già!
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971 thoughts on “Domande

  1. ciao Kaze…
    se mi consenti una domanda veloce veloce …

    in giapponese vi è una forma grammaticale (me lo ha detto il genero del del fratello dell’ amante del cognato di mio cuggino!!^ _^ ,scherzo l’ ho letto da qualche parte ma non riesco più a reperire la fonte) da che si utilizza per indicare “il mancato inizio di un’ azione” , saresti così gentile da spiegare tale forma grammaticale ma soprattutto che cosa si intende per “mancato inizio di un’ azione”?

    Grazie per il tempo che vorrai dedicarmi.

  2. Penso tu ti riferisca a kakeru… che ha vari usi. Uno di questi è parlare di un’azione che stava per avvenire ma non è avvenuta.
    korobikaketa
    Esempio dal web
    主人が仕事中につまづいて転びかけた際に左手首が腫れています。
    mio marito essendo inciampato e quasi caduto a lavoro ora ha la caviglia sinistra gonfia
    Ho pensato a un criterio per decidere quando kakeru ha il senso di aver quasi fatto qualcosa… oppure un altro senso (ad es. uno è l’aver fatto qualcosa a metà: tabekake no sandoicchi = un sandwich già iniziato = un sandwich mangiato a metà).
    Non riesco a farmi venire in mente molto, ma diciamo che la forma è, direi, sempre passata (ma non sempre l’uso al passato indica questo uso).
    Il fattore più decisivo resta il contesto, Shinikaketa = sono quasi morto, stavo per laciarci le penne… ovviamente sono qui a raccontarlo, quindi l’azione non si è compiuta^^.

  3. Innanzitutto la ringrazio di questo meraviglioso blog io lavoro da qualche anno circa quattro mesi l’anno in Giappone dove insegno canto lirico in diverse università ….vorrei trasferirmi lì un giorno ma mi hanno detto che è più facile essere assunto in scuole di italiano o università di lingue per avere un visto perché le università di musica sono in crisi …il mio livello di giapponese è medio cioè riesco a fare lezione e parlare in modo discreto, ma non conosco kanji, solo katakana e hiragana. Secondo lei devo iscrivermi ad una università di lingue orientali e fare almeno la triennale (sono già laureato in lettere e filosofia) o per lavorare basta il jlpt???
    Grazie e a prestissimo, ho incominciato da ieri a seguirvi e lo farò spesso …grazie Giovanni

    1. Non è che conosca i posti di lavoro che citi, ma tutti gli italiani – o quasi – che vengono qui provano a farsi assumere in una scuola di lingua… quindi è una lotteria.
      Nella tua situazione, manderei curriculum a destra e a manca tanto per partecipare anche tu alla lotteria.
      Io ti consiglio di proseguire nel tuo settore, poiché è di nicchia e offre quindi più possibilità. L’italiano è ricercato anche e (studiato seriamente) soprattutto da chi studia musica lirica. Ovviamente però questo è solo il mio pensiero. La laurea al fine di imparare il Giapponese equivale ad uccidere una zanzara con un bazooka, con la differenza che la metafora implica alta efficacia e la distruzione dell’intero muro (o casa), la laurea ha scarsa efficacia per quel che riguarda la lingua in sé, come particolarità va a coprire molto altro A PARTE la lingua. Insomma, tireresti giù la casa SENZA ammazzare la zanzara (il tuo parlato quotidiano credo sia superiore al livello di una triennale, dove fai 3 esami di lingua, punto).
      Uno studio indipendente o in una scuola di lingua è di certo la soluzione migliore. Il jlpt può essere una buona scelta, ma la parte essenziale è imparare davvero: ascoltare e parlare tantissimo. Il jlpt puoi sostenerlo per vedere come sei messo (non che sia del tutto affidabile: non testa l’orale né la composizione scritta) e perché gli attestati in Giappone piacciono (questo però non significa che il tuo datore di lavoro sappia cosa sia il “jlpt”).
      Detto ciò, che livello… se diventi davvero in grado di parlarlo normalmente, anche un N2 (l’N1 è anche meglio, ovvio) o N3 possono bastare come “pezzo di carta” e i contenuti dell’esame sono quelli da conversazione/vita quotidiana, ma come ti dicevo, è la naturalezza e velocità con cui parli che fa la differenza.
      Un motivo per cui non hai ancora ottenuto un visto, a parte la convenienza economica delle università in questione, potrebbe essere il fatto che con il tuo livello di giapponese (o scarsa conoscenza del tema) non sei stato in grado di intessere quelle relazioni sociali che in Giappone sono indispensabili in ambiente lavorativo: i.e. gli servi, ma non ti vogliono attorno più del necessario.
      Ovvio, è solo un’ipotesi, ma se è questo il caso puoi lavorarci sopra, altrimenti non puoi fare nulla.
      Ecco perché ti consiglierei una scuola di lingua. Se non parli davvero in modo fluente – e devi rendertene conto tu – probabilmente non penseranno nemmeno a darti un visto. D’altra parte se riesci a proseguire nel tuo settore abbastanza a lungo, probabilmente qualcuno ti offrirà un visto se ti vuole lì sempre… francamente non posso averne idea.

      C’è anche la possibilità del “self-sponsored visa” o di un visto “da artista”, ma non so proprio come funzioni e se tu possa chiederlo, da insegnante quale sei. Devi informarti tu (comincia dal sito dell’ambasciata).

      Alla fine l’unica vera soluzione rapida e sicura – per quanto brutto a dirsi – è sposarti con una giapponese: considerando che da anni le università dove stai non ti danno un visto e che il tuo livello di giapponese non può migliorare in una notte… Se è fuori discussione, rivedi i punti sopra.
      In bocca al lupo ^___^

      1. Kazeatari, ma cosa fai? Sputi sul piatto dove hai mangiato? (Ammesso che sia vero che tu abbia mangiato in quel piatto!). Racconti alla gente del Forum di aver sostenuto 4 esami di Lingua Giapponese (2 lodi, un 30 e un 29) e poi, appena un utente nomina la parola ”università”, cominci con una ramanzina denigratoria nei confronti di quest’ultima? Oddio, credimi sei RIDICOLO. E te lo dissi anche 2-3 anni fa su Jappop.com, ricordi? Ti dissi che eri soltanto un pallone gonfiato che si atteggiava ad Einstein della lingua giapponese.
        Cioè, detto terra terra, tu consideravi l’università una cosa inutile (per quanto riguarda il giapponese), e pur consapevole dell’inutilità di essa, hai fatto 4 esami? E che li hai fatti a fare se pensavi che fosse una cosa inutile?
        L’università di certo non ti insegna a diventare esperto come i madrelingua. E’ normale che dopo la laurea uno deve fare esperienza, deve fare i viaggi, deve ”vivere” il giapponese. M a se non si comincia con l’università, con cos’altro si deve cominciare? Forse tu hai frequentato l’università statale della Cecenia, o del Congo belga….ma ti ricordo che nelle università ITALIANE ci sono i lettori giapponesi, i madrelingua .Tu sapere cosa essere un madrelingua? Essere persona GIAPPONESE che ti corregge quando sbagli. Ma tu altezzoso quale sei, saresti capace di dire che quello che dicono i lettori giapponese delle università italiane è sbagliato, mentre quello che dici tu è vero.
        Ma poi, ho due curiosità che mi piacerebbe togliermi, ma sono sicuro che appena leggerai il mio post lo cancellerai, ahahahahah SENZA RISPONDERE (è normale, forse racconti alla gente bugie!)…Come hai fatto a fare esami di lingua giapponese se eri iscritto ad Ingegneria dei materiali? Che io sappia, ad Ingegneria si studiano sì le lingue, ma lingue come inglese, francese, tedesco, forse anche spagnolo, ma non credo che vadano oltre lo spagnolo.
        Hai fatto gli esami di giapponese alla facoltà di Lingue o Lettere a Milano e non li hai potuti registrare perché non eri iscritto a quella facoltà? Quando si fanno gli esami, non ti chiedono la matricola? E tu, quando hai fatto l’orale di giapponese, hai dato la matricola di ingegneria?
        2 CURIOSITà :Nooooooo, mi devi spiegare come hai fatto a superare l’ N1? Davvero, spiegamelo,altrimenti muoio! Ahaahahhah….L’N1 è follia pura persino per i madrelingua, è una cosa quasi impossibile….tu che studi giapponese dal 2008, lo hai superato?….No, ti prego, devi assolutamente postare su questo Forum la copia dell’attestato. E’ un evento straordinario!

  4. La ringrazio moltissimo , ne trarrò profitto …lei è gentilissimo .
    Se concretizzero il mio sogno vi aggiornerò ..
    Grazie e buon tutto e a presto

  5. Ciao a tutti!
    Avrei una domanda riguardante l’iscrizione al JLPT. Quando l’ho fatto a Dicembre, ho chiamato l’Università, insomma tutto normale.
    Il fatto è che vorrei farlo anche a Luglio, quindi stavo pensando che visto che in estate andrò con la mia famiglia in Germania potrei fare lì il test ^^ In quel caso come potrei organizzarmi per iscrivermi? Potrei per esempio pagare e inviare tutto in italia e poi portare semplicemente il voucher al luogo dell’esame?
    So parlare un po’ di Tedesco quindi potrei chiamare l’università, ma se non mi inviano i documenti in italia come li compilo?

    Grazie in anticipo a chiunque sappia aiutarmi! ^^

    1. Sono sicuro al 99% che tu debba per forza iscriverti in Germania. Il voucher è legato al posto dove svolgi la prova e ha su il tuo numero di banco.
      Scrivi in inglese al posto/posti che gestiscono l’esame in Germania (li trovi sul sito ufficiale del jlpt, jlpt.jp/e/ ).
      In bocca al lupo

    1. Al termine della parola manca una “u”, è がんばろう
      Come puoi vedere se virgoletti l’espressione in google, non dici normalmente una cosa simile, dici solo ganbarou, senza soggetto, perché questa forma è riferita di norma a te stessa o a un noi (reale o fittizio, nel caso in cui lo si voglia usare al posto di un imperativo).
      Da internet trovi subito esempi del genere
      だから私はがんばろうと思いました
      watashi wa è soggetto di omoimashita
      私はがんばろうね! のほうが好きです
      watashi wa “ganbarou ne!” no hou ga suki
      watashi wa è tema per suki: watashi wa xxx ga suki
      でも私はがんばろうという気持ちが…
      Idem come sopra: “per quel che mi riguarda il sentimento di volersi impegnare…”

      Al contrario nella seconda espressione watashi wa è soggetto, da un punto di vista logico (in effetti è il tema), del verbo ganbaru, inteso come un tempo futuro.

      Fammi sapere se è tutto chiaro ^__^

  6. Ciao Kaze e ciao a chiunque vorrà aiutarmi, io mi ricordo che in un tuo articolo (non mi ricordo quale) consigliavi dei siti in lingua inglese che potevano essere utili con i kanji, ad esempio Denshi Jisho, potresti dirli nuovamente?

  7. Ciao Kaze è molto tempo che non ti scrivo o meglio che non ti annoio con le mie domande. Voglio fare un saluto a Diego che tempo fa mi ha salutato a Daniela e Sakura, anche se non mi si vede tanto, passo sempre alla veloce da qui.
    Ora vorrei farti qualche domanda per avere chiarimenti :
    1) KATA e HITO vogliono dire tutti e due persona, ma quale è la loro differenza e sopratutto quando uso l’uno e quando l’altro.
    2) NARU KOTO NA vuol dire ” davvero” come HONTO NI ?
    3) la base dei verbi che finisce in E, come serve solo a formare solo un divieto come in IKENAI ?
    4) Per ultimo quando devo unire un agg. in I e uno in NA cosa metto ? cioe se entrambi sono in I il primo metto KUTE mentre se sono in NA sempre sul primo metto DE ma se non sono dello stesso gruppo ?
    Ciao e grazie, spero che li in Giappone ti vada tutto bene e un saluto a tua moglie e spero che stiate bene entrambi ciao.

  8. 1) KATA e HITO vogliono dire tutti e due persona, ma quale è la loro differenza e sopratutto quando uso l’uno e quando l’altro.

    Kata è molto cortese

    2) NARU KOTO NA vuol dire ” davvero” come HONTO NI ?

    No, così come l’hai messo non ha senso. Scrivimi la frase in cui l’hai trovato…

    3) la base dei verbi che finisce in E, come serve solo a formare solo un divieto come in IKENAI ?

    Nel caso dei verbi godan hai due forme che terminano in E. Ad esempio ganbare, l’imperativo (=metticela tutta!), e il ganbare a cui leghi la particella -ba: ganbareba = se ti impegni
    Nel caso dei verbi ichidan (es. miru) si aggiunge alla base (mi-) “re” e quindi la particella -ba, ottenendo così “se guardi”, mentre la forma imperativa non comprende il suono “E”, è “miro” o, in una forma un po’ più arcaica, miyo.

    4) Per ultimo quando devo unire un agg. in I e uno in NA cosa metto ? cioe se entrambi sono in I il primo metto KUTE mentre se sono in NA sempre sul primo metto DE ma se non sono dello stesso gruppo ?

    Quel che segue non importa. Esempio (e scusane la stupidità):
    kirei de oishii (desu)
    oishikute kirei (da/desu)
    Se invece non sono a fine frase e dopo hai un sostantivo diventano così:
    kirei de oishii ryouri
    oishikute kirei na ryouri

    Nel “giapponese vero” due aggettivi si possono trovare anche semplicemente accostati (se precedono un sostantivo potrai avere anche una di queste due forme: “kirei na oishii ryouri” o “oishii kirei na ryouri”), ma i test come il JLPT ti richiedono invece di sapere le regole sopra per cui non farci troppo caso.

  9. sei sempre molto disponibile grazie molto.
    Per NARU KOTO NA lo sentito nell’anime FATE 2 stagione, e lo traducevano con DAVVERO.
    Per gli agg. volevo solo una conferma da te perche tempo fa mi avevano spiegato una regola un tantino diversa dalle tue lezioni e visto che sul libro che ho io non dava nessun dettaglio a riguardo ho chiesto a te.
    Un ultima cosa, i verdi che compongono il divieto cioe come in IKENAI, credo che voglia dire non si possa andare, come è la costruzione o la regola ?
    Ciao e buona domenica.

  10. Penso di aver capito per quel che riguarda il primo dubbio… probabilmente, se prima di “naru” non c’era nulla (poiché così come è, la frase non sta in piedi), probabilmente la vera frase era (e sono pronto a scommetterci): “naru hodo na” che in genere si traduce bene con “ah, capisco/ho capito”, a volte qualcosa di più libro come “ah, ecco (perché)” e cose del genere.
    Detto ciò, NON fidarti delle traduzioni che leggi negli anime. Sono tradotte da subs insglesi, che a loro volta sono (spesso) tradotte dal cinese, non dal giapponese. Comunque che i passaggi siano 2 o 3, che i traduttori siano bravi o no (e quelli che ricordo dai miei tempi nel fansub sono per lo più pessimi), importa poco perché la traduzione sarà al 99% non letterale.

    Sarei curioso di sapere de “l’altra spiegazione” sugli aggettivi. Quando coordini due aggettivi il primo, quello a sinistra, va in forma coordinativa, che sarà in -kute per gli aggettivi in -i e in -de per quelli in -na, mentre il secondo non subisce variazioni. NON ci sono altre regole, a parte l’eccezione che ho citato sopra e che i libri in genere non contemplano.
    Anche qui si può fare un nota bene. Tieni presente che la maggior parte della gente che fa corsi di giapponese su internet non sa il giapponese, non davvero almeno, in genere lo sta studiando e spesso è agli inizi. Ci sono perfino libri online come quello della Bignami su giapponegiappone e corsi online come il corso Advena di animeclick che contengono errori grossolani (ne ho fatti notare alcuni e mi hanno cancellato il commento).
    Insomma, non citarmi altre presunte fonti… se non so di potermi fidare, di base non mi fido perché ho visto un 90% di ciarlatani in rete. Dal tuo punto di vista potrei esserlo anch’io, ma sta a te decidere se fidarti o no.

    Sul terzo punto fai un po’ di confusione. Prima andavo di fretta e ho sorvolato sulla cosa. Gli ordini e i divieti, di cui parli, sono del tipo DEVI… (ordini) oppure NON DEVI… (divieti).
    Gli ordini funzionano prendendo l’azione da ordinare e portandola alla forma negativa, solo che invece di -nai, finirà in -nakereba ikenai oppure -nakute wa ikenai.
    Esempio
    ganbaranakereba ikenai
    ganbaranakute wa ikenai
    Ti DEVI impegnare al massimo
    Il senso è lo stesso, cioè che l’azione del “NON impegnarsi”, non va bene (=ikenai). Se il non impegnarsi non va bene, significa che è giusto impegnarsi, che DEVI impegnarti.
    Al posto di ikenai puoi avere naranai e non cambia granché.

    Per i divieti usi ancora ikenai (o naranai), ma stavolta la parte che precede non è negativa… e non hai più due scelte.
    ganbatte wa ikenai
    NON DEVI impegnarti
    In questo caso è l’azione di “impegnarsi” che non va bene (ikenai).

    Ora, questo argomento si è va a legare, per via di “ikenai”, ai “verbi con il suono E”, come dicevi. Non si tratta però di una base come pensavi.
    Vado a creare quella che è una forma potenziale. Non ha direttamente a che fare con le basi.
    Per i verbi godan, come iku, questa forma nasce accostando la base in -i, quella della forma in -masu al verbo 得る eru (a volte letto uru, ma sorvoliamo). Le due parti posi si contraggono e danno i verbi che conosciamo.
    Esempio:
    Per iku ho iki+eru = ikeru
    Per ganbaru ho ganbari+eru = ganbareru
    ecc.

    Per i verbi ichidan è diverso: la forma potenziale è identica alla passiva e si forma dalla base negativa aggiungendo rareru. Dunque prendiamo ad esempio miru. Al negativo fa minai, tolgo .-nai, la base che mi serve è “mi-” e a questa aggiungo -rareru: mirareru è la forma potenziale.
    Per completezza esiste anche un verbo mieru, ma è un’eccezione e un discorso a parte rispetto a mirareru.
    Altri esempi della normale costruzione della forma potenziale sono questi:
    taberu al negativo fa tabe-nai, quindi tabe-rareru
    hajimeru al negtivo è hajimenai quindi avrò hajime-rareru.

    Di nuovo, per completezza, a volte si sentono forme tipo mireru, tabereru, ecc. al posto di quelle citate sopra, ma non sono forme corrette, anche se molto usate nel parlato quotidiano.

  11. Grazie Kaze, ora è tutto chiaro, comunq. mi fido di quello che dici infatti se ti chiedo una spiegazione o conferma è proprio che credo alle tue lezioni. Come per la spiegazione che mi avevi fatto su NANDE MO NAI che poi alla fine dovevamo prenderlo come frase fatta, anche per NARU HODO NA va presa cosi cioe HODO vuol dire confine, limite, ma penso che insieme a NARU abbia un suo significato, ciao e grazie ancora.

  12. Quattro stelle alla risposta di Kaze, è normale.
    ma quattro stelle alla domanda di massimo kun?
    questo blog non è arrivato fin qui solo grazie alle risposte di Kaze sensei, ma in special modo grazie alle curiosità delle persone che seguono il blog. senza di loro il blog non ci sarebbe e non funzionerebbe, perciò……grazie massimo e grazie a tutti voi che partecipate per il piacere di studiare……masochisti vero?

      1. Sì, direi che è il caso di togliere le stelle… Ci pensavo da un po’, avendo visto alcuni episodi del genere nel tempo. Così perlomeno la gente, o diciamo uno su dieci, esprimerà apertamente un parere, invece di mettere un voto basso a risposte precise (senza sapere che magari è lui a sbagliare) oppure un voto alto a un commento inutile, retorico, telegrafico… o ancora “usare le stelle” giusto per litigare un po’ nel classico stile del “web contemporaneo”… (e passatemi il termine un po’ stupido).

  13. Ciao Kaze sono sempre io l’ignorantone del bolg, però sono tale perche ignoro certe cose ma è mia volonta conoscere, sapere, crescere per non rimanere nell’ignoranza non per scelta ma solo perche non ho avuto modo e possibilita. Perciò ti ringrazio per avermi acettato per come sono ma sopratutto per tutto l’aiuto che mi dai per crescere su una lingua che è abbastanza impegnativa.
    La mia domanda è su 感謝いたします. So che KANSHA vuol dire gratitudine e il verbo ITASU vuol dire fare ma non come SURU, cioe come è che si viene a creare questa frase e che differenza c’è con ARIGATOO.
    Mi piace capire il perche di una cosa non solo perche è cosi ma per il suo significato, delle volte bisogna prenderla per quello che è non c’è spiegazione ma altre c’è una storia.
    Ho avuto questa frase da un giapponese su FB che rispondeva a un mio commento, ti scrivo la frase completa, お褒めのお言葉、感謝いたしますm(__)m.
    Ciao e grazie ancora.

  14. Raga, non fidatevi di questa gente che si spaccia per ”Einstein del giapponese”.
    Ho conosciuto Kazeatari su Jappop 3 anni fa, mi bannava spesso perché non sopportava che io lo contraddicessi nelle spiegazioni, spiegazioni che per me erano fasulle.
    All’ epoca lui stava terminando la magistrale in Ingegneria dei materiali. Su alcune discussioni ha raccontato di aver dato 4 esami di giapponese all’università. Cosa IMPOSSIBILE per uno che fa ingegneria. Quando si fa un esame si dà la matricola, lui che matricola dava? Quella di ingegneria?
    Avrebbe superato l’N1,che è una cosa impossibile da superare, follia pure persino per i madrelingua. Lo ha provato un mio amico che è metà giapponese, e non lo ha superato.Ahahahahahaha.
    Fate un salto su Jappop se avete tempo, e leggete le discussioni di Kazeatari. E’ arrogante, presuntuoso, sa tutto lui (sì, coi libri davanti, col traduttore elettronico, con Wikipedia…siamo tutti degli Einstein,ahahaha).
    Voi direte ”Emiliano, ma anche se fosse cosa te ne importa?”….Beh, in realtà niente! Ma siccome vedo che offende spesso il mondo dell’università, offende gli studiosi che scrivono testi di linguistica…..mi sento in dovere di intervenire. Io provengo dal mondo dell’università, ho studiato giapponese. Nelle università ci sono i LETTORI, che ti seguono per tutto il percorso di studi che fai. A Napoli, dove ho studiato io, gli esami scritti si fanno senza il dizionario, nemmeno col monolingua….e credetemi, ho visto gente piangere, gente che ripeteva lo scritto di Giapponese Terzo anno 7-8 volte. Abbiamo una lettrice severissima, rigida, precisa, pignola, che umilia gli studenti e li induce ad abbandonare il giapponese qualora non si sentissero sicuri e qualora non si impegnassero al 100%.
    E’ questo il motivo per cui intervengo in questi Forum amministrati da cialtroni che si pavenoggiano dietro ad un pc (Kazeatari).
    Vengo da una famiglia di operai, i miei si sono fatti in 4 per farmi studiare e pagarmi le tasse.
    E sentire sto Kazeatari che denigra l’università è una cosa scandalosa.

  15. Sei il solito, non meriti una risposta, dopo tutto quel che ho fatto per aiutarti…

    Pensa quel che ti pare, non me ne frega molto, ma:
    1. non oscuro i commenti non volgari
    2. non leggo fino in fondo i tuoi commenti perché non ne vale la pena e se voglio farmi del male vado a mangiarmi una vaschetta intera di gelato
    3. cerca minacce migliori, perché le sciocchezze che dici sono facilmente smentibili

    Intanto questo è il mio libretto degli esami
    libretto 1

    libretto 2

    I voti (ottimi) dell’N2 li ho postati già su questo sito.
    Ho superato l’N1 e ho l’attestato, ma sfortunatamente l’ho spedito nel trasloco dal Giappone, insieme alla password e tutto quel che concerneva il JLPT (compreso il vecchio attestato… di cui per fortuna ho copia) e arriverà quando arriverà il resto della mia roba. Puoi star certo che lo posterò in una pagina di presentazione sul sito.
    No, non ci vuole scienza infusa per passarlo: io l’ho passato a 6 mesi dall’N2 e mia moglie lo ha passato in appena 1 anno di studio serrato (certo, lei non aveva da studiare i kanji, essendo cinese) della lingua giapponese (sì, da zero a JLPT N1 in un anno).

    I giapponesi possono avere difficltà con la sezione di letture, che richiedono metodo e sono legate al cavilloso metodo di studio asiatico… dubito abbiano grosse difficoltà a passare il resto, ma gli ignoranti esistono in ogni paese, come sei sempre pronto a dimostrarci.

    Ah, dimenticavo, sei bannato anche qui… e vediamo quanto farai per continuare a tornare a scocciarmi a morte, dopo che ti ho dimostrato che hai torto. Per essere uno che mi odia e mi schifa mi cerchi più di quanto ci si potrebbe aspettarsi, quindi se per cortesia la pianti e torniamo ciascuno alla nostra pace… io ne sarei lietissimo.

    1. Caro Riccardo, non posso odiare una persona che non conosco nella vita reale. Come tu ben sai, ho studiato giapponese all’università e pertanto sai che sono solito girare tra i forum che parlano di questa lingua. Non mi ricordo nemmeno come ci sono arrivato qui, forse avrò letto su Jappop qualcosa riguardante il tuo sito, qualcuno che lo ha nominato, e così sono venuto a vedere.
      A me dei tuoi esami non me ne frega una mazza. So solo che ad Ingegneria non si studia Giapponese.
      L’ N1 è una cosa mostruosa, una follia pura. Ho un amico madrelingua che lo ha fatto e che mi ha descritto com’è..
      Smettila di parlar male delle università italiane in cui si studia Giapponese. Io ho avuto una lettrice dura, severa, spietata, che bocciava le persone per 7-8 volte di fila.
      Sii meno presuntuoso quando spieghi le cose di grammatica alla gente del forum, anche perché non tutto ciò che scrivi è sempre esatto. Che tu sia uno che ha studiato giapponese, non lo metto in dubbio. Dalle discussioni vedo che leggi manga, drama, ecc ecc. Ma questo non vuol dire che tutto ciò che scrivi sia sempre esatto.
      Trattali bene i tuoi followers. Sembra che a volte tu li prenda a pesci in faccia!
      Buona serata!

      1. Eri nella cartella di spam, come meriti, ma ti pubblico e ti rispondo lo stesso per l’ultima volta.

        Hai detto che mento, che non ho dato quegli esami e che sono un ciarlatano. Ti ho dimostrato che li ho dati nella mia Università, qui a Milano (che come ho detto non è “ingegneria” quindi c’è anche giapponese)… e a questo punto mi dici che non ti interessa. Chi è il ciarlatano qui?
        Non so chi fosse la tua insegnante. La mia insegnante non madrelingua però era Susanna Marino, autrice pubblicata… tra le altre cose autrice del dizionario Zanichelli, tanto per citare un testo che avranno visto tutti, mentre la lettrice madrelingua era la coautrice del dizionario in questione. Fai te.

        Ah, come ti ho detto altre volte… io ho dato gli esami senza dizionario. E non ho pianto affatto.

        Ora se vuoi continuare questa discussione, mi scrivi un sakubun di 1200 caratteri su un tema di mia scelta e io faccio lo stesso su un tema a tua scelta. Poi vediamo chi può permettersi di dire che l’altro è un ciarlatano.
        Se la tua prossima risposta non sarà qualcosa di correlato a questo, finirà in coda di moderazione e lì resterà.

    1. Sarebbe “ran”, ma fai attenzione che nei composti si usa quasi sempre “arashi” (es. il composto più banale direi che è “sunaarashi”, tempesta di sabbia).

  16. Ciao Kaze, ho finito di apprendere la frase nominale ellittica, ma ho qualche dubbio. Se non ho capito male, si utilizzerebbe, in una risposta, il verbo desu in sostituzione al predicato verbale originario. Ma quando è applicabile? Sarebbe meglio utilizzare il predicato verbale presente nella domanda?

    1. Ciao Danino ^__^
      Mi par di capire che parli della famosa “unagi-bun” (non perché ti sguscia via, ma perché è famoso l’esempio dell’ordinazione dell’anguilla al ristorante).

      Si usa solo se è ben chiaro dalla frase prima che verbo ci va e quindi non a tua discrezione, all’improvviso, per dire una cosa qualunque.

      A parte gli esempi classici e banali che troverai sulla grammatica, questo è un altro esempio, interessante, che puoi vedere come unagibun:
      Doko ni iru no? (Dove sei?)
      (Boku wa/Watashi wa) koko da/desu yo! (Sono qui!)

      Riutilizzare il verbo è un qualcosa che viene insegnato come “la cosa corretta da fare”, ma che nel parlato non fai quasi mai. Alla fine il verbo è sottinteso, p.e. non “koko ni iru”, ma “koko ni”… o anche solo “koko” (ma qui sto sottintendendo “da”). Puoi anche ripeterlo, ma in genere perché vai ad aggiungere una sfumatura.
      P.e. non rispondi “koko ni iru” ma vada pure per un “koko ni iru yo”.
      Ah, bada bene, non sto dicendo che qualcosa in “koko ni iru” sia sbagliato o non suoni. Sto usando questa frase per dire come in genere si tende a tenere un poì più viva la conversazione, quindi a volte sentirai “koko ni iru” e, più spesso direi, variazioni sul tema.

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